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Cathedral - Forest Of Equilibrium
( 8912 letture )
Per amare basta un solo attimo: uno sguardo innocente, una parola dolce, una sensazione di complicità.

Io ho sempre amato. Ho amato perfino Forest Of Equilibrium, dal lontano 1991 e per tutti i suoi 52 minuti di repressa follia: volendomi isolare dagli sconfortanti accadimenti che la quotidianità mi riserva da nove mesi a questa parte sono infatti giunto, in giornata, all’ascolto forzato di questo storico titolo, quasi l’auto-inflizione di tale insolita “punizione” potesse davvero redimere le mie recenti, presunte nefandezze. Non posso fare a meno di parlarvene.

Il platter in questione è il primo, favoloso seppur gnucco, lavoro degli inglesi Cathedral, la cui inestimabile magnificenza impedisce al sottoscritto una lucida ed asettica esposizione critica: l’LP (perché ovviamente non posso chiedervi di ascoltarne il semplice formato digitale) è un’abile collazione di riff monolitici, ripetuti fino alla nausea, con l’aiuto di sporadiche aperture melodiche in stile seventies che donano al prodotto l’invidiabile particolarità di suonare effettivamente molto insolito. Fluttuanti su questo irrealistico tappeto sonoro, ecco adagiarsi le aspre liriche di un Lee Dorrian irriconoscibile e totalmente avulso dalla precedente esperienza al fianco dei rumorosi Napalm Death. Preziosi, sia dal punto di vista timbrico, sia da quello più marcatamente espressivo, i numerosi interventi del flauto sono per lo più volti a delineare la colonna sonora della gotica foresta. Le chitarre rinunciano deliberatamente a riprodurre le catene di accordi iperveloci tipiche del primo Death anni ’90, nonostante sia stata scelta una distorsione serrata e ben modulata che accentua la claustrofobia costruita dal sonwriting tanto nella prova di Jenning, quanto in quella, meno convenzionale, di Lehan. Allo stesso modo la sezione ritmica sposa il nascente archetipo minimalista tipico delle più razionali release Doom (anche se il basso, limitatamente ai passaggi più eterei, si presta ad un utilizzo mediamente articolato), a completare un impasto che osa ricordare il Funeral moderno nelle sue accezioni meno oltranziste.

La sensazione che vi pervaderà nel mentre della vostra personale prova di forza con il telecomando (che se mi vorrete dare retta sarete in grado di superare), sarà quella di una vorticosa staticità; mi spiego: Forest Of Equilibrium non vi colpirà certo per le abilità tecniche dei suoi esecutori, né per l’impatto strumentale, né per le difficili ed indirette atmosfere ricreate (principalmente orrorifiche); l’album è una profonda spirale che si attorciglia su se stessa traendo spunto da numerose ispirazioni “metalliche” che non faticherete a ricollegare agli storici proto-doomster Black Sabbath e Candlemass. Sempre uguale, nella sua immobilità stilistica, pur tuttavia sempre maggiormente perversa ed intricata nel suo divenire, l’idea dei Cathedral trova sviluppo dalla malefica dolcezza dell’intro Picture Of Beauty & Innocence fino alle destabilizzanti disarmonie degli episodi finali (leggasi Equilibrium e Reaching Happiness, Touching Pain).
Comiserating The Celebration, Ebony Tears e Serpent Eve possono essere con certezza considerate tra i primi esperimenti di Funeral Doom della storia. Mancanza quasi totale di assoli (siamo nel 1991…), intrecci single notes alternati a riff pachidermici della sei corde, cantato risicato e spesso apocalittico.
Soul Sacrifice si contraddistinge invece per essere l’episodio più metal della serie, sia a causa della ritmica accelerata, sia per il roboante assolo posizionato a valle della seconda metà di run.
Un ultimo cenno per A Funeral Request che sintetizza con stile il Cathedral pensiero anticipando la brillantezza delle due “vette” di carriera rappresentate dal successivo full lenght The Etheral Mirror (1993) e dallo sconvolgente EP Statik Majik (1994). Se proprio dovete farvi carico, per la prima volta, di questo voluminoso bagaglio, iniziate pure con A Funeral Request.

