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Danger Danger - Screw It!
15/01/2022
( 818 letture )
57 minuti e mezzo di corposo, sano e malizioso hard rock. Si, perché in quegli anni, anche se avevi un bel po’ di tastiere ad innescare il sound, il genere si presentava bello sostenuto, massiccio ed era hard senza possibilità di equivoco. Band di questo tenore sono a tutti gli effetti act di rock duro e chi ha avuto la possibilità di ascoltarli nelle release e visionarli live, lo sa bene. Aldilà delle etichette, qui viene racchiuso il secondo capitolo dei Danger Danger dopo il grande esordio eponimo di due anni prima che raggiunse il disco d’oro negli States: tanto airplay e popolarità, con il quintetto in tour con nomi altisonanti come Kiss, Alice Cooper, Extreme, Warrant. Screw It!, viene registrato con il produttore tedesco Erwin Musper nel 1991, a Fort Lauderdale, in Florida, ai New River Studios e vede alcuni ospiti prestare i propri servigi al disco: ben tre quarti degli Extreme sono presenti nei cori di un paio di song e l'intro di Ginger Snaps conta sulla partecipazione della pornostar americana Ginger Lynn, forte di una delle sue specialità.

Dall’album vengono estratte le hit di successo Monkey Business e il lentone I Still Think About You, sound vibrante, a stelle e strisce, in tutto il timing, ellepì all’altezza delle altissime aspettative procurate dal debutto, con le peculiarità melodiche sciorinate in precedenza: coralità esplosive da arene, chitarre robuste, assoli tecnici, compreso un look da assalto. Gli urletti goderecci di Ginger introducono Monkey Business, traccia solida e ariosa che prende corpo da un drumming tribale, campanaccio e coralità empiree, perfetto Ted Poley dietro il microfono, come sempre, chorus festaiolo e ormoni a palla: inizio boombastico e solismo pregevole di Timmons, chitarrista sottovalutato da tanti. Slipped Her the Big One deflagra su una drum pestatissima e chitarre circolari, i cori toccano la magniloquenza, brano granuloso da headbanging, il controcoro è semplicemente da applausi con le key a contrappuntare; poi Beat the Bullet, preceduto da un cono d’atmosfera, sferra il blitz dell’ascia, i cori trascinano e il songwriting si dimostra, ancora una volta, eccellente: solismo lavico, esaltante. I Still Think About You appare come una ballad perfetta, tenera e potente allo stesso modo, melodie paradisiache e chorus da stampigliare in lettere color oro, il basso cuce una trama che sostiene l’intero apparato intarsiato da tutti gli strumenti, mentre la voce innalza la stesura fino ai piedi dell’empireo. Get Your Shit Together è divertissment con un tiro micidiale e un rullante da attacco atomico, Crazy Nites confeziona un hard ardente, ideale per un party selvaggio californiano con tanto di piscina e conigliette fasciate in bikini mozzafiato, solo adrenalinico-devastante di Timmons. Se Puppet Show mostra anima e falangi talentuose iperveloci del chitarrista biondo e lungocrinito, Everybody Wants Some, lampeggia come una song travestita da hit, con quel up tempo che scuote le viscere, armonie ariose e un inciso brillante con la bandiera americana tatuata sugli avambracci: resa totalmente asfaltante. Don't Blame It on Love nasce da una chitarra solitaria e voce effettata molto anni 70, poi irrompe il trademark della band: batteria potente, chitarre costanti e cori virili ed entusiasmanti, possono piacere o meno ma i “pericolosi” sono sempre stati un ensemble di assoluta caratura: bellissima la reprise post ritornello con tutta la stesura alzata di un tono, impreziosita da arrangiamenti de luxe. Semiballad raggiante Comin' Home, che vive su una struttura alternata tra acustico ed elettrico e un inciso memorizzato al primo ascolto; Horny S.O.B. ha sapore metal nella sua cavalcata e talk box nell’assolo centrale della sei corde, Find Your Way Back Home ha in sé un’entità beatlesiana, le melodie soffici edificano una ballad sventrata da una batteria quadrata e tonante, la performance vocale di Poley è da abbracci reiterati, l’incastro del bridge appare solenne e i cori mettono i brividi come il solo magico e sognante del guitar man: pezzo semplicemente esagerato, una superba suite di oltre 6 minuti. Letteralmente imperdibile. Yeah, You Want It! è una sorta di scherzo-porcata rap che si poteva evitare, segno che i tempi ormai erano cambiati, e che la band infarcisce anche di richiami di pezzi celebri provenienti dal loro esordio: terminare un grandissimo album come questo con un collage tale dispiace, e nemmeno la versione acustica corale di Get Your Shit Together consola.

