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Yngwie J. Malmsteen`s Rising Force - Rising Force
( 9915 letture )
Era il 1984 quando il ventunenne Lars Johan Yngve Lannerbäck, in arte Yngwye Johann Malmsteen, pubblicava sotto Polydor Records il suo primo disco solista, Rising Force. Era il 1984 quando in ambito metal si iniziò a parlare di neo-classico come genere di musica a sé stante, e non solo riferendosi a quel complesso di ispirazioni e influenze che aveva già da tempo preso piede tra alcuni dei più noti musicisti rock (Ritchie Blackmore in primis). Era il 1984 quando il mondo riconobbe in Yngwye J. Malmsteen il primo vero fautore di questa corrente musicale.

La prima canzone di Rising Force, interamente strumentale, si intitola Black Star: dopo un breve arpeggio acustico dal sapore barocco, la band inizia a suonare il proprio midtempo: la batteria e il basso sono cadenzati per tutta la durata del pezzo, e il tessuto armonico tracciato dalla tastiera permette alla chitarra di raccontare una storia fatta di frasi di grande impatto melodico e di momenti di virtuosismo, in cui il giovane Malmsteen fa sfoggio della velocità che scorre nelle sue dita. Ma è solo con Far Beyond The Sun che Malmsteen sfrutta in maniera evidente le proprie influenze in ambito musicale: la seconda traccia del disco inizia infatti come un vero e proprio tributo alla musica classica, dall’attacco (che, ritmicamente, quasi rimanda alla celebre introduzione della Quinta Sinfonia di Beethoven) alla “cavalcata” di cui a 00.24 (in cui mi sembra di notare delle similitudini con l’altrettanto famoso motivo della Cavalcata delle Valchirie di Wagner); naturalmente il brano non è fatto solo di citazioni: Malmsteen e Johansson dimostrano più volte il loro valore eseguendo assoli tanto difficili quanto piacevoli, che trasportano l’ascoltatore nella magnifica e inaspettata conclusione.

Con la terza canzone, Now Your Ships Burns possiamo fare la conoscenza di Jeff Scott Soto, cantante per questa primissima formazione dei Rising Force. Le liriche sono brevi e per niente originali; fortunatamente, Malmsteen ci regala momenti di godimento puro, creando subito dopo la prima strofa (precisamente: a 00.55) alcuni riff complicatissimi e iper-veloci e imbastendo una sezione strumentale ben articolata e fantasiosa. A seguire troviamo Evil Eye, grande momento chitarristico del disco: la sezione ritmica è variegata e gli assoli sono un piacere per le orecchie di chi ascolta. L’arrangiamento del pezzo è ottimo: la disinvoltura con cui si passa da sezioni acustiche e classiche a parti prettamente metal, unita ai diversi ed efficaci cambi di atmosfera, dimostra le capacità e la fantasia di questi compositori.

A questo punto, dopo circa venti minuti di ascolto, possiamo tirare le prime somme: la musica classica in questo disco non è una semplice “ispirazione”, un qualcosa che si infila tra una strofa e un’altra magari per omaggiare una grande composizione, o per variare sul tema o ancora per rendere più “ricercata” la propria proposta musicale; l’impressione è che la musica classica sia, in buona parte di questo album e salvo qualche dovuta eccezione, al centro del motore compositivo: non un fine, quindi, ma un mezzo; non un metodo espressivo ma un metodo creativo. Questa impressione diventa ancora più forte ascoltando la quinta traccia del cd, Icarus' Dream Suite Op. 4: l’attacco, che fa pensare ad un normale pezzo metal, presto si apre ad un breve ma ben curato riarrangiamento dell’Adagio di Albinoni, cui viene legato un arpeggio armonicamente molto semplice che funge da ponte per una sezione strumentale quasi fiabesca. Quest’ultimo tema viene poi ripreso e approfondito nella seconda parte del pezzo (verso 03.38): da questo momento non mancheranno gli assoli che tanto hanno reso famoso il nostro Malmsteen; subito dopo un altro meraviglioso passaggio acustico, che si riallaccia idealmente alle tematiche barocche di cui all’inizio del disco, e che viene celermente reinterpretato in versione “metal”. La canzone si conclude in fade out: ed è un grande modo di terminare quello che, probabilmente, è il pezzo più bello dell’album intero.

