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Cacophony - Speed Metal Symphony
( 4786 letture )
Nel 1987 l’affiatata coppia Marty Friedman/Jason Becker dà uno scossone al movimento shred mondiale pubblicando il primo disco solista col monicker Cacophony: il titolo è Speed Metal Symphony e la musica proposta costituirà per molti appassionati il vero punto di riferimento per lo shred in ambito metal.

L’album inizia con Savage, mid-tempo a tratti orientaleggiante in cui si possono scorgere le caratteristiche salienti di tutti i brani di quest’opera: assoli melodici, veloci e armonizzati per terze; riff thrasheggianti; sezioni di batteria semplici ma efficaci; linee vocali banali e prestazione del cantante Peter Marrino stilisticamente monotona. La seconda traccia, Where My Fortune Lies, bombarda l’orecchio di chi ascolta con rapidissimi fraseggi prima consonanti, poi dissonanti, poi ancora consonanti: il lavoro svolto dal batterista Atma Anur è strepitoso, anche nell’evoluzione della strofa e nellla sua trasformazione in ritornello; tuttavia, l’aspetto più interessante di questa canzone è il continuo e fluido cambio di riff e melodie, testimone di un grande lavoro di arrangiamento e delle ottime capacità esecutive dei musicisti. Il terzo brano, The Ninja, poggia le fondamenta dell’introduzione su nientepopodimenochè Sua Maestà Scala Orientale. L’assolo acustico che segue dimostra inequivocabilmente che questi ragazzi non hanno solo tecnica da vendere, ma anche la capacità di interpretare dignitosamente dei passaggi melodici e sognanti, facendo saggio uso di vibrati e pre-bending; anche in questo caso – purtroppo - la linea vocale è abbastanza scontata ma questa carenza viene pienamente colmata dalle numerose melodie di chitarra presenti qua e là tra strofa e ritornello che arricchiscono il brano di atmosfere diverse e finora sconosciute, tra cambi di riff, melodie, assoli e qualche contrappunto. Passando a Concerto, prima traccia interamente strumentale dell’album, possiamo dire di entrare pienamente in territorio neo-classico: a seguito di una breve ma intensa introduzione, la sezione ritmica tesse la più tradizionale delle cavalcate metal e gli assoli dei due giovani virtuosi (ricordiamoci che, quando incise questo disco, Jason Becker aveva solo 17 anni) continuano ad intervallarsi l’uno con l’altro, quasi come fosse uno scambio di battute tra attori di teatro. Finora, dunque, un disco assolutamente spettacolare.

Con Burn The Ground inizia la seconda metà del platter: la struttura del brano non è molto diversa da quella delle prime due tracce, salvo che l’introduzione non è costruita su assoli di chitarra e che la linea vocale è –per la prima volta– veramente brutta. Tutto da buttare quindi? Naturalmente no: le chitarre ritmiche sono abbastanza fuori dalla norma da non annoiare l’ascoltatore; il primo assolo –per quanto poco ispirato– fa la sua bella figura e comunque i fraseggi posti alla fine della canzone sono in linea con quanto proposto finora, quindi diciamo che in media questo pezzo è solo un po’ sotto lo standard qualitativo del resto del disco. La sucessiva Desert Island è un mid-tempo pieno zeppo di groove e con una spettacolare sezione semi-acustica centrale: qui i ragazzi fanno davvero dei bei numeri, e non c’è altro modo per descrivere quello che viene suonato se non dicendo che questo genere di musica non viene proposta da nessun altro artista. E siamo arrivati alla fine, alla title-track, alla seconda canzone interamente strumentale del disco, ad uno dei punti più illuminati e più illuminanti nel cosmo dello shred: Speed Metal Symphony. Signore e signori, preparatevi ad ascoltare nove minuti e 37 secondi di funambolici passaggi neo-classici, alla quasi totale assenza di sezioni ritmiche, al continuo alternarsi di meravigliosi e colorati assoli di chitarra, all’impeccabile esecuzione di migliaia di note perfettamente legate tra loro, all’esibizione di praticamente tutte le tecniche sperimentate dai maggiori guitar-hero dell’epoca ma, soprattutto, siate consci di un fatto: la parola cacophony non ha mai trovato migliore descrizione musicale di quella presente nella conclusione del pezzo, che solo nei suoi ultimi istanti di vita si trasforma nella sublime armonia di chiusura, investendo di dignità regale questo gioiello della composizione musicale moderna e consegnando nelle nostre mani un lavoro di rarissima qualità tecnica e artistica.

