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Dream Theater - A View From the Top of the World
22/10/2021
( 6574 letture )
L’ultimo abbraccio ai Dream Theater era avvenuto il 12 Febbraio dell’anno scorso al Mediolanum Forum, in una serata sicuramente singolare. Chi avrebbe potuto immaginare che quello sarebbe stato in assoluto l’ultimo concerto in un clima di normalità, dopo un lunghissimo digiuno, che sotto certi punti di vista ancora non è del tutto terminato. Se solo avessi saputo, avrei assaporato le note con più passione, avrei vissuto l’evento con un’enfasi ancora maggiore e sarei rimasto fino all’istante della chiusura per godermi quel momento magico in cui la gente comincia a defluire mentre con le orecchie ancora frastornate ci si dirige verso l’uscita. Ora un nuovo capitolo, con vista dall’alto della cima del mondo, più precisamente dal Kjeragbolten, un masso molto particolare sospeso a circa 1 chilometro da terra, rivisitato dall’artista canadese Hugh Syme e raffigurato sulla pittoresca copertina. Ad una seconda e più attenta occhiata, ci si accorgerà che la rivisitazione prevede un notevole cambio dello sfondo, sotto al masso infatti non scorgiamo la natura norvegese bensì uno scorcio di quella che sembra essere la più celebre metropoli statunitense. Per le foto promozionali infatti, come potete vedere a lato, la band ha scelto il punto panoramico Top of the Rock, situato all’ultimo piano del Rockefeller Center di New York, per questo motivo possiamo vedere lo stesso panorama impresso sulla copertina. Se poi vogliamo spingerci oltre, la scelta di quello specifico punto di osservazione posto all’86esimo piano, traducendo rock con roccia, ci dà l’idea del perché i nostri abbiano scelto l’accoppiamento tra il masso sospeso norvegese e la grande mela newyorkese, zoomando sulla copertina infatti possiamo notare un binocolo di quelli situati in ogni punto panoramico di qualsiasi città turistica.

Dopo lo stop forzato del tour europeo, il più attivo della band è stato sicuramente John Petrucci che ha rilasciato, nel giro di pochi mesi, il suo secondo album da solista e il terzo capitolo della saga Liquid Tension Experiment con il fidatissimo collega Jordan Rudess e l’amico fraterno Mike Portnoy. In un momento così florido, la band si è quindi riunita per la registrazione del quindicesimo album in studio, orfana del solo James LaBrie che li ha raggiunti in un secondo momento per incidere le parti vocali a giochi (strumentali) ormai fatti. La location designata per A View From The Top Of The World è stato l’headquarter statunitense dei DT, il loro studio privato di New York, differentemente da quanto avvenuto con il precedente Distance Over Time che li aveva visti incidere lontanissimi dai rumori della città, in una villa isolata di campagna tra una grigliata e l’altra del cuoco Petrucci.

L’antipasto che fa da preludio al rilascio del disco ha visto l’uscita del singolo The Alien a metà agosto, un brano sul quale è possibile sbilanciarsi con più convinzione visti gli ormai innumerevoli ascolti e la buona assimilazione. Il minutaggio complessivo fa ben sperare, soprattutto dopo un ottimo e deciso inizio strumentale che poi viene diluito da una sezione più melodica di chitarra. Le strofe presentano poca differenza rispetto a quanto ascoltato in Distance Over Time, per non dire pochissima, mentre il ritornello molto orecchiabile non faticherà a rimanere impresso nelle nostre orecchie e si snoda su tonalità care al cantante canadese che purtroppo donano quell’impressione di già sentito. Dopo la metà c’è spazio anche per il basso 6 corde di John Myung e qualche funambolica esibizione alle tastiere di Jordan Rudess, nulla di troppo tecnico o sfrenato, niente che possa stancare eccessivamente. Il ritornello finale ci conduce verso una conclusione non troppo originale che riprende il motivo più melodico di chitarra presente nei minuti iniziali. Si lascia ascoltare altrettanto piacevolmente Answering The Call, con un riff di chitarra accattivante e una buona prova vocale di James LaBrie nelle strofe. Il sentore generale, contrariamente al pezzo precedente, non è una fastidiosa sensazione di già sentito, soprattutto per l’accompagnamento della nuova Majesty Music-Man 8 corde che dona una nuova sonorità verso le note più gravi. Buono infine il minuto finale, tra pomposi suoni orchestrali ai quali siamo ormai abituati dai tempi di These Walls, e quell’oscura conclusione finale arrangiata dai due John al basso e alla chitarra, probabilmente il momento più alto di tutto l’ascolto fin qui. In terza posizione troviamo il secondo singolo rilasciato a promozione di A View From The Top Of The World, parliamo di Invisible Monster. Il concept dietro il brano, come ben esplicato da alcune copertine fan made e alcune illustrazioni circolate sul web, è quel mostro interiore che si insinua al nostro interno e ci logora. Che sia la depressione, l’ansia, una preoccupazione che ci consuma, esso si nutre delle nostre paure e delle nostre insicurezze, come cita il testo. Da un’idea simile ci si aspettava dai nostri una nuova Panic Attack, oppure una The Enemy Inside, dal tema non troppo diverso se vogliamo. Invece ci troviamo di fronte ad un brano che per sonorità sembra uscito direttamente da Falling Into Infinity, soprattutto considerando quell’incipit che ci porta subito con la mente proprio al citato disco del 1997. Troppo poco per innalzare la qualità generale quel piccolo assolo prima dell’ultimo ritornello, il pezzo scivola in una banalità diffusa che lo rende ridondante nell’economia del lavoro in studio. Con Sleeping Giant, altro brano dalla durata notevole, comincia la parte inesplorata del disco e del tutto inedita. Molto gradevoli le orchestazioni, così come i sintetizzatori rétro di Rudess oltre alla chitarra dal suono tagliente, anche il bistrattato James LaBrie ci offre una buona prova sulle strofe che diventa meno buona ed eccessivamente pop nelle parti melodiche. Dopo i 6 minuti ha inizio un pezzo che di fatto è totalmente diverso da ciò sentito fin’ora, i Dream Theater ci regalano un gran momento strumentale dove trova nuovamente spazio il basso di Myung, non sacrificato dal mix come accaduto invece in molti album del passato. Come dichiarato dal gruppo stesso, tramite le parole di John Petrucci, non è presente una vera e propria ballad su questo disco, prerogativa della band dagli albori fino ad oggi, ma sicuramente quella che più ci si avvicina è Trascending Time. Cosa rimane dopo i sei minuti abbondanti di questa traccia, che per inciso è la più corta del lotto, probabilmente poco o nulla, la prima metà è facilmente dimenticabile, c’è bisogno di un breve assolo ultra rapido di Petrucci per destarci momentaneamente, prima di una conclusione dal sentore acustico trainata dal piano di Rudess verso un coro finale sul quale preferisco non esprimermi. Dopo uno dei momenti più fiacchi del disco, Awaken The Master, grazie anche al titolo, ci risveglia letteralmente con un ottimo lavoro alla chitarra 8 corde che ci riporta verso i momenti più cupi di Systematic Chaos. Non ho fin qui nominato l’operato di Mangini, per cui colgo ora l’occasione, forse il più penalizzato dal lavoro di ingegneria del suono -eseguito tra l’altro da Andy Sneap, fresco di collaborazione con Petrucci per il disco da solista Terminal Velocity-, soprattutto per quanto riguarda i piatti che acquistano un suono poco gradevole, mentre sulle note più basse, come ad esempio sul doppio pedale, la sensazione sonora è molto più positiva. Lungo tutto il brano la presenza di Mike è generosa e abbondante, dopo ormai undici lunghi anni di militanza il suo contributo in fase di songwriting si sente, le parti di batteria sembrano finalmente cucite su misura su di lui e non sembrano commissionate come avvenuto a volte in passato, soprattutto in A Dramatic Turn Of Event, per ovvi motivi…

Questa mastodontica suite posta in settima e ultima posizione ci ricorda qualcosa, proprio come già accaduto nel self-titled rilasciato ormai 8 anni or sono. Il primo capitolo di questo brano da venti minuti di durata, The Crowning Glory, è sicuramente impreziosito da un basso preciso, pulito e sempre presente. I ritornelli dove viene ripetuto il nome del disco, nonché titolo della suite, si contrappongono alle strofe più narrative, simili allo stile di Octavarium, con cui ad onor del vero condividono solamente il connotato di strofa raccontata, non l’epicità. Nel secondo capitolo Rapture Of The Deep si coglie qualche sfuriata inedita di Mangini alla batteria, troppo breve per essere goduta appieno, supportata dal lavoro alla chitarra, anche se le similitudini con Illumination Theory portano inconsciamente a mettere su due bracci della bilancia i brani. Anche qui verso la metà abbiamo uno stacco, più breve di quello presente nella suite appena nominata, la canzone fortunatamente è in grado di riprendere quel piglio deciso che la aveva fin qui caratterizzata, e si risolleva con forza con la terza e ultima parte The Driving Force che ci regala qualche immancabile assolo, sia di Petrucci che dello sfrenato Rudess, con quella gradevolissima alternanza chitarra-tastiera tanto cara ai colleghi Symphony X. Una suite di cui si sentiva assolutamente il bisogno, difficile dire se superiore o inferiore ad Illumination Theory, che per il sottoscritto rimane il miglior brano concepito dall’omonimo disco del 2013 fino ad oggi. Forse le sezioni di archi, grazie alla partecipazione di un’orchestra che hanno reso il tutto più epico, fa pendere il giudizio verso la sorella maggiore, ma non con gran distacco perché occorre ammettere che siamo nuovamente di fronte ad un gran pezzo di musica, ben congegnato, suonato, realizzato e inciso, highlight del disco sul quale molti amanti del prog metal tecnico avranno di che leccarsi i baffi.

