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Rush - 2112
( 19609 letture )
Nel 1976 il punk stava invadendo il mondo e il mercato musicale si piegava ad esso, guardando con diffidenza a tutto ciò che poteva suonare estraneo. Difficile quindi immaginare che nello stesso anno un trio canadese, con alle spalle già tre album (di cui almeno uno di indubbio valore), potesse spingersi a produrre il disco più strettamente progressive della sua carriera e uscirne indenne.
Quello che invece riuscirono a combinare questi ragazzi fu molto di più che uscirne indenni: 2112 è tuttora considerato uno dei migliori lavori che il gruppo abbia mai prodotto, un vero manifesto del prog come la band lo ha sempre inteso.

Permettendomi di posticipare la straripante title-track alla fine di questa recensione, inizierei esaminando quello che, nel vinile, occupava l'altro lato.

A Passage To Bangkok, una delle pochissime canzoni dei Rush che fa esplicitamente riferimento al consumo di sostanze stupefacenti (nella fattispecie marijuana), e uno dei loro più grandi successi, puntualmente presente in ogni loro concerto, è stilisticamente più vicina ai lavori precedenti della band: la musica è basata su riff dal chiaro sapore “orientale”, Geddy Lee contiene la propria potenza vocale in una dolce e calma, concedendosi solo qualche raro acuto.

The Twilight Zone è già impregnata dell'atmosfera progressive, i toni sono più malinconici e sognanti, la voce di Geddy spazia da acuti che denotano un'estensione vocale non indifferente a parti a malapena sussurrate, mentre la chitarra di Alex Lifeson ordisce trame soffici, creando un'atmosfera tenue e ovattata, che ci accompagna fino all'assolo finale, un assolo lento e misurato che lentamente ci porta verso la conclusione scomparendo piano piano mentre la nostra mente lo segue rapita.

Con Lessons, che torna su coordinate stilistiche più hard rock, ci troviamo di fronte ad un alternarsi di sezioni lente e acustiche con altre in cui assistiamo ad una sorta di sfida tra Geddy e Alex, in cui la voce del primo si innalza a reggere il confronto con la chitarra dell'altro.

Tears è invece una ballad, estremamente toccante, in cui la voce si mantiene calda, soffice, accompagnata da una delicata chitarra acustica che si mantiene come sottofondo. Il ritornello è un dei più toccanti che si possano sentire, in grado di far venire i brividi ad ogni ascolto, anche dopo anni.

Something For Nothing è l'altra grande hit di questa parte dell'album: partendo su toni lenti, la canzone cambia presto volto: Geddy Lee, ancora una volta, sfodera una prestazione incredibile, e la sua voce acutissima si interrompe solo per far spazio ai magistrali assoli di Lifeson e alla batteria di Neil Peart, che mette in mostra le sue fantastiche doti di batterista (non a caso tantissimi grandi batteristi, come Portnoy o Dave McClain, dichiarano di considerarlo un maestro), sottolineando l'importanza che ha avuto il suo ingresso in line-up per la band (ricordiamo che nel primo album alla batteria c'era John Rutsey, e che dall'album successivo Peart, oltre a dimostrarsi uno dei migliori batteristi al mondo, ha scritto praticamente tutti i testi della band, rivelando uno spessore intellettuale non indifferente).

Ma la vera parte del leone in questo disco la fa l'incredibile title-track: 20 minuti intensi, densi di emozioni e di tecnica. La canzone, dedicata da Neil Peart al genio della scrittrice/filosofa Ayn Rand (la storia narrata in 2112 ha delle affinità con una sua novella, Anthem), è divisa in sette “sezioni” e si apre con una lunga intro strumentale, Overture, che è un tributo all'Ouverture 1812 di Tchaikovsky, e che si conclude con la frase “And the meek shall inherit the Earth” , una citazione dalle Beatitudini nel Vangelo di Matteo.

Terminata questa parte inizia, con la seconda sezione The Temples Of Syrinx, la narrazione della vicenda: in questa sezione vengono presentati i Preti dei Templi di Syrinx, caratterizzati da una voce spaventosamente acuta (quella di Geddy Lee con alcuni effetti); questi Preti governano la terra, dopo aver riunito le popolazioni sopravvissute ad una guerra mondiale, sotto la “stella rossa della Federazione Solare” (l'uomo nudo che si oppone al pentacolo, uno dei simboli della band, appare proprio in questo album per la prima volta), in un regime di assoluto controllo sulle vite delle persone (“All the gifts of life are held within our walls”). “The meek”, ossia i miti di cui parlava la frase iniziale, sono probabilmente i popoli sottomessi al regime dei Preti.

