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Heidevolk - Walhalla Wacht
( 3220 letture )
Con l'ausilio della Napalm Records giunge fino a noi il primo full-lenght degli Heidevolk, band che già nel precedente biennio era riuscita a far parlare di se. Difatti prima con gli autoprodotti De Strijdlust is Geboren e Wodan Heerst, e subito dopo con alcuni tour al fianco di front del calibro di Gernotshagen e Kampfar, i nostri hanno catturato le attenzioni dell'esigente popolo pagano.

Per cui, come avrete sicuramente intuito, la formula proposta dagli olandesi va ricercata nel più classico dei viking/folk, a ricalcare, a seconda della occasioni, le fortune di compagini blasonate quali Amon Amarth e soprattutto Finntrol. Walhalla Wacht si presenta quindi come un prodotto musicalmente poco originale, del resto appartenente ad un filone che non vive propriamente di illuminazioni, ma emozionante e formalmente inappuntabile. In primo piano troviamo sicuramente il cantato, per quanto espresso in una non sempre digeribile lingua madre, eseguito alla perfezione dai due dotati singer, Mark Splintervuyscht al quale sono affidate le liriche narranti e pulite, e Joris Boghtdrincker impegnato negli stacchi più duri ed in alcuni frangenti estremi. Ne conseguono versi dal carattere duale, ma simultaneamente armonici, carichi di patos e feeling soprattutto nelle appassionanti parti corali. Il background musicale chiaramente è funzionale alla proposta, articolato da un guitar work abbastanza lineare, che accelera i toni solo quando la ritmica si fa più incalzante; infatti quest'ultima è fondamentalmente centrata su tempi cadenzati, compiacente nel ricreare le atmosfere ricercate. A corredo non potevano mancare i classici elementi folkloristici, supportati dall'utilizzo di archi e corni, i quali impreziosiscono il sound enfatizzando il fervore epico. Tutti pregevoli i dieci brani che compongono l'opera: da individuare nell'opener Saksenland e nella più spedita title-track gli episodi migliori di tutto il lotto.

Pur non in presenza di un platter fondamentale, con Walhalla Wacht gli Heidevolk convincono, riuscendo a confermare le aspettative, e soprattutto collocandosi sin da subito tra le realtà emergenti più interessanti del settore. In sintesi, un debutto appetibile per tutti gli amanti del genere.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
61.92 su 39 voti [ VOTA]
Steelminded
Giovedì 21 Agosto 2014, 21.41.57
4
E vero che le linee di chitarra e le composizioni sono di una semplicità notevole, ma rispetto al primo loro disco si può parlare di tecnical folk P.S. il recensore parla sempre di debutto con riferimento a questo album, ma è il secondo.
heidevolk fan
Martedì 22 Maggio 2012, 10.43.20
3
no nn direi...meglio nettamente questo di de strijdlust is geboren...qui senti che il suono comincia lentamente a maturare....poi in uit oude grond e adesso in batavi è bello compatto \m/ parola di chi si è li cuccati dal vivo 2 volte!!!!!!!!!!!!!!!!XD
fabriziomagno
Sabato 13 Agosto 2011, 0.23.39
2
inferiore al debutto, ma comunque un gran bell'album di pagan metal!
Nikolas
Domenica 20 Aprile 2008, 20.34.01
1
mi ha colpito tantissimo la copertina
INFORMAZIONI
2008
Napalm Records
Folk Metal
Tracklist
01. Saksenland
02. Koning Radboud
03. Wodan Heerst
04. Hulde Aan De Kastelein
05. Walhalla Wacht
06. Opstand Der Bataven
07. Het Wilde Heer
08. Naar De Hal Der Gevallenen
09. Zwaard Geheven
10. Dagenraad
Line Up
Joris Boghtdrincker (Voce)
Mark Splintervuyscht (Voce)
Sebas Bloeddorst (Chitarra)
Reamon Bomenbreker (Chitarra)
Stefanie Speervrouw (Violino)
Rowan Roodbaert (Basso)
Joost Vellenknotscher (Batteria)
 
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