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ColdWorld - Isolation
30/09/2022
( 770 letture )
Dal lontano 2008, anno di uscita del primo lavoro Melancholie2, seppur con un solo successivo album intitolato Autumn il progetto ColdWorld è divenuto a pieno diritto uno dei massimi esponenti del depressive black ed è quindi con molto interesse che si attendeva questo terzo lavoro della one man band teutonica, dal titolo Isolation.
Questo nuovo lavoro ha preso forma durante il periodo della trascorsa pandemia e da quegli avvenimenti ne è stato influenzato, ma non solo, i trascorsi emotivi e la naturale evoluzione artistica del mastermind Georg Borner traspaiono durante tutta la durata degli otto brani che vanno a comporre la tracklist.

Fredda ed avvolgente la produzione mette in risalto le sfumature espressivo-sonore del disco che vede assieme a chitarre distorte ma ben definite strumenti ad arco di matrice classica che si fondono in un unicum sonoro che a tratti rimanda la mente ai primi lavori dei My Dying Bride e che vede anche la presenza di elementi più collocabili al mondo “post”, richiamando sonorità di alcuni lavori dei God Speed You Black Emperor!. Da evidenziare inoltre il lavoro svolto dalle voci che spaziando creativamente tra cori puliti quasi epici, a lamenti graffianti, a scream sporchi ed aggressivi offrono una ulteriore spinta dinamica alle composizioni.

Proprio queste ultime presentano una notevole evoluzione con i passati ma già ottimi lavori della band. Isolation non è un disco comprensibile dal primo ascolto seppur da esso si rimanga in qualche modo intrinsecamente affascinati e legati, per coglierne i colori, le profondità espresse occorrono più e più play senza ombra di dubbio. Leere si pone come introduzione, cupa e fredda transizione verso Soundtrack To Isolation, ritmicamente ripetitiva e dalle melodie avvolgenti incanta l’ascoltatore estraniandolo in qualche modo dal mondo reale e trasportandolo nel mondo vero e proprio di Isolation. Con Walz le voci iniziano a far parte del suono, uno scream graffiato e sofferto si fonde alle melodie delle chitarre tra sospensioni musicali in un buonissimo gioco di dinamiche. Soluzione ancor più sviluppata in We Are Doomed che offre inoltre un chorus vocale dai rimandi epici, nordici. Il quinto brano intitolato giustamente Five è una breve transizione ambient fluida e armoniosa come il suono delle acque che la accompagnano verso Wound, brano dai movimenti ritmici semplici e ben elaborati che maturano e crescono di intensità lungo tutta la sua durata. E dopo gli ambienti sonori di Isolation Stagnation si giunge alla conclusiva Hymnus probabilmente il brano più coinvolgente e d’impatto della scaletta che sugella in maniera ottimale questa esperienza d’ascolto.

La naturale evoluzione musicale di Georg Borner e di conseguenza del progetto ColdWorld è di innegabile validità e tutto ciò viene espresso in questo Isolation. Il nostro riesce a mantenere ben vivo ciò che è stato il passato musicale e di evolverlo nuovamente, riuscendo a rendere “accessibile” ai più, un genere musicale di sua natura piuttosto ostico e chiuso. Le sensazioni di un freddo isolamento, le tinte bianche, grigie e scure si alternano e si accavallano fondendosi, ricreando paesaggi sonori di forte impatto.
Isolation nella sua immediata ostilità d’accesso si rivela esser nel tempo un viaggio che si distacca e ci distacca dalla realtà che quotidianamente ci circonda, nonchè l’ennesimo ottimo lavoro di Georg Borner.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
78.33 su 3 voti [ VOTA]
LUCIO 77
Giovedì 13 Ottobre 2022, 23.24.15
5
Bell' Album, niente da dire.. Per il mio gusto, qualche guizzo in più non sarebbe stato male.. Soprattutto per bilanciare la Seconda parte più Ambient.. Comunque da ascoltare nelle giornate autunnali, quando arriveranno...
Kroky78
Venerdì 7 Ottobre 2022, 23.46.00
4
@Le Marquis de Fremont le giornate grige chiamano un Nebbiolo Langhe Riserva. Che dici? 😀
Le Marquis de Fremont
Martedì 4 Ottobre 2022, 13.50.30
3
Altro album intenso, coinvolgente ed emozionante. Pezzi di una bellezza struggente e va riconosciuta la capacità di creare un ottimo songwriting. Da apprezzare con candele, con alcool di eccellente qualità e non deve esserci nessuno nei paraggi. O girovagando in giornate grigie come la copertina, rigorosamente in solitudine o con solo il mio cavallo. Veramente una musica bellissima. Qui diventa parte del mood. Chapeau! Au revoir.
Jan Hus
Lunedì 3 Ottobre 2022, 23.26.54
2
Roba di primissima qualità.
lisablack
Venerdì 30 Settembre 2022, 20.35.05
1
Album eccellente poco da dire.. Per me tra le migliori uscite del 2022.
INFORMAZIONI
2022
Eisenwald
Black
Tracklist
1. Leere
2. Soundtrack To Isolation
3. Walz
4. We Are Doomed
5. Five
6. Wound
7. Isolation Stagnation
8. Hymnus
Line Up
Georg Borner (Voce, Strumenti)
 
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