La terza sezione, Discovery, ci presenta il protagonista della vicenda (la voce di Geddy stavolta priva di effetti). In un grotta dietro una cascata egli trova una chitarra, ed in questa sezione il magistrale lavoro di Lifeson consiste nel mostrarci il percorso del protagonista, che impara ad usare la chitarra, attraverso una serie di passaggi e di accordi di crescente difficoltà.

Il protagonista, stupefatto dalla magia della musica, porta la chitarra ai Preti, fiducioso che l'avrebbero apprezzata, nella quarta sezione Presentation. La sezione gioca sull'alternarsi delle parti in cui parla il protagonista, con voce calma e quasi dimessa, accompagnata da una delicata chitarra acustica e dai toni caldi del basso, e quelle in cui parlano i Preti, con la loro solita voce acutissima e i riff della chitarra in puro stile hard-rock. La sezione si conclude con la distruzione da parte dei Preti dell'oggetto, descrivendolo “another toy that helped destroy the elder race of man” .

L'uomo torna a casa scoraggiato, e nella quinta sezione Oracle: The Dream, ha un sogno in cui un oracolo lo trasporta sulla terra in cui la vecchia razza degli uomini, in realtà non distrutta, si è trasferita. Il protagonista è colpito dalla bellezza della terra e dalla libertà di cui godono le persone e sul finale vede questa antica razza umana accrescere la propria potenza e prepararsi per tornare sulla terra per distruggere i tempi di Syrinx. Musicalmente la parte è dominata da un'onnipresente batteria, che scandisce un ritmo allegro e vivace, su cui si inserisce l'ottimo lavoro del basso di Geddy, creando una sezione ritmica di enorme valore.

La sesta sezione Soliloquy, è insieme estremamente potente e delicata: il protagonista torna nella grotta in cui aveva trovato la chitarra e realizzando di non poter vivere nel suo mondo avendo scoperto le incredibili possibilità della razza umana. La prima parte della sezione è lenta, dolce, la voce è malinconica e rassegnata, mentre nella seconda parte si innalza il grido di Geddy, quasi un ultimo grido di disperazione di un uomo che ha capito la sua impossibilità a vivere in questo mondo, e la chitarra di Lifeson, da cui escono acuti strazianti, vere e proprie urla lancinanti e allo stesso tempo cariche di tristezza.

L'ultima sezione Grand Finale è un grandioso pezzo strumentale, la perfetta fusione fra i tre elementi: la batteria è perfetta in ogni passaggio, la chitarra insiste su riff portatori di una carica irresistibile, il basso, soprattutto nella parte finale, si concede varie libertà virtuosistiche.

Attention, all planets of the Solar Federation
Attention, all planets of the Solar Federation
Attention, all planets of the Solar Federation

We have assumed control
We have assumed control
We have assumed control


Con questa enigmatica frase, da alcuni considerata la dichiarazione di vittoria da parte della antica razza degli uomini e da altri il definitivo consolidamento di potere da parte dei Preti dopo aver distrutto gli ultimi dissidenti, si conclude una delle canzoni più ricche ed emozionanti che il progressive abbia regalato ai suoi adepti.



