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Cradle of Filth - Existence is Futile
22/10/2021
( 2800 letture )
Nati delle viscere della contea delle streghe, nel Suffolk, i Cradle of filth vantano ormai quasi trent’anni di carriera e tredici full length di un certo spessore. I colossi del black metal sinfonico hanno sempre regalato momenti di altissima perfezione musicale, inquietanti concept ed eccelsi cambi di line up che mai hanno deluso, anzi. Fornitori per eccellenza di un romantico verbo metallico, ancora oggi la band riesce a stupire perfezionandosi sempre di più, e i mondi horror gotici e fantastici cantati dal leader Dani Filth, a volte con uno scream (per qualcuno) fastidioso, sono sempre affascinati ed ancora oggi suscitano interesse e nuovi adepti.

La band si è guadagnata ormai un’indiscussa fama, una grande e positiva reputazione in fatto di arte e creazione, dei geni del male insomma; non tutti saranno d’accordo ma hanno inventato e portato alla ribalta un innovativo modo di fare musica estrema. Pensate a The Principle Of Evil Made Flesh, diventato ormai la colonna portante di questo genere vampiresco, un album degno di essere ricordato e riascoltato sempre a tutto volume. Dusk and Her Embrace, Cruelty and the Beast e Midian invece hanno segnato davvero quell’epoca metallica dall’aria dark e romantica sfidando alcune tendenze classiche del black e ne hanno costruito un mondo di straordinaria bellezza diventando ufficialmente una delle band più importanti ed influenti del Regno Unito, e successivamente del mondo intero. Questo impero nero e prolifico ha sempre concepito lavori ben svolti, alcune volte di più ed altre meno; parliamo ad esempio degli ultimi Hammer Of The Witches e Cryptoriana - The Seductiveness Of Decay sono stati una un’eccellenza, grazie agli azzardi musicali esasperati e le sfarzose orchestrazioni messe in evidenza dalla presenza vocale di Lindsay Schoolcraft, artista di un certo calibro ma di tutt’altro livello canoro delle storiche poetesse nere quali Andrea Meyer e Sarah Jezebel Deva che hanno invece contribuito al successo e alla nascita di questo genere romantico e decadente. Existence Is Futile è anch’esso un lavoro monumentale ed oscuro, studiato e registrato in periodo pandemia, l’isolamento individuale ha influito molto su questo nuovo concept e sulla lavorazione ancora più eterogenea e pomposa. Un’altra opera è dunque pronta, e il tredicesimo album di casa Filth appare molto diverso dai precedenti, con un’anima solitaria, depressa ma che mantiene comunque toni brutali ed intensi, il tutto misto ad una grande fluidità e melodie tanto orecchiabili quanto catartiche. È un album che esplora tantissimo, fatto di nuove sperimentazioni con quindi nessun ritorno al vecchio stile; innovazioni sia strumentali che a livello di cori e che spazza via i passati stilemi di marchio vampiresco. Disarmante sotto certi punti di vista, il vuoto mortale e le crisi esistenziali, pre e post pandemia narrate da Dani Filth sono inquietanti. Messi da parte mostri e leggende, si parla di un mondo inghiottito dall’ignoranza e dalle paure che sta per finire, da qui il titolo - un po’ anomalo per gli inglesi - Existence Is Futile, che si presenta con un artwork creato dal visionario lettone Arthur Berzinsh che dà una visione tutta personale ed apocalittica della fine del mondo. Salutiamo Vampiri e lupi mannari quindi, distacchiamoci per un attimo da ambientazioni di romantica decadenza, chiudiamo i libri di poesia e usciamo dalla Londra vittoriana; benvenuti nel modo disperato, isolato ed abbandonato di Existence Is Futile. Vi racconterò ora i momenti migliori e più salienti di questa nuova e discutibile opera nuova ed azzardata lontana purtroppo anni luce dall’arte poetica dei Cradle of Filth: come detto, questo nuovo capitolo potrà suonare disarmante a livello di scrittura, ma indiscussa è la professionalità e la spiccata bravura di tutti membri del gruppo, con le sezioni basse di Daniel Filth e le chitarre di Rich Shaw/ Ashok sono a dir poco superbe, così come il titanico Marthus regala al disco un dinamismo esclusivo. Infine, troviamo la nuova arrivata Anabelle Iratni di indubbia bravura ma sicuramente la “donzella nera” meno ispirata, almeno se la paragoniamo alle precedenti voci femminili. Passiamo ai dodici episodi apocalittici permeati di multiformi sfaccettature. Le tre interludi, uniche tracce di stampo poetico e romantico, si alternano a tracce dure e filosofeggianti di matrice sicuramente non old school. Queste nuove creazioni sono tutte di buon livello stilistico e compositivo: Existential Terror ha venature epiche, cori dannati spietate chitarre aprono questo nuovo viaggio. Necromantic Fantasies e Crawling King Chaos al meglio rappresentano le nuove idee della band; ritmica ancora più perfetta e lineare ed arrangiamenti superlativi. Il registro cambia con Black Smoke Curling from the Lips of War, Discourse Between a Man and His Soul e The Dying of the Embers dove tutto diventa molto più cruento e selvaggio grazie a delle chitarre pazzesche che sottolineano un andamento vorticoso e ferale del disco. Pochi invece i momenti malinconici; in Suffer Our Dominion la voce narrante e cupa di Doug Bradley, il cenobita Pinhead, ci illustra a chiare lettere la distruzione totale del mondo. Us, Dark, Invincible chiude questo disco con una ricerca e una sperimentazione sopra le righe. Le due bonus tracks Sisters Of The Mist e Unleash The Hellion ci regalano qualche atmosfera vagamente paragonabile alle ambientazioni di Midian.

