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Meshuggah - obZen
( 16920 letture )
Per una serie di ragioni, spero valide, mi sono preso tutto il tempo che mi occorreva prima di "affrontare" questo articolo.
Ho ascoltato solo obZen per diversi giorni (a parte un minimo di musica completamente differente) nell'attesa di poter valutare il disco con "l'orecchio dell'ascolto abituale" e non mi sono permesso di scrivere una parola finché non mi trovavo ad avere una certa familiarità con questi 50 minuti di musica.
obZen arriva dopo quasi tre anni di silenzio e rappresenta il ritorno della band alla formula dell'album di più canzoni, dopo le recenti sperimentazioni di EP ed LP monotraccia (I e Catch 33). Questo consente ai Meshuggah di apporre come primo sigillo della nuova fatica un brano come Combustion, che (pur non essendo "un brano alla Tool" come si legge in qualche osservazione un po' forzata quando non addirittura "spericolata") non avrebbe certo potuto trovare facilmente spazio nello sviluppo dei due lavori precedenti, per la disomogeneità che avrebbe procurato in un "discorso mono-traccia". Il pezzo ha una struttura ritmica abbastanza intuitiva, cosa oramai inusuale per la band svedese, con il rullante a martellare dritto sui quarti e le chitarre a sottolineare gli accenti in modo che risulta ben più "conciliante" di ciò a cui ci eravamo abituati in questi oscuri ma luminosi ultimi anni di Meshuggah.
Posso affermare senza riserve particolari che, per conto mio, la parte di disco in cui i Meshuggah tornano ad "interpretare se stessi" appieno, inizia dal secondo brano, e si snoda ininterrottamente nel corso delle successive 8 tracce, allontanandosi marcatamente dall'opener sovracitata e fornendo spunti di tenore affatto diverso.
Con Electric Red si ritrova soprattutto il sound della band di Catch 33 modificato nemmeno troppo dal fatto che Haake è tornato ad esibirsi dietro le pelli, riprendendosi il compito assegnato alla drum-machine nel più recente lavoro. Eppure, vista l'attitudine assolutamente "bionica" del Nostro, sempre impegnato a suggerire un futuro dell'interpretazione dello strumento fatto di scomposizione ritmica, poliritmia e creatività, il risultato non cambia, e l'algebra ritmica del quintetto mantiene intatte le sue caratteristiche più recenti. Il brano, come anche alcuni dei successivi, termina con un fade-off "alla Chaosphere" probabilmente destinato a rafforzare l'opinione diffusa che obZen costituisca un parziale ritorno alle origini, almeno dal punto di vista dell'approccio, se non da quello delle singole soluzioni compositive adottate.
La successiva Bleed sarà il primo singolo del disco, ed è un autentico capolavoro. Un pezzo "improponibile" da molti punti di vista, non ultimi alcuni aspetti tecnici, che tuttavia trascina l'ascoltatore come se si trattasse di una cavalcata thrash fine anni '80. Una sintassi di terzine spietate ed arpeggi diminuiti opprimenti che si ripete senza stancare, con un arrangiamento ai limiti del miracoloso, e che conduce alla pausa arpeggiata "in stile I" per poi "ri-precipitare" nell'assolo di Thordendhal (da anni molto meno comunicativo e colorato di come si presenta in questo lavoro, con addirittura la "riscoperta" di alcune delle holdsworthiane soluzioni degli esordi) e ritornare ancora nella spietata "cibernetica" iniziale. Il risultato è un autentico ingranaggio di musica, implacabile, infallibile.
La successiva Lethargica paga un tributo evidente alle monolitiche e lente architetture di Nothing, si torna sull'ottava corda e per forza di cose le dinamiche si adeguano e mutano rispetto a Bleed, suonata per lo più sulla sesta o se preferite sul MI bemolle. Il lavoro con la copertina gialla è ricordato un po' in tutto, dall'intro in poi, con la sola esclusione della "preziosa" pausa arpeggiata, che richiama I ancor più marcatamente di quella del brano precedente.
