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Cream - The Farewell Tour 1968
( 2817 letture )
Trionfo del bootleg. Questo potrebbe essere il titolo di tale disco, affascinante viaggio nella mente psichedelica dei Cream “fine rapporto”. Prossimi al divorzio, se mai vi era stato un matrimonio, i tre inglesi tuttofare, dimostrano, con piglio da professionisti navigati, come si può sopravvivere al tipico iter da rockstar, alcool, droga, donne, motori, aeroplani, champagne, margaritas e quant’altro, riuscendo a barcollare sul palco e pigiando alcuni tasti del proprio strumento. Grande partenza in quinta con White Room, le cui splendide note si tramutano, in questo live, in pesanti sbavature. Ci troviamo innanzi al trionfo alcolico e benzenico di Clapton e soci, impegnati più a reggersi in piedi che a suonare decentemente. Ma sta proprio qui il gusto del disco. Anche i Cream sbagliano? Il power trio più solido del mondo si permette di premere le note sbagliate, di andare fuori tempo, di cantare come l’ultimo marinaio ubriaco di Cardiff? La risposta è sì e la cosa sinceramente, fin dal primo ascolto, è straordinariamente divertente. Sembra la registrazione di una potente cover band da pub nostrano, con l’enfasi tipica del giovane musicista e con interminabili assoli da professionista baraccone. Splendido. Sgangherati, torbidi e strafatti, i Cream offrono comunque una performance viva e straordinaria, ma soprattutto vera, grazie ai difetti e agli errori, alle divagazioni sulle tastiere e sulle pelli e alle meravigliose scuse di Clapton che, accortosi di aver disintegrato le balle degli astanti con una versione troppo lunga di Sunshine Of Your Love, chiede umilmente perdono, per poi condire con sale e pepe chitarristici una splendida rivisitazione di quindici minuti circa del celebre brano Spoonful. Rasentano l’inverosimile i quattordici minuti di Toad, parabola dei tamburi offerta dallo scatenato percussionista del trio che si pone a metà tra un sacerdote animista, un batterista di jazz puro e il più violento e buzzurro dei Bonzo. Questa è la quintessenza dei Cream, il loro lato più vero: tre ottimi musicisti che inseguono strade differenti, anche se uniti dalla piccola atmosfera di un palco. Eppure, sul finire, si ha la netta sensazione che questo caos apparente, e non calmo, finto, costruito, porti irrimediabilmente a qualcosa di estremamente coeso sul piano musicale. Straordinario. La location è la più appropriata per questo Zabrinskie Point musicale. Death valley sonora e rovente, luogo della più pura improvvisazione, tale bootleg testimonia l’agonia del mostro Cream, con i suoi difetti, ma soprattutto con i suoi immensi insegnamenti. Se avete un fegato ricolmo di bile e una spiccata tendenza al blues, questo è il disco che fa per voi. Altrimenti è l’autoerotismo per i fanatici del genere o la buona occasione per ascoltare qualcosa di vero e umano. Blind Faith.


VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
28.91 su 23 voti [ VOTA]
Ulv
Venerdì 9 Agosto 2013, 11.19.39
4
Ops, il 15/10/1967 volevo dire.
Ulv
Venerdì 9 Agosto 2013, 11.06.26
3
Nel Farewell tour non avevano più voglia di suonare assieme (soprattutto Eric) ed erano di fatto sciolti già da mesi, tant'è che si trovavano assieme solo sul palco, dormivano persino in hotel diversi. Il periodo migliore dei Cream dal vivo è stato da Settembre 1967 ad Aprile/Maggio 1968, e lì non c'è storia. Procuratevi il bootleg Live At The Grande Ballroom di Detroit il 15/09/1967 e sentirete i Cream al massimo della potenza.
Renegade
Venerdì 18 Novembre 2011, 8.38.45
2
beh, i cream pur non essendo ancora proprio hard rock ne hanno comunque gettato le basi e creato le premesse. Soprattutto dal vivo sono stati fra i primi a fare lunghe jam e improvvisazioni. Questo botleg ce l'ho, è un live di buona qualità, l'audio non è male e ci sono quasi tutti i brani più significativi delk trio. Grandissima performance in Sunshine of your Love
raven
Sabato 5 Aprile 2008, 8.15.21
1
Gruppo che mancava nel nostro data base, ben fatto Benda.
INFORMAZIONI
2007
Woodstock tapes
Rock
Tracklist
1. "White Room" (Jack Bruce/Pete Brown) -6:41
2. "Crossroads" (Robert Johnson) -4:31
3. "Sunshine of Your Love" (Jack Bruce/Pete Brown/Eric Clapton) -6:42
4. "Traintime" -9:55
5. "Toad" (Ginger Baker) -14:12
6. "Spoonful" (Willie Dixon) -15:11
7. "I'm so Glad" (Skip James) -7:10
8. "Politician" (Jack Bruce/Pete Brown) -6:48
9. "Sitting on the top of the World" (Lonnie Chatmon/Walter Vinson) -4:55
Line Up
Jack Bruce: Bass guitars, harmonica, vocals.
Eric Clapton: Guitars, vocals.
Ginger Baker: Drums, percussion.
 
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