Screw It! è l’ennesimo super disco del gruppo, voluto e fondato dal bassista Bruno Ravel, compositore di tutti i pezzi o quasi, insieme al batterista Steve West, materiale scintillante, nessun riempitivo, a parte l’ultimo episodio, tracce che filano via lasciando l’ascoltatore bello carico, con la voglia di premere subito il tasto repeat. A differenza del sorprendente esordio, questo secondo platter preme più sull’acceleratore dei ritmi e della durezza, magnificato da ottime dinamiche e un suono roccioso ma luminoso allo stesso tempo; un vero peccato che i Danger Danger non siano mai più tornati a questi livelli siderali, anche se daranno alle stampe dischi piacevolmente gustosi. Il quintetto intraprende un altro tour con i Kiss, questa volta in Europa ed un secondo ciclo di live, sold out, in Giappone nel ruolo di headliner, fattore che eleva la loro popolarità anche fuori dai patri confini, ma il destino non sempre viaggia di pari passo con ambizioni e capacità. Il declino si materializza dietro la porta e l’inverno del ‘93 decreta la fine della band per come era stata intesa fino a quel momento, dopo l’incisione in studio della terza prova vinilica, Ted Poley abbandona la line-up per formare una sua creatura, l’album viene bloccato, si scatenano beghe legali, la band trova un nuovo cantante, Andy Timmons segue la via del singer. Insomma, come rovinare un abbrivio di carriera di elevate aspirazioni e ottimi risultati esposti in bacheca. I primi due dischi dei Danger Danger rimangono come testimonianza inveterata di un periodo storico assai prolifico che, probabilmente, mai più tornerà, con l’hard rock a comandare il mondo. Grandissimo gruppo perso troppo velocemente, un vero peccato. E a riascoltare queste magnifiche tracce, la nostalgia per il quintetto americano non si sopisce.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
89.4 su 5 voti [ VOTA]
LUCIO 77
Mercoledì 19 Gennaio 2022, 22.18.24
18
Ascoltato.. Non è un Genere che bazzico, anzi.. Però i Brani mi son piaciuti nel complesso.. Belli gli Assoli.. Ultima Traccia sinceramente evitabile.. Secondo Me son quei Gruppi che dal Vivo rendono molto di più che al semplice ascolto a casa...
Graziano
Mercoledì 19 Gennaio 2022, 18.39.05
17
Mai sbagliato un disco, validissimi anche gli album pubblicati negli anni successivi. Ed è notevole pure il progetto degli ex, The Defiants.
Adrian Smith
Martedì 18 Gennaio 2022, 16.48.16
16
Mi son riascoltato Best the Bullet, che pezzo ragazzi!!!
Diego75
Domenica 16 Gennaio 2022, 13.37.47
15
Posseggo la musicassetta dell' epoca....un buon disco...ma nulla di speciale...una delle tante e ultime band fotocopia del genere hair...che alla fine stufano dopo 3 ascolti...voto 75
Galilee
Domenica 16 Gennaio 2022, 11.33.34
14
X Lucio 77. Se ti piace il genere è un must. Per me nettamente superiore al debutto.
LUCIO 77
Domenica 16 Gennaio 2022, 10.25.43
13
Per Aceshigh: Grazie per le informazioni...