Questo lavoro privo di erotismo macabro lascia spazio ad intime riflessioni malinconiche e distruttive, un pensiero di solitudine che ci ha indotti ad una ricerca interiore più profonda. La ricerca esistenziale di Existence Is Futile conferma l’evoluzione ed un piccolo cambio di rotta della band che farà storcere il naso agli affezionati delle atmosfere vampiresche. Le melodie, i riff e i cambi di tempo sono sempre indovinati e convincenti, vi troverete di fronte ad un passaggio stilistico logico e naturale per una band che vuole crescere, cambiare, e ancora una volta il nostro Dani Filth ci ha lasciati a bocca aperta. Negativamente o positivamente riesce sempre a valorizzare e a potenziare ogni nuova scelta e cambi di scenari. La qualità è come sempre ottima, anche per quanto riguarda la produzione marchiata Nuclear Blast. Ma stavolta il puzzle si è arricchito di un pezzo strano, di una prospettiva intimista da parte di una band che ha fatto la storia della musica estrema oscura, che può piacere o no.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
86 su 41 voti [ VOTA]
Claudio
Domenica 14 Novembre 2021, 22.25.27
18
Disco notevole, molto romantico, bellissimo
Danimanzo
Giovedì 4 Novembre 2021, 14.23.09
17
Con gli ultimi tre dischi in studio e questa nuova formidabile formazione il buon Dani ha riportato in auge le quotazioni del gruppo e della sua intera carriera. Ad oggi posso tranquillamente dire che, a parte qualche scivolone in una carriera oramai trentennale, i CoF rimangono una delle più grandi e suggestive realtà del mondo metallico.
Metal Maniac
Martedì 2 Novembre 2021, 23.06.46
16
gli ultimi 3 davvero molto positivi, ma rispolverare i tempi d'oro e gli albori della carriera mi sembra quantomeno azzardato... la magia dei primi 4 album è inarrivabile, così come la voce del nano malefico Dani ("Dusk" in primis) in quel periodo era assurda (nel senso più positivo del termine)... ora è vero che con questa formazione hanno trovato stabilità e solidità, ma si sente che c'è qualcosa di diverso rispetto ai primi anni... le canzoni tendono ad essere troppo "riffose" con qualche inserto di tastiera e voce femminile, mentre prima la struttura dei brani era molto più imprevedibile, variegata e sinfonica, con un buon numero di assoli... e la voce di Dani non è più incisiva come un tempo... questi ultimi 3 insieme anche a "Godspeed" e "Venus Aversa" li metto più o meno tutti sullo stesso livello, un livello assolutamente ottimo e soddisfacente, ma mai paragonabile a quello splendido periodo degli anni '90... loro in generale sono un grande gruppo, d'altronde su 13 album ne hanno sbagliati solo 2 e mezzo (il doppio tonfo "Nymphetamine-Thornography", più il controverso "The manticore").
lisablack
Martedì 2 Novembre 2021, 20.27.05
15
Album stupendo, superiore anche agli ultimi, che erano ottimi.. Poco da dire per me un 90 ci sta bene
Babel
Martedì 2 Novembre 2021, 15.43.54
14
Il miglior disco dei Cradle. Ok la storia, i tempi andati, il black metal vampiresco, Dusk and Her Embrace, Cruelty, Midian e tutto il resto ma questa è la formazione tecnicamente migliore, la più ispirata melodicamente e la meglio prodotta. Metal estremo nel senso a-generico: thrash, black, death, heavy. Tutti i linguaggi del metallo classico sono mescolati e trasformati in un grande affresco barocco (perché i Cradle sono eccessivi e questa è la loro forza) e decadente.
