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Abysmal Dawn - Programmed To Consume
( 2752 letture )
Tornano, a distanza di tre anni dal precedente “From Ashes”, gli agguerriti californiani Abysmal Dawn con un album che magari non sarà destinato ad entrare negli annali delle uscite di spicco in ambito death, ma che probabilmente regalerà a molti appassionati del settore la certezza di aver tra le mani un album solido come la roccia, aggressivo e rivolto al presente seppur affondi le proprie radici nelle classiche coordinate base di questo genere.

La band ci investe subito con “Programmed to Consumed”, song d’assalto “sporcata” da ritmiche thrash-oriented unite alla classica attitudine death metal dei Nostri. E’ facile notare già dalle prime battute che gli Abysmal Dawn sembrano attingere non solo dalla scuola estrema americana, ma cercano di incorporare nel proprio sound anche quello stile più moderno e groovy che è possibile riscontrare in acts quali Hatesphere o Darkane per esempio. La bilancia però non pende mai verso uno stile a discapito dell’altro, ma, come dicevo prima, la band cerca di fondere brutal statunitense e scuola thrash-death europea; a tratti potremmo anche parlare di death-core, cioè quello stile che ultimamente si sta insediando sempre più nella scena e che vede in band come Job For A Cowboy et similia i massimi esponenti.

Più tipicamente death metal è la seguente “Compulsory Resurrection”, che dopo una partenza devastante presenta anche discreti momenti di riflessione, con assoli e partiture melodiche che dimostrano la buona padronanza tecnico-compositiva della band.
“Twilight's Fallen” si snoda su territori molto simili agli ultimi Immolation, con chitarre dissonanti poste in apertura che confluiranno gradualmente in ritmiche spaccaossa ben supportate dal drumming sempre potente e preciso di Terry Barajas. Anche le vocals sono molto simili in questo episodio alla storica band newyorkese guidata da Ross Dolan e in definitiva siamo al cospetto di un buon episodio ma che presenta i propri limiti proprio nell’impersonalità della proposta. Questo infatti è l’elemento negativo che avvolge questo disco nella sua interezza, ovvero il non saper offrire particolari spunti capaci di essere ricordati dall’ascoltatore e il fatto che la formazione tenta di rifarsi un po’ troppo ad un nome rispetto ad un altro a seconda degli episodi.

Se da un lato posso ancora segnalare, oltre alle tre buone (ma non eccelse) song in apertura, i colpi ben assestati di songs assassine (almeno nella forma) quali “A Remission Of Life” o la plumbea “The Descent”, avvolta da un alone malsano al limite col black metal, dall’altra parte non posso che giudicare questo lavoro come una fredda dimostrazione di qualità esecutive sufficientemente valide ma che si arenano in una piattezza generale dovuta alla scarsa personalità della band, che sciorina una manciata di canzoni dal sicuro impatto, ma che hanno il difetto non indifferente di venire dimenticate più che in fretta.

Nonostante queste considerazioni personali, che mi rendo conto potrebbero essere tranquillamente opinabili vista la buona caratura della band, non riesco ancora a capire come si possa pretendere di trattare la materia musica come un oggetto usa e getta, dove il più delle volte basta avvolgere un prodotto anonimo e/o di scarso spessore in una confezione accattivante e luccicante per avere un buon riscontro tra gli acquirenti/fruitori…Questo per dire che, concludendo, gli Abysmal Dawn impressionano subito per la loro veemenza, per la buona tecnica, per una cascata di riffs schiacciasassi e un drumming forsennato oltre che per una produzione cristallina e “pompata”, ma questi elementi risultano abbastanza inutili e solo buoni a formare “l’involucro” del prodotto. Ma dentro questo involucro deve esserci del talento, e quello o si possiede o no, non si può barare ed è davvero difficile pure “impararlo” a posteriori. Loro ne possiedono il minimo sindacale che, unito alla bella patina di cui parlavo poco fa, riesce a salvare in corner un album tutto sommato ben riuscito ma inutile.



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
34.46 su 26 voti [ VOTA]
hammerdave
Domenica 5 Ottobre 2014, 20.12.47
2
personalmente non mi trovo molto d'accordo. il loro punto di forza e' in realta' il fatto di essere riusciti a rendere il genere un po piu' facilmente assimmilabile dall'ascoltatore. scrivono riff granitici semplici ma sopratutto ben concepiti.
Marco 75
Venerdì 29 Agosto 2014, 19.12.33
1
Pienamente d'accordo con la recensione. Gli Abysmal dawn danno l'impressione di essere degli studenti che si applicano e svolgono il compitino in modo eccellente e senza sbavature, eppure, ascoltando le canzoni, si avverte sempre che manca qualcosa, quel qualcosa che potremmo chiamare "personalità". L'album si ascolta con piacere, ma si dimentica in fretta, non lascia niente, non so se mi spiego. Programmed to consume è come un pezzo di roccia: freddo e uguale a tanti altri.
INFORMAZIONI
2008
Relapse Records
Death
Tracklist
01. Programmed to Consume
02. Compulsory Resurrection
03. Twilight s Fallen
04. Grotesque Modern Art
05. A Remission of Life
06. The Descent
07. Aeon Aomegas
08. Cease to Comprehend
09. Walk the Path of Fire
Line Up
Charles Elliot - Guitar, Vocals
Jamie Boulanger - Guitar
Terry Barajas - Drums
Mike Cosio - Bass
 
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