Aceshigh
Domenica 16 Gennaio 2022, 10.07.35
12
Forse ai punti oggi preferisco di un soffio il debut, ma questo pure l’ho consumato. Grandioso! Già l’opener Monkey Business è qualcosa di irresistibile, ma nell’ora scarsa di durata si susseguono tanti altri pezzi straordinari: Beat The Bullet, Crazy Nites, le ballad, Horny S.o.b., Coming Home, Don’t Blame It On Love (la loro Livin’ On A Prayer???)… Imprescindibile. Voto 90 @Lucio 77: io sono di parte, ma per me i primi due dei Danger Danger sono assolutamente da ascoltare! Questo è un po’ più roccioso, il debut più patinato, ma forse ancora più pieno di perle. Prova a palla con la suddetta Monkey Business: sono sicuro che già al primo ascolto ti ritroverai a canticchiare il refrain!!!
Roberto
Domenica 16 Gennaio 2022, 4.10.50
11
E Horny SOB ricorda parecchio Addicted to that rush dei Mr. Big
Roberto
Domenica 16 Gennaio 2022, 4.04.02
10
Disco molto valido e ben fatto con dei pezzi godibilissimi. L'inizio di Don't Blame it on love praticamente plagia l'inizio di Mr.Rainmaker dei Warrant. Unica cosa che non si può vedere è il voto più basso all'esordio dei Danger Danger che rispetto a questo è ancora meglio, un autentico classico del genere. Voto 80/85 a questo, attorno al 90 all'omonimo.
LUCIO 77
Sabato 15 Gennaio 2022, 21.47.24
9
Io mi ricordo la Ballata I still.. Per il resto niente.. Ascoltata quando c'era Nikki a far ascoltare il Metal.. Chiedo agli Esperti: Vale la pena ascoltare l'Album?
DP
Sabato 15 Gennaio 2022, 21.17.32
8
Il primo discro è un classico immortale 95, questo ha qualche pezzo più debole ed è un pò più frivolo ma sempre un discone, 85.
Mic
Sabato 15 Gennaio 2022, 20.12.49
7
questo genere mi ha un po' stancato. Ogni tanto metto su Cherry Pie o Flesh And Blood, ma questo, che pur possiedo, non l'ascolto da tempo immemore. Rimedierò
duke
Sabato 15 Gennaio 2022, 19.20.43
6
...bel disco....che e' sempre piacevole da riascoltare....
Adrian Smith
Sabato 15 Gennaio 2022, 18.12.20
5
Manifesto Hard Rock. Disco quasi perfetto. Danger Danger e Winger insieme a White Lion i top dell’epoca.
Shock
Sabato 15 Gennaio 2022, 16.39.39
4
Album straordinario!!! I primi due dischi dei DD sono da possedere assolutamente per ogni amante del genere. Con un Poley meraviglioso ed un sottovalutato Timmons assoluti mattatori del disco: Beat the bullet autentico highlight del lavoro, che si mantiene comunque su una altissima qualità. Pure Yeah you want It! la trovo godibile, un divertissement che anticipò quello che di li a poco verrà.
Galilee
Sabato 15 Gennaio 2022, 15.26.49
3
Disco pazzesco. Lo ascoltai come se non ci fosse un domani. Tra l'altro una delle copertine più belle di sempre nel suo genere. Disegnata bene, simpatica divertente e colorata. Grandi Danger Danger!
Argo
Sabato 15 Gennaio 2022, 13.49.17
2
Bel dischetto che non dovrebbe mancare nella collezione di un appassionato di hard rock.
Fabio
Sabato 15 Gennaio 2022, 13.40.21
1
Da molti bistrattato All uscita perché meno classy/aor dell esordio, in realtà dopo ha raggiunto lo stato di Classic album, voto giusto album godibilissimo
INFORMAZIONI
1991
Epic Records
Hard Rock
Tracklist
1. Ginger Snaps (Intro)/Monkey Business
2. Slipped Her the Big One
3. C'est Loupé (Prelude)/Beat the Bullet
4. I Still Think About You
5. Get Your Shit Together
6. Crazy Nites
7. Puppet Show
8. Everybody Wants Some
9. Don't Blame It on Love
10. Comin' Home
11. Horny S.O.B.
12. Find Your Way Back Home
13. Yeah, You Want It!
14. D.F.N.S.
Line Up
Ted Poley (Voce)
Andy Timmons (Chitarra, Cori)
Kasey Smith (Tastiera)
Bruno Ravel (Basso, Cori)
Steve West (Batteria, Percussioni)
 
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