Ma allora cosa manca al nuovo nato in casa Dream Theater per essere considerato un disco top? Beh, innanzitutto non è memorabile e non smuove visceralmente l’ascoltatore, ciò non toglie che potrebbe venire ricordato come uno dei migliori del nuovo corso, dal 2010 ad oggi. Ora è presto per dirlo, nonostante gli svariati ascolti in anteprima, l’album è ancora giovane e acerbo per dare una sentenza definitiva. Non sappiamo cosa i nostri potrebbero rilasciare in futuro, se tanto al di sopra o tanto al di sotto del comunque positivo A View From The Top Of The World, ma le impressioni generali strappano qualche sorriso pensando già inevitabilmente a come suonerà in sede live, vista l’eccellente prestazione complessiva del comparto strumentale. Su James LaBrie inutile dilungarsi più di quanto fatto abbondantemente negli ultimi anni, nella sua area di competenza e durante le strofe, la voce giunge piacevole e si amalgama bene al sostrato melodico. Diverso invece il discorso in alcuni ritornelli ridondanti e ripetitivi, in alcuni cori fuori luogo e tranquillamente skippabili, dove le sensazioni gradevoli lasciano spazio ad un diffuso fastidio. Per me i Dream Theater sono anche coloro che come sesto, settimo e ottavo album rilasciano rispettivamente dischi da sei, sette e otto canzoni ciascuno, chiamando Six Degrees il sesto e Octavarium l’ottavo. Sono il quintetto che chiude un disco con la stessa nota con cui si apre il successivo, e non so a voi, ma a me questi piccoli dettagli mancano terribilmente, perché un amore è sì composto di gesti eclatanti come un diamante o il viaggio di nozze, ma anche una piccolezza come una semplice cena preparata con cura, non scherza…



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
78.09 su 156 voti [ VOTA]
Aceshigh
Mercoledì 1 Dicembre 2021, 11.47.16
104
Ascoltato più volte appena uscito senza che mi convincesse appieno, ho provato a lasciarlo da parte e a farlo “respirare”. Ripreso stamattina… niente: non mi convince, definitivamente. Per me il precedente è stato più piacevole. Su quest’ultimo album, i primi 3 pezzi sono quelli che mi sono piaciuti di più; sebbene anche al loro interno si trovino dei passaggi innocui/banali, in molti casi passaggi strumentali in cui non si fa nient’altro che mostrare dei “gran muscoli” e stop, senza molto calore. 3 buoni pezzi di sicuro, ma altrettanto sicuramente non dei capolavori assoluti. Fossimo andati avanti così sarei stato soddisfatto… e invece il mappazzone prende il sopravvento. Si distingue leggermente Trascending Time, perché un po’ diversa stilisticamente, ma anch’essa alla fine la trovo niente di che. Sleeping Giants e Awaken the Master : venti minuti insignificanti. Niente di che pure la suite/title-track finale, che già rispetto ad una Illumination Theory perde il confronto; paragonata - che ne so - ad una Octavarium perde alla stragrande; il confronto con le suite più antiche nemmeno ci provo a farlo, perché sarebbe devastante e certamente anche cattivo/ingeneroso. Per me è un disco discreto e niente più, e in tutta la loro discografia forse sono solo un paio gli album che reputo peggiori di questo. Non vado oltre un 70.
UpLoad
Lunedì 29 Novembre 2021, 11.09.58
103
Comunque voto in linea con la recensione. 80 pieno e meritato. E "answering the call" perla dell' album.
UpLoad
Lunedì 29 Novembre 2021, 11.07.05
102
Grande album! Cresce sempre di più ad ogni ascolto. Tutti i miei conoscenti, che hanno sempre stroncato tutti gli album fino a Distance over time ( che hanno definito passabile ) si stanno ricredendo e lo stanno ascoltando di continuo. Non sarà il miracolo ma di questi tempi un album così é grasso che cola!
Rob Fleming
Sabato 20 Novembre 2021, 11.25.41
101
A me sta piacendo, pur ascoltandolo solo in auto. Poi, tra un po' , il cd passerà nello stereo di casa e l'attenzione sarà maggiore. Io sono d'accordo con chi dice che "non stupiscono più". Ma quando metti su un loro disco sai dopo 2" che sono loro. E questo non è poco. I miei album preferiti sono: When a day...; Falling...; Scenes...; e Images.... Per me chi commenta su queste pagine ha più o meno la stessa età; e quindi siamo tutti over 40 da un pezzo. Ecco, sarebbe interessante sapere cosa pensa un ventenne di oggi ascoltando un cd dei DT di oggi. Noi non facciamo testo: noi abbiamo vissuto "Pull me under" in diretta. Ovvio che non la comporranno più. Ma per stupirci cosa dovrebbero scrivere? "In a Silent Way pt. II"? Saremmo pronti ad accettare un loro album di jazz rock strumentale (così i detrattori di LaBrie sarebbero accontentati)? Io non credo. A me van bene così. E come per tutti i loro dischi degli ultimi 20 anni, li ascolterò anche una trentina di volte (Astonishing no! quello proprio no) e poi andranno in bacheca per sempre. E quando vorrò avere emozioni mi andrò ad ascoltare per l'ennesima volta Afterlife
Lord Vonatar
Lunedì 15 Novembre 2021, 17.59.08
100
D'accordissimo con commento 97. Questo l'ho ascoltato di sfuggita 1 volta, quindi la votazione al momento non la metto, una cosa mi è saltata subito all'orecchio. Un brano l'ho trovato adatto come colonna sonora di un "mamma ho perso l'aereo". Stessa identica melodica nataliza, mi son messo a ridere che non finivo più
Deathland
Lunedì 15 Novembre 2021, 17.02.56
99
Secondo me il precedente era molto più bello
Bacon Apocalypse
Lunedì 15 Novembre 2021, 16.41.14
98
Finalmente posso dire la mia: Era Ora. Qua i Dream Theater senza creare o portare novità, si dedicano completamente a produrre un album omogeneo e per niente soporifero, 7 tracce è letteralmente il numero perfetto, per carità qualche traccia non avrà lo stesso valore di quelle migliori, ma già con The Alien, Invisible Monsters, Sleeping Giant, Awaken the Master sono veramente veramente belle. Trascending Time invece è un riassunto di quello che hanno fatto (Ho sentito riferimenti ad Another Day e Solitary Shell) forse l'unica che non mi ha fatto impazzire cosi tanto è Answering the Call, ma non la reputo brutta, anzi se in passato ci fosse stata una canzone del genere la si poteva reputare un punto alto non indifferente. Per non parlare della Suite, straordinaria, mi ha portato in mente Illumination Theory, certo verso la fine non mi ha entusiasmato, ma il refrain del primo atto è veramente Top. E' un album che sinceramente verrebbe di dare almeno un occasione, a me non ha deluso, anzi superiore al precedente. 80 !
giangi74
Mercoledì 3 Novembre 2021, 18.02.47
97
Ho amato i Dream alla follia fin dalla prima ora ma non riesco più ad ascoltarli !! Ripetitivi, noiosi, la voce di La Brie divenuta insopportabile, dopo tre minuti non riesco più ad andare avanti!!! Sono diventati un teatro dei sogni infranti ormai!!!
Steelminded
Mercoledì 3 Novembre 2021, 10.10.38
96
badass.mathe grazie, io sono pazzo per gli Haken dei primi tre lavori - sono semplicemente fantastici. Però, devo dire che non ho amato i successivi, neanche troppo Affinity effefttivamente. Comunque, ci proverò a riascoltarli sicuro! Ciao!
badass.mathe
Martedì 2 Novembre 2021, 23.39.13
95
@Steelminded a parer mio gli Haken sono tra le migliori band prog metal in circolazione adesso. Virus ed io suo predecessore Vector sono due dischi che presentano una lieve virata di stile. Forse più duri e più rozzi rispetto ai raffinatissimi The Mountain e Affinity, o al capolavoro d'esordio Aquarius. Tuttavia prova a darti del tempo e a riascoltare gli ultimi due lavori. Come già detto, non presentano una musica facile da assimilare. A me piacciono proprio perché sono diversi dagli altri lavori.
Bacon Apocalypse
Martedì 2 Novembre 2021, 18.37.34
94
Per i DT non basterebbe manco 5 volte di ascoltare una nuova loro fatica, bisogna dire però che da primo impatto la band abbia deciso di allungare molto le loro parti strumentali, cosa che mi ha soddisfatto tantissimo e alcune canzoni riesco a dare una buona speranza per questa band. Per carità Mai dirò che sono morti poiché sarebbe una mancanza di rispetto per il loro lavoro onesto che fanno (anche quello di LaBrie, il più criticato di tutti) però c'è da dire che il loro penultimo album mi aveva colpito in positivo nonostante smisi di ascoltarlo dopo 3 mesi, penso che questo sia leggermente superiore al lavoro precedente, ma come ho detto prima, ci vuole più tempo per assimillare e capire a che livelli siamo, però una cosa la posso dire:La titletrack è fenomenale, si ricorda tantissimo Illumination Theory, però qualche spanna sopra in più a parer mio, vediamo tra qualche giorno che opinione avrò di questa nuova fatica, positiva assolutamente ma fino a che punto?
