Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Tony Martin
Thorns
Demo

Apocryphal
Tales of Galilea
CERCA
RICERCA RECENSIONI
PER GENERE
PER ANNO
PER FASCIA DI VOTO
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

21/01/22
THE FERRYMEN
One More River to Cross

21/01/22
TOMMY TALAMANCA
Atopia

21/01/22
SPITFIRE (HEL)
Denial to Fall

21/01/22
ARTAMENE
Ziggurat

21/01/22
THROUGH THE NOISE
Tragedies (EP)

21/01/22
ABYSSUS
Death Revival

21/01/22
BERIEDIR
AQVA

21/01/22
GIANT
Shifting Time

21/01/22
HANGING GARDEN
Neither Moth Nor Rust (EP)

21/01/22
EDGE OF FOREVER
Seminole

CONCERTI

20/01/22
TORMENTOR + CULT OF FIRE (ANNULLATO)
LEGEND CLUB - MILANO

26/01/22
SWALLOW THE SUN + AVATARIUM (POSTICIPATO)
LEGEND CLUB - MILANO

28/01/22
PRIMAL FEAR + BURNING WITCHES + SCARLET AURA
DRUSO - RANICA (BG)

28/01/22
DECAPITATED + BLACK TONGUE + HEART OF A COWARD + INFERI
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

02/02/22
ARCTURUS + IOTUNN
LEGEND CLUB - MILANO

05/02/22
SATANIC KOMMANDO FEST
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

06/02/22
GOJIRA + ALIEN WEAPONRY + EMPLOYED TO SERVE
ALCATRAZ - MILANO

09/02/22
SOEN
LARGO VENUE - ROMA

10/02/22
SOEN
MAGAZZINI GENERALI - MILANO

11/02/22
SOEN
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

Wolfmother - Rock Out
23/11/2021
( 1289 letture )
Un annuncio a sorpresa pubblicato sui social del frontman e riecco i Wolfmother con un disco di canzoni inedite. Il lavoro è stato messo online tramite Distrokid, una piattaforma che permette ai musicisti di caricare il materiale per lo streaming musicale. Stando alle dichiarazioni di Andrew Stockdale, in un momento storico in cui la musica è ormai principalmente fruibile mediante applicazioni e portali su Internet, l’idea di rilasciare un disco di inediti in questo modo, senza dunque avviare pre-ordini e soprattutto senza l’ausilio di manager o etichette discografiche, può rappresentare un’interessante chiave di lettura per il futuro affinché compagnie come Spotify o iTunes si prestino al contributo degli artisti e non viceversa. Pur non rinnegando il business di queste aziende ed il guadagno talvolta irrisorio lasciato ai musicisti che si accontentano di briciole in termini di percentuali, Andrew Stockdale si è dichiarato entusiasta tanto per la velocità con la quale è stato possibile pubblicare Rock Out tanto per l’aver praticamente registrato l’album con l’aiuto di un aspirante ingegnere del suono appena ventenne e a distanza. Quanto la scelta dei Wolfmother possa definirsi provocatoria e quanto davvero ispirata dalle più nobili e rivoluzionarie intenzioni offre ben più di uno spunto di riflessione.