As Above, So Below, sesta traccia di questo Rising Force, è anche la seconda canzone non-strumentale. Come per la prima, le liriche non migliorano la qualità complessiva dell’opera (anzi: se ne poteva tranquillamente fare a meno) ma tanto questo è un disco tendenzialmente strumentale e, evidentemente, chi ha composto le musiche non si è posto il problema di rendere accattivanti anche le linee vocali, accontentandosi di melodie poco ricercate, monotone e ripetitive. A parte la voce, comunque, il brano suona bene: i suoi punti di forza sono nell’introduzione e nella conclusione, mentre l’assolo è un po’ sottotono rispetto agli apici già raggiunti nel corso del disco. La penultima traccia dell’album, Little Savage, straripa di virtuosismo, dalle complesse ritmiche ai velocissimi fraseggi eseguiti dalla chitarra solista; verso 01.30 assistiamo ad un completo cambio di atmosfera, che in massima contrapposizione a quanto suonato nel primo minuto del brano è rilassata e dà grande spazio alla melodia e ai funambolismi del guitar-hero svedese. La canzone prosegue e, tramite un gradevole ponte probabilmente frutto dell’ingegno di Johansson, si ritorna al caro “vecchio” metal-oriented shred; a chiudere la canzone un up-tempo in cui Malmsteen fa, per l’ennesima volta, un uso criminoso della velocità che scorre nelle sue dita (sì, proprio quella di cui vi dicevo all’inizio della recensione). Farewell, ultima canzone del disco, è essenzialmente la versione allungata (ed alzata di un tono) dell’arpeggio acustico posto all’introduzione di Black Star: per allungata non intendo dire che c’è molta musica in più, ma che alla fine dell’arpeggio si sentono circa 25 secondi di armonici naturali.

In conclusione: data l’importanza storica di questo disco, e data l’influenza che Malmsteen ha avuto su tutta una serie di grandi e piccoli nomi della chitarra, non posso dare a questa release meno di 90/100.
Tutti i vari difetti che ho trovato (il poco e brutto spazio concesso alla voce, la produzione non esattamente strepitosa, e comunque il fatto che il disco in se e per se non è certo un capolavoro) non possono cancellare l’evidenza: senza questo album, probabilmente ad oggi non avremmo avuto tanti grandi artisti, che proprio da Malmsteen sono stati fortemente influenzati e motivati (tanto per citarne uno leggendario: Jason Becker). Sul chitarrista svedese si possono fare tante critiche (questo non credo sia il luogo adatto per farle), ma è necessario riconoscere i meriti e premiare, ancora una volta, la bravura di chi ha saputo dire la sua aggiungendo Magia alla già incantata favola della Musica.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
78.48 su 83 voti [ VOTA]
David D.
Domenica 20 Ottobre 2019, 23.01.08
43
Disco da far ascoltare a tutti quelli che "Eh, ma Malmsteen sa solo suonare veloce senza emozioni!". Se Icarus e Little Savage sono senza emozioni, non so che pensare. Disco che rientra di prepotenza in una mia ipotetica top 100, grazie Yngwie per quello che sei stato in quegli anni e per i capolavori che hai pubblicato, almeno fino ad Alchemy.
