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Lizzy Borden - The Murderess Metal Road Show
( 3481 letture )
Un posto speciale nel settore calibri pesanti made in USA degli anni 80 va sicuramente riservato ad un gruppo che molto ha dato alla causa, non ricevendone forse quanto avrebbe meritato, pur raggiungendo una notorietà complessiva non trascurabile, i Losangelini Lizzy Borden.

Nati nell’83 con un’attitudine notevole verso una teatralità grandguignolesca sia nei testi che negli allestimenti dei live show ispirata ad Alice Cooper che valse loro non pochi problemi con le autorità e le sempre attive associazioni di benpensanti Statunitensi, i Lizzy Borden prendevano il loro nome dallo pseudonimo assunto dal singer, che lo avevo mutuato dal nome di una simpatica donnetta sempre vestita di nero, con i capelli corti e dagli occhi spiritati, che nel diciannovesimo secolo venne accusata di una lunga serie di omicidi per poi essere però assolta – e questo è un chiaro omaggio ad Alice, dato che lo pseudonimo di Vince Fournier ha la stessa genesi – e ruotavano attorno alla carismatica figura del singer stesso.

Passati con una rapidità notevole – e forse eccessiva – dal demo dell’83 a questo doppio live dell’86, passando per un brano in una compilation, un Ep e 2 LP nello spazio di soli tre anni, il gruppo sotto l’egida della Metal Blade – in Europa l’edizione è a cura della Roadrunner - si distinse fin lì essenzialmente per due cose: la capacità di sfornare una serie micidiale di Anthems Glammetallici e quella di non azzeccare una registrazione decente che fosse una, ed anche TMMRS non sfugge a questa regola, musica da headbanging continuo funestata da una piattezza sonora notevole anche per quei tempi, mettetelo in conto se vi capitano sottomano.

Il doppio metteva subito le carte in tavola fin dalla cover, HM americano, con il logo ricavato dai colori della bandiera, un riquadro centrale con la band on stage, e sotto una linea di sangue il titolo; aprendo la cover le foto dei LB con i tipici capelli gonfi dell’epoca contornate sempre di sangue, ed in quarta di copertina ancora sangue a profusione on stage e sul viso di Lizzy, inoltre del sangue c’era davvero, perché il batterista Joey Scott si ferì e suonò in occasione della registrazione con un braccio che perdeva liquido rosso, (giusto per non ripetere ancora sangue).

Musicalmente si tratta di una corsa a perdifiato nel miglior metallo americano con venature glam che si potesse trova all’epoca, cori irresistibili di grande livello che trovano il loro apice nelle irresistibili “Flesheater”, “Psycopath”, (dedicata a Jack lo squartatore), la semi-ballad “Love you to Pieces”, “Live and let Die”, (cover metallizzata del pezzo dei Wings), e le punte di diamante “Red Rum” e “American Metal”, inni heavy che in sede live trovavano ulteriore forza trascinante anche grazie all’interpretazione intensissima di Lizzy, da sentire a ciclo continuo; il disco contiene anche soli di chitarra e batteria, il primo a cura dell’axe-man Alex Nelson, shredder appena entrato in formazione ed in seguito deceduto in un incidente stradale, il secondo di qualità però non eccelsa , a chiudere il lavoro due brani in studio.

Noto più che altro a causa dell’ormai introvabile VHS che ne fu tratta in cui si vede e si apprezza la grande teatralità dello show dei LB, (almeno per chi è forte di stomaco), condito anche da un certo humor, (il finto pestaggio al Santa Claus prima di “Psycopath”) ed una certa carica sessuale, (quando Lizzy si attarda morbosamente sul corpo di una piacente modella seminuda e inerme), TMMRS è stato riproposto nel 2002 in versione DVD, dove il tutto si apprezza come si conviene.

Attraverso innumerevoli cambi di line-up la storia del LB prosegue ancora fino ai nostri giorni, l’ultimo album è del 2007 ed ha visto collaborare, tra gli altri, Dave Meniketti e Corey Beaulieu; ne è passati di acqua sotto i ponti, ma quando mi torna in mente “Red Rum” l’urlo parte ancora in automatico.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
43.3 su 30 voti [ VOTA]
Deicidio
Lunedì 20 Aprile 2020, 12.33.28
10
Signori e signore, abbiamo urgente bisogno della recensione del capolavoro supremo 'Visual Lies'. Grazie
blackiesan74
Giovedì 19 Aprile 2018, 15.58.02
9
Grandissimi Lizzy Borden, gruppo molto sottovalutato. Il live in questione però non mi ha mai fatto impazzire (a causa della registrazione davvero penosa), preferivo i lavori in studio.
Raven
Lunedì 29 Gennaio 2018, 7.39.35
8
Proprio per dare una panoramica sul gruppo in attesa di recensire il resto
jaw
Domenica 28 Gennaio 2018, 23.13.20
7
Grande band che ha dato il meglio sino a vusual lies, poi master of disguise e' ottimo ma sembrano i 'ryche. Non per critica, ma cosi per curiosita', come mai la rece di un live come prima scelta su una band, quando si sa bene che una volta erano celebrarivi oggi non hanno piu' senso?
Shadowplay72
Sabato 2 Dicembre 2017, 3.25.11
6
Autori di capolavori come love You to pieces,visual Lines è master of disguiise.lizzy(il cantante)poi uno dei migliori singer metal di tutti i tempi!
bat 63
Martedì 19 Agosto 2014, 21.46.09
5
Ho appena finito di ascoltare "Visual lies":assolutamente strepitoso.L'interpretazione vocale,per tutti i pezzi,.è semplicemente stupenda
bat 63
Martedì 19 Agosto 2014, 21.46.09
4
Ho appena finito di ascoltare "Visual lies":assolutamente strepitoso.L'interpretazione vocale,per tutti i pezzi,.è semplicemente stupenda
pankraz_
Lunedì 18 Agosto 2008, 18.32.04
3
un interessante Live di "genere" ma non mi sembra un capolavoro, anche se comunque merita rispetto
Conte Mascetti
Giovedì 24 Luglio 2008, 17.05.28
2
Ma terapia tapioco o scherziamo?
Simone
Domenica 20 Luglio 2008, 19.12.27
1
Bellissima band, dall'85 al 2007 neanche un passo falso, a mio parere, e questo live è stupendo.
INFORMAZIONI
1986
Metal Blade/Roadrunner
Heavy
Tracklist
Council for the Caldron
Flesh Eater
Warfare
No Time to Lose
Rod of Iron
Save Me
Godiva
Psychopath
Love You to Pieces
Live and Let Die
Kiss of Death
Red Rum
American Metal
Give 'Em the Axe
Finale
Dead Serious [Studio]
(Wake Up) Time to Die [Studio]
Line Up
Lizzy Borden - Voce
Alex Nelson - Chitarra
Gene Allen - Chitarra
Mike Davis - Basso
Joey Scott Harges - Batteria
 
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