La tilte track è una via di mezzo tra i due approcci appena descritti. Si scende ancora in termini di frequenze ma il ritmo risale di colpi e si sviluppa in un mid-tempo labirintico e pauroso, in cui forse solo questa band potrebbe muoversi con tanta disinvoltura. Dopo una ulteriore presentazione del tema si assiste ad un altro dei passaggi più notevoli del disco: pausa-riff-fill impensabile di cassa e rullante e si riparte verso il gran finale. Con questo ulteriore gioiello il disco ha raggiunto il "Suo" livello e lo manterrà pressochè ininterrottamente fino al termine.
This Spiteful Snake continua sui pattern "Nothingiani" di cui sopra, con un'interessante riproposizione di un riff fortemente ispirato a quello di Rational Gaze (allo stesso modo si può notare un giro davvero identico a quello di Shed in un passaggio di Bleed).
Pineal Gland Optics presenta una struttura ritmica molto più dinamica; si fa notare in particolare il solismo di Thordendal, capace di scherzare l'ascoltatore con colori inusuali ed a tratti quasi ironici rispetto alle ceneri e le rovine del martellare ritmico circostante.
La successiva Pravus è con obZen, Bleed e la traccia conclusiva uno dei pezzi più interessanti del lotto, se non altro perchè è un brano che i Meshuggah non avrebbero potuto mettere in nessuno dei loro dischi precedenti, incarnando il più avanzato e recente sviluppo del loro stesso linguaggio.
L'ultimo brano ci ripropone un'iniziale interpretazione vocale di Haake, come avvenuto anche in Nothing o Catch 33, ma inserita in una struttura ritmica che riecheggia addirittura The Exquisite Machinery Of Torture per poi virare decisamente su uno sviluppo di tipo in gran parte inedito e condurre ad un finale imperdibile, autentico manifesto di quanto di nuovo la band di Umea sappia ancora proporre, dopo essersi allontanata di disco in disco dal trafelato gruppo "degli inseguitori".

E' probabile che per i Meshuggah questo album presentasse le insidie che spesso accompagnano un'ulteriore consacrazione: contiene il linguaggio che è già familiare ai vecchi fan, ma insieme propone un set di canzoni che deve e può raggiungere la curiosità e l'apprezzamento di chi non fosse già molto abituato ad ascoltarli. Perciò, per quanto riguarda la band è estremamente auspicabile che il disco riscuota un buon successo e la cosa ci sembra estremamente probabile.
Per quanto riguarda l'aspetto "compositivo", obZen sembra rispecchiare lo sviluppo coerente di uno stile proposto con consumata sicurezza dal quintetto (possiamo ormai considerare il bassista un membro a tutti gli effetti del combo di Umea). Ma questo, a nostro modestissimo avviso, comporta un necessario ed ulteriore sviluppo in prossimi lavori, a meno di cali nella qualità della proposta.

Per una band che ha fatto della costruzione e dello sviluppo di un linguaggio inimitabile un marchio di fabbrica (ove per altre band la stessa cosa può aver rappresentato al massimo un'eccezione legata ad alcuni LP particolari) la necessità, per mantenere viva e costantemente valida la propria opera, è quella di muoversi sempre verso il futuro, ad ogni costo. Come dire (facendo un esempio a caso) che non ci sorprenderebbe del tutto ascoltare, in un ipotetico prossimo disco, un brano suonato con strumenti acustici.
In una recente intervista Hagström ha dichiarato che è preoccupato dalla piattezza e dall'uniformità che si ravvisa nelle ultime uscite discografiche delle metal-band più blasonate (preoccupazione che va probabilmente condivisa e sottoscritta), ed ha espresso l'auspicio che questo lavoro dei Meshuggah possa contribuire a mostrare l'esistenza di alternative al pubblico ed al metal in genere. Non possiamo che condividerne l'auspicio.