7
Martedì 5 Febbraio 2019, 18.58.27
42
inascoltabile
Andrea Salvador
Martedì 16 Ottobre 2018, 18.20.40
41
Tre cose non mi piacciono di questo album: 1) La batteria del mitico Barriemore Barlow. Straordinario con i Jethro Tull. Qui mi sembra un batterista ordinario. 2) "Now Your Ships Are Burned" e "As Above, So Below". Perché sprecare un cantate come Jeff Scott Soto in due canzoni con testi così banali? Inoltre rovinano un album che, se fosse stato solo strumentale sarebbe stato uno dei 10 ascolti di musica classica da consigliare a tutti. 3) La produzione. Capisco se Malmsteen si fosse ritrovato a registrare questo album per una casa discografica qualsiasi... Avrei fatto festa per una qualità simile. Invece è la Polydor... Che un po' tra musica classica e progressive (tralasciamo il Metal) avrebbe dovuto intendersene. E visto che qui la musica classica abbonda... Rovinare così un capolavoro è da criminali!!! "Rising Force" rimane, per me un album seminale... L'inizio (vero) di tutto. Malmsteen, Soto, Barlow e Johansson... Sarebbero bastati questi nomi per farmelo amare.
Mr.Darcy
Venerdì 5 Gennaio 2018, 17.38.28
40
Album splendido che inizia un filone musicale a se stante. In tanti lo imiteranno ma nessuno riuscirà come lui, essenziale da ascoltare per un chitarrista e per chiunque apprezzi la buona musica.
ste
Giovedì 20 Ottobre 2016, 23.17.26
39
Ho ascoltato per la prima volta Malmsteen nel 1990, all'indomani dell'uscita di "Eclipse". Da allora e' il mio artista preferito, ho sempre adorato la musica classica abbinata al metal, quando proposta in modo originale e geniale ed in questo Yngwie ne era maestro. Questo album e' l'apice del guitar hero svedese, un'opera seminale, innovativa, stratosferica che ha emozionato ed entusiasmato una miriade di ascoltatori e generato una moltitudine di cloni, piu' o meno riusciti. Insomma, uno di quei pochissimi dischi che hanno inventato un genere, paragonabile, per importanza, ad esempio, ad un Images & Words dei Dream Theater che porto' alla nascita del progressive metal e ad un'infinita' di band-cloni. Considero la carriera di Malmsteen perfetta fino a The Seventh Sign incluso: dopo questo debutto immenso seguirono i magnifici Marching Out, Trilogy, Odyssey, Eclipse, Fire & Ice ed il Settimo Sigillo, appunto. Con Magnum Opus il primo passo falso, l'ho sempre considerato come se Yngwie avesse proposto gli scarti dell'album precedente. Di quello che verra' dopo salvo solo il Concerto e Facing the Animal, il resto e' spazzatura,. Una pochezza di idee sconcertanti, soli triti e ritriti, riff riproposti in continuazione e produzioni amatoriali, indecenti che dovrebbero far vergognare Malmsteen che invece, imperterrito, continua per la sua strada incurante di ogni critica e di ogni ragionevolezza. Da molti anni continuo ormai a comprare ogni uscita del buon Yngwie, ben sapendo che non faccio altro che farmi del male e ben conscio del fatto che non appena inseriro' il cd nel mio lettore provero' la solita stretta al cuore, quel misto di delusione/tristezza/rabbia per quello che e' stato e non sara' mai piu'. Ma possiedo tutta la discografia di Malmsteen e sono cresciuto con la sua musica, l'ho adorato, era il mio idolo e quindi continuero' a farmi del male. Oggi Yngwie non e' piu' nessuno ma come lui nessuno mai. Almeno fino ad oggi.
Rob Fleming
Martedì 23 Febbraio 2016, 17.40.45
38
Se si riesce a concepire un album in cui Paganini, Beethove, Bach, Hendrix e Blackmore possono tranquillamente convivere con eccellenti risultati, questo è il disco. Per me, con The seventh sign, il vertice assoluto della sua carriera.
mario
Domenica 7 Febbraio 2016, 8.38.38
37
Disco pazzesco, chitarristi come Hendrix, Van Halen, Blackmore, Dave Mustaine, e lui il litigioso e brontolone, ma grande, grande Malmsteen, meritano la lode perpetua, ciascuno nel suo ambito ha rivoluzionato il modo di concepire i suoni e il modo di spprocciarsi alls chitarra.Spero si metts in tests di farci sentire anche atri bellissimi lavori.Bellissima la recensione ma per me la parola chisve per wuesto album e', una sola:CAPOLAVORO.
