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Jorn - Over the Horizon Radar
25/07/2022
( 1466 letture )
Decimo album solista in studio per Jorn Lande, talentuosissimo vocalist norvegese attivo da trent’anni su vari fronti. La versatilità da interprete navigato ha visto la lunga carriera di Lande spaziare da momenti puramente hard rock (Vagabond, The Snakes e soprattutto Millenium), a episodi marcatamente heavy e power (Masterplan su tutti), prog (straordinarie le gemme con Ark e Beyond Twilight), senza ovviamente tralasciare la vena rock/heavy opera che ne sta tuttora caratterizzando la carriera (Avantasia, Nostradamus, Ayreon, Dracula). Ugola dotata di una straordinaria timbrica tanto da ereditare, a giudizio fondato di molti, lo scettro da vere icone hard and heavy come David Coverdale e Ronnie James Dio, Jorn Lande ha preso parte a quasi un centinaio di releases tra i suddetti progetti e altre collaborazioni, non finendo peraltro mai saldamente legato a una singola band o genere specifico, a conferma di grande versatilità anche se con il rischio di diluirne il talento risultando talvolta eccessivamente frammentato e dispersivo.
Per la verità dopo aver toccato vette qualitative e interpretative tra la fine degli anni Novanta e l'inizio dei Duemila, il livello delle uscite di Jorn, specialmente da solista, non ha particolarmente brillato ultimamente, complice un appiattimento del songwriting su canoni hard rock abbastanza privi di momenti elettrizzanti, tanto da ripiegare spesso su raccolte di covers e album tributo che con tutto il rispetto non hanno dato giustizia a un simile talento. 

Questo Over the Horizon Radar si muove su binari sostanzialmente lineari nel corso degli undici brani che costituiscono l'ora di musica composta, prodotta ed eseguita da Jorn, nell'occasione affiancato dal fedele Tore Moren alla chitarra, dall'altra sei corde di Adrian SB, nonché dal trio di musicisti italiani di scuderia Frontiers tra cui l'onnipresente e ormai inflazionato Alessandro Del Vecchio alle tastiere (qui anche in charge di registrazioni e mixing con risultati professionali trasposti in un sound spesso e rotondo), Nik Mazzucconi al basso e Francesco Jovino alla batteria. Un hard rock potente, a tratti granitico con momenti melodici e carichi di feeling, di forte estrazione classica Whitesnake, Deep Purple, Rainbow. Tolto l'imbarazzo per la copertina veramente orribile (ormai una costante delle ultime uscite soliste di Jorn, che peraltro non ha mai brillato per look né presenza scenica), il lavoro si svolge con alternanza di pezzi davvero molto buoni come l'opener e titletrack che traccia efficacemente la cornice e la strada dell'album; allo stesso modo i sette minuti di Dead London proiettano Jorn su livelli molto alti come non si sentivano davvero da tanti anni, un brano dall'andamento hard rock cadenzato con momenti epici e un feeling esaltato da una prestazione vocale fenomenale. Fanno da contraltare una manciata di brani tutt'altro che indimenticabili tanto a livello musicale quanto come songwriting; le varie My Rock and Roll, One Man War e specialmente Special Edition suonano troppo piatte e ai limiti dal banale. Decisamente buona la breve e ispirata Winds of Home, atmosferica e ricercata su un buon tappeto di tastiere tanto da far tornare alla mente i picchi della carriera solista di Jorn. Senza infamia e senza lode scorrono l'energica In the Dirt dai buoni riffs e purtroppo penalizzata da un eccessivamente piatto refrain e la conclusiva Faith Bloody Faith, brano con cui Lande si candidò nel 2021 come rappresentante Eurovision per la Norvegia senza successo.

Over the Horizon Radar rappresenta un come back a circa cinque anni dal precedente album solista (raccolte e live albums esclusi) e conferma sostanzialmente i pro e i contro delle precedenti releases. Non mancano certo momenti elettrizzanti e ispirati, anche se Jorn si conferma interprete eccelso ancor prima che ispirato songwriter, scegliendo troppo spesso infatti la strada comoda di un hard rock robusto e quadrato, qualitativamente buono sia pure canonico, lasciando limitato spazio a momenti di maggior fantasia e imprevedibilità che a mio avviso mancano in dosi importanti addirittura dagli ottimi Worldchanger e Out of Every Nation di inizio anni Duemila. Voto che bilancia dunque un songwriting complessivamente discreto ma troppo manieristico, con una nuova interpretazione da fuoriclasse del genere.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
78.5 su 8 voti [ VOTA]
Andy
Mercoledì 10 Agosto 2022, 19.51.04
9
ahahah...hanno solo del vecchio che gli regge la candela...deve essere sfruttato come il filippino di turno a far le pulizie in centro a milano....fligolifero tessor...ahahah.....Jorn Lande invece a mio parere ha buttato alle ortiche un intera carriera...e' uno scontroso come pochi che non combinera' mai nulla...e dire che aveva un talento clamoroso...troppi progetti raffazzonatiche non arrivano mai da nessuna parte...peccato!
Metal Abba
Giovedì 28 Luglio 2022, 22.10.11
8
Una delle copertine più brutte mai realizzate....
Stoner king
Giovedì 28 Luglio 2022, 19.02.17
7
Strip Metal@ tu c'eri trent'anni fa?
Tino
Giovedì 28 Luglio 2022, 12.20.50
6
Ovvio quelli che piacciono a lui
Adrian Smith
Giovedì 28 Luglio 2022, 10.51.24
5
Quali sarebbero dunque i generi utili?!
Strip Metal
Mercoledì 27 Luglio 2022, 9.44.57
4
Gruppo inutile e genere musicale inutile. Questo tipo di sonorità avevano già rotto i coglioni 30 anni fa.
Conti Alessandro
Martedì 26 Luglio 2022, 12.32.28
3
Ma per contratto chi rilascia l'album per la Frontiers automaticamente deve far suonare nel proprio album Alessandro Del Vecchio???
Adrian Smith
Lunedì 25 Luglio 2022, 15.31.29
2
Probabilmente il miglior solista di Jorn da anni a questa parte. Non ai livelli dei primi come giustamente sottolineato.
Wingo
Lunedì 25 Luglio 2022, 13.16.08
1
Ottimo album di potente hard rock,Jorn ha una voce eccezionale. Niente di particolarmente innovativo,ma il livello qualitativo è alto come spesso accade con le produzioni Frontiers 🤘🎸
INFORMAZIONI
2022
Frontiers Music
Hard Rock
Tracklist
1, Over The Horizon Radar
2. Dead London
3. My Rock And Roll
4. One Man War
5. Black Phoenix
6. Special Edition
7. Ode To The Black Nightshade
8. Winds Of Home
9. In The Dirt
10. Believer
11. Faith Bloody Faith
Line Up
Jorn Lande (Voce)
Tore Moren (Chitarra)
Adrian SB (Chitarra)
Alessandro Del Vecchio (Tastiera)
Nik Mazzucconi (Basso)
Francesco Jovino (Batteria)
 
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