Ascolteremo obZen in questi mesi, immaginando il prossimo (curiosità del tutto connaturata alla storia dei Meshuggah), e chiedendoci se sarà, come tradizione, sospeso su un abisso artistico ancora più pauroso e profondo dei precedenti. In pratica ci aspetteremo che ogni disco dei Meshuggah, continui a spostare in avanti il limite estremo su cui risulta possibile comporre della musica rock, e seguiti a rispecchiare, in forme sempre nuove, la non-omologabilità del linguaggio realizzato nel corso degli anni da questi musicisti incredibili.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
85.85 su 190 voti [ VOTA]
Brevash
Giovedì 29 Marzo 2018, 13.59.22
39
Il loro apice inseme al precedente catch 33
Ezio
Giovedì 22 Marzo 2018, 4.17.04
38
Reputo obzen e destroy... due capilavori, ma tutti gli altri che due coglioni ooohh, sempre la stessa storia, di una ripetitivita' pazzesca
Doom
Lunedì 7 Agosto 2017, 7.18.58
37
Rimesso su ieri. Che album magnifico...potrebbe stare dietro al capolavoro Destroy Erase. Contiene alcuni dei loro giri piu fichi in assoluto. Da perderci la testa dietro.
Feffa la cagna
Giovedì 9 Giugno 2016, 14.30.38
36
Porcoilclero Combustion da sola valle l'acquisto dell'album per quanto fa paura.
laCosa
Mercoledì 21 Maggio 2014, 11.25.40
35
Per me sono come i radiohead del metal , svuotate la mente e immergetevi nel loro suono , per me questo è il loro gioiello , bella pure la copertina.
Ivan
Lunedì 18 Novembre 2013, 21.34.06
34
Secondo me è il migliore album dei Meshuggah. Un intreccio laborioso di strumenti che si fondono alla perfezione tra di loro. Non vorrei sembrare troppo presuntuoso, ma è un album che non tutti possono capire. Questo album equivale a vedere un film di David Lynch o Lars Von Trier; spesso l'arte sta dietro cose quasi incomprensibili. C'è poco da fare, i Meshuggah sono di altro livello; non ho mai ascoltato una band come loro. Io adoro i DEATH, ma qui sono riusciti ad andare molto oltre. Qualcuno nei commenti utilizzava come discriminante il grado di difficoltà di esecuzione di BLEED sulla chitarra, mah! Il problema è che in questo album ogni musicista suona una partitura per cavoli propri, ascoltate singolarmente non hanno senzo, ma unite si incastrano alla meraviglia creando quel tappeto sonoro irrealistico. Voto 99.
enomis2000
Lunedì 15 Luglio 2013, 14.03.36
33
sinceramente trovo che i meshuggah siano ottimi musicisti, ma non li riesco ad apprezzare molto...Sono un grande fan del death metal tecnico e progressivo ma loro non mi riescono ad antusiasmare, però ammetto che in questo album ho trovato più di qualche canzone che mi piace molto. 75 meritato
Macca
Domenica 13 Gennaio 2013, 14.37.30
32
Bravi sono bravi, originali sono originali, pesanti sono pesanti....per me restano sempre un ascolto un pò criptico, però oggettivamente hanno scritto canzoni che ti portano via, e questo obZen ne è l'esempio più lampante
tommy
Domenica 12 Agosto 2012, 13.13.54
31
ok la mia non era una critca ma una domanda...
.ilsegugio.
Mercoledì 8 Agosto 2012, 11.43.32
30
la genialità non ha niente a che vedere con la difficoltà tecnica di Bleed, che rimane comunque molto al di sopra della media di un normale pezzo di musica metal.
tommy
Martedì 7 Agosto 2012, 20.29.22
29
vorrei che mi motivaste la genialità di "bleed"...ho visto un video ma tecnicamente non sembra cosi difficile da eseguire...non sono chitarrista però sbaglio? qualcuno me lo dica ...
