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Circle II Circle - Delusions of Grandeur
( 2121 letture )
Quarta fatica per i Circle II Circle di Zachary Stevens. Scopriamo subito le carte in tavola, Delusions of Grandeur è un buon album, che non arriva però, ai livelli di Burden of Truth, per chi scrive, la migliore espressione dei Circle II Circle.

Per prima cosa, c’è stata una netta sterzata verso lidi power-oriented a stelle e strisce. Una decisa accelerazione per un sound più graffiante e meno raffinato, quindi, per forza di cose, Delusions of Grandeur risulta più diretto di quanto si possa pensare. La prima conferma si registra con l’opener, Fatal Warning. Una song diretta con un impatto devastante, penso soprattutto alla prova live. Una volta passati però, i facili entusiasmi dei primi ascolti, si mostra nella sua vera natura, a lungo andare appare un po’ ripetitiva. Segue Dead of Dawn che si posiziona sulla stessa lunghezza d’onda della precedente, ancora una volta refrain melodico sorretto da chitarre graffianti e un tappeto di doppia cassa, steso da Robert Drennan. Ottimo il lavoro delle due asce per tutto l’album, Andrew Lee ed Evan Cristopher, che confezionano un assolo molto bello nella successiva Forever, ancora una volta aggressiva e diretta, però costruita su ritmi leggermente più cadenzati.

Con Echoes, Mr.Stevens consegna la prima perla a questo 2008 metallico. Tipica canzone in stile Savatage. Un malinconico pianoforte apre le danze. La calda voce di Zac subito entra sul palcoscenico e attira i riflettori su di sé. Dalla seconda metà del pezzo, un ottimo lavoro di chitarra che si sviluppa attraverso una cavalcata che culmina in un ritornello pieno di pathos. Waiting ci scuote ancora una volta col suo ritmo sostenutissimo. Sono ancora una volta l’immediatezza e la velocità gli ingredienti fondamentali. Gran bel botta e risposta tra le due chitarre. Soul Breaker non convince in maniera decisa, soprattutto dopo ripetuti ascolti. Altro tipo di proposta quello di Seclusion, aperta da un dialogo tra la voce di Zac e la chitarra; la calma viene subito interrotta però da un mezzo tempo incalzante. So Many Reasons e Chase the Lies sono canzoni molto valide, anche se, costruite su ritmi più lenti rispetto alla prima parte del disco.

Discorso a parte merita Every Last Thing, la canzone più matura e ricercata del disco. Partenza affidata ancora ai tasti d’avorio e l’ugola di Zac. La trama si sviluppa, tutto sommato, in modo lineare fino all’intermezzo strumentale, dove, a farla da padrone sono ancora le due chitarre di Lee e Cristopher. Poi, dopo 5’e 32’’ succede un qualcosa che un fan dei Savatage desidera più di ogni altra cosa al mondo. Il marchio di fabbrica ritorna prepotentemente in gioco. Quattro voci che s’intrecciano cantando parti diverse, la polifonia che aveva fatto la fortuna dei Savatage periodo Stevens, Chance e One Child ve le ricordate? Brividi ed emozioni incontrollabili, pensando a quello che è stato e che forse non sarà mai più.

Tirando le somme, abbiamo sul piatto della bilancia tre pezzi ottimi (Echoes, Seclusion e Every Last Thing), e una quantità di buone canzoni, che non lasceranno un segno indelebile nella vostra mente. La parte migliore di questo disco viene fuori dal giro di boa in poi, quando il nostro Zachary decide di rallentare, riuscendo a dare il meglio di sé.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
30.23 su 21 voti [ VOTA]
Il Mentalista
Domenica 18 Maggio 2008, 11.52.18
1
D'accordo con analisi e voto del buon Roberto. Un buon disco che comunque si pone al di sotto degli altri a marchio Stevens.
INFORMAZIONI
2008
AFM Records
Heavy
Tracklist
1. Fatal Warning
2. Dead of Dawn
3. Forever
4. Echoes
5. Waiting
6. Soul Breaker
7. Seclusion
8. So Many Reasons
9. Chase the Lies
10. Every Last Thing
Line Up
Zak Stevens - Vocals
Andrew Lee - Guitars
Evan Christopher - Guitars
Paul Michael Stewart - Bass
Robert T. Drennan – Drums

www.circle2circle.net
 
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