IN EVIDENZA
Album

ColdWorld
Isolation
Autoprodotti

Black Reuss
Journey
CERCA
RICERCA RECENSIONI
PER GENERE
PER ANNO
PER FASCIA DI VOTO
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

01/10/22
ACID WITCH
Rot Among Us

03/10/22
EVEN FLOW
Mediterraneo

06/10/22
TERAMAZE
Flight of the Wounded

07/10/22
SANTIANO
Die Sehnsucht ist mein Steuermann - Das Beste aus 10 Jahren

07/10/22
COUNTERPARTS
Eulogy For Those Still Here

07/10/22
BOREALIS
Illusions

07/10/22
TONS
Hashension

07/10/22
THE CULT
Under the Midnight Sun

07/10/22
ALICATE
Butterfly

07/10/22
THE LOVECRAFT SEXTET
Miserere

CONCERTI

01/10/22
VENOM INC. + KARMIAN + JUMPSCARE + THE MOTHMAN CURSE
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

01/10/22
GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR
ESTRAGON - BOLOGNA

02/10/22
PALLBEARER + ELDER + IRIST
BLOOM - MEZZAGO (MI)

03/10/22
GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR
ATLANTICO - ROMA

04/10/22
AMON AMARTH + MACHINE HEAD + THE HALO EFFECT
LORENZINI DISTRICT - MILANO

08/10/22
INTEGRITY+FULCI+HOBOS+EYES OF THE DREAMER
LOCOMOTIV CLUB - BOLOGNA

10/10/22
SAXON + DIAMOND HEAD
ALCATRAZ - MILANO

11/10/22
GAAHLS WYRD + SAOR + GAEREA
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

12/10/22
ARCH ENEMY + BEHEMOTH + CARCASS + UNTO OTHERS
ALCATRAZ - MILANO

12/10/22
FLESHGOD APOCALYPSE + EX DEO + DARK MIRROR OV TRAGEDY (ANNULLATO)
LARGO VENUE - ROMA

Giant Walker - All in Good Time
25/07/2022
( 2553 letture )
Benedetto sia Bandcamp e la sua intuitiva sezione di ricerca, che offre consigli molto spesso mirati e che fanno scoprire album altrimenti praticamente introvabili. Più di un anno fa avevo fatto un discorso simile per il disco d’esordio degli israeliani Mazeppa, lodando in quel caso i piccoli canali YouTube che promuovono musica indipendente, ma la sostanza non cambia: se si hanno la voglia e la curiosità di spulciare sul web all’interno delle piattaforme che distribuiscono musica che da sola non avrebbe la forza di emergere come merita si possono scovare delle piccole grandi gemme. Ed è questo il caso dei Giant Walker, quartetto di Newcastle precedente noto come Xero il quale arriva al debutto con i nove brani di All in Good Time, proponendo una miscela sonora intrigante e per certi versi inedita nel panorama progressive metal, realtà nella quale i nostri si calano seppur con alcune riserve.
La storia degli inglesi è ormai di quelle note a tanti: approfittando del periodo pandemico a cavallo del 2020 i quattro musicisti hanno iniziato a comporre il loro primo disco tramite chiamate su Zoom e scambiandosi file audio, finalizzando poi il lavoro insieme appena la situazione lo ha reso possibile. L’aspetto più interessante della musica proposta dalla band è da ricercare proprio nella definizione stessa di prog metal: infatti sebbene non manchino riff di stampo moderno a cavallo tra djent e pulsioni –core, c’è molto di più in questo album, a partire da un’atmosfera di fondo puramente post rock fino ad arrivare ai ritornelli alternative che strizzano l’occhio ad una cantabilità tutta pop. Si potrebbero tirare in ballo nomi come Deftones, Karnivool, Tesseract e Radiohead (influenze rese esplicite dai membri del gruppo), ma c’è un qualcosa che riesce a distaccare gli inglesi dalle loro ispirazioni e a rendere l’ascolto dell’opera interessante ed avvincente: prima di tutto si fa notare immediatamente la produzione di Chris Coulter, che si distingue dagli stereotipi del metal moderno per offrire un mix di suoni molto organici e che allontano l’idea di “plasticoso” che molti dischi del genere si portano dietro e in secondo luogo è da menzionare la prova vocale di Steff Fish, tanto singolare da dividere le opinioni tra amore al primo istante o odio puro. La cantante punta su un approccio puramente rock grazie alla sua voce graffiante che è lontana dall’essere tecnicamente impeccabile, tutt’altro; a volte sembra anzi che fatichi a raggiungere certi acuti o a stare perfettamente a tempo sulle trame intricate imbastite dai suoi compagni, ma questa sensazione non fa altro che alimentare il fascino dei brani, resi imprevedibili proprio dalle linee vocali di Steff, sporche e selvagge.