Minkio@hypnotheticall
Martedì 10 Luglio 2012, 14.32.41
28
Forse a dire che è il migliore è magari troppo ma a dire che è un disco fondamentale non si esagera affatto. BLEED è un tocco di genialità compositiva che ha pochi eguali nella musica estrema. Se riesci a concepire una canzone simile sei di diritto un fottutissimo genio...e ormai ce lo stanno dimostrando da anni. Insieme a D.E.I. e Chaospere è indubbiamente il mio preferito. INARRIVABILI. Do voti più alti solo ai TOOL - Voto 95
The Mad Avenger
Mercoledì 4 Aprile 2012, 15.29.21
27
Capolavoro e album D-E-F-I-N-I-T-I-V-O dei Meshuggah...a mio avviso il miglior album della loro carriera...voto 99 (gli avrei dato 100 se si poteva)
Aelfwine
Giovedì 29 Marzo 2012, 16.33.40
26
Se posso permettermi un invito alla redazione, recensite Koloss il più tardi possibile... prendetevi il vostro tempo, dato che un album dei Meshuggah va metabolizzato a lungo e lo sappiamo. D'altronde questa stessa recensione inizia con tale osservazione.
antomie
Giovedì 29 Marzo 2012, 15.46.58
25
discone, forse il migliore della loro discografia.. ma quando recensite Koloss? serio candidato a disco dell'anno, secondo me leggermente inferiore ad Obzen ma ugualmente monolitico e compatto
giusep80
Giovedì 22 Marzo 2012, 11.23.46
24
sono di un'altro pianeta questi...band cmq dal difficile ascolto...
freedom
Lunedì 31 Ottobre 2011, 14.30.45
23
Concordo con Matocc. Disco "meno complesso" (che bestemmia!) del solito, ma per questo più commestibile. Chi li ferma questi qui?! Sono dei pazzi! Grandiosi.
Matocc
Lunedì 31 Ottobre 2011, 11.48.32
22
uno dei loro dischi migliori, meno impegnativo (!) di altri ma pur sempre bello tosto. Haake e Kidman particolarmente in forma e chitarre belle granitiche: data la struttura delle composizioni sembra davvero di trovarsi di fronte a un genere musicale che mischia jazz e metal. Bleed spacca ma le altre canzoni non sono assolutamente da meno... gradito il ritorno alla "formula canzone" e alla classica batteria. obZen è un lavoro grandioso (l'ennesimo dei Meshuggah)... troppo avanti
Heresy
Lunedì 31 Ottobre 2011, 10.24.30
21
Non mi dicono nulla a me questi qua.
Ascarioth
Martedì 30 Agosto 2011, 10.40.19
20
I Meshuggah... Enormi.
hsb
Venerdì 17 Dicembre 2010, 18.33.23
19
discone voto 90
Aelfwine
Mercoledì 31 Marzo 2010, 20.16.55
18
Complimenti per la perizia tecnica della recensione. Il disco è eccellente, una carica di emozioni che non riesce a stancare. Non vorrei neanche fare paragoni con altri. Sono tutti album simili e diversi nel contempo, ma ognuno aggiunge qualcosa di nuovo ed eccellente. Pienamente promossi.
Sasso
Martedì 9 Marzo 2010, 12.16.33
17
Disco veramente ottimo, sempre sugli standard della band!
Electric Warrior
Domenica 10 Gennaio 2010, 16.08.15
16
Recensione praticamente perfetta,disco ottimo ma non il migliore dei Meshuggah
AL
Lunedì 8 Giugno 2009, 16.09.13
15
li ascolto ma non riescono proprio a coinvolgermi....
Simone
Lunedì 8 Giugno 2009, 14.31.07
14
Esplosivi come pochi, cattiveria pazzesca e straordinaria tecnica. La title-track è un qualcosa di immenso. 95
Andrea70
Martedì 5 Maggio 2009, 15.02.49
13
Bello e complesso concordo in pieno con teddy
teddy
Martedì 5 Maggio 2009, 13.47.36
12
un sound cosi si sentirà fra 100 anni.
.ilsegugio.