Concludendo: se volete addentrarvi in ambito virtuosistico, sappiate che questo disco potrà illuminare il vostro cammino; se anche non siete interessati al suo valore intrinseco, considerate che Speed Metal Symphony ha il pieno diritto di rientrare tra i classici dell’Heavy Metal; gli unici difetti che si possono riscontrare sono nella debolezza delle linee vocali (attenzione, ho detto debolezza, non bruttezza) e nella scarsa qualità della registrazione, che però è probabilmente giustificata da un’equivalente mancanza di fondi e di mezzi, tipica situazione di molte delle band che esordivano negli anni ’80. Ad ogni modo suggerisco calorosamente a tutti di ascoltare il disco, perché come questo non ce n’è nessun altro.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
78.07 su 82 voti [ VOTA]
Aceshigh
Sabato 11 Novembre 2017, 16.14.06
12
Bel disco. Loro due -ovviamente- sono spettacolari, ma preferisco i loro esordi da "single", Perpetual Burn e Dragon's Kiss. Però certo, tutto parte da qui . Fondamentale.
DimebagNicky
Martedì 22 Febbraio 2011, 21.23.55
11
Ragazzi ma sapete che Friedman è finito nei Megadeth solo perchè Dimebag Darrell ha rifiutato la proposta di Mustaine???
onofrio
Lunedì 5 Luglio 2010, 21.07.49
10
cacophony band che si appoggia su due chitarristi geni l'album speed metal symphony è un 90 pieno su 100.
Khaine
Martedì 16 Settembre 2008, 12.43.04
9
hehehe ecco bella pure questa ma vediamo di restare in topic please
Khaine
Lunedì 15 Settembre 2008, 22.17.41
8
Scusa Conte, è un non senso. Hahaha simpatico
Khaine
Lunedì 15 Settembre 2008, 12.43.35
7
Eh?
Conte Mascetti
Lunedì 15 Settembre 2008, 10.22.08
6
Ma terapia tapioco o scherziamo?
Khaine
Giovedì 28 Agosto 2008, 0.22.11
5
Troppo gentile ma grazie!
Giasse
Mercoledì 27 Agosto 2008, 20.40.45
4
Grande analisi... rece bellissima!
Khaine
Mercoledì 27 Agosto 2008, 20.12.47
3
Ultima curiosità poi chiudo l'ot: lo sai come ha fatto Friedman ad entrare nei Megadeth? Durante un concerto coi Cacophony, un suo fan gli disse dell'audizione che i Megadeth stavano tenendo per trovare un nuovo chitarrista... e sai chi era questo suo fan? Mr. Jeff Loomis in persona! Bon, detto questo: secondo me il nome si addice solo in relazione alle cacofonie che senti alla fine di SMS (la canzone)... chissà, forse hanno preso spunto proprio da quello...
Khaine
Mercoledì 27 Agosto 2008, 20.07.03
2
@ Lambruscore: i classici del thrash arrivano entro le prossime 4 settimane, partiremo con Testament, Forbidden, Anthrax, Slayer ed Exodus...
LAMBRUSCORE
Mercoledì 27 Agosto 2008, 19.19.47
1
beh, il nome non si addice molto allo stile della band, ho una cassetta registrata di questo disco, devo dire che friedman si è meritato in pieno un posto dei megadeth! anche se non c'entra con questa rece, quando mi recensite classici del thrash, crossover '80, thrashcore, ecc...?
INFORMAZIONI
1987
Shrapnel Records
Shred/Neo-Classic
Tracklist
1. "Savage" – 5:50
2. "Where My Fortune Lies" – 4:33
3. "The Ninja" – 7:25
4. "Concerto" – 4:37
5. "Burn the Ground" – 6:51
6. "Desert Island" – 6:25
7. "Speed Metal Symphony" – 9:37
Line Up
Peter Marrino – Voce
Jason Becker - Chitarra
Marty Friedman - Chitarra, Basso
Atma Anur – Batteria
 
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