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Archspire - Bleed The Future
05/11/2021
( 1182 letture )
Veloce, più veloce, ancora più veloce. Gli Archspire ci hanno ormai preso gusto e tornano in questo 2021 con otto nuovi pezzi che definire suonati a rotta di collo sarebbe quantomeno riduttivo. La formula che ci accompagna per tutta la durata di Bleed the Future non sembra essere affatto variata rispetto al precedente e divertentissimo Relentless Mutation: questi pazzi canadesi appartengono a quella frangia del death metal moderno che ha sviluppato nel corso degli anni uno smodato e morboso feticismo per i bpm a velocità folli e parossistiche tanto da farne il perno centrale e tratto distintivo della propria proposta. È musica isterica, in preda alle convulsioni e apparentemente senza freni che riversa saggiamente in una mezz’ora scarsa tutta la propria furia devastatrice. Gli Archspire sono infatti dei maestri a condensare l’essenza del proprio messaggio in poco tempo, giungendo subito al punto e azzerando così la possibilità di imbattersi in tempi morti, passaggi a vuoto e filler inutili.

Nonostante la velocità esagerata al limite del demenziale, il gruppo proveniente da Vancouver riesce a comporre schegge di death metal iper tecnico in cui ogni sezione è però pensata con maniacale precisione, variegandolo all’occorrenza con improbabili, repentini e pulitissimi stacchi e fraseggi fusion, oppure con melodie di stampo neoclassico e mozartiano. È giusto sottolineare la capacità degli Archspire di pestare fortissimo pur rimanendo legati ad una forma canzone tutto sommato fruibile, fresca e dinamica in cui tecnica sopraffina ed un’agogica sostenuta sono sempre lucidamente asservite al brano e non il contrario. Impossibile non rimanere positivamente colpiti dal particolare approccio al growl e alle frenetiche linee vocali pensate ed eseguite da Oliver Rae Aleron, così come il muro di riff, melodie e assoli eretto dai due chitarristi Dean Lamb e Tobi Morelli, che espandono e pongono su un nuovo livello la lezione impartita anni fa dai Necrophagist. Ampiamente positiva anche la prova della sezione ritmica ed in particolare del batterista Spencer Prewett. Il suo lavoro dietro le pelli è frenetico e basato principalmente su blast beats velocissimi e tecnici a tal punto da sembrare programmato con una drum machine. La sensazione tra l’altro è acuita anche dalla scelta, immaginiamo voluta, di far suonare la batteria in modo asettico e freddo con una gran cassa esageratamente triggerata ed un rullante senza dinamiche alcune.

È innegabile che gli Archspire abbiano nuovamente prodotto un disco ben confezionato, ultra professionale e nel complesso divertente e poco impegnativo da digerire grazie alla relativa orecchiabilità delle melodie sempre presente in tutti i brani. Eppure, tenendo a mente le ottime capacità del quintetto, non si può fare a meno di pensare che questa interpretazione moderna del death metal esclusivamente improntata sul tecnicismo esasperato e la velocità di esecuzione non riduca il genere stesso ad un mero pretesto per fare talvolta tanto rumore e fuochi d’artificio per nulla. In altre parole i canadesi sono certamente perfetti e inattaccabili a livello puramente formale (e questo spiega il voto positivo in calce), ma al tempo stesso sono anche una sorta di macchietta e autoparodia involontaria del genere, poiché in definitiva sono totalmente svuotati di quell’attitudine marcia e furiosa che è giusto pretendere quando si ascolta del sano death metal. Pertanto, se cercate una mezz’ora di musica a rotta di collo tanto per cazzeggiare con gli amici, gli Archspire andranno benissimo, se invece ricercate qualcosa che vi trasmetta del vero lerciume musicale inserito in un contesto relativamente tecnico, passate pure oltre.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
57.52 su 25 voti [ VOTA]
Pacchianata
Domenica 16 Gennaio 2022, 16.45.44
19
Sembra di sentire speedy gonzales in overdose da peperonata.