Lunedì 20 Aprile 2009, 13.06.32
11
chiedo scusa, ma devo correggere un errore commesso dal recensore... ossia me l'errore si trova dove parlo di "terzine", più o meno a metà articolo. la correzione sta nel fatto che naturalmente non si tratta di terzine!!! nella parte a cui mi riferivo in merito alla canzone "Bleed" vengono suonati gruppi di 3/32simi ed 1/32simo separati da pause di 1/32simo mentre, com'è noto, una "terzina" è costituita da tre note suonate su una parte a suddivisione semplice (binaria) vista la preoccupante carenza di conoscenza musicale di base che si ravvisa su molti articoli-internet, è sicuramente il caso di sottolineare e correggere almeno gli errori che siamo noi stessi a commettere e per cui naturalmente ci scusiamo
ROSSMETAL 65
Lunedì 30 Marzo 2009, 11.32.38
10
IL DISCO CONFERMA A PIENO LO STRAORDINARIO TALENTO DEI MESHUGGAH,MAESTRI DEL GENERE E MOLTO AVANTI RISPETTO AI LORO COLLEGHI METAL.CHIARO O SI AMANO O SI ODIANO,PERCHE' IL LORO SOUND E' VERAMENTE QUALCOSA DI TROPPO INNOVATIVO.PER ME SONO UN GRUPPO FONDAMENTALE PER L'EVOLUZIONE DEL METAL.UNICI E INIMITABILI.
Mat
Domenica 29 Marzo 2009, 21.02.06
9
Straordinario...
pincheloco
Venerdì 12 Settembre 2008, 14.53.44
8
capolavoro......
termaximum
Venerdì 14 Marzo 2008, 5.43.56
7
qui non si compone...cioè non si 'mette insieme'....nè si scompone, cioè non si 'rimette a posto'....questa è pura decomposizione, e chi più ne ha più è cretino...nel senso buono....inarrivabile!
Van
Domenica 9 Marzo 2008, 20.37.26
6
Bella recensione e soprattutto bell'album. I Meshuggah sono una delle pochissime band che non hanno mai fatto un passo falso, ma con Catch33 e ObZen si sono veramente elevati sopra ad ogni possibile imamginazione. Sound nervoso e schzofrenico, rabbioso, implacabile con al tempo stesso un'influenza jazz notevolissima, grandiosi! Voto: 92/100
jappy
Giovedì 6 Marzo 2008, 11.25.17
5
Che dire, ascoltato e riascoltato e ancora non basta e penso che non basti! Proposta davvero incredibile, il monolite precedente a stenti riesco a digerirlo in una sessione di ascolto. Questo mi garba come mi garbava e strasudava eccessi il fantastico Chaosphere
Syd
Martedì 4 Marzo 2008, 15.00.35
4
Ottima recensione.
Thomas
Lunedì 3 Marzo 2008, 18.28.52
3
Mi sento in linea con quello che dici, come non esserlo? . Bel disco perchè è un disco dei Meshuggah però manca il fattore sorpresa, stupore o se vogliamo c'è ma in piccola parte rispetto ad album precedenti.
Yossarian
Lunedì 3 Marzo 2008, 17.34.55
2
Disco molto bello, angosciante come al solito...recensione stupenda!
Seifer
Lunedì 3 Marzo 2008, 12.24.53
1
Summa del Meshuggah-pensiero, in questo cd ci si trova davvero di tutto. Anche se, tirando le somme, mi sembra un po' una sorta di "punto della situazione" (un po' come This Godless Endeavor per i Nevermore), dopo il quale ci può essere o un'innovazione radicale, o un "adagiarsi sugli allori". In ogni caso disco consigliatissimo, Pravus e la title track sugli scudi.
INFORMAZIONI
2008
Nuclear Blast
Advanced Metal
Tracklist
1. Combustion
2. Electric Red
3. Bleed
4. Lethargica
5. obZen
6. This Spiteful Snake
7. Pineal Gland Optics
8. Pravus
9. Dancers To A Discordant System
Line Up
Fredrik Thordendal - Chitarra
Jens Kidman - Voce
Mårten Hagström - Basso, Chitarra
Tomas Haake - Batteria
 
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