Giovanni
Lunedì 1 Novembre 2021, 14.17.25
93
Max (88), chiaramente la mia era una provocazione, concordo sul fatto che i Dream Theater non siano stati gli unici a scrivere pagine memorabili di musica
Fizu70
Venerdì 29 Ottobre 2021, 23.52.26
92
Grande disco complessivamente. invisible e’l’unica appena sufficiente le atre tutte bellissime
Steelminded
Venerdì 29 Ottobre 2021, 22.37.43
91
Ma sì sono d'accordo con diathema... ma poi cambiare, esplorare, progredire a tutti i costi non lo prescrive mica il medico... I DT hanno sperimentato, senza esagerare, nel tempo ma sono rimasti sempre coerenti con il genere e lo stile che li rappresenta. Non si deve essere Fripp a tutti i costi - i King Crimson sono 5-6 band diverse. Ma i Genesis hanno fatto la svolta pop e basta. Gli ELP sono rimasti sempre ben identificabili nel loro stile. Lo stesso gli Yes e i Gentle Giant o per andare nel metal i Fates Warning, gli Shadow Gallery e i Ttansatlantic (che metal non sono ). Ma poi cambiare ha anche i suoi rischi: I Rush e i Marillion hanno cambiato radicalmente e a me fanno davvero schifo da quando lo hanno fatto. Gli Haken dopo 3 album sublimi, hanno virato verso qualcosa di pouttosto diverso e non mi sembra sia un gran successo... Evviva!
diathema
Venerdì 29 Ottobre 2021, 17.54.18
90
Il problema è, a mio avviso, quello di fare sempre riferimento ad album che sono un po' l'archetipo del progressive metal e che, ai tempi, sono stati incredibilmente rivoluzionari. A questo proposito, non tralascerei i Pain Of Salvation, che non si sono mai fossilizzati su determinate sonorità e hanno avuto il coraggio di osare (non sempre con risultati eccellanti). I Dream Theater mantengono comunque secondo me una dignità ed una coerenza indiscutibili: pur avendo anche loro, in passato, provato ad esplorare strade diverse, con risultati alterni, mantengono di base un sound riconoscibile ma, fortunatamente non troppo nostalgico nei confronti del loro glorioso passato. Suonare oggi come componevano ad inizio carriera sarebbe piuttosto anacronistico, ma anche un'eccessiva contaminazione (perché ormai il progressive metal è questo) è sempre molto molto rischiosa.
Gabriele
Venerdì 29 Ottobre 2021, 16.57.13
89
Penso che una persona mediamente intelligente capisca che il “modo giusto di approcciare l'album” (n. 86) non sia quello di ricorrere all'eterno paragone con Images and Words e Awake; sono però altresì convinto del fatto che “rispetto a questi due capolavori” (n. 86) non si possa certo bocciare il 99% della musica. Mi pare un’esagerazione (magari voluta) bella e buona! Non è che i Dream Theater siano stati gli unici in grado di scrivere pagine memorabili di musica... ma scherziamo!
Max1
Venerdì 29 Ottobre 2021, 14.27.34
88
Sentito un pò di volte..probabilmente come detto ampiamente nei commenti che precedono il migliore da un (bel) pò di anni, ma in ogni caso penso che tra non molto andrà nel dimenticatoio . L'unica che mi prende veramente e mi è rimasta in testa è appunto Trascending Time
Tino
Venerdì 29 Ottobre 2021, 13.43.41
87
Concordo su trascending time, un pezzo veramente magnifico, Rush style con classe dream theater.
Giovanni
Venerdì 29 Ottobre 2021, 13.03.13
86
Attendevo questo album dei Dream e nel frattempo mi chiedevo quale fosse il modo giusto di approcciare l'album e la loro musica: con l'eterno paragone a Images and Words e Awake? non penso.Rispetto a questi due capolavori sarebbe da boccare il 99% della musica. Penso invece che ci si debba chiedere: ascoltare l'album ci piace? ci emoziona? La risposta, per quanto mi riguarda è sì. Uno dei migliori album dell'era Mangini. Ben suonato, ben arrangiato, ben prodotto. Svetta Trascending time che secondo me è fantastica ed alza la media del disco. Riguardo il cantato di Labrie, che vedo molto contestato, a mio modo di vedere è condivisibile la sua difficoltà dal vivo, ma in questo disco canta molto bene, vuoi anche i ritornelli che molto si adattano alla sua timbrica. Morale: bell'album: 79. PS: vedo troppo spesso la volontà di esaltare o bocciare in toto un album...beh, ci sono anche le vie di mezzo; allo stesso modo se un cantante ha qualche difficoltà dal vivo non necessariamente bisogna cambiarlo e screditarlo, sinceramente non riesco ad immaginare i Dream senza Labrie, sarebbero una creatura diversa
All I Was
Giovedì 28 Ottobre 2021, 18.15.36
85
@Tino Concordo con la particolarità della voce molto "femminile" di LaBrie infatti, la controparte dei DT (i primi Sons of Apollo di Portnoy con Soto alla voce), anche se hanno elementi strumentali MOLTO simili, sono assai DIVERSI dall band di riferimento proprio per la voce. Tuttavia le critiche che vengono mosse a LaBrie (al di la di come vengano fatto), sono per me MOLTO veritiere. Sì, è invecchiato e la voce non è più a certi livelli e sì, le melodie sono PIATTE come una tavola da surf abusata da un Transpallet elettrico rotto! Ormai sì sa anche il motivo che ha portato uno dei membri fondatori a lasciare il gruppo: la VOCE! TUTTI lo sanno, compresa la band. In queste situazioni si hanno 2 scelte a mio avviso: cambiare cantante (ma si perderebbe l'essenza dei DT) oppure comporre brani più OMOGENEI all'abilità tecnica di LaBrie (cosa che nei singoli di punta di alcuni dischi precedenti avevano fatto). Per me la formula dovrebbe essere: disco da 10 canzoni. 3 singoli di punta MOLTO catchy (stile Forsaken per intenderci) dove la semplicità della composizione ne esalta le melodie vocali e i rit potranno risplendere, creando un contrasto con i versi meno spinti che fanno da rampa di lancio per la "ciccia" della canzone. 3 brani veramente prog e sboroni SOLO STRUMENTALI in modo tale da NON annoiare l'ascoltatore con voci che con il contesto non c'entrano niente, ed infine gli altri brani scritti normalmente (non si sa mai che ci scappi qualcosa di interessante in stile Illumination Theory). In questa maniera ti tieni in piedi invece che di cercare di replicare ciò che potevi essere SOLO a 20 anni
Gabriele
Giovedì 28 Ottobre 2021, 16.13.14
84
Questi nuovi nick che spuntano come funghi... davvero deprimente!
Geppo
Giovedì 28 Ottobre 2021, 14.37.08
83
Allora, mio caro Lars, vatti a sentire Sfera e non perdere tempo a scrivere su un sito metal. Se invece sei un giullare, beh, non mi hai fatto neanche ridere....
LARS URLICH
Giovedì 28 Ottobre 2021, 12.47.37
82
Guarda magari fosse una GAG(A). Quando provai ad entrare era per portare il vento della novità, ma questi ragazzi qui sono inVecchiati malissimo...parliamoci chiaro un'opera come LULU non potranno mai farla (chi sfotte quest'opera non ne ha mai letto i testi, ne compreso la vera arte che si nasconde dietro quest'opera poetica). Ergo vorrei difenderli a tutti i costi ma non ci riesco. Mi fanno soltanto tenerezza, come a me fa tenerezza ormai Kirk Hammetto.
Steelminded
Giovedì 28 Ottobre 2021, 12.37.23
81
Il post qui sotto è chiaramente una gag... bella, mi ha fatto ridere
LARS URLICH
Giovedì 28 Ottobre 2021, 12.34.35
80
Pur facendo progressivo, i Dream Theater ormai hanno la piattezza e la previdibilità degna del miglior Sfera Ebbasta e degli Acdc. Preferisco ascoltarmi un cd di EROS RAMAZZOTTI che è consapevole dei suoi limiti e riesce ad essere più vario dei Dream. Ormai le strutture armoniche, i cambi tempo, i riff e le melodie sono così riciclate che è davvero imbarazzante stare ad ascoltare un loro album. Ma non si sono stancato di fare sempre la solita roba?
LARS URLICH
Giovedì 28 Ottobre 2021, 12.34.34
79
Pur facendo progressivo, i Dream Theater ormai hanno la piattezza e la previdibilità degna del miglior Sfera Ebbasta e degli Acdc. Preferisco ascoltarmi un cd di EROS RAMAZZOTTI che è consapevole dei suoi limiti e riesce ad essere più vario dei Dream. Ormai le strutture armoniche, i cambi tempo, i riff e le melodie sono così riciclate che è davvero imbarazzante stare ad ascoltare un loro album. Ma non si sono stancato di fare sempre la solita roba?
Tino
Giovedì 28 Ottobre 2021, 11.34.45
78
È una voce molto femminile per me e infatti le canzoni dei theater storiche le vedrei bene interpretate solo da un sostituto donna, ma per me i dream theater senza la brie non hanno più quel attrattiva che hanno ancora dopo trent'anni che li ascolto
Steelminded
Giovedì 28 Ottobre 2021, 11.22.04
77
Daccordissimo con Tino, poi anche dal vivo le svariate volte che li ho visti non ha mai fatto male.
Tino
Giovedì 28 Ottobre 2021, 7.51.03
76
Continuo a non capire le critiche a James la brie, da disco per me è uguale a se stesso, dal vivo chiaramente no però se ad uno non piace su questo disco deve per onestà intellettuale ammettere che non gli piace nemmeno sui dischi degli anni 90. Io continuo a considerarlo un elemento imprescindibile nel gruppo e tutt'ora è una delle mie voci preferite.
