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ALCATRAZ - MILANO

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Fontaines D.C. - A Hero’s Death
07/08/2022
( 960 letture )
Qualcosa di strano è successo in Inghilterra e in Irlanda negli ultimi anni. Una scena ha preso il sopravvento, una scena che ha riportato in auge un genere “dimenticato” come il post-punk. Ora infatti si tende ad abusare di questo termine per indicare tutti quei gruppi che suonano musica non definita nei canoni emersi negli ultimi anni. Nomi come Idles, Shame, Squid e Yard Act, ma anche realtà uniche come Black Country, New Road o Black Midi stanno insegnando a molti gruppi come si suona rock (o post-punk) negli anni venti del duemila.
Uno dei nomi di punta di questa scena è sicuramente quello dei Fontaines D.C., in cui D.C. sta per Dublin City, la città di provenienza della band. Subito notati nel 2019, anno del debutto Dogrel, i Fontaines D.C. cantano della loro Irlanda, dei suoi pregi ma anche difetti.
Dopo un lungo tour mondiale, la band l'anno successivo torna sul mercato con il disco, soggetto di questa recensione, A Hero's Death. In questo album, l'Irlanda è messa da parte per far spazio a temi più profondi come l'alienazione dovuta alla lontanza di casa, ma anche il non volere essere inghiottiti dalla società moderna. I testi del cantante Grian Chatten, interpretati principalmente senza esagerare troppo, con un tono di voce monotono, riassumono perfettamente la paura di un domani (con la Brexit definitivamente alle porte, si parla del 2020) non certo.

I don't belong to anyone
I don't wanna belong to anyone


La prima parte del disco è sicuramente la più interessante, il gruppo mette da parte i ritmi veloci che hanno caratterizzato il debutto per far spazio a riff e arpeggi ripetitivi in pieno stile post-punk. Il riff di chitarra del primo brano I Don't Belong è lampante, così come il testo pieno di malinconia (sensazione che sarà distribuita anche in altri brani in scaletta). Questa malinconia prosegue anche con la successiva Love is The Main Thing, in cui il drumming di Tom Coll e la parte finale in cui la chitarra di Carlos O' Connell spicca, mandando echi Smithsiani. Le chitarre si fanno protagoniste anche nell'ipnotica Televised Mind, gli strumenti di O' Connell e Conor Curley dialogano fra di loro, sorretti dalla dinamicità del basso di Conor Deegan. Questo dialogo fra le chitarre prosegue anche in A Lucid Dream, ma è con la successiva You Said che i Fontaines D.C. mostrano la piena consapevolezza dei propri mezzi nonostante la giovane età. Il brano ha rimandi molto vicini ai primi Radiohead (quelli di The Bends) ma anche Stone Roses. La malinconia, la paura del futuro e i ricordi degli errori passati narrati dalla voce monocorde di Chatten sono sorretti da una sessione ritmica semplice ma da cui si può ascoltare ancora una volta l'ottimo intreccio delle chitarre.
La successiva Such a Spring è una dolce ballata che si lascia scorrere riuscendo a far sentire e odorare l'Irlanda senza però rimanere in testa. Si sentono parecchio i rimandi agli Smiths La successiva titletrack Hero's Death è sicuramente uno dei migliori del lotto: il parlato di Chatten, la carica degli strumenti e soprattutto i coretti d'ispirazione Strokes rendono Hero's Death uno dei punti più alti della scaletta. Frasi motivazionali da video di Tik Tok ripetuti nel testo come Life ain't Always Empty nascondono l'ipocrisia e la falsa empatia che caratterizza la nostra società negli ultimi anni.
I riff ipnotici e ritmi rallentati tornano con Living in America. L'alienazione, uno dei fili conduttori del disco, è ben messa in mostra nel testo cantato con tono baritonale e la musica del pezzo presenta un'aggressività generale nei confronti dell'ascoltatore, come se volesse renderlo partecipe di questa alienazione. Sicuramente I Was not Born è il pezzo più debole del lotto, nonostante la sua velocità sostenuta che ricorda il debutto dei dublinesi ma anche qualche eco, non troppo nascosto, dei The Clash, il brano non rimane in testa.
Le ultime Sunny e No sono due ballad in senso stretto, infatti i brani ritornano a quella malinconia raccontata all'inizio di I Don't Belong. Le due canzoni chiudono il disco in maniera pacata, dolce, uscendo in punta di piedi così come è entrato.

I Fontaines D.C. con A Hero's Death hanno dimostrato di avere la piena capacità di scrivere ottime canzoni nonostante la giovane età. Con questo e con il successivo e ottimo Skinty Fia, il gruppo di Dublino non ha avuto paura di sperimentare senza adagiarsi dagli allori ricevuti con il debutto Dogrel, cercando un proprio posto, grazie a idee compositive interessanti, un lavoro di guitar work che rende dinamico e attento l'ascolto, dei testi profondi e non scontati. Meritano, tra le file di questa nuova ondata di post-punk che sta attraversando gli ultimi anni l'Inghilterra. Bravi.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
91.33 su 6 voti [ VOTA]
Kurujai
Sabato 17 Settembre 2022, 17.11.40
5
Disco pazzesco pieno zeppo di influenze ma che riesce ad essere originale. Uno dei pochi dischi post punk moderni che regge il confronto con il passato . Per me uno dei dischi più belli degli ultimi 10 anni . Voto 95
Moro
Venerdì 12 Agosto 2022, 10.55.35
4
Madonna gli Shame. che gruppo fantastico, soprattutto il debut. Non partivo così di testa per un gruppo come gli Shame dai tempi degli Editors. Segnalo anche gli Ist Ist. Comunque belli anche i Fontaines, soprattutto questo disco e Skinty Fia. Visti dal vivo; non particolarmente coinvolgenti ma il cantante ha un timbro pazzesco e il chitarrista suona davvero da dio.
Carmine
Mercoledì 10 Agosto 2022, 11.44.48
3
La scorsa primavera sono stati in vetta alle classifiche UK con Skinty Fia, altro album stupendo che meriterebbe un suo spazio qui sopra. Aldilà di questo concordo con tutto. Una band talentuosa, tra le più ispirate degli ultimi anni.
d.r.i.
Lunedì 8 Agosto 2022, 10.36.08
2
Sono nel mio periodo post punk/new wave ma queste nuove leve non mi trasmettono il fascino degli anni d'oro anche di gruppi meno conosciuti. Si fa tranquillamente ascoltare, suonano bene, bravi ma non mi viene voglia di riascoltarlo. Voto 72
Testamatta ride
Domenica 7 Agosto 2022, 13.17.54
1
Bravi sì, molto bravi direi. Tre album veramente belli con l'apice raggiunto con il recente terzo disco veramente notevole.
INFORMAZIONI
2020
Partisan Records
Post Punk
Tracklist
1. I Don't Belong
2. Love is the Main Thing
3. Televised Mind
4. A Lucid Dream
5. You Said
6. Oh, Such a Spring
7. A Hero's Death
8. Living in America
9. I Was not Born
10. Sunny
11. No
Line Up
Grian Chatten (Voce, Tamburello)
Carlos O'Connell (Chitarra, Pianoforte, Cori)
Conor Curley (Chitarra, Pianoforte, Cori)
Conor Deegan (Basso, Chitarra, Cori)
Tom Coll (Batteria, Percussioni, Chitarra)
 
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