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ToxicRose - In for the Kill
21/10/2021
( 406 letture )
Niente da fare, il vocabolo “rose” in ambito hard/metal tira veramente tanto, più del famoso pelo e il carro di buoi. Inutile mettersi a contare quanti ensemble esibiscono nel loro monicker questo sostantivo, sarebbe tempo perso. I ToxicRose vedono la luce natìa a Stoccolma nel 2010, per volere dei due membri dei Lipstixx'n'Bulletz, cioè il cantante Andy "TXR" Lipstixx e il batterista Michael Sweet, i quali sceglieranno per il nuovo progetto il nome appena citato. Presenti in formazione anche il chitarrista dei Gemini Five, buono il loro Babylon Rockets e boombastici dal vivo, Tom Wouda e il bassista Goran Imperator (ex Sexydeath). A un lustro dall’uscita del debut album (2016), il quartetto torna sugli scaffali con questo nuovo prodotto, nel frattempo c’è stato un cambiamento all’interno della line-up con l’ingresso del bassista Johannes Sandberg in loco del precedente addetto al quattrocorde.

Look total black tempestato da super borchie metalliche, kili di lacca in testa, visi cadaverici dipinti di bianco, svezzati dai Motley Crue e cresciuti a colpi di spunti modernisti: basta osservare i loro video per carpirne il concetto. La musica però non esalta nonostante gli outfit stravaganti e d’impatto e la grinta esibita: brani molto derivativi, alla perenne ricerca dell’inno caratterizzante che possa consentire loro un bello spazio, con il sole a baciare le chiome fresche di colore nero corvino. Copertina policroma, oscura, tenebrosa, che ricorda parecchio del passato del genere, poi il laser accoglie la prima traccia. Il singolo Blood On Blood, video anche grazioso per la scazzottata sanguinolenta di due signori di mezza età, presenta chitarre serratissime, cori da arena, un ritornello da presa sicura ma non li rende distinguibili dalle tante band dedite a questa tipologia di genere mixato; carino il rallentamento nel bridge, ma tutto sommato nulla che possa far saltare le cuciture del chiodo dallo stupore. La ricetta è sempre la stessa anche per Heroes dotata di chitarre lancinanti, pressanti e metal, cori onnipresenti (che vorrei vedere come vengono riprodotti in sede live), atmosfere claustrofobiche, darkeggianti, che non regalano spiragli nuovi o sussulti. La title track mischia gothic e badilate hard, le guitar appaiono belle tese e inseguite per tutta la durata del brandello da tastiere in sottofondo, insomma una ricetta già ampiamente sperimentata, buono l’assolo della sei corde, ma nulla che non faccia pensare ai Lordi o altre entità su quella falsariga. Remedy, e giù altro video (per favore basta con gli stereotipi delle camicie di forza), sgorga da una tastiera, immediatamente violentata da una cavalcata sputata da un altoforno pronto alla deflagrazione, il solo è nuovamente degno di attenzione, il resto segue una linea melodica infarcita da effetti industrial, creando un muro di consuetudine, difficile da penetrare ma anche da apprezzare, almeno per il sottoscritto. Angel Down dura ben 7:20 e sa molto di polpettone, parte dal rintocco di una campana e da note innestate in una ballata che prestissimo si tramuta in una botta tremenda di hard metallico con varie deviazioni improvvise, rallentamenti, inserti e assoli; tutto sommato niente male la resa visto anche il chorus, ma sembra ricalcare l’indecisione del gruppo sulle strade da percorrere.
A mio personale avviso, se i ToxicRose decidessero di suonare ciò che amano nel profondo, hard/glam, avrebbero molte più possibilità di mettersi in mostra invece di scivolare maldestramente nel calderone del rock duro contaminato e per forza modernista con il miraggio del 2.0 a tutti i costi. Outta Time assume toni epic sfoggiando similitudini vocali con Rob Zombie, Domination seghetta un break centrale strumentale interessante pur senza brillare per originalità, mentre per Open Up e New Breed vale il discorso fatto sino ad ora, nessuna particolare emozione scaturita. Infine Great Escape riscopre l’hard ottantiano con super infiltrazioni di sound pompato e gonfiato a dismisura, chiudendo la scaletta.

In For The Kill è certamente un album ben suonato e ben prodotto, ma il livello di interesse e tensione costante dei pezzi decade in fretta, lasciando un senso di monotonia tematica che non permette di alzare il tiro e la valutazione. Sono convinto che per proseguire la loro carriera al meglio, la band abbia tutte le possibilità per rivedere e riplasmare una proposta che, inevitabilmente, corre il rischio di cadere nella fossa dell’anonimato.



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2021
Crusader Records
Glam Rock
Tracklist
1 Blood On Blood
2 Heroes
3 In For The Kill
4 Remedy
5 Angel
6 Outta Time
7 Domination
8 Open Up
9 New Breed
10 Great Escape
11 (Bonus) Not Afraid
Line Up
Andy Lipstixx (Voce)
Tom Wouda (Chitarre, Cori)
Johannes Sandberg (Basso, Cori)
Michael Sweet (Batteria, Cori)
 
RECENSIONI
65
72
 
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