Steelminded
Mercoledì 27 Ottobre 2021, 21.38.01
75
Dickinson è invecchiato, la sua voce è invecchiata - non mi è piaciuto negli ultimi concerti che ho visto. Non mi sembr sacrilego affermarlo... anche per Labrie è lo stesso...
Steelminded
Mercoledì 27 Ottobre 2021, 21.35.48
74
IL commento 72 è il mio, tanto per esser chiari
Steelminded
Mercoledì 27 Ottobre 2021, 21.35.19
73
L'idea che una band per essere progressive debba cambiare se stessa ad ogni disco non rientra nella mia definizione di progressive... loro hanno un loro stile e impronta, la si sente in ogni disco, la progressività sta nella loro essenza, non nel cambiamento.
Stee
Mercoledì 27 Ottobre 2021, 21.33.27
72
Gabriele a me sembra più strano il tuo commento che il commento 63... che significa che la gente non ha il senso del limite... allora neanche tu ce l'hai applicando il tuo stesso parametro... ora non sono la quintessenza del progressive metal... insieme ai Fates Warning, sono stati i primi a fare progressive metal (i Rush non li riterrei metal). Lascia stare dai...
All I Was
Mercoledì 27 Ottobre 2021, 19.51.25
71
Strumentale BUONA, a tratti OTTIMA ma voce e melodie DEBOLI. Questo poteva essere un gran disco a mio avviso (MOLTO più ispirato del precedente musicalmente parlando) ma risulta perennemente PENALIZZATO dalla voce DEBOLE non tanto per la tecnica in se ma per COME sono composte le melodie: alla cazzo di cane e SEMPRE MONOTONE. ZERO logica compositiva in favore di parti CHIARAMENTE improvvisate. In questo disco NON c'è un rit. o una melodia vocale che mi ricordo...neanche una! Praticamente se questo album lo avessero composto SOLO strumentale...NON sarebbe cambiato una fava! Nei precedenti dischi, trovavi sempre qualche "grezzata" del gruppo più pop per nascondere la crisi creativa o per "pompare" l'intero disco per renderlo più fruibile, tuttavia in queste traccie c'erano sempre delle parti o dei ritornelli ruffiani (magari pieni zeppi di effetti) ma perlomeno MENO comuni per i DT. Es: Rit. con aututune a palla con delay assurdo in Untethered Angel, voce filtrata con rit pop in Build Me Up, Break Me Down, l'ULTRA ballad pop di Wither, la loro pop song per eccellenza, Forsaken...Tutte canzoni che, nel loro essere singoli di punta, avevano perlomeno un SENSO LOGICO COMPOSITIVO nella voce...in questo disco...manco quello! Molto buona invece la parte strumentale. Rimandi alla loro carriera ma MAI da essere troppo parodistici o "spacconi". Disco che personalmente consiglio SOLO ai fan (e io NON sono uno di questi).
Gabriele
Mercoledì 27 Ottobre 2021, 17.14.55
70
Qua c’è gente che non ha il senso del limite e si inalbera pure per motivi che non riesco a comprendere. Quando leggo frasi come quelle contenute nel commento n. 63 (cit. “veramente un offesa a gratis a chi ama la musica ... veramente paradossale che la musica venga derisa senza essere compresa...”) non so davvero se devo piangere o devo ridere… Ad ogni modo, sono d’accordo con chi sostiene che si siano “standardizzati” (n. 68) e che questa cosa fosse già evidente tantissimi anni fa, perché in fondo “sono sempre stati un gruppo metal” (n. 67); la cosa divertente però è che in tutto questo lasso di tempo sono sempre stati considerati la quintessenza del genere progressive, gli unici e degni rappresentanti del genere, ecc.
Papi
Mercoledì 27 Ottobre 2021, 9.38.15
69
Commento 67: non potrei essere più d'accordo con Micologo di così. Di fatto sono ancora il gruppo di esuberanti metallari che erano in When Dream and Day Unite. Certo avranno anche incorporato sonorità più moderne, ma le strutture dei pezzi stringi stringi quelle sono. E a me va benissimo così
Geppo
Mercoledì 27 Ottobre 2021, 9.07.14
68
Come diceva Mickey a Rocky nel terzo capitolo della saga "Ti è capitata la cosa peggiore che può capitare ad un pugile: ti sei imborghesito". Ecco, a loro è capitata la cosa peggiore che può capitare ad un musicista progressive: si sono standardizzati...il che li ha reso un modello per centinaia di gruppi, ma di certo li ha fossilizzati...
Micologo
Mercoledì 27 Ottobre 2021, 9.01.43
67
Ma si dai, da loro ci si deve aspettare questo...non saranno mai più IL gruppo degli anni '90, ma questo a me pare chiaro da 20 e passa anni...anch'io dopo Scenes mi sarei aspettato da loro un cambio di stile ed un ampliamento del linguaggio musicale, ovvero: abbiamo raggiunto la vetta, proviamo a fare qualcosa di diverso... ma i DT sono sempre stati un gruppo metal, a cui piace fare metal, complesso, melodico, ipertecnico, ma fondamentalmente sempre hard rock o metal il loro linguaggio è...e quelli come me che si aspettavano una loro svisata verso lidi più prog, jazz o chi più ne ha più ne metta è rimasto deluso già 20 anni fa...io li ascolto sempre con piacere e per fortuna quando ho voglia di altro ho l'imbarazzo della scelta, ma quando ho voglia di qualcosa di muscolare, potente, melodico e tecnico mi danno, mi metto lì, mi scelgo le perle presenti nella loro lunga discografia e godo...poi se ho voglia di qualcosa di più elegante e ricercato metto su altro...in fondo sono americani, mica inglesi...
Lor89
Mercoledì 27 Ottobre 2021, 8.14.04
66
Ascoltato una decina di volte, non fa altro che crescere e per ora il voto é un 82 che potrebbe arrivar a 85. Labrie dal vivo ormai sembra Al Bano, innegabile, peró nei dischi é "onesto" e non si affida ad autotune o roba strana. Ottimo disco, probabilmente pensato e registrato senza la pressione dei concerti e degli eventi
Lor89
Mercoledì 27 Ottobre 2021, 8.14.03
65
Ascoltato una decina di volte, non fa altro che crescere e per ora il voto é un 82 che potrebbe arrivar a 85. Labrie dal vivo ormai sembra Al Bano, innegabile, peró nei dischi é "onesto" e non si affida ad autotune o roba strana. Ottimo disco, probabilmente pensato e registrato senza la pressione dei concerti e degli eventi
UpLoad
Mercoledì 27 Ottobre 2021, 0.42.09
64
É il disco che mi aspettavo da loro. Voto 70. L'album non inventa niente di nuovo, ma le canzoni e la copertina non sono niente male.
Rush 1981
Martedì 26 Ottobre 2021, 23.27.27
63
Qui non si tratta solo di commentare un disco.. oh mio Dio!!! C'è proprio la mancanza di rispetto della parola musica! Ad avercene dischi come questo.... ad avercene cantanti che si chiamino bruce dickinson o james labrie, chitarristi che suonano come Fripp e petrucci... di gruppi come i giganteschi Rush...veramente un offesa a gratis a chi ama la musica ... veramente paradossale che la musica venga derisa senza essere compresa...povere band e poveri artisti ... che il Dio del metal porti onore e non disonore a chi lo merita!!! Senza parole....
badass_mathe
Martedì 26 Ottobre 2021, 22.57.53
62
Rispetto ai commenti ivi presenti riguardanti il percorso dei Dream Theater ed eventuali confronti con altre band, io mi limito a criticare il disco quì sopra recensito. I Dream Theater sono tornati ed in ottima forma. Io personalmente lo ritengo superiore al precedente Distance Over Time per coesione e coinvolgimento sonoro. Ogni componente dà il massimo di sé, e contribuisce alla creazione di tracce di forte impatto. Anche James LaBrie, nonostante le sue limitate doti canore, in questo disco è in ottima forma, e la sua voce ben si amalgama con le sonorità delle tracce. Cresce ascolto dopo ascolto. Io, sempre a mio parere, non ho avvertito cali di ascolto. Per me questo A View From the Top of the World è un dei migliori dischi di questo 2021! Voto: 85
Broken Arrow
Martedì 26 Ottobre 2021, 22.28.37
61
@sabbracadabra: Dickinson fa cagare dagli anni '80??!? Ammazza che stronzata colossale che hai scritto, complimenti perché ci vuole del talento...ascoltati LaBrie va, genio
Jimi The Ghost
Martedì 26 Ottobre 2021, 19.02.45
60
Band che alla loro veneranda età discografica non hanno più necessità di catturare l’attenzione di nessuno e tantomeno dover dimostrare più nulla e tantomeno ad uno come me che l’ultimo disco acquistato risale al 1992 e che ancora oggi ama alla follia. Certo: Suonano bene, produzioni sempre coerenti con la qualità dei loro lavori, ma, soggettivamente, oggi è per me un suono che con enorme difficoltà incontra i mie gusti e la mia attenzione. A parità di longevità musicale questo, puntualmente, pero devo dire che non avviene con ogni prodotto musicale sfornato dalla Premiata Forneria Marconi. “Ho sognato pecore elettriche” ad oggi, ascoltato e riascoltato fino ad ustionarmi le orecchie sono attualmente i mie Soldi che ho spesi meglio dal 2021 in musica….. Bravo al recensore e Saluti! Jimi TG.