VOTO RECENSORE
98
VOTO LETTORI
86.34 su 147 voti [ VOTA]
davide
Giovedì 30 Aprile 2020, 17.28.40
50
dei rush possiedo 4-5 dei loro mgliori album ma non mi hanno mai preso assolutamente nonostante mi sia sforzato di provare ad ascoltarl
Kiodo 74
Venerdì 27 Marzo 2020, 1.50.02
49
L'apoteosi musicale....poche volte ho ascoltato qualcosa di avvicinabile, i Rush sono mostruosi e quest'opera è il loro miglior incubo.... Da paura!!!
Philosopher3185
Lunedì 4 Novembre 2019, 23.15.54
48
La magia di album come questi,è che possono essere riascoltati anche fra 1000 anni e non avranno perso in freschezza e avanguardia.
cowboy big 80
Giovedì 25 Aprile 2019, 0.13.26
47
non si commenta, si puo' solo ascoltare, Alex io l ho conosciuto di persona, a parte il grande uomo, non mi ha saputo spiegare come siano riusciti a costruire questo platter, e' capitato, lui mi ha detto gift of music ma non ha identificato come, davvero il rock e' rock, il resto, manca
Fly 74
Mercoledì 24 Aprile 2019, 23.49.12
46
"I Rush sono la band che ha cambiato tutto". (John Petrucci)
Philosopher3185
Mercoledì 24 Aprile 2019, 23.29.24
45
Grazie a band come queste-che poi avrebbero' influenzato gli Iron maiden e altri gruppi della Nwobhm-si oscurava quello schifo di musica Punk...l'hardcore americano non mi dispiace,ma il punk,il vero punk inglese,non l'ho mai sopportato...i Rush e band simili producevano musica! il punk,la maggior parte,puro casino e frastuono insopportabile..
duke
Giovedì 31 Gennaio 2019, 19.18.59
44
.....1 0 0 ........
Andrea Salvador
Giovedì 25 Ottobre 2018, 19.26.53
43
E dire che, per me, i Rush sono solo l'unione di Yes e Led Zeppelin... Eppure non si sente questa unione, perché Peart, Liferson e Lifeson sono riusciti a creare qualcosa di estremamente personale che, grazie a band di 10 anni dopo chiameremo Prog Metal. "21112" è un capolavoro che ringiovanisce anno dopo anno ed ogni giorno ci riserva sorprese senza eguali. L'inizio di un genere che altri avevano cercato di creare ma che solo i Rush renderanno definitivo. Immensi!
thrasher
Mercoledì 24 Ottobre 2018, 12.23.35
42
Silvio per la prima volta sono daccordo con te
Silvio Berlusconi
Mercoledì 24 Ottobre 2018, 11.54.40
41
disco eccezionale contenente canzoni semplicemente superbe. Ogni ulteriore commento sarebbe superfluo
Salvatore
Mercoledì 18 Aprile 2018, 10.07.06
40
Album di punta della produzione Rush...dove l'hard rock si fonde con la magneloquenza del prog in modo perfetto senza mai strafare l'una dall'altra componente. Anche a partire dal secondo Flight by Night e in modo piu marcato il successivo Caress of Steel , questa meravigliosa alchimia sonora era ben in evidenza con atti e sezioni in un contesto filisofico/esoterico e alchemico, riferiti all passato, in 2012 questo equilibrio si consolida in modo perfetto!...personalmente reputo le produzioni che vanno dal '75 al '81 una delle loro migliori in assoluto ....genialita,talento,potenza e poesia in colpo solo!...Leggendari Canadesi!....io arrotondo ...voto 100!...
Pannetta
Mercoledì 11 Aprile 2018, 15.11.59
39
42 anni e non sentirli! Qui si è fatta la storia...non possedere questo platter è un peccato mortale! 100/100
Jeff Waters
Giovedì 21 Dicembre 2017, 17.21.31
38
semplicemente il più bel disco degli anni 70 per il sottoscritto. Voto 100
Max
Lunedì 7 Marzo 2016, 8.28.31
37
L'inizio incommensurabile di un "filone" hard/metal! Imprescindibile !
mario
Domenica 6 Marzo 2016, 22.22.15
36
Album stellare, disco di pregevolissima fattura, CAPOLAVORO,di una squisitezza compositiva unica, sono sempre rimasto rapito dalla bellezza di quest'album, il virtuosismo bassistico di Geddy Lee, le mervigliose melodiche intelaiuature strumentali , i riffs hard rock, e la struggente acutezza solistica della magica chitarra di Liefson, oltre alla ben nota maestria di Peart, con i suoi magistrali e intelligenti solos batteristici, usa le bacchette come un mago dando colpi pregevoli alle pelli, magia pura tutti gli strumentisti.Soliloquy, ma soprattutto Tears, Twlighth e la Titletrack 2112 sono veramenti sublimi, canzoni immense, come immenso è tutto l'alum. Ma perchè gruppi cosi', di questa caratura non nascono più?.UNICI.