Del resto l’album si presenta ottimamente, con la sferzata djent di The Fact in Fiction che, se non fosse per la voce pulita della frontwoman, potrebbe assomigliare a una b-side degli ultimi Jinjer; il ritornello apre verso soluzioni maggiormente melodiche che potrebbero ricordare l’approccio dei magistrali Soen, ma senza raggiungerne la drammaticità. Infatti la produzione in questo caso predilige una scelta meno grave, ma più volta all’ariosità e alla leggerezza del pop/rock, che si rivela adatta al songwriting della band. Anche il bel breakdown sul finale non è mai propriamente definibile “metal”, ma è innegabile che riesca a svolgere egregiamente il suo compito, concludendo uno dei migliori episodi del disco con classe. Katoomba sembra il figlio diretto del brano precedente, anche se qui emergono con forza quelle influenze post rock à la Deftones citate in precedenza. Ancora una volta il ritornello è di quelli cantabili sin dal primo ascolto, ma è il riff portante a fare la parte da leone, evolvendosi di nuovo sul finale per lasciar spazio ad un bel cambio di ritmo. Tre minuti e mezzo: la durata è giustissima e l’intento pop manifesto, tutto funziona come dovrebbe e il disco continua a scorrere che è un piacere. Si passa attraverso momenti meno incisivi, ma si incontrano altre belle canzoni come Inertia, che fa propria la lezione ritmica dei Tesseract di Altered State per creare un brano più riflessivo rispetto a quelli ascoltati finora, che permette alla voce di Steff di mostrare sfaccettature diverse e di rendersi protagonista. Basso e batteria offrono ottime prestazioni, ma sono sempre la voce e la chitarra ad essere valorizzati dalla produzione producendo un effetto molto godibile, come già detto, ma arrivati a metà scaletta si inizia a percepire una sensazione di stanca compensata dalla buona scrittura dei brani. La semi-ballad Past the Peak si segnala come il momento meno prog del disco, ma questo è tutto fuorché un male, dal momento che il pezzo funziona e di nuovo Steff riesce a far apprezzare ulteriori sfumature della sua voce, qui vicina per certi aspetti a quella di Lzzy Hale degli Halestorm, specialmente sul finale urlato. E così si arriva alla conclusione con un altro carico da novanta che risponde al nome di All We Have is Gone, che nei suoi cinque minuti scarsi mescola con eleganza l’alternative/prog rock dei mai troppo celebrati Mew – con un basso finalmente in evidenza – alle consuete sferzate djent, regalando anche l’unico assolo di chitarra del disco, tra l’altro di buon gusto. Il ritornello è senza dubbio il più bello del disco e il brano nella sua totalità si piazza come highlight assoluto in scaletta, dimostrando come si possa comporre una canzone sostanzialmente (dream) pop senza rinunciare alla pesantezza del metal e alle raffinatezze del prog. Dopo una perla simile la lunga Coda quasi sfigura, specialmente considerando i suoi tre minuti di assolo di pianoforte.

All in Good Time è un grande album d’esordio, un diamante grezzo che si fa amare fin dal primo ascolto e continua a crescere con i successivi. Certo, dire che siamo di fronte a una nuova pietra miliare del prog metal sarebbe una sciocchezza e bisogna essere onesti nel riconoscere anche i limiti di una release del genere, che ha alcuni brano meno indovinati di altri e a tratti soffre per un songwriting un po’ ripetitivo. D’altra parte sono altrettanti i motivi di interesse e di originalità che rendono quest’opera meritevole di essere recuperata, dalla particolarità della voce di Steff Fish, passando dalla produzione singolare e arrivando ai bei riff di chitarra di Jamie Southern. Consigliando a tutti i lettori di spingersi a fondo nelle proprie ricerche in campo musicale underground e non, i Giant Walker sono qui a dimostrarci come, se si ha voglia di cercare musica nuova, si possono scoprire alcune belle realtà.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2022
Autoprodotto
Prog Metal
Tracklist
1. The Fact in Fiction
2. Katoomba
3. Podha
4. Inertia
5. Optophobia
6. Left to Wreck
7. Past the Peak
8. All We Have is Gone
9. Coda
Line Up
Steff Fish (Voce)
Jamie Southern (Chitarra)
Jordan Gregory (Basso)
Alex Black (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]