Tino
Martedì 26 Ottobre 2021, 18.46.30
59
Solito bel disco dei dream theater, la brie canta benissimo o meglio canta come ha sempre cantato aiutino o non aiutino, poi che dal vivo sia afono non lo so ed è un altro discorso. I musicisti sono tutti perfetti come al solito e i difetti che molti vedono ovunque io sinceramente non li vedo, si vede che per fortuna non ho perso la vista e ci vedo di meno. I pezzi sanno di dream theater ne più ne meno, io li preferisco in versione Rush come in trascending time dove sembra di sentire Red barchetta, potrebbero ruffianamente riempire il vuoto lasciato dai canadesi ma continuano a fare musica ottima con il loro stile e sinceramente dopo tanti anni essere ancora così in palla è valore aggiunto. Manca Portnoy? Manca Moore? Sticazzi sono un gruppo fantastico e il nuovo disco conferma l'ottimo precedente.
Davide
Martedì 26 Ottobre 2021, 18.35.37
58
Piccola postilla. A me piace tantissimo come canta Labrie in Awake pure su Lie e The Mirror. Con "forzato" intendo dire che nonostante l'ottima resa su album quella non è la sua dimensione e lo si può notare dal fatto che uno stile così poliedrico e dispendioso per le corde vocali non l'ha più messo in pratica. Forse proprio per tutti i problemi che la sua voce ha avuto, si è sempre più adagiato in una comfort zone che è diventato prima puro mestiere, infine inconsistenza. E' un peccato, poiché se avesse gestito meglio la sua voce, quando era nel pieno delle forze, oggi potrebbe ancora esprimersi a buoni livelli. Prendete Ray Alder, non proprio un professionista a gestire le sue corde vocali con tutte le sigarette che ha fumato (credo abbia smesso negli ultimi anni e si è ripreso dopo momenti difficili fra il 2005 e il 2011), il quale ha costantemente diminuito il suo range pur non perdendo una goccia di espressività.
Gabriele
Martedì 26 Ottobre 2021, 16.30.50
57
Io non so se il “il più che trentennale percorso musicale dei Dream Theater” (n. 53) sia credibile oppure no (di sicuro lo è per i loro fan), sono però convinto del fatto che abbiano fatto grandi cose nella prima decade della loro carriera, per poi cominciare a manifestare evidenti segni di cedimento a partire dagli anni duemila. Inoltre, tralasciando il fatto che, in termini prettamente musicali (e stilistici), sono emerse negli anni delle pecche (o debolezze) che hanno inciso negativamente sulla resa finale del gruppo, devo dire che anche il loro volersi piegare ai dettami/ritmi del mercato non credo che gli abbia giovato, nella maniera più assoluta; ed in questo sono d’accordo con chi mi ha preceduto (n. 55). Tra l’altro, a proposito di credibilità, è curioso che una band ritenuta dai più inattaccabile e per di più operante in ambito prog, sia stata così abitudinaria e meticolosa nella scelta dei tempi di uscita dei propri dischi. Infine, non capisco perché allorquando si giudica una grossa band (e non parlo dunque solo dei DT) bisogna sempre essere benevoli o inclini ad accontentarsi di qualunque cosa passi il convento, per rispetto e gratitudine nei loro confronti (per ciò che hanno fatto in passato), e con questa abitudine ad alzare sempre al massimo l’asticella (tipo invocare la presenza di “divinità” come nel commento n. 56), in maniera tale da rendere le proprie tesi consolatorie, attendibili e conformi alla realtà.
VoivodianoQualsiasi
Martedì 26 Ottobre 2021, 9.08.36
56
D'accordissimo col n.53, è un po' quello che sto cercando di dire anch'io. Dopo tre e rotte decadi di attività anzitutto ringrazio che la band sia ancora in attività, poi ringrazio IMMENSAMENTE che non abbian mandato a macellare la loro credibilità artistica (St. Anger? Risk? mi pare che i DT non ne abbiano ancora pubblicati) e in ultimo mi accontento di un album anche se non brillante o ispirato, comunque divertente ed entusiasmante, come sarà in sede live in particolar modo. Poi sì, ci sono divinità come gli Swans o i King Crimson che riescono a portare avanti uno spessore artistico clamoroso anche con le pubblicazioni più recenti, ma per l'appunto sono divinità! Fripp potremmo tranquillamente definirlo il chitarrista più visionario della storia del rock, nonché uno dei massimi apici raggiunti dallo strumento. Per quanto ami Petrucci, non mi sognerei mai di paragonarlo a Fripp. @Davide (n. 55) lì è questione di gusti, a me solitamente Labrie piace anche nei brani più "metal" della band (The Mirror per me è un capolavoro anche per merito suo), ma capisco che il suo timbro per molti cozzi con i riff di Petrucci, per me spesso invece è un valore aggiunto. Comunque hai colto uno dei difetti di questi DT del 2021: l'aver tagliato le loro radici prog rock, uno degli elementi che meglio funzionavano all'interno del loro sound. Petrucci non tira fuori parti di chitarra pulite da ormai non so più quanto (e no, non bastan l'intro di Invisible Monster e l'intermezzo della suite), si sente benissimo che limitarsi al sound distorto delle sue Majesty non paga quanto dovrebbe, almeno secondo me
Davide
Lunedì 25 Ottobre 2021, 22.49.56
55
@Voivodiano (mitici Voivod!) il paragone con gli Haken tiene nella misura in cui i Dream Theater hanno cercato di incattivire il suono in molti dei dischi degli ultimi 20 anni. Labrie è proprio inadatto a cantare canzoni aggressive, ma trovo in generale che siano poco sinceri nel suonare aggressivi. Anche su Awake (per me il loro vero apice, nettamente più maturo e meno sbrodolante virtuosismi di I&W) su The Mirror e Lie era fin troppo forzato e parliamo del disco dove è più poliedrico in assoluto. Ecco, se non gli Haken, della generazione dei DT i Fates Warning hanno cambiato pelle molte volte tenendo una qualità media sempre elevata, molto probabilmente perché hanno evitato il tritacarne disco-tour-DVD-disco-tour-DVD in 2 anni per praticamente tutta la carriera.
DEEP BLUE
Lunedì 25 Ottobre 2021, 22.30.02
54
Confermo quanto scritto nel commento n°53, Petrucci non è Fripp e si sente...
Geppo
Lunedì 25 Ottobre 2021, 20.55.09
53
Quindi Gabriele (n.52), secondo te il più che trentennale percorso musicale dei Dream Theater non sarebbe credibile? Insomma, hanno contribuito ad inventare un genere sintetizzando in modo sublime influenze diverse e spesso contrastanti, nei primi 10 anni di carriera hanno pubblicati grandi lavori (I&W, Awake e Scenes). Certo, dal 2001 in poi la loro produzione è stata piena di alti e bassi, si sono ritrovati soffocati nel vortice disco-tour-live-disco...ma in ogni caso in ogni disco c'è sempre stato uno standard qualitativo più che discreto, con punte di eccellenza (Octavarium la suite, un esempio per tutti). Certo, magari non c'è stata una "evoluzione" (o almeno, non ancora), ma sappiamo bene che nel rock, e soprattutto nel metal in senso ampio, questo è un fenomeno raro o che, quando succede, dà vita a papocchi incommentabili...insomma, fra i grupponi gli unici che mi vengono in mente che dopo 30 anni hanno saputo reinventarsi sono solo i King Crimson, ma Fripp lo sappiamo è un geniaccio...ecco, forse è proprio qui il punto...Petrucci non è Fripp...ma di Fripp ce ne sono davvero pochi nella storia...
Gabriele
Lunedì 25 Ottobre 2021, 20.25.39
52
Neanche paragonare i Dream Theater agli Opeth o ai Meshuggah credo "abbia gran senso" (n. 51).  Comunque, non si tratta tanto di "competere con le nuove leve" (non é una gara) ma di riuscire a portare avanti un discorso artistico di livello/spessore, che sia credibile, o nella migliore delle ipotesi migliorarsi ed evolversi (ma non é questo certo il caso dei Dream Theater).
VoivodianoQualsiasi
Lunedì 25 Ottobre 2021, 19.52.05
51
@Davide, paragonare i DT di adesso agli Haken per me non è che abbia gran senso. Voglio dire, una delle band prog metal più grandiose dei '90 e primi 2000 da un lato, dall'altro una delle band più grandiose degli anni 10. è chiaro che i DT degli anni 10 e 20 non possono che uscirne con le ossa rotte da una band incredibile e giovane come gli Haken, su questo siamo tutti d'accordo. I DT un capolavoro vero probabilmente neanche più lo tireranno fuori e va bene così, non è nel loro interesse; al contrario gli Haken han sfornato n capolavori almeno secondo il sottoscritto. Può forse avere più senso affiancare i DT ad altre band prog/progmetal della loro era, che so... opeth, symphony x, meshuggah... Neanche questi han puntato granché a competere con le nuove leve, ma han semplicemente portato avanti un discorso e un sound maturato nell'arco dei decenni. Poi sì, possiamo discutere su chi sia invecchiato meglio chi peggio etc, ma questo è un altro discorso ancora
Gabriele
Lunedì 25 Ottobre 2021, 19.27.56
50
Non sono per niente d’accordo con chi dice che la band abbia pagato un “caro prezzo” per “aver raggiunto la perfezione assoluta” (n. 48) con il secondo disco; mi pare una tesi che non sta assolutamente in piedi (come molte delle altre tesi regolarmente costruite a difesa delle grandi band, del resto)! Innanzitutto, perché la formazione statunitense negli anni ha raggiunto un’enorme popolarità, e oserei dire quasi un successo planetario, e continua ancora oggi ad essere seguitissima, e poi perché, a ben vedere, la storia è piena di gruppi che hanno dato il meglio di loro stessi nei primi anni di carriera, quindi in questo non c’è nulla di nuovo o di diverso rispetto agli altri… Mi preme, inoltre, sottolineare come si faccia spesso un uso esagerato ed improprio della parola capolavoro, in termini generali per giudicare singolarmente i dischi di qualsivoglia band e in maniera più specifica all’interno dei dibattiti che hanno per protagonisti i grandi gruppi. Da una parte vi è cioè la tendenza a definire come capolavori dischi che non lo sono, e dall’altra vi è quest’abitudine ad usare (o per meglio dire, sfruttare) continuamente il termine “capolavori” per minare alla base qualunque sana ed onesta discussione sullo stato di salute di una band (nel caso specifico parliamo dei Dream Theater, appunto). Dire che la band X non potrà più realizzare dei capolavori, che è illusorio aspettarsi che ripetano le gesta del passato, oppure affermare che il nuovo album non sarà certo un capolavoro però è comunque un buon album, sono tutti modi (illogici) per alterare in maniera banale la discussione.