Insomma, cosa altro posso dirvi… Nulla che non sia oltremodo celebrativo. Forest Of Equilibrium è un pezzo da novanta (per l’appunto) e non dovrete di certo farvelo mancare durante lo scorrere della vostra esistenza, che comunque non potrà essere eterna.

Per morire basta infatti un solo attimo: uno sguardo abbassato, una parola non pronunciata, una sensazione di disagio.
Oggi sono morto! Per sempre!



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
83.55 su 120 voti [ VOTA]
Freccia
Domenica 13 Gennaio 2019, 17.51.44
24
@No Fun: anch'io ho conosciuto molte band grazie all'annuale Almanacco della Paura di Dylan Dog...che tempi! Grandi Cathedral, peccato si siano sciolti (credo....)
No Fun
Domenica 13 Gennaio 2019, 17.31.12
23
Lee Dorrian è una leggenda, uno di quelli che ha contribuito ad inventare o cambiare dei generi, tipo Chuck Shuldiner, Quorthon, Euronymous, Joey Ramone. Questo è uno dei primi album metal che ho ascoltato, avevo letto qualcosa su questo insieme a The End Complete e A Blaze in the Northern Sky sull'Almanacco della Paura di Dylan Dog (non bannatemi!!) Avevo 13 anni e all'epoca li ascoltai in negozio e non mi piacquero (cosa fossero il doom e il black manco lo sapevo, il death sì) poi anni dopo li comprai e ci sbavai e ci sbavo sopra tuttora. Bella rece e visto che @Giasse è ripassato di qui gli chiedo: ma "gnucco" in che senso? Non vuol dire, tipo, tontolone, duro di comprendonio?
Giasse
Sabato 12 Gennaio 2019, 21.06.31
22
In questi gg l'ho messo su 3-4 volte. Un capolavoro assoluto nel genere e non solo. Quasi 11 anni dopo questa recensione resto totalmente innamorato di questo disco!!
Shadowplay72
Sabato 2 Dicembre 2017, 17.48.42
21
lee dorrian,ex napalm death e' arrivato agli estremi della musica.da una band iperveloce a una lentissima.comunque capolavoro e gande band.il migliore insieme a the ethereal mirror e carnival bizzarre!
enry
Sabato 29 Aprile 2017, 15.10.31
20
Un monumento, e ancora oggi il mio preferito di una band che ha continuato a fare ottimi dischi...Voto almeno 90.
Doom
Sabato 29 Aprile 2017, 10.15.12
19
Un must del doom metal, che ha gettato le basi per i vari gruppi che si cimenteranno poi nelle varie forme di doom piu estreme. Devo togliere un po' di polvere alla mia copia..ma tutto sommato ci sta bene..anche con qualche ragnatela. Bella anche la recensione di massimilano..Forse una delle prime che mi colpirono qui su Metallized svariati anni or sono. Massimo dei voti.
Rob Fleming
Domenica 17 Gennaio 2016, 14.43.37
18
Una mazzata. Lo presi a 19 anni e non lo compresi appieno. MI intrigava la definizione Black Sabbath a 16 giri. Ha il suo fascino
Philosopher3185
Martedì 16 Dicembre 2014, 13.02.04
17
Questo è stato il mio primo album domm metal...direi che sono partito benino!
VomitSelf
Martedì 9 Settembre 2014, 18.41.40
16
Un monumento. 100 comemminimo.
Sickness
Domenica 29 Settembre 2013, 1.50.42
15
Album monumentale, a dire il vero è l'unico che apprezzo appieno dei Cathedral, non me ne vogliate, ma l'intonazione vocale e le linee melodiche ossessive di quest'album sono scomparse nei lavori a seguire. Condivido in pieno il 90!