Giasse
Lunedì 1 Novembre 2021, 18.58.58
13
Ho aspettato un pochino a commentare perché se l'avessi fatto un giorno dopo l'ascolto sarei stato tacciato di essere di parte (si, i COF mi piacciono molto). Album straordinario. Se levo Principle, Dusk e Vempire... per me è il migliore. C'è tanto metal - che per me vuol dire lavoro chitarristico importante, c'è tanta brutalità - che esce dalle ritmiche e dall'approccio vocale, c'è tanta melodia - orchestrazioni pazzesche, e c'è tanto buon gusto - che un po' si era perso (vedasi assoli e cori). Se poi ci mettiamo qualche testo interessante e meno banale del solito ed una copertina bellissima... beh per me sfondiamo abbondantemente i voti dati negli ultimi 20 anni a qualunque altro loro platter. Un abbraccio a tutti. M.
leechaolan75
Domenica 31 Ottobre 2021, 12.30.45
12
È molto difficile per me riuscire a trovare un brano che spicca rispetto ad altri, in quanto pur essendoci discontinuità, sono lavori che si amalgamano perfettamente nell'oretta abbondante di sapiente caos apocalittico che i COF hanno partorito. Ma se devo proprio scegliere i brani che mi hanno colpito di più tenendo conto di sonorità e liriche sono: "Existencial Terror" con la sua struttura in lenta evoluzione ricca di riff frenetici, è un fiume in piena che ti travolge. Un testo eccelso e dannatamente definitivo sul ruolo universale dei lampi di vita che nell'infinità dello spazio sono nati e relegati in un vuoto oscuro attendono il loro esaurimento come fuochi fatui. E infine "How Many Tears to Nurture a Rose?", direi che è quella che più mi infiamma, con il suo irresistibile ritornello malinconico e lugubre. In quest'album c'è talmente tanto che ogni ascolto ti permette di cogliere qualcosa di nuovo. Tanto che dal 22 ottobre che è stato rilasciato non riesco a smettere di cogliere sempre nuove sfaccettature e perle nascoste mentre lo ascolto in loop. Il modo in cui Dani sia riuscito ad attingere da questo periodo storico fermandosi a riflettere sullo scopo dell'esistenza, abbandonando la letteratura occulta e fatti/personaggi storici macabri e oscuri per trarre l'ispirazione per descrivere con una poesia oscura il lato peggiore di questa realtà in modo cinico, apocalittico e nichilista, è stata la dimostrazione di quanto è ancora in grado di infierire musicalmente con il suo stile. Questo album è sostanza e intensità, con il più grande concept che potessero mai affrontare e che loro come pochissimi potevano interpretare musicalmente, allo stesso modo in cui hanno fatto con il concetto di gotico (unica band riuscita mai nella storia a tradurlo in musica senza tradirne l'essenza del significato). Questo album è il lavoro che stavo aspettando ormai da decenni. Lavoro eccellente!
leechaolan75
Domenica 31 Ottobre 2021, 12.30.45
11
È molto difficile per me riuscire a trovare un brano che spicca rispetto ad altri, in quanto pur essendoci discontinuità, sono lavori che si amalgamano perfettamente nell'oretta abbondante di sapiente caos apocalittico che i COF hanno partorito. Ma se devo proprio scegliere i brani che mi hanno colpito di più tenendo conto di sonorità e liriche sono: "Existencial Terror" con la sua struttura in lenta evoluzione ricca di riff frenetici, è un fiume in piena che ti travolge. Un testo eccelso e dannatamente definitivo sul ruolo universale dei lampi di vita che nell'infinità dello spazio sono nati e relegati in un vuoto oscuro attendono il loro esaurimento come fuochi fatui. E infine "How Many Tears to Nurture a Rose?", direi che è quella che più mi infiamma, con il suo irresistibile ritornello malinconico e lugubre. In quest'album c'è talmente tanto che ogni ascolto ti permette di cogliere qualcosa di nuovo. Tanto che dal 22 ottobre che è stato rilasciato non riesco a smettere di cogliere sempre nuove sfaccettature e perle nascoste mentre lo ascolto in loop. Il modo in cui Dani sia riuscito ad attingere da questo periodo storico fermandosi a riflettere sullo scopo dell'esistenza, abbandonando la letteratura occulta e fatti/personaggi storici macabri e oscuri per trarre l'ispirazione per descrivere con una poesia oscura il lato peggiore di questa realtà in modo cinico, apocalittico e nichilista, è stata la dimostrazione di quanto è ancora in grado di infierire musicalmente con il suo stile. Questo album è sostanza e intensità, con il più grande concept che potessero mai affrontare e che loro come pochissimi potevano interpretare musicalmente, allo stesso modo in cui hanno fatto con il concetto di gotico (unica band riuscita mai nella storia a tradurlo in musica senza tradirne l'essenza del significato). Questo album è il lavoro che stavo aspettando ormai da decenni. Lavoro eccellente!