vascomistaisulcazzo
Lunedì 25 Ottobre 2021, 16.49.03
49
Sto attendendo l'arrivo del vinile, ho dato un rapido e non completo ascolto di tutti i brani tranne la suite e devo dire che non vedo l'ora di ascoltarlo tutto e non provavo una soddisfazione tale da 6 degrees. Non potendo scriverne e votarlo ci tengo a sottolineare che è sorprendente la mole di messaggi qui sotto molto pacati e spesso molto positivi, direi che già questo potrebbe fotografare la grandezza di questa proposta, grandi DT
jake
Lunedì 25 Ottobre 2021, 13.32.10
48
i Dt pagano un caro prezzo ..quello di aver raggiunto la prefezione assoluta con Images....ovvero al 2° disco...in tempi nn sospetti dissi che Falling era un ottimo lavoro...al tempo molto-troppo bistrattato per essere in seguito rivalutato...il disco è buono...è che dopo 30 anni il prog metal si è stereotipato...anche se c'è meno piru-piru di altri dischi...la defezione di kevin Moore farà risentire molto a livello compositivo il gruppo...ed anche quella di Sherinian...nn un corridore da tastiera..ma un tastierista e hammondista con i contro cazzi...con rudess per me iniziò il declino stilistico musicale
Davide
Lunedì 25 Ottobre 2021, 11.00.06
47
Ogni volta ci provo e spero di trovare un po' di sana eccitazione per un album dei DT. Dopo Six Degrees purtroppo di artisticamente rilevante poco o nulla: Train Of Thought era interessante ma un polpettone ridondante, Octavarium scopiazzava alla grande da altre band ma era piacevole, A Dramatic Turn of Events è stato un po' il loro Death Magnetic con quel barlume di luce di Breaking All Illusions, miglior pezzo degli ultimi 20 anni. Per l'ennesima volta io qua ci sento tanta noia imperante affossata da un Labrie con linee vocali bolse e pallose. D'accordo che la voce non è più quella dei bei tempi ma com'è possibile che nel featuring fatto nell'ultimo album degli Evergrey risulti piacevole, mentre le linee vocali nei suoi dischi siano così scarse di pathos, efficacia e ricercatezza? Strumentalmente il disco è ovviamente valido e non c'è neanche quell'effetto di parti incollate che spesso si è avuto nella costruzione dei momenti virtuosi, però siamo lontani dalla fisiologica freschezza degli Haken, più giovani e meno portati all'eccesso esasperato.
Tbone77
Domenica 24 Ottobre 2021, 22.20.40
46
Quindi una band come i rush non si è mai lontanamente avvicinata a quello che hanno fatto i dream theater? Scusa ma io non sono d'accordo. I dream theater hanno sfornato dei capolavori e hanno toccato vette veramente alte, però ce ne sono state altre di band all'altezza
Diego75
Domenica 24 Ottobre 2021, 22.01.46
45
Sinceramente apprezzo solo il primo CD avevano un taglio piu' heavy.....poi il 2 cd del 92 ....ancora ...ancora ma sicuramente da lì in poi una chiavica sonora in tutti isensi...solo esercizio tecnico freddo e nulla di fatto...altro che progressive... ma il bello e' che sono anche convinti di esserlo.
Vortex surfer
Domenica 24 Ottobre 2021, 20.50.02
44
@JC: quoto in toto quello che hai appena scritto. Tra l'altro ritengo Awake il loro capitolo migliore. Criticare i Dream Theater ad oltranza,sapendo che ormai i picchi del passato non torneranno mai più e che ormai si sono "accomodati" in una "comfort zone" a tratti fastidiosa anche per fan di vecchia data,sta diventando un atto snobistico fine a se stesso. P.s.:io comunque rimpiango sempre la sostituzione di Portnoy:erano un'altra cosa,dai!
Hellion
Domenica 24 Ottobre 2021, 20.10.44
43
Una noia mortale.
JC
Domenica 24 Ottobre 2021, 19.15.29
42
Per il metallaro comune (homo metallicus classicus) commentare i Dream Theater è una necessitá, fosse anche solo per dire che li detesta da quasi due decadi. Giá ai tempi di Awake sentivo la perla di saggezza: "sono tecnici ma freddi". Per me ennesimo buon disco. I capolavori sono alle spalle ormai (però restano come monumenti a sovrastare il genere prog metal, dove nessuno ha fatto neanche lontanamente quello che hanno fatto loro) ma, come sempre, sono ben pochi quelli che possono guardarli negli occhi. Anche nella mediocritá, giganti.
diathema
Domenica 24 Ottobre 2021, 17.15.42
41
Finalmente ho ascoltato anche la "suite". Che dire? A me è piaciuta subito, anche se richiederà ancora parecchi ascolti. Mi sembra che LaBrie, quando vuole, riesca ancora a tirare fuori la voce: certo, non come ad inizio carriera, ma per un po' mi ha ricordato i suoi momenti di maggiore espressività. Per questo forse, come sospettavo, le linee vocali degli altri brani sono state pensate per dargli un po' più di "agio" in sede live dove, comunque, deve affrontare anche qualche pezzo storico (e più impegnativo) del repertorio della band. Tenuto conto che Trascending Time forse non è un brano così interessante rispetto agli altri, credo di poter confermare la mia valutazione iniziale di 80/100, con tendenza ad un leggero rialzo.
Eugyx
Domenica 24 Ottobre 2021, 15.19.59
40
Mi farò un'idea ancora più precisa dopo altri ascolti, per ora mi ritengo abbastanza soddisfatto di questo loro ultimo lavoro. Meglio del precedente Distance Over Time (a me disse veramente poco quel disco) e un poco più sopra di quelli post 2011. Sleeping Giant e Awaken The Master sono pezzi pregiati e dimostrano che, se vogliono, i DT ancora sanno come si sforna un brano prog metal di classe. Non esaltante ma molto buona Answering The Call. La suite ancora non riesco a inquadrarla: la prima parte non mi dà molte emozioni, mentre le seguenti innalzano alla grande il livello. I singoli sono gradevoli ma nulla di più, mentre Transcending Time sta un filino sopra la mediocrità.
el diablo
Domenica 24 Ottobre 2021, 12.48.08
39
Non riesco a dargli più di 50... Non c'entra niente la 'tendenza' ad andare contro i Dream Theater. Non me ne frega niente se prendono voti alti o bassi, come a loro non gliene può fregar di meno delle nostre opinioni su Metallized. Io l'ho trovato un disco veramente moscio, scialbo, privo di mordente. E LaBrie ormai è un cantante mediocre, inutile girarci attorno facendo paragoni con altri
Gabriele
Sabato 23 Ottobre 2021, 20.54.30
38
Io mi sento di ringraziare gruppi come i Dream Theater non tanto per la qualità della loro musica ma per la loro grande popolarità, ovvero per il fatto di essere seguiti da tantissimi fan. Credo, infatti, che il modo in cui molti di essi commentano le recensioni dei loro dischi sia davvero impareggiabile; questo perché al netto degli interventi equilibrati e competenti ce ne sono altri, invece, che fanno davvero sorridere tanto sono esagerati o privi di senso. Ma questo vale in generale per le tutte le disamine dei prodotti musicali immessi sul mercato da bands blasonate e storiche (tipo l’ultimo degli Iron Maiden…). Insomma, le recensioni degli albums dei big della scena sono, a mio avviso, un vero e proprio spasso! Da leggere anche solo per farsi due risate! Comunque, tornando alla musica, invece, devo dire che non ho ancora ascoltato l’album ma solo i singoli pubblicati in precedenza e le mie impressioni sono state contrastanti perché se da una parte ho apprezzato “The Alien”, poiché (pur se in maniera un po’ furbesca) esemplifica al meglio le caratteristiche della band, puntando molto sulla melodia e su un arrangiamento relativamente semplice (in cui è però predominante il ruolo di Petrucci che vi pone infatti il suo sigillo), dall’altra ho provato un certo fastidio nell’ascoltare “Invisible Monster”, visto che lo considero un pezzo davvero banale, insipido e che al contrario della titletrack mette in evidenza i limiti della band.