Rob Fleming
Sabato 6 Febbraio 2016, 21.02.55
35
Forse il loro apice. Sicuramente un capolavoro autentico. In 2112 convivono 6 brani che potrebbero avere tranquillamente vita propria, ma che insieme formano un masterpiece dove ogni tipo di evoluzione sonora viene esplorato per creare una perla indiscutibile. Ma anche le altre tracce non sono da meno. Su tutte The Twilight Zone e Tears che ancora oggi, quando l'ascolto, riesce sempre a commuovermi. 90
Argo
Domenica 17 Gennaio 2016, 11.30.00
34
Ci si può innamorare di una canzone? Io l'ho fatto con The twilight zone! Mi accingo alla soglia dei 38 ad entrare nel mondo le prog anni 70, lo sto facendo un passetto per volta, per ora ho preso Leftoverture dei Kansas e questo 2112 dei Rush: non servono voti, anzi, inutile dare un voto, questo dei Rush è un album stupendo e profondo. Ho già ordinato l'album successivo, e vediamo se ho il coraggio di buttarmi anche su qualcosa di italiano di quegli anni.
Fly 74
Mercoledì 23 Dicembre 2015, 1.23.17
33
Ascoltate 2112 per intera nel live Different stages : commovente nella sua magnificenza.
robby
Mercoledì 14 Ottobre 2015, 18.37.41
32
guarda un po' che lo sto ascoltando!
robby
Mercoledì 14 Ottobre 2015, 18.37.37
31
guarda un po' che lo sto ascoltando!
Full metal jacket
Martedì 21 Luglio 2015, 11.59.42
30
Fortunatamente esce questo capolavoro nel senso più stretto del termine. Ottimo il commento di Steelminded
hammer of god
Sabato 1 Novembre 2014, 18.41.14
29
se mai si dovesse rappresentare la musica rock allo stato della arte, sceglierei sicuramente questo album immenso. 100
spiderman
Domenica 31 Agosto 2014, 16.25.58
28
Riascoltato poco fa, disco fantastico, eccezionale il songwriting, stupenda la voce di Geddy Lee ed altrettanto stupenda la sua prova al basso, poi si passa ai vertici della batteria prog, quella vera che ha sia anima che tecnica da capogiro, grande, grande, grande Neil Peart batterista che ha fatto scuola ed e' storia.Grande tecnica e grande creativita',magia musicale pura.Vero e propio capolavoro del prog rock.voto:100
Steelminded
Venerdì 23 Maggio 2014, 23.15.03
27
Disco meraviglioso, in questo caso uso un termine che non uso (quasi) mai: capolavoro. 2112 è un inno alla creatività, alla self-realisation, allo spirito libero, alla curiosità, alla libertà individuale e contro tutte le forme di dittature, censure e totalitarismi che limitano la piena espressione del proprio io. E' un inno al rock e al metal. Evviva! Voto: 100.
Philosopher3185
Martedì 3 Settembre 2013, 12.55.56
26
Il disco che mi ha fatto scoprire e amare il prog rock! Tecnica ma anche cuore,composizioni elaborate ma anche evocative e divertenti! un disco semplicemente perfetto!
Rick
Venerdì 26 Aprile 2013, 0.59.06
25
Capolavoro assoluto!! non ho parole per descrivere la title track....solo quella è IMMENSA!
Delirious Nomad
Giovedì 4 Ottobre 2012, 16.02.00
24
Immenso. I Rush sono l'unica band che meriterebbe un direttore d'orchestra per scandire i riff.
Grand Finale
Martedì 26 Giugno 2012, 0.54.44
23
mamma mia che disco... una pietra miliare del prog rock, che getterà le basi per il futuro prog metal dei dream theater... la sola 2112 basterebbe come unica traccia del disco, talmente è monumentale nei suoi 20 minuti di durata... una suite meravigliosa nei suoi continui cambi di atmosfera. le altre tracce, anch'esse stupende, servono quasi da contorno per sugellare la magniloquenza della prima traccia. su tutte, la sognante the twilight zone e la bellissima ballad strappalacrime (è proprio il caso di dirlo) tears. fenomenale la voce di geddy lee, che nei suoi fantastici acuti mi ricorda molto quella di rob halford.
Gabriele