vecchio peccatore
Mercoledì 18 Settembre 2013, 16.58.45
14
Nulla da dire, ottima recensione, concordo col voto.
Celtic Warrior
Venerdì 8 Febbraio 2013, 13.01.40
13
La recensione mi sembra fatta molto bene , diciamo che il "poeta" del metal ha colpito nel segno , un album particolare che non mi è dispiaciuto , per me da 80 .
paju
Martedì 6 Novembre 2012, 22.03.46
12
Un capolavoro!!!! mai superato dai cathedral anche perche' forse è u nepiasodio a se nella loro discografia. All epoca ero dentro l underground estremo parecchio e quando ascoltai forest rimasi pietrificato. una spirale che t soffoca come un boa constrictor. difficile ma geniale album!!!
Paso
Mercoledì 28 Dicembre 2011, 16.40.28
11
Già dal fantastico inizio di Picture Of... si capisce la magnificenza di questo capolavoro del doom. Storia del metal.
Sasso
Lunedì 8 Marzo 2010, 22.28.22
10
Un album straordinario nella sua follia! Al primo ascolto non mi è andato giù per niente, ma poi mi è maturato dentro ed ora lo apprezzo parecchio. 80
Necronius
Martedì 10 Giugno 2008, 15.09.29
9
Qualcuno ha detto Pentagram!?!?!?
Tyrant
Giovedì 28 Febbraio 2008, 20.13.59
8
Una recensione Doom? "Crippled Lucifer" dei Burning Witch...semisconosciuti, ma clamorosi!
Giasse
Lunedì 25 Febbraio 2008, 23.33.39
7
Ho corretto i miei (im)perdonabili errori, grazie alle vostre segnalazioni. Invece che polemizzare ulteriormente, utilizzate lo spazio a vostra disposizione per segnalarmi una recensione DOOM che vorreste leggere nella sezione classici: vorrò farmi perdonare scrivendo su commissione per voi. Saluti a tutti!
Thomas
Lunedì 25 Febbraio 2008, 23.27.07
6
Ci è sembrato opportuno cancellare, per ovvie ragioni, gli ultimi commenti in cui alcuni utenti si insultavano a vicenda. Grazie della collaborazione e nonostante tutto dell'animata partecipazione.
Giasse
Venerdì 22 Febbraio 2008, 15.16.19
5
avete ragione entrambi. riguardo alla data di release mi sono impappinato con l'anno di formazione della band (infatti in testata ho inserito 1991); riguardo alla provenienza non ho scusanti. SORRY!
Vittorio
Venerdì 22 Febbraio 2008, 14.47.26
4
AMERICANI???? Sì, come la regina Elisabetta. Comprai la cassetta nel '91, devo proprio riascoltarlo.
Uno qualunque
Venerdì 22 Febbraio 2008, 14.45.11
3
Scrivi che è dal 1989 che ascolti questo disco. Peccato sia uscito nel 1991
Maynard
Venerdì 22 Febbraio 2008, 11.30.49
2
Ripetilo ripetilo...anche perchè è vero! Però cavolo..ce ne avete messo di tempo per recensire 'sta meraviglia statica di album..fondamentale!
Raven
Venerdì 22 Febbraio 2008, 10.26.40
1
Che faccio ? COntinuo a ripetere che scriviamo decisamente bene?
INFORMAZIONI
1991
Earache Records
Doom
Tracklist
1 - Picture Of Beauty & Innocence (Intro)
2 - Comiserating The Celebration
3 - Ebony Tears
4 - Serpent Eve
5 - Soul Sacrifice
6 - A Funeral Request
7 - Equilibrium
8 - Reaching Happiness, Touching Pain
Line Up
Lee Dorrian – vocals
Gary Jenning – guitars
Adam Lehan - guitars, acoustics
Mark Griffiths – bass
Mike Smail – drums
Helen Acreman - flutes (guest musician)
Reverend Wolski - keyboards (guest musician)
 
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