French70
Martedì 30 Novembre 2021, 22.36.43
18
Ascolta tipo ora per caso, non li conoscevo. Già li amo. Non so, mi ha colpito questa strana musica fatta di urgenza compositiva, talvolta melodica ma folle, ambientale ma caotica. Non mi ha colpito tanto la tecnica quantoi il loro modo di farne uno strumento e non un mero fine. Comprerò il cd
fragolino79
Sabato 27 Novembre 2021, 13.01.19
17
Già solo Drone Corpse Aviator vale l’acquisto del disco. Per me uno dei dischi più belli degli ultimi anni insieme a Nuklearth dei Cytotoxin ed ovviamente A Valediction, l’ennesimo capolavoro degli Obscura.
PROF
Domenica 21 Novembre 2021, 19.47.39
16
Altro discone che si aggiunge alla mia collezione technical. È quasi all'altezza dell'immortale predecessore che ho praticamente consumato e posto sull'altare degli immortali, soprattutto per la sua imprevedibilità e originalità. Rispettando le opinioni e i gusti di tutti, per me sono una grandissima band, sicuramente tra i Big Four del Technical (insieme a Beyond Creation, Allegaeon e Obscura). Voto: 98. Stay Tech!
Earthformer
Giovedì 11 Novembre 2021, 23.02.39
15
hanno ridefinito il tech death masturbatorio che gruppi come viraemia e brain drill sono riusciti a realizzare solo in parte, il precedente relentless lo considero un vero capolavoro così come the lucid collective, questo l'ho ascoltato ancora poco ma dai singoli prevedo un altro gemmone
Salvatore
Mercoledì 10 Novembre 2021, 20.03.02
14
@ Sicktadone: invece, io penso che gli Origin oltre ad essere personali siano stati in grado di imporsi nella scena con lavori di grande spessore artistico (primo fra tutti lo splendido “Antithesis” del 2008); li considero, infatti, tra i gruppi più importanti del panorama death.
Sicktadone
Mercoledì 10 Novembre 2021, 8.34.39
13
Sottoscrivo in toto quanto espresso da Salvatore. Per me altro disco notevole, la cosa che contraddistingue gli Archspire rispetto altri gruppi tech-death è la riconoscibilità, nonostante portino all'estremo proprio il concetto di tecnica, la quale puiò apparire fine a se stessa, ma di certo non è il loro caso. Ci sono gruppi che ci hanno provato, mi vengono in mente gli Origin, ma non con questi risultati.
Salvatore
Domenica 7 Novembre 2021, 17.32.27
12
@ ManOwaL: benché io abbia compreso il senso del tuo ultimo intervento mi pare che comunque stiamo forse affrontando la questione da prospettive leggermente diverse. Concentrare, infatti, la propria attenzione sulla tecnica e voler stabilire quale sia il suo corretto utilizzo è un esercizio un po’ rischioso che non porta molto lontano, ai fini di una discussione; pensare, cioè, di poter dire quand’è che la tecnica è “al servizio della musica” è un’operazione che risente inevitabilmente della diversa visione musicale che ciascuno di noi ha, e quindi ti lascio immaginare quali possano essere i risultati… Poi, entrando più nello specifico, se si pretende di poter dire che “tutto il movimento tech” (n. 6) è inutile allora (mi dispiace) io non posso che dissentire e sorridere, perché si tratta di un’affermazione radicale che non tiene conto dei diversi modi di interpretare il death tecnico e con la quale si ridicolizza un contesto musicale, preso nella sua interezza. Ma del resto, tu stesso, paradossalmente, hai dimostrato di essere consapevole di questa diversità visto quanto hai scritto nel tuo ultimo commento, quindi c’è qualcosa che non mi torna… Per il resto, penso che la proposta musicale degli Archspire sia interessante e che il loro tecnicismo esasperato (pur con alcuni limiti) sia comunque funzionale al loro modo di concepire il death; la precisione chirurgica dei musicisti e una certa freddezza di fondo sono, per quanto mi riguarda, elementi naturali di una musica nella quale evidentemente non c’è posto per il marciume (e la cosa non mi dispiace affatto). Certo, non è un gruppo per il quale stravedo (preferisco altre formazioni), però devo riconoscere che il loro stile frenetico è quantomeno peculiare, e per questo il mio giudizio su di loro è comunque positivo.