Venerdì 20 Aprile 2012, 17.06.39
22
Allora, lo sto ascoltando adesso per la prima volta. Mi cospargo il capo di cenere. Fatto sta che sono al minuto sette della titletrack e per me l'album potrebbe finire così. Sarebbe sufficiente per ritenerlo comunque un capolavoro.
Metallo 00
Martedì 13 Marzo 2012, 20.13.48
21
il loro disco più bello. 2112 è fantastica e anche Passage to Bankok. Voto:95
I.N.
Martedì 1 Novembre 2011, 16.13.40
20
Non sono d'accordo: il disco non è così straordinario come si dice. Della suite è fenomenale solamente overture e The Temples, ma non è tutta farina del loro sacco: si sente lontano un miglio l'impronta Led Zeppelin, sia nei riff che nella voce. Le altre: "A Passage To Bangkok" è discreta. Ottime "Twilight Zone" e "Tears". Le altre due bruttine. Sopravvalutato.
Enrico
Martedì 1 Novembre 2011, 15.35.06
19
Mammamia ragà! stò di disco è da SBORRATA.
Davide
Lunedì 5 Settembre 2011, 0.01.54
18
il commento 7 dice tutto quanto Comunque ammiro fino alla follia i Rush, ma lo hanno mai fatto un album brutto?! NO! MAI! ED E' QUESTO IL BELLO!!
luci di ferro
Venerdì 5 Agosto 2011, 21.09.00
17
RUSH che band STRATOSFERICA, della serie questi non sbagliano un colpo. Album uno più bello dell'altro CAPOLAVORI come 2112 - a farewel to kings - hemisphere - exit stage left (live) - permanent waves - moving pictures - grace under preassure - signals - power window - roll the bones - Counterparts - A Show Of Hands [Live] - Different Stages [Live] semplicemente DA AVERE.
Pantera
Martedì 31 Maggio 2011, 0.52.54
16
Come un monolite arrivato all'improvviso chissà da quale recondita galassia, questo disco ci ha rivelato la vera essenza della musica prog. Semplicemente irrangiungibile!
luci di ferro
Martedì 12 Aprile 2011, 1.05.16
15
Essenziale: un capolavoro della musica rock progressive
Rapanui
Sabato 26 Febbraio 2011, 21.10.19
14
I Rush sono il primo gruppo che ho amato davvero. Per me 2112 rimane tra i grandi Quattro: 2112, A Farewell to Kings, Hemisphere e Moving Pictures. Nonostante ottime uscite ( a me piacciono tutti ) non sono mai riusciti a ripetere capolavori simili. Ciauz
hm is the law
Lunedì 31 Gennaio 2011, 19.36.55
13
Bellissimo per me un pelino inferiore a MP: voto 97
luci di ferro
Martedì 3 Agosto 2010, 1.54.50
12
Non basterebbero 2112 parole per descrivere questo album firmato Rush. Né basterà una l'essenza più vera del Prog Rock. Questa è storia. Questa è perfezione. Questa è arte musicale. Un must, un capolavoro immenso e immortale. 100 e lode.
Nino
Giovedì 22 Luglio 2010, 2.15.31
11
Uno dei migliori esempi di progressive, album monumentale. 96
Electric Warrior
Martedì 13 Luglio 2010, 18.00.10
10
Monumentale
onofrio
Domenica 6 Giugno 2010, 9.03.57
9
Rush - 2112 questo album è la bibbia del Prog Rock.
David Shake
Venerdì 18 Dicembre 2009, 13.59.59
8
PERFETTO !!!!!!!!!!!!
pincheloco
Lunedì 28 Luglio 2008, 17.36.07
7
questo disco non ha bisogno di commenti. bisogna solo averlo.
Raven
Sabato 15 Marzo 2008, 13.13.00
6
Uno dei più bei dischi del periodo
Broken Dream
Sabato 15 Marzo 2008, 0.10.44
5
Davvero un grande disco!!
Giasse
Lunedì 10 Marzo 2008, 9.06.51
4
Prometto di ascoltarlo, anche se possedere il vinile forse aiuterebbe un povero DOOMSTER reticente al prog rece senatoriale!
Rob
Domenica 9 Marzo 2008, 22.53.44
3
We are the priests of the temple of Syrinx... La storia.... Bel colpo Nikolas!
Yossarian
Domenica 9 Marzo 2008, 19.23.40
2
Monumentale!!!!!!!!
Arakness
Domenica 9 Marzo 2008, 17.58.01
1
Le parole non servono... IMMENSO!
INFORMAZIONI
1976
Mercury
Prog Rock
Tracklist
1. 2112
I: Overture
II: The Temples Of Syrinx
III. Discovery
IV. Presentation
V. Oracle : The Dream
VI. Soliloquy
VII. Grand Finale
2. A Passage to Bangkok
3. The Twilight Zone
4. Lessons
5. Tears
6. Something for Nothing
Line Up
Neil Peart : Drums
Geddy Lee : Vocals, Bass
Alex Lifeson : Guitar
 
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