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Eternal Deformity - Frozen Circus
( 2507 letture )
Alzino la mano quanti di voi conoscono, o hanno sentito il nome Eternal Deformità. Immagino di vedere poche braccia sollevate. Non voglio fare la figura dello scribacchino saccentello, eppure siamo al cospetto di una band interessante che seguo da diversi anni. Forse perché in generale è più di un decennio che tallono il movimento dell'est Europa, in quanto convinto sostenitore dell'eccellenza della scena soprattutto in ambito sperimentale; o più semplicemente perché fautori di prodotti di tutto rispetto e in particolare dei validi The Serpent Design e soprattutto In The Abyss Of Dreams... Furious Memories. Difatti nel corso della loro carriera oramai quindicennale i nostri hanno accarezzato diverse influenze, passando dal doom al black sinfonico per giungere al progressive d'avanguardia, fermo restando la continua sperimentazione e personalizzazione del sound. Volete per le affinità nelle note o più propriamente per la ricercatezza delle stesse, in un certo qual modo ho sempre associato, se pur con le dovute proporzioni del caso, il nome dei polacchi a quello dei grandiosi Arcturus.

Frozen Circus è la dimostrazione di come questo processo di evoluzione si sia concretizzato in un platter articolato, stravagante e profondo. Del resto diversamente non poteva essere considerata la natura dell'act: infatti il tema portante del disco è connesso all'universo circense, mood chiaramente intuibile già nella bella copertina e nei nickname dei musicisti; richiami che ovviamente incontriamo lungo tutti i 43 minuti del cd, enfatizzati da agghiaccianti melodie e stacci clowneschi. Carisma che divaga in una vistosa teatralità, che per forza di cosa strizza l'occhio ai formidabili Devil Doll di Mr.Doctor Mario Panciera. Ma l'abilità nell'eseguire disparati elementi, e mischiarli in modo spettacolare come solo il più abile croupier con le proprie carte saprebbe fare, allontana lo spettro del citazionismo. Musiche progressive snodate in passaggi articolati e arrangiamenti sinfonici dalle armonie improponibili, che in una sola espressione si traducono in imponderabilità. Un caos imprevedibile ma ragionato, che a tratti risulta addirittura pacchiano in quanto specchio di un mondo luminoso e sgargiante, quale il tendone imprigiona. Viene concesso ampio spazio alle tastiere dell'Illusionista, perfette nell'accompagnare il resto della band, ma soprattutto libere di alternare complesse orchestrazioni a più eleganti parti soliste (che, a onor del vero, mi hanno ricordato le tecniche di un gruppo ucraino tanto bravo quanto sconosciuto, ovvero i Phantasmagory) e pur trattandosi di un prodotto dai connotati estremi, le chitarre non solo si esibiscono in funamboliche galoppate, sempre veloci e taglienti, ma volentieri cedono il passo ad arrangiamenti dall'indiscutibile musicalità alle volte impreziositi da l'utilizzo di ariosi archi. I nove brani proposti sono tutti di pregevole fattura: l'apertura è assegnata a The Force of Your Heart, quattro minuti nei quali il quintetto presenta in grande stile la girandola di tutte le evoluzioni citate; da menzionare la suadente Unholy Divine, per la presenza di una ipnotica voce femminile, e la più kitsch Crime per l'immancabile motivo circense. Passaggio obbligatorio anche per Little 15, traccia di rottura nonché riuscita cover di un pezzo semisconosciuto dei Depeche Mode. Ma è sicuramente da ricercare in Lovelorn l'episodio più felice, forte di una malinconica apertura gotica quale miglior preludio per il burrascoso ma spettacolare epilogo.

In conclusione non mi sento di parlare di sorprese perché gli Eternal Deformity erano un tesoro nascosto che doveva solo essere rinvenuto. Ragion per cui un plauso alla nostrana Code666 che, con l'ausilio della Aural Music, ha saputo investire in un gruppo preparato e pronto per palcoscenici di tutt'altra portata. Ora gli appassionati di sonorità ricercate non hanno più scuse e sono avvisati: ignorare Frozen Circus è un peccato imperdonabile!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
32.36 su 25 voti [ VOTA]
GioMasteR
Lunedì 21 Maggio 2012, 14.19.45
2
Band semisconosciuta ma di notevole levatura, Frozen Circus è pervaso di buon gusto, atmosfera circense/cabarettistica e possiede quell'aura avantgarde che avvicina per certi versi il disco a The Great Maddening dei Le Grand Guignol. Per chiunque apprezzi la stranezza è un lavoro da avere!
Il Mentalista
Mercoledì 12 Marzo 2008, 18.39.22
1
Concordo col ragno, gran disco.
INFORMAZIONI
2008
Code666/Aural Music
Prog Metal
Tracklist
1. Retrospection
2. The Force of Your Heart
3. Unholy Divine
4. Little 15
5. Crime
6. So Silent
7. Thor's Message
8. Endless Night
9. Lovelorn
Line Up
Przemyslaw "ANNOUNCER" Kajnat (vocals, bass)
Przemyslaw "KNIFE THROWER" Smyczek (guitars)
Tymoteusz "JUGGLER" Ciastko (drums)
Arkadiusz "LION TAMER" Szymus (guitars)
Lukasz "ILLUSIONIST" Kiljanek (synthesizers)

Guest:
ACROBAT (female vocals, cello)
 
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