Dani3121
Sabato 30 Ottobre 2021, 8.53.12
10
Veramente sorpreso,veramente un disco bellissimo,strumentalmente esaltante
d.r.i.
Martedì 26 Ottobre 2021, 8.37.30
9
Ascoltato oggi mentre venivo in ufficio, mi sento spiazzato, stordito. Che dire mi aspettavo il classico disco dei COF e così è infatti ma hanno alzato l'asticella oltre ogni mia aspettativa. Qui, in crescita rispetto a Cryptoriana e Hammer, la componente strumentale è una macchina da guerra. Secondo me, di impatto, un gran disco. Di sicuro nel 2021 si ergono a re del black sinfonico e la vedo dura detronizzarli. Per ora do 87, poi vediamo se resiste al test della longevità.
ErBudrigone
Martedì 26 Ottobre 2021, 1.00.29
8
I Cradle of Filth sono tra le mie band in assoluto dalla mia infanzia ed è bellissimo ora a 22 anni vederli in un così stato di grazia. Album ottimo come gli ultimi due del resto, impossibile non "commuoversi" per pezzi come Discourse Between A Man And His Soul, Black Smoke Curling From The Lips Of War e Us, Dark, Invincible
Mauroe20
Lunedì 25 Ottobre 2021, 23.04.29
7
E gran lavoro di chitarre, ottimo davvero.Il dischetto gira che è una meraviglia.
Pink Christ
Lunedì 25 Ottobre 2021, 9.35.16
6
Album sensazionale, un altro centro pieno dei vampiri britannici. Immensi
Aceshigh
Domenica 24 Ottobre 2021, 19.55.08
5
Gran bel disco. Il terzo consecutivo, ma azzardo: forse questo è il migliore degli ultimi tre. Rispetto al passato più recente c’è qualche differenza sì, ma nessuno stravolgimento: il marchio è sempre quello ma soprattutto c’è ispirazione. Forse un leggero calo nella parte centrale, ma Necromantic Fantasies, Crawling King Chaos o Us Dark Invincible hanno un grandissimo tiro. Dopo quasi 30 anni di attività … scusate se è poco!!! Bravi! Voto 82
Stagger Lee
Sabato 23 Ottobre 2021, 20.23.59
4
Per il momento l'ho ascoltato tre volte...fino a metà! Una volta mi interrompe la mia compagna,..poi ha bisogno mio figlio..poi non so che altro ancora, ma riuscirò a godermelo fino alla fine!! Anche perchè mi sembra un gran bel disco.
Korgull
Sabato 23 Ottobre 2021, 8.49.38
3
Ora dico un'eresia: mi piacciono piú gli ultimi tre lavori dei primi. Di questo ho ordinato il vinile sulla fiducia dopo gli splendidi singoli usciti
p3rse
Venerdì 22 Ottobre 2021, 19.49.46
2
Us, Dark, Invincible è stupenda!
Abbath
Venerdì 22 Ottobre 2021, 13.29.08
1
Io credo che negli ultimi anni i Cradle siano tornati ad ottimi livelli,dopo tempi decisamente bui, in cui le prestazioni su disco apparivano sempre più scialbe, da Hammer of the Wicthes in poi le cose sono cambiate e direi che vanno sempre meglio. Spero che anche i Dimmu ritrovino la retta via.
INFORMAZIONI
2021
Nuclear Blast Records
Symphonic Black
Tracklist
1. The Fate Of The World On Our Shoulders
2. Existential Terror
3. Necromantic Fantasies
4. Crawling King Chaos
5. Here Comes A Candle - (Infernal Lullaby)
6. Black Smoke Curling From The Lips Of War
7. Discourse Between A Man And His Soul
8. The Dying Of The Embers
9. Ashen Mortality
10. How Many Tears To Nurture A Rose
12. Us, Dark, Invincible
13. Sisters Of The Mist (Bonus)
14. Unleash The Hellion (Bonus)
Line Up
Dani Filth (Voce)
Rich Shaw (Chitarra)
Ashok (Chitarra)
Daniel Firth (Basso)
Anabelle Iratni (Voce, Tastiere, Orchestrazione)
Marthus (Batteria, Tastiere, Orchestrazione)

Musicisti ospiti:
Doug Bradley (Voce narrante nelle tracce 11, 13)
 
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