The Outsider
Domenica 7 Novembre 2021, 11.20.27
11
Ciao Stefano, dal mio punto di vista nel tuo giudizio finale hai inquadrato molto bene le coordinate che definiscono lo stile degli Archspire tralasciando però il fatto che (ribadisco, secondo il mio parere) al di là dei tecnicismi e delle velocità esasperate riescono sempre a impartire una solida struttura ad ogni brano. Questo è il fattore principale che fa la differenza e che mi rende piacevole la loro proposta rispetto ad altri lavori tech death. Detto da uno cresciuto a pane e old school death eh 😂
Papi
Sabato 6 Novembre 2021, 23.45.33
10
Il mio punto di vista personale è che sono un buon gruppo che formalmente sa fare il suo dovere, scrive bei pezzi, ma che al tempo stesso manca di un certo tipo di attitudine old school che reputo comunque necessaria per il genere e che inevitabilmente in queste frange ultra tecniche viene a perdersi. Quindi, sì ritengo comprensibile lo scetticismo di chi trova questa musica un'autocelebrazione delle proprie doti.
ManOwaL
Sabato 6 Novembre 2021, 19.31.05
9
@Salvatore: risibile per te, magari il termine opinabile sarebbe stato più adatto. E' palese che il mio sia un giudizio totalmente personale e soggettivo, non credevo fosse necessario sottolinearlo. E no, non è falsa da un punto di vista oggettivo. C'è una grossa differenza tra band che utilizzano partiture estremamente complesse per creare qualcosa di inusuale ed innovativo (Animals As Leaders oggi, Necrophagist ieri, giusto per fare un esempio secco) e band come Archspire, The Zenith Passage o Ring of Saturn, che fanno dell'esecuzione tecnica mirabolante il loro marchio di fabbrica, infarcendo le loro composizioni di passaggi e fraseggi assolutamente superflui alla buona riuscita dei brani. Ripuliti da queste esagerazioni (al limite del comico a volte) alcuni brani sarebbero anche interessanti. Voglio dire, questi hanno coniato il motto "Stay Tech"...Da un lato è chiaro che siano un filo ironici, d'altra parte però, il risultato sono dischi che finiscono presto nel dimenticatoio. Sugli Obscura in parte sono d'accordo con te. Allora faccio altri due esempi di tecnica sempre al servizio della musica, e non il contrario: Autotheism dei The Faceless e praticamente tutta la discografia degli Ulcerate, in particolare l'ultima loro fatica. Lì, per me, sta la differenza.
Salvatore
Sabato 6 Novembre 2021, 16.36.08
8
Per quanto concerne quella che viene considerata mera “ostentazione” (n. 6) strumentale, dico che il forte utilizzo della tecnica è solo un modo diverso che alcuni musicisti hanno (rispetto ad altri) di esprimersi da una punto di vita artistico e compositivo. Il fatto poi che tutto il “movimento tech” (n. 6) possa essere considerato inutile oltre che essere un’idea risibile, è anche e soprattutto falsa da un punto di vista meramente oggettivo, viste le innumerevoli formazioni valide che operano all’interno della scena e i pregevoli lavori da esse pubblicati. Infine, visto che sono stai citati gli Obscura credo e temo (avendo ascoltato tutti i recenti singoli) che il loro ultimo lavoro sarà un passo indietro per loro, dal momento che mi pare si siano voluti standardizzare semplificando la loro formula e le loro partiture.
Salvatore
Sabato 6 Novembre 2021, 15.54.41
7
Non è per fare il rompiscatole, ma io continuo a non capire appieno la posizione del recensore. Cioè, a parte il fatto che, a mio avviso, chi analizza un disco dovrebbe dare una sua personale interpretazione del contenuto musicale e non mettersi “in una prospettiva diversa” (n. 5), visto che il lettore può benissimo capire da sé (se la descrizione è ben fatta) cosa aspettarsi, però l’impressione che ho avuto io è che il recensore, alla fine dei conti (e paradossalmente, visto quanto scritto in precedenza), oltre a volersi mettere nei panni dell’ascoltatore di death metal di stampo old school, ne condivida anche, almeno in linea teorica, le perplessità rispetto a sonorità più moderne come quelle degli Archspire.