Ma veniamo al disco e analizziamone i contenuti per comprendere quanto il tiro mancino giocato dai Wolfmother alle label abbia colpito nel segno ed effettivamente confermato le indiscutibili qualità del power trio australiano. In sostanza Rock Out, più che un lavoro dei Wolfmother, sembra in realtà uno sperimentale disco solista di Andrew Stockdale in tutto e per tutto. Il vocalist, per l’occasione, si diletta nel suonare anche il basso in quasi tutte le canzoni. Se l’intro affidato al riff casinaro e vintage di Feelin Love non dispiace, non si può dire lo stesso della titletrack Rock Out che definire derivativa è un eufemismo: chi d’altronde non riconoscerebbe in maniera istantanea l’attacco che fa tanto Detroit Rock City dei Kiss? Non siamo nei territori del plagio, per carità, ma la somiglianza con il famoso pezzo del Bacio è spudorata e imbarazzante: non aiuta neppure la prestazione sottotono di Stockdale che si sforza davvero poco nel personalizzare il pezzo facendo annegare le vocals in un mare di desolante prevedibilità. Mood da anthem nella successiva Upload che però stenta a decollare complice un ritornello che dovrebbe essere catchy ma rischia invece di assordare senza offrire la memorabilità che ci si aspetterebbe. Humble, con chitarre heavy dal retrogusto vagamente doom, fa la voce grossa mentre quella di Stockdale scimmiotta neppure troppo bene lo stile di Ozzy Osbourne. Only Way risente di un mixaggio della sei corde non all’altezza (ma con questo non vogliamo infrangere i sogni dello studente che ne ha curato la resa!), poi cerca di imbattersi nei territori del rock settantiano perdendo ben presto la bussola e lasciando con l’amaro in bocca per la mancanza di qualsiasi soluzione atta a smuovere la staticità di un cantato e di un arrangiamento che sembrano strozzarsi a vicenda. Il fraseggio della chitarra sul finale si ritorce su sé stesso proponendo lo stesso refrain più volte senza che però ci sia lo slancio verso un assolo degno di nota: sembra più che altro un cazzeggio, a dirla tutta, e mi si conceda il francesismo. Metal & Fire, titolo quantomai epico, cerca pigramente di risollevare il piattume ascoltato finora ma si compromette per la solita mancanza di soluzioni con l’assolo interrotto più volte a favore del riff quasi amatoriale che lo sussegue. Outside estrae dal cilindro la carta del garage rock vestito di un pizzico di alternative, mentre Mantle dilata il minutaggio e promette sfraceli con la sei corde tagliente e vivida che costruisce un impianto sonoro roccioso poi inspiegabilmente placato a favore di un chorus che non ha né capo né coda e sembra scollegato dal pezzo e cucito lì a casaccio. Le conclusive Ego, con voce ‘’effettata’’ e Walking, pezzo privo di mordente caratterizzato in tutto e per tutto dagli stessi difetti dei predecessori, inducono a consultare l’orologio nella speranza che lo strazio abbia fine e che l’incubo si concluda il più presto possibile con una secchiata di acqua gelida in faccia per destarsi ora e subito.

Resta davvero poco da aggiungere in conclusione se non constatare e ribadire con amarezza quanto Rock Out risulti un lavoro insufficiente, incompleto, privo di qualsiasi guizzo che accenda l’interesse nell’ascolto o faccia battere il piede per tenere il ritmo. Le canzoni, smarriti episodi in un contesto di pesante anonimia, non decollano, peccano di personalità e provano, in certi casi, a scimmiottare grossi nomi fallendo clamorosamente nell’intento di omaggiarli. Soltanto il futuro potrà dire cosa vorranno essere i Wolfmother (o faremmo meglio a dire: cosa vorrà essere Andrew Stockdale) e che strada intenderanno intraprendere: lo scivolone glielo si perdonerà a patto che ritornino a suonare come hanno dimostrato di poter fare in passato, ovvero più che bene.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
71.4 su 5 voti [ VOTA]
bau
Domenica 5 Dicembre 2021, 17.20.42
2
per me è ok
Zigo Zago
Sabato 27 Novembre 2021, 18.06.39
1
i agree 50 e sembra già molto.
INFORMAZIONI
2021
Autoprodotto
Hard Rock
Tracklist
1. Feelin Love
2. Rock Out
3. Upload
4. Humble
5. Only Way
6. Metal & Fire
7. Outside
8. Mantle
9. Ego
10. Walking
Line Up
Andrew Stockdale (Voce, Chitarra, Basso)
Alexx McConnell (Basso nelle tracce 4 e 5)
Hamish Rosser (Batteria)
 
RECENSIONI
77
79
80
ARTICOLI
13/07/2019
Live Report
WOLFMOTHER - LARS ROCK FEST 2019
Giardini pubblici, Chiusi Scalo (SI), 07/07/2019
27/08/2016
Live Report
WOLFMOTHER + GIUDA + ONELEGMAN
Festareggio, Campovolo Reggio Emilia (RE), 24/08/2016
13/05/2016
Live Report
WOLFMOTHER + ELECTRIC CITIZEN
Alcatraz, Milano, 08/05/2016
21/07/2012
Live Report
WOLFMOTHER + BUD SPENCER BLUES EXPLOSION
10 Giorni Suonati!, Castello Sforzesco, Vigevano (PV), 10/07/2012
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]