Masterburner
Domenica 7 Febbraio 2016, 0.47.36
36
La cosa più incredibile di questo disco è che è stato prodotto da Les Claypool! Non sono un fan di Malmsteen ma riconosco la sua grandezza, anche se è SEMPRE TROPPO, ma almeno lo fa sempre con un grandissimo suono, fender + marshall alla hendrix (citato tra le influenze in copertina, al contrario di Blackmore).
metallo
Mercoledì 19 Agosto 2015, 19.45.18
35
Concordo con Christian, credo che Malmsteen non abbia bisogno di presentazioni, tocco subline, arpeggi stupendi, scale azzecatisdime, e velocita', tecnica e precisione che sono veramente di un altro pianeta, bello anche il riarrangiamento di Adagio di Albinoni?(o Giazotto!?) della traccia 5, fantastiche a mio Black Star, Evil Eye e Little Savage, poi per il resto concordo con la recensione, ma comunque capolavoro d'altri tempi.
Christian Death Rivinusa
Mercoledì 19 Agosto 2015, 18.52.07
34
solo blackstar vale 100… ..album strafantastico… .ormai un capolavoro del suo genere… il front man e' disumano negli assoli… uno dei migliori chitarristi solisti del mondo, e lo ha dimostrato durante il corso della carriera
Philosopher3815
Martedì 29 Luglio 2014, 23.12.48
33
Non sara' un virtuoso che varia molto nel suo genere,ma un posto nella storia lo merita di sicuro..tocco pulitissimo,velocita' e precisione sovraumane,un sound perfetto.
dario
Sabato 20 Luglio 2013, 4.08.12
32
Sono d'accordo col recensore: la musica classica in questo lp, è il motore che trascina tutto l'album. Mai noioso a mio avviso, e con picchi compositivi di elevatissimo livello. Ogni tanto mi chiedo: chissà cosa avrebbero pensato i grandi compositori classici (Bach, Beethoven, Paganini ecc. ) di questo capolavoro. Ma credo che alla fine, avrebbero apprezzato.
Delirious Nomad
Giovedì 27 Giugno 2013, 15.56.34
31
Grandissimo disco, capostipite dello shred, neoclassico e non. Sono personalmente felicissimo che la voce abbia poco spazio, preferisco le composizioni strumentali in questo ambito.
fabio II
Venerdì 21 Settembre 2012, 12.08.29
30
spostò i paramentri del metal, lussuria tecnicistica ai massimi livelli ....si parte con Black Star: c'è quasi da confondersi coi Purple
Sambalzalzal
Sabato 14 Luglio 2012, 8.35.36
29
Anche non essendo un grandissimo fan di malmsteen secondo me questo album insieme a marchin out sono due capolavori!
d.r.i.
Domenica 11 Marzo 2012, 22.10.47
28
gran disco, da ascoltare senza annoiarsi per mooooolte volte...magari Yngwie riuscisse a fare un disco simile a questo
Marcxx
Domenica 11 Marzo 2012, 22.07.06
27
100
WTFisThis
Giovedì 23 Febbraio 2012, 5.59.11
26
il 100 ci poteva stare ... capolavoro assoluto
The Nightcomer
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 12.40.29
25
Gran bella recensione, esaustiva e dettagliata, che condivido punto per punto. Posseggo pochissimi albums di chitarristi solisti (il troppo spazio dato ai solos, per quanto ben fatti, a volte mi coinvolgeva meno, soprattutto quando mi appariva un pò fine a se stesso), ma questo Rising Force è presente nella mia collezione ed ancora oggi lo ascolto con piacere. Il suo valore storico è indubitabile, così come sono assolute le capacità di questo grande chitarrista, che molto ha influenzato i musicisti negli anni a seguire.