Micologo
Sabato 23 Ottobre 2021, 19.11.49
37
Dopo due giorni di ascolti confermo l'impressione più che positiva. Dopo tanti anni (10, 15?) è la prima volta che i primi ascolti di un loro album non mi lasciano in bocca (meglio, nelle orecchie) l'amara sensazione di incompiutezza e frettolosità. Sarà ovviamente per le note circostanze che da circa due anni coinvolgono tutti noi, ma qui davvero non ce ne è traccia. Alcune canzoni ti entrano subito in testa grazie, le altre (quelle più lunghe e articolate per intenderci) crescono con gli ascolti. Non ci sono passaggi forzati, tutto scorre in maniera molto più ragionata e fluida. Certo, in alcuni frangenti si sente qualcosa di "già sentito", ma sempre per gli standard dei DT (non sono mica gli AC/DC...) e si percepisce la volontà del gruppo di dare la possibilità ala voce di LaBrie di accomodarsi su basi strumentali più confortevoli (anche se un tantino statiche). Ma per il resto è davvero una bella sorpresa: Mangini fa un lavoro enorme e la batteria ha finalmente suoni 'umani' e non plasticosi; Myung si sente e ha il coraggio di svisare anche fuori dalle linee di Petrucci; Jordan non è invadente, interviene con gusto e con suoni finalmente decenti...e poi Petruccione...beh...ma dopo il solista, il LTE3 e questo in 12 mesi glielo vogliamo dare il Nobel alla chitarra! Bello, bello, bello.
Zess
Sabato 23 Ottobre 2021, 18.35.56
36
A me Dickinson con i maiden ha sempre fatto cagare. Paradossalmente, lo apprezzo da solista.
Tino
Sabato 23 Ottobre 2021, 18.28.45
35
Dickinson fa cagare? Anche no
Steelminded
Sabato 23 Ottobre 2021, 18.15.11
34
Sabbracadabra nel suo commento dimostra di conoscere la nostra musica, a differenza dei criticoni di labrie a prescindere. Per il recensore ho fatto i complimenti preventivi, ma visti i commenti sembrerebbe che si sia tenuto anche parecchio basso col voto, il che conferma questa tristissima moda di dargli addosso ai dream Theater tanto per... perché è appunto di moda. Mah...
Sabbracadabra
Sabato 23 Ottobre 2021, 17.09.04
33
A quelli che criticano La Brie, consiglio di ascoltare gli ultimi Gillan, Coverdale, Eric Adams e in generale i cantanti con decenni di carriera,, cantano molto peggio... Per non parlare di Dickinson che fa cag...dagli anni 80. L'unico che canta da Dio ancora oggi a quasi settant'anni è Glenn Hughes, ma lui è The Voice.
VoivodianoQualsiasi
Sabato 23 Ottobre 2021, 16.51.25
32
L'ho ascoltato una sola volta, di sicuro tornerò qui a commentare dopo i vari riascolti d'obbligo. Premessa: i DT son la mia band preferita e no, non sono uno di quei fan che li considera esauriti da decenni. Detto questo, credo che la band sia comunque in una sorta di crisi-di-mezza-età musicale, nel senso che Petrucci e soci mi sembrano stare cercando di innovare il loro sound e stare al passo con le derive più moderne del prog metal. Il risultato è abbastanza ridicolo da questo punto di vista (le strofe coi riff 0-0-0-0-0-0 sono anche un po' troppe ahahah), ma questo non mi vieta di apprezzare comunque il risultato. AVFTTOW è un album molto divertente e scorrevole, con arrangiamenti spesso semplicissimi (a tratti banali) ma che per me funzionano alla stragrande, per non parlare della suite finale che è probabilmente il mio pezzo preferito dai tempi del self titled. Aspettarsi il capolavoro dai DT mi pare ormai follia, come han detto molti (a partire dal commento 9) le band che dopo 30 e rotti anni di carriera restano anche solo a mantenere credibilità son pochissime, e i DT per me rientrano tra queste. I capolavori me li aspetto dalle band giovani e promettenti, dal nostro Teatro mi aspetto brani entusiasmanti che rendano bene in sede live, e album divertenti da cima a fondo, e direi che a questo giro ci siamo. D/T mi aveva annoiato un po', anche se diversi pezzi funzionavano e anche molto bene. Sono abbastanza d'accordo con il commento 12: recensione che mi pare molto sbrigativa e quasi raffazzonata... voglio dire, "questa mastodontica suite posta in ultima posizione" ma quale suite? Nel paragrafo precedente non c'era alcun accenno alla title track, mi sembra quasi che sia stata tagliata una frase all'inizio del quarto paragrafo, boh
diathema
Sabato 23 Ottobre 2021, 16.41.50
31
Premesso che non ho ancora capito come si fa a votare, per me questo è un album da almeno 80... e devo ancora ascoltare la suite. Per la prima volta da un po' di anni, non ho più la spiacevole sensazione che sia il solo Petrucci a tenere su la baracca. Non mi spiego, se non con una scelta decisa a tavolino, le linee vocali sui toni medi di LaBrie, visto che nel precedente DOT cantava anche su tonalità più alte 🤔. Complessivamente, comunque, una prestazione più che buona, a tratti ottima, da parte di tutti e, a livello di composizioni, da sottolineare l'assenza di veri e propri filler o brani molto sottotono. Bentornati!
gianmarco
Sabato 23 Ottobre 2021, 14.19.48
30
Bellissimo . Voto 90.
Cristiano
Sabato 23 Ottobre 2021, 13.42.32
29
Buon album ma volte ripetitivo suona in alcuni momenti come di qualcosa di già ascoltato. Rimangono comunque un ottimo gruppo. La voce ormai è stanca. Voto 80
Dado73
Sabato 23 Ottobre 2021, 12.52.42
28
Sono un fan dei Dream della prima ora, quindi ormai da quasi 35 anni.. Ciò non mi ha impedito negli anni di constatarne, e rattristarmi, gli inevitabili passi falsi. Però stavolta, dopo aver ascoltato il nuovo album 3-4 volte, direi proprio che siamo. Lavoro complesso, dai tanti colori, che invita e merita il riascolto. Per me miglior loro album da 15 anni. Una domanda ai critici ad oltranza... provate ad immaginare chei DT non siano mai esistiti e oggi spuntasse improvvisamente una nuova band che propone questo album... staremmo tutti a gridare al mezzo miracolo! Ebbene i DT sono 35 anni che bene o male, tra alti e bassi, stanno a questo livello! Trovatevi un'altra band capace di fare altrettanto...
Rush 1981
Sabato 23 Ottobre 2021, 12.27.00
27
Dopo una serie di capolavori realizzati tra gli anni 90' a quelli del 2000... I Dream theater si ritrovano dopo 30 e passa di carriera a realizzare dei lavori che veramente hanno poco da invidiare al loro glorioso passato. Per me album come The astonishing, distance of time e questa loro ultima release rappresentano un crescere di idee,che sembrano inesauribili... Credo che quest ultimo lavoro possa accostarsi veramente a dischi quali: Images and Words,Awake,F II, Scenes From A Memory e SDOIT... passando poi per octavarium e the Astonishing delle opere d'arte giusto leggermente minori di quelle citate... ma sempre rappresentate da un senso di equilibrio ed atmosfera che colora per l' interezza di un album dalla prima all'ultima nota.... cosa che con stupore mi capita ora ascoltando a "view from the top of the world" ... un album così equilibrato ed omogeneo che la suite finale sembra quasi un sunto dell' intero album...con qualche tocco magistrale ed orchestrale in più... quasi da colonna sonora...  diciamoci la verità... molte volte ci hanno abituato sempre a delle suite bellissime ma al contempo ci trovevamo delle canzoni che ci stavano come le cipolle e il cioccolato.... o come una canzone di un cartone animato in un film Horror.... qui invece tutto viene esaltato ad un atmosfera coesa e una direzione precisa... Fantastico! Per non parlare dei suoni, un lavoro di mixing del genere... veramente una lode agli ingegneri del suono che hanno dato vita a dei suoni vivi e dinamici... finalmente non una piatta batteria e una voce equalizzata come Dio comanda... per poi passare a James Labrie... per il grande professionista che è, ho trovato un bellissimo lavoro di ricerca vocale ed armoniche... sempre criticato dai più per il grande divario delle sue disumane prestazioni degli anni 90 e quelle di ormai 15 anni a questa parte. Come se fosse sua la colpa dell'invecchiamento vocale... credo sia un cantante fantastico come pochi ed un grande interprete... la sua timbrica è magica, potrebbe rendere anche leggendo un libro... poi ovviamente sono gusti... ma da cantante posso dire che non è affatto male come prestazioni ... e come Singer... credo sia insostituibile nei Dream... non sarebbero loro! Cmq tornando all' album posso semplicemente dire che è qualcosa di ultraterreno comporre a questi livelli... per me un 90 ci sta tutto! E Torno a Sognare come un ragazzino...
Enrico
Sabato 23 Ottobre 2021, 12.22.55
26
Per i grandi esperti super esigenti che magari non hanno manco cantato mai in vita loro, consiglio la versione lussuosa con due CD. Nel secondo CD c'è il disco senza voce.
Steelminded
Sabato 23 Ottobre 2021, 11.55.22
25
Non ho ancora sentito l'album, ma al recensore voglio fare i complimenti preventivi per aver osato mettere 78 al nuovo album dei DT, una band semplicemente fenomenale, troppo bistrattata da stampa, webzines e tanti ascoltatori a cui fa piacere smerdarli perché non sono trendy, posers o cool...
Master
Sabato 23 Ottobre 2021, 11.26.31
24
Per me l'ennesimo buon album, come scritto da più utenti è già tantissimo mantenere un livello di questo tipo dopo 15 album: non trovo gruppi prog attuali che mi piacciano di più di questi DT. Detto questo, dopo qualche ascolto, mi sembra tra i meno riusciti della loro carriera. Starei sul 75.