ManOwaL
Sabato 6 Novembre 2021, 10.24.05
6
Inutili, come tutto il "movimento" tech. Esistono le clinic per esaltare le doti di un musicista. Questa roba è solo ostentazione, onanismo esecutivo. Bravissimi, per carità, ma a fine ascolto non rimane nulla, se non un grande mal di testa. L'ultimo lavoro degli Obscura, ad esempio, a livello di tecnica esecutiva, non ha nulla da invidiare a questo. Però quella è musica, questo solamente un ammasso di spartiti resi inutilmente complicati solo per mettere in mostra la bravura dei singoli musicisti. Talento sprecato. un vero peccato.
Papi
Venerdì 5 Novembre 2021, 22.13.14
5
Facciamo un passo indietro, perché credo di essere stato frainteso. Gli Archspire sono indubbiamente un gruppo di altissimo livello, scrivono bei pezzi e sono assolutamente tra le cose migliori uscite dal Canada negli ultimi anni. Nella conclusione però ho voluto fare una riflessione di tipo diverso mettendomi in una prospettiva diversa, per chi magari intende il death metal in modo differente e più legato ad un approccio old school. Tutta questa velocità e tecnica a manetta potrebbe essere vista davvero come un qualcosa di parossistico, ma di fatto svuotato di un certo tipo di attitudine, tanto da sembrare una macchietta parodica. Ciò non significa però sminuire la band, piuttosto fare un distinguo su cosa uno cerca da un certo tipo di sonorità ecco
Allied Forces
Venerdì 5 Novembre 2021, 21.18.49
4
Però se togliete premessa e conseguenza è ovvio che non capite una sega di quello che c’è scritto e non vi torna
Tatore
Venerdì 5 Novembre 2021, 20.49.16
3
Mi spiace per il recensore, ma sono pienamente d'accordo col mio omonimo. Per me uno dei migliori album di death tecnico dell'anno. Per me arriva agevolmente a 85
Salvatore
Venerdì 5 Novembre 2021, 19.37.03
2
Io credo che lo stile degli Archspire sia volutamente improntato all’eccesso ed è ciò che li rende, particolari e in definitiva credibili. Bisogna, inoltre, tener conto del fatto che a contribuire a rendere il sound frenetico e parossistico non sono solo i musicisti ma anche lo stesso singer Aleron, il cui cantato si amalgama alla perfeziona con le ritmiche forsennate del gruppo. E comunque, stiamo pur sempre parlando di death metal tecnico, per cui non capisco perché ci si debba meravigliare di un simile approccio. In tal senso, l’ultima parte della recensione oltre che essere leggermente contraddittoria contiene una serie di considerazioni sulla band e sul loro stile che non condivido affatto. Definire, infatti, i canadesi una “macchietta” e “considerarli una sorta di “autoparodia involontaria del genere”, oltre che sminuirli come band, significa anche non essere entrati in sintonia con il loro modo di concepire il techno-death e non averne compreso il senso. Se a ciò aggiungiamo il fatto che la loro proposta dovrebbe servire (non si sa perché) solamente “per cazzeggiare con gli amici”, direi che la lista delle banalità possa dirsi completa.
Enrico
Venerdì 5 Novembre 2021, 14.32.46
1
Per me a 80 ci arriva. Mostruosi.
INFORMAZIONI
2021
Season Of Mist
Technical Death Metal
Tracklist
1. Drone Corpse Aviator
2. Golden Mouth Of Ruin
3. Abandon The Linear
4. Bleed The Future
5. Drain Of Incarnation
6. Acrid Canon
7. Reverie On The Onyx
8. A.U.M (Aperoin Universal Migration)
Line Up
Oliver Rae Aleron (Voce)
Dean Lamb (Chitarra)
Tobi Morelli (Chitarra)
Jared Smith (Basso)
Spencer Prewett (Batteria)
 
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