luci di ferro
Venerdì 2 Settembre 2011, 22.37.24
24
Pietra miliare del Shred Neo Classic 90/100. Album bellissimo dall'inizio fino alla fine (non ci sono filler). Icarus' Dream Suite Op. per non parlare anche di Black Star, Now Your Ships Are Burned, Evil Eye. Album CAPOLAVORO
Anthony
Martedì 9 Agosto 2011, 19.13.59
23
Importante e significativo questo debutto di Malmsteen; la sua tecnica sopraffina unita alla passione per la musica classica rendono questo disco speciale oltre che un ascolto imprescindibile per tutti gli amanti dei virtuosismi. Credo, inoltre, che i meriti indiscutibili del chitarrista svedese vadano circoscritti essenzialmente ai primi anni della sua carriera, quelli nei quali è riuscito a tirare fuori le migliori cose; per il resto l’impressione è che abbia vissuto di rendita sfruttando bene l’aria di mito che si è creata attorno a lui. A tal proposito l’idea che possa essere considerato il miglior chitarrista sulla faccia della terra è abbastanza risibile; è sciocco pensare di poter stilare delle classifiche che abbiano per oggetto la materia musicale ed è anche inutile confrontare tra loro artisti che in maniere e forme diverse contribuiscono a rendere la musica più bella. C’è della buona musica e della cattiva musica, tutto il resto non conta. E in ogni caso la comunità musicale è piena di musicisti validi che non hanno nulla da invidiare all’artista svedese.
Custode del manicomio
Lunedì 8 Agosto 2011, 20.00.28
22
signore , ne ho trovato un altro, cosa ne faccio ???
Il Portatore di Luce "Lucifer"
Lunedì 8 Agosto 2011, 19.51.07
21
Fermati ignaro compratore.Prova a trovare "Best Ballad" costa anche meno ed è la migliore raccolta di Yngwie J. Malmsteen, in assoluto.
Argo
Lunedì 8 Agosto 2011, 19.22.42
20
Nemmeno io amo i best of, però in questo ultimo periodo sono alla scoperta di roba che non ho mai ascoltato in 22 anni di metal, e prima di andare a comprarmi intere discografie, parto con i best of (come ho fatto di recente coi Cinderella e Van Halen), poi in seguito li vendo e compro i cd uno per uno!
Khaine
Lunedì 8 Agosto 2011, 18.48.35
19
Bravo e complimenti per l'acquisto! (detto da uno che non ama particolarmente i best of)
Argo
Lunedì 8 Agosto 2011, 18.44.24
18
Grazie, procederò quindi con l'acquisto, dovrei cavarmela con 4-5€ usato su ebay.
Khaine
Lunedì 8 Agosto 2011, 18.30.06
17
@ Argo: c'è parecchia bella roba (tra l'altro lo dovresti trovare in offerta in una notissima catena di librerie italiana), ma assicurati poi di comprare anche Rising Force e Trilogy
Lizard
Lunedì 8 Agosto 2011, 18.27.41
16
Se ti piacciono i live album, ti consiglierei l'acquisto del Trial by fire - Live in Leningrad che e' clamoroso!
Argo
Lunedì 8 Agosto 2011, 18.24.53
15
Siccome non trovo una recensione, vi chiedo qui se The Malmsteen Collection del 1991 è un cd valido e almeno abbastanza completo per farmi un'idea di questo chitarrista. Fatemi sapere perchè vorrei veramente acquistarlo, grazie.
metal71
Giovedì 2 Dicembre 2010, 17.38.18
14
se ne possono dire tante di malmsteen,monotono ripetitivo etc,però ha fatto la storia del neoclassico,tanto di cappello..........