Luca
Sabato 23 Ottobre 2021, 10.58.30
23
*commento 9
Luca
Sabato 23 Ottobre 2021, 10.58.13
22
Pienamente d'accordo con il commento 90. non conosco nessun'altra band che sia invecchiata così bene, e penso che questo disco ne sia la prova più autorevole. Come al solito non faccio altro che leggere (non qui mi sembra) commenti negativi della fan base dei DT, che ritengo essere la più tossica e snob ci possa essere. Ogni disco e ogni canzone dev'essere sempre paragonata ad un glorioso passato, come se tutti i gruppi riuscissero a replicare i propri capolavori per tutta la carriera. Sono anche stanco di recensioni che parlano solo di quanto non siano più i DT di una volta. Ovvio che non lo siano. Questo è un signor disco signori, non importa se non è bello come Images and Words. Scommetto che quando è uscito the Division Bell nessuno si è lamentato del perchè non fosse bello quanto Wish You Were Here.
Klagenfuert
Sabato 23 Ottobre 2021, 8.57.21
21
Il miglior disco da Images and Worlds
Tino
Venerdì 22 Ottobre 2021, 22.27.21
20
I commenti di elio sono uno spasso, capslock incluso
duke
Venerdì 22 Ottobre 2021, 21.36.22
19
....dischetto gia' prenotato.....un buon ed onesto prodotto.....
Rob Fleming
Venerdì 22 Ottobre 2021, 17.57.34
18
Io sino ad ora l'ho ascoltato due volte sul pc perché il formato fisico non è arrivato (corriere! Perché?!?) e non mi sembra male. Ma soprattutto che vi ha fatto LaBrie? Mi sembra molto più onesto lui di tanti altri che visto che non ce la fa più non ci prova nemmeno. Poi sarà aiutato da tutti gli effetti del mondo, per carità, però non è indecoroso. Oh, se invece non piace il timbro, ci si può far ben poco, però allora neanche ai tempi di Awake andava bene
maiden1976
Venerdì 22 Ottobre 2021, 17.47.40
17
mamma mia LaBrie è inascoltabile...rovina quanto c'e di buone nell'album, mi da fastidio all'udito...peccato.
McCallon
Venerdì 22 Ottobre 2021, 17.22.14
16
Dopo un primo ascolto, le tracce migliori mi sono parse Answering the Call, Sleeping Giant e la title track. Nel complesso l'ho trovato interessante, benché non mi abbia rapito al primo colpo. Sicuramente si lascia riascoltare, i dischi brutti a mio avviso sono altri.
mikmar
Venerdì 22 Ottobre 2021, 17.09.11
15
Come al solito mi trovo molto d'accordo con l'intenditore di funghi al commento 9. Credo che faccia delle considerazioni lucide, obiettive ed imparziali. Io sono un fan sfegatato del gruppo e mi riesce difficile esprimere un giudizio distaccato. Per me comunque riassumendo questo disco merita un 80 pieno, sperando che cresca addirittura con gli ascolti perché lo ritengo meno diretto ed immediato del precedente.
ELIO MARRACINY
Venerdì 22 Ottobre 2021, 16.38.41
14
LA COSA PIÙ FASTIDIOSA DELL'ALBUM È QUEL CAZZO DI DOPPIO PEDALE CHE SOVRASTA OGNI COSA E LA BATTERIA DI MANGINI CHE NON TROVA UNA CAZZO DI PACE. TREMILA RULLATE DI MERDA, CHE UN C'ENTRANO NULLA. BASTA, HA IL GUSTO MUSICALE DI UN CANE, MANDATELO VIA A CALCI NEL CULO. IL FINALE DI A VIEW FROM THE TOPO OF THE WORLD RIPRENDE IL FINALE DI SCARRED MA DILATATO E STORPIATO ALL'INVEROSIMILE, DANDO L'IDEA DI UN MOSTRO RIPIEGATO SU SE STESSO CHE RANTOLA PER TERRA TANTO PER TIRARE ANCORA A CAMPARE. PER IL RESTO TORNA UNA CERTA DOSE SI CATTIVERIA, MA COMPLICE L'AVER RAGGIUNTO QUASI UNA CERTA ETÀ DAVVERO GLI STRUMENTALI NON RIESCO PIÙ A SOPPORTARLI, TUTTA ROBA UGUALE A SE STESSA, GIA SENTITA TRITA E RITRITA NEI VECCHI ALBUM E NEI LORO ALBUM SOLISTI. STARE IN SILENZIO È MOLTO PIÙ DIGNITOSO CHE DARE ALLE STAMPE STA ROBA...TANTO VOLENTE O NOLENTE UNO LO ASCOLTA E SI ROMPE LE BALLE. LA 8 CORDE NON FA DIFFERENZA....USATA COME MITRAGLIATRICE, PETRUCCI DAVVERO MORTO ARTISTICAMENTE. COME RUDESS. COME MANGINI. COME MYUNG. LABRIE LO DIFENDO PERCHÉ L'ETÀ PESA COME UN MACIGNO SULLA VOCE. AWAKEN THE MONSTER E THE ALIEN SONO COMUNQUE I BRANI MIGLIORI. COMUNQUE DAI SI LASCIA ASCOLTARE, CONOSCENDO A FONO LA LORO DISCOGRAFIA COMUNQUE È NORMALE CMQ AVER SENTITO DI TUTTO!
Fabio
Venerdì 22 Ottobre 2021, 14.11.48
13
Non ho ancora ascoltato l album ma per fortuna ci sono ancora grandi bands, quando non ci saranno più, scena persa in duemila rivoli, con quella musicaccia schifosa del rap e trap a farla da padrone: forza Dream T.!
Luca
Venerdì 22 Ottobre 2021, 13.38.08
12
Senza offendere nessuno: questa non è una recensione. Livello dei dettagli e delle conclusioni inesistente
VICTORY
Venerdì 22 Ottobre 2021, 13.29.01
11
Credo che sia la migliore recensione letta su questo sito da sempre.
Argo
Venerdì 22 Ottobre 2021, 13.15.58
10
Ho abbandonato i miei acquisti con questa band dopo Systematic Chaos, o meglio, ho acquistato anche i seguenti, per poi rivenderli causa poca soddisfazione nell'ascolto, con la sola eccezione dell'omonimo DT del 2013, che ho tenuto. Appena trovo questo cd ad un buon prezzo farò l'ennesimo tentativo, la recensione mi fa ben sperare.
Micologo
Venerdì 22 Ottobre 2021, 13.04.39
9
Ma i Pink floyd nel 2000 che facevano uscire? I Genesis nel 2005? I Metallica nel 2015? No perchè dopo 35 anni di carriera riuscire a scrivere un disco del genere è per me un mezzo miracolo. Amen.
Enrico
Venerdì 22 Ottobre 2021, 12.50.50
8
Ottimo ritorno. Per me 80 pieno. Comici molti dei commenti. Fatevi vedere da uno bravo.
Facts
Venerdì 22 Ottobre 2021, 12.30.02
7
1989-2009.
ProprioNo
Venerdì 22 Ottobre 2021, 12.29.29
6
Purtroppo per me peggior disco in assoluto della band. Zero emozioni e estro creativo ai minimi storici, con passaggi già sentiti mille volte e arrangiamenti imbarazzanti per un gruppo del loro calibro. Abbiamo demolito a loro tempo i primi lavori con mangini che viravano apertamente verso un approccio più melodico, ma al confronto in questo momento mi sembrano su un altro pianeta.
Claudio
Venerdì 22 Ottobre 2021, 12.03.28
5
Disco splendido e ispirato, straordinario in alcuni casi come Awaken the Master, prestazione eccezionale degli strumentisti, Mangini finalmente ben inserito e creativo come non mai. Suoni bellissimi. LaBrie nonostante canti solo su toni medi da’ un’ottima prova, la voce e’ registrata molto bene. Disco fresco e molto progressive con riff stupendi. Il miglior disco da Train of Thought
McCallon
Venerdì 22 Ottobre 2021, 10.34.19
4
Urca, che rapidità. Lo sto ascoltando in questo preciso momento una prima volta, devo dire che mi ha colpito subito ''Answering the Call''. Ovviamente aspetterò qualche ascolto prima di esprimermi sul disco.
Papi
Venerdì 22 Ottobre 2021, 9.49.10
3
Sì James arranca rispetto agli altri, ma in questa occasione mi sembra abbia sfruttato le proprie (ormai limitate) capacità abbastanza bene, inventandosi uno stile abbastanza robotico che mi sembra azzeccato per il mood del disco. A livello strumentale nulla da dire, questo è nettamente il migliore del periodo Mangini e secondo me siamo sull’ 80 secco.
P2K!
Venerdì 22 Ottobre 2021, 9.07.01
2
Il disco non l'ho ancora ascoltato (dovrebbe arrivare oggi) e ho sentito solo i due singoli, e leggendo in giro recensioni e commenti vari noto una sola cosa in comune tra tutti i giudizi. LaBrie ormai è cotto. Ma alla band arriveranno queste critiche? Ormai sono anni che non si rimprovera altro che la voce spompata e incolore.
Dani3121
Venerdì 22 Ottobre 2021, 8.00.13
1
Disco discreto,buono strumentalmente e pessimo dal lato cantante.Labrie veramente al capolinea,per me.
INFORMAZIONI
2021
Inside Out Music
Prog Metal
Tracklist
1. The Alien
2. Answering The Call
3. Invisible Monster
4. Sleeping Giant
5. Trascending Time
6. Awaken The Master
7. A View From The Top Of The World
Line Up
James LaBrie (Voce)
John Petrucci (Chitarra)
Jordan Rudess (Tastiere)
John Myung (Basso)
Mike Mangini (Batteria)
 
RECENSIONI
s.v.
74
77
70
65
70
65
71
93
s.v.
82
70
83
99
72
88
97
99
88
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