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Myland - No Man’s Land
( 4001 letture )
Per chi crede che generi come l’hard rock melodico, e più segnatamente l’AOR, siano appannaggio di scandinavi, teutonici e nordamericani, il mio consiglio è semplice: mettete su questo album e tornate sui vostri passi, perché anche in casa nostra riusciamo a tirare fuori perle di tutto rispetto.
Il platter è un piccolo grande gioiellino ed è obiettivamente difficile preferire una song piuttosto che un’altra vista l’altissima qualità di tutti e dieci i pezzi. Ma la cosa più incredibile è che i Myland dimostrano una maturità musicale sconcertante per un gruppo che è solo al suo secondo album; non so cosa diavolo riusciranno a tirare fuori in futuro viste queste premesse!

Ad ogni modo, vorrei a questo punto entrare nel merito del lavoro proposto tracciando in primis una breve nota biografica che mi sembra doverosa, vista la line-up della band.
I Myland si formano nel 2006 e pubblicano, nello stesso anno, il loro primo album autoprodotto, The Time is Over. La formazione si compone di nomi noti del panorama rock italiano, uno su tutti Paolo Morbini già in forze a gruppi nostrani come Eva, Exilia e Brunorock, che decide, evidentemente in un lampo di genialità (al quale siamo tutti profondamente grati!), di formare il monicker Myland. Vengono successivamente assoldati Guido Priori alla voce, Clod Corazza al basso, Stefano Andreasi alle tastiere, Marco Andreasi e Marzio Ker alle chitarre: questi ultimi tre musicisti verranno rimpiazzati in sede live rispettivamente da Will Medini alle keyboards e dalla coppia Max Passerini/Hox Martino alle sei corde.
L’album è davvero imponente e maestoso grazie soprattutto ad un songwriting accuratissimo e ricco di sfumature interessanti, che pur ricollegandosi ai gloriosi eighties risulta fresco ed attuale. Pezzi come l’opener Anytime o ancora Voices dall’animo, passatemi il termine, “Totiano”, sono delle vere e proprie hit del genere e si distinguono e si elevano, a mio avviso, sugli altri pezzi. Ma questo è solo un mio giudizio personale, perché, ripeto, è veramente dura scegliere quale siano i pezzi migliori. Più catchy sono invece Heat of Emotion, One Step Closer - di sicura presa visto l’accattivante ritornello - e Someday Loves Leaves You Lonely, di chiara ispirazione BonJoviana, canzoni che fanno da contraltare ad altre song più intime e sognanti come How Much Love, lenta ed eterea, e la potente Running the Night. L’album si chiude con la speed song Prisoner of Love che ci lascia a corto di emozioni visti i precedenti 53 minuti di pura poesia musicale.

La cosa che sicuramente colpisce, anche al primo ascolto, è la possente partitura ritmica di Morbini e Corazza oltre al guitarworking che emerge prepotente in ogni song dell’album, frutto del grande lavoro di Marco Andreasi e Marzio Ker che consegnano, tra l’altro, assoli di assoluta precisione oltre che di grande suggestione e bellezza (avete mai la sensazione che in quel preciso momento ci voglia proprio quella nota?), Guido Priori infine suggella con la sua voce sottile e di grande estensione tutti i pezzi, completando impeccabilmente un album già di per sé eccellente grazie anche di una produzione perfetta e dal gusto molto eighties.
Altra chicca, come se non bastasse ancora, sono gli ospiti invitati per impreziosire ulteriormente il lavoro: si va dall’ex-Europe Kee Marcello a Tommy Denander già con Toto e Paul Stanley, passando per Alex Del Vecchio (Glenn Hughes) e Steve Angarthal dei Fire Trails.

Potrei stare qui a parlare per ore della bellezza di ogni singolo brano ma credo che il modo migliore per confermare quello che sto dicendo sia un attento e ripetuto ascolto, per cogliere ogni minima sfumatura e ogni singola nota di questo gioiello, che fa rifiatare un genere che da molti è stato sottovalutato e tacciato di essere ripetitivo e stancante, ma che in realtà quando viene suonato in questo modo è capace ancora di distillare emozioni, brividi e sogni.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
49.31 su 32 voti [ VOTA]
Steve
Lunedì 4 Luglio 2011, 11.08.12
6
Un ottimo lavoro che merita attenzione da ogni fan dell'AOR tricolore! E un vero peccato invece per la nuova uscita targata 2011... una delusione totale!
marco
Lunedì 21 Aprile 2008, 10.11.12
5
precisazione: line-up che ha suonato sul disco: Paolo Morbini drums Clod Corazza bass Guido Priori vocals Stefano Andreasi keyboards Marzio Ker guitars Marco Andreasi guitars line up per le future live dates: Paolo Morbini drums Clod Corazza bass Guido Priori vocals Will Medini keyboards Max Passerini guitars Hox Martino gutars grazie Marco Andreasi
Raven
Sabato 19 Aprile 2008, 17.29.27
4
non ho sentito l'album ,ma conosco Steve Angarthal ed Alex Del Vecchio, e sono una garanzia. La rece invoglia
baruni frangè
Sabato 19 Aprile 2008, 15.16.00
3
si è vero la copertina fa un po cag... però il cd è davvero bello....
valentina
Sabato 19 Aprile 2008, 11.55.07
2
Complimenti per la recensione. Più bella della mia di sicuro. Anche io trovo la copertina un pò dozzinale, ma il cd è bello davvero.
maggot
Venerdì 18 Aprile 2008, 16.37.02
1
nn ho ascoltato il cd.. xò alla copertina gli darei un bel 30/100.. ^^
INFORMAZIONI
2008
Valery Records
AOR
Tracklist
1. Anytime
2. The Wind Of Late September
3. (Someday) Love Leaves You Lonely
4. Heat Of Emotion
5. How Much Love
6. Age Of My Dreams
7. Voices
8. One Step Closer
9. Running In The Night
10. Prisoner Of Love
Line Up
Paolo Morbini: Drums
Guido Priori: Vocals
Clod Corazza: Bass
Stefano Andreasi: Keyboards
Marzio Ker: Guitar
Marco Andreasi: Guitar
 
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