metal4ever
Martedì 28 Settembre 2010, 16.35.19
13
Questo si che è Neoclassic!!!Le prime tre tracce valgono l'acquisto e anche le canzoni cantate sono magnifiche, D'accordissimo con la rece
jek
Sabato 26 Giugno 2010, 20.49.21
12
Ci sarebbe spazio per una discussione molto ampia sulle caratteristiche tecniche di Malmsteen. Come velocita, tecnica pulizia è superiore a tutti i chitarristi da me ascoltati, se hai dei nome falli
jek
Sabato 26 Giugno 2010, 20.49.21
11
Ci sarebbe spazio per una discussione molto ampia sulle caratteristiche tecniche di Malmsteen. Come velocita, tecnica pulizia è superiore a tutti i chitarristi da me ascoltati, se hai dei nome falli
Filippo Festuccia
Venerdì 25 Giugno 2010, 18.55.07
10
@jek: la superiorità di Yngwie non è così manifesta, temo. sono un suo fan, mi piacciono molti suoi dischi, ma anche solo nel metal, volendo fare le "Olimpiadi della Chitarra", ce ne sono di chitarristi che lo superano di parecchio.
jek
Venerdì 25 Giugno 2010, 18.51.58
9
Mi fecero notare Yngwie quando suonava negli alcatrazz, un chitarrista iper tecnico e assolutamente il più veloce e pulito del mondo. Questo disco d'esordio mi confermò la superiorità di Yngwie nel panorama non solo metal ma totale. Fu amore a prima vista anche se per un chitarrista dilettante ascoltarlo è disarmante. Per chi ama la chitarra voto 100!!!!!!!!!!!
luca
Lunedì 21 Dicembre 2009, 22.57.11
8
1 dei pochi cantanti con voce tendente al power metal ke mi piace! e malmsteeen grandioso come nn mai nel suo debutto da solista!
Broken Dream
Lunedì 12 Ottobre 2009, 1.27.53
7
L'apoteosi del metal neoclassico con il miglior Yngwie di sempre: non può mancare in nessuna collezione che si rispetti
Stargazer
Venerdì 28 Agosto 2009, 13.36.07
6
Che disco...che disco!! E pensare che il signor Malmsteen aveva solo 21 anni... Un genio! Adoro il tocco neoclassico di quest'album, uno dei miei preferiti.
vale master metal
Sabato 18 Aprile 2009, 19.58.14
5
un vero capolavoro della musica e non solo del metal... indubbiamente uno dei dischi metal migliori in assoluto... lunga vita a Malmsteen!... però ora è tempo di andare in pensione...eheh
taipan
Mercoledì 24 Settembre 2008, 23.09.37
4
yeahhhh!!!! Poco spazio alla voce sono d' accordo,ma come cantante Jeff non è secondo a nessuno e la sua interpretazione mi sembra più che buona, melodie comprese.Ovviamente,questione di gusti.
darkfloyd
Martedì 23 Settembre 2008, 17.28.06
3
Incredibilmente bello!
Khaine
Domenica 29 Giugno 2008, 18.20.17
2
boia! Beh lo cerco subito quel disco li!
Raven
Venerdì 27 Giugno 2008, 16.55.02
1
Perchè non vedo la rece nella home? Cmq ottima rece e disco da avere nel data base, ti dò una dritta Khaine, cerca nel data base la rece degli Steeler
INFORMAZIONI
1984
Polydor Records
Shred/Neo-Classic
Tracklist
1. Black Star (04:51)
2. Far Beyond the Sun (05:49)
3. Now Your Ships Are Burned (04:09)
4. Evil Eye (05:12)
5. Icarus' Dream Suite Op. 4 (08:30)
6. As Above, So Below (04:36)
7. Little Savage (05:21)
8. Farewell (00:48)
Line Up
Yngwye J. Malmsteen: Chitarra ritmica, chitarra solista, basso
Jeff Scott Soto: Voce
Jens Johansson: Tastiera, clavicembalo
Barriemoore Barlow: Batteria
 
RECENSIONI
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