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Dark Quarterer - Symbols
( 5287 letture )
Quando si parla di Epic-Metal, o di Prog Metal, i nomi che vengono in mente sono quasi sempre gli stessi ma, a quanti viene in mente uno dei più gloriosi e misconosciuti dalle masse che mai la scena metallica nazionale abbia partorito, ossia quello dei Dark Quarterer? Il fatto è che il mondo della musica comprende innumerevoli storie di gruppi che non hanno mai raccolto quanto meritavano, e quello del metal non fa sconti, relegando i DQ nella ristretta cerchia dei veri appassionati e dei conoscitori della storia metallica nazionale.

In giro ormai dalla prima metà degli anni 70 col vecchio nome di Omega Erre, cambiano nome in Dark Quarterer e arrivano al primo album autoprodotto solo nel 1987, stabilendo da subito un nuovo standard qualitativo e compositivo , a tal proposito ricordo una recensione sul mitico Rockerilla a firma Claudio Cubito ed una veramente entusiasta di Metal Hammer per The Etruscan Prophecy. Da allora altri tre album a grande distanza l’uno dall’altro con entusiastiche recensioni degli addetti ai lavori soprattutto dall’estero, cosa questa più unica che rara per una band italiana; ed ora, dopo sei anni di silenzio, il nuovo Symbols.

Nonostante gli anni che passano ed i cambi di formazione i Dark Quarterer non perdono il loro connotato fondamentale: la personalità. Sì, perché se gli ingredienti della loro musica sono noti, “normali” in un certo senso - ossia ritmiche aggressive, stacchi prog di ascendenza settantiana, soli intensi, uso più sicuro delle tastiere dato dall’entrata in pianta stabile di Francesco Longhi- quello che maggiormente colpisce e caratterizza lo storico combo nostrano è appunto la personalità con cui ci conducono attraverso gli intricati ed oscuri (e con un nome simile come potrebbe essere diversamente) sentieri del loro Epico-progressivo mediante l’avvincente ugola del Bassista/Cantante Gianni Nepi, il quale, metallico Virgilio , ci conduce per mano attraverso i secoli per raccontarci le vicende di alcuni personaggi storici – si tratta dunque di un concept – per farci vivere, non solo e non tanto i risvolti pratici delle loro vite, quanto le emozioni con cui hanno attraversato e creato gli eventi della storia così come la conosciamo .

Che si tratti del Faraone Tutankhamon, col pezzo a lui dedicato nobilitato da un eccellente break perfettamente nel mood “egiziano”, o di descrivere la parabola di Giulio Cesare con piglio marziale per poi evolvere tristemente per passare poi a tastiere di Hammondiana memoria, od ancora di dare una sonora –ovvio- lezione a tutta la concorrenza con i quasi quindici minuti di Pyramid of Skull in cui si aprono all’ascoltatore la mente e le gesta di Gengis Khan, il più grande conquistatore di tutti i tempi, portandoci con la testa e con il cuore sul campo di battaglia dove i corni, lo scalpiccio degli zoccoli e lo scontro col nemico dei piccoli cavalieri mongoli con le loro Yurte a poca distanza sulle pianure del Gobi è reso dalle chitarre sofferte, oppure di vivere la lacerante condizione della pulzella d’Orleans contro The Blind Church fino alla liberazione interiore, “I Fly, I see the future of my nation”; che si tratti ancora dell’epopera nera che parte da Kunta Kinte – e chiunque abbia letto “Radici” di A. Haley sa di chi si tratta – o della inesprimibile, mistica preoccupazione di Jeronimo per il nero futuro della sua gente, i Dark Quarterer, con la loro musica e con i cori in essa contenuti, saranno sempre maestri del genere.

Un plauso alla MyGraveyard ed una lunga vita alla band.
Dal canto vostro se vedete in un negozio un Cd con l’uomo di Vitruvio sulla cover non esitate, state acquistando un pezzo della storia metallica della terra d’Enotria, BUY OR DIE.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
79.5 su 82 voti [ VOTA]
Claudio
Venerdì 5 Luglio 2019, 0.54.09
26
Discone, grande band
the hellion
Sabato 30 Agosto 2014, 18.38.06
25
anche e soprattutto questo è il metal di cui dobbiamo andare fieri noi italiani! voto pubblico fazioso
brus
Sabato 30 Agosto 2014, 17.58.26
24
che classe ragazzi, non è proprio il mio genere ma questo disco mi piace assai. Quando un artista riesce a coinvolgerti nonostante il genere non piaccia ha sicuramente un merito e un talento rari
Er Trucido
Martedì 19 Agosto 2014, 10.32.22
23
Ridicolo un paio di palle, fenomeno.
The Sentinel
Martedì 19 Agosto 2014, 4.48.58
22
Indescrivibile, da conservare come i capolavori del cinema di sempre in mega-cassaforti anti-atomiche. Qualsiasi voto è offensivo per opere d'arte musicali del genere, figuriamoci un "misero" 80, un punto in più di una marea di gruppetti mediocri o anche meno...ridicolo.
patrik
Martedì 21 Gennaio 2014, 20.31.12
21
buono gianni della cippa!!!!!! hahahaha scusate ma è troppo da blobb hahahahah non ci sarei mai arrivato a dire una cazzata di getto, cosi.............
patrik
Martedì 21 Gennaio 2014, 20.26.17
20
per sentire parlare dei dark quarterer, bisogna aspettare che un etichetta tedesca pubblichi war tears, io onestamente non li conocevo in parte perchè ero un ragazzino di 13 anni quando lo pubblicarono, in parte non leggevo riviste specializzate, poi mi sono rifatto un certo gianni della cippa ne parla in un angolo della sua rivista dell'epoca, ( tra l'atro ora questo sign amante del prog , con una sua piccola label ) lo sapevo ch alla fine spammavo qualcosa , comunque parlava dei dark quarterer come una delle migliori realtà prog del periodo, segnalatissimo ai tempi, meno male che non hanno mollato, visto che ne ho sentito riparlare solo negli ultimi tempi, rimedio grazie di esistere matallized e ai miei conterrranei toscani dark quarterer .
Le Marquis de Fremont
Lunedì 30 Luglio 2012, 14.01.37
19
Grande disco e grandi canzoni. Del resto, tutta la loro discografia è su livelli eccellenti. Non capisco come, ad esempio, i Rhapsody (of Fire) e i Lacuna Coil, parlando di gruppi "metal" di successo, siano stati sempre più pompati dalla critica specializzata Italiana, su carta e sul wed, di questi grandissimi talenti.
Gianluca Grazioli
Domenica 22 Agosto 2010, 15.24.20
18
pietra miliare dell’heavy italiano e non solo.
Gianluca Grazioli
Martedì 27 Luglio 2010, 23.55.09
17
"Symbols", un album che per ogni amante della musica in senso lato non può davvero passare inosservato e che dopo una manciata di ascolti decolla verso l'alto per non scendere più. Dark Quarterer protagonisti della scena heavy metal italiana e mondiale.
Raven
Martedì 24 Marzo 2009, 8.07.54
16
x Taipan: Forse, ma possiamo concedergllielo, no?
Vittorio
Martedì 24 Marzo 2009, 1.06.16
15
Semplicemente sublime!!
taipan
Martedì 23 Settembre 2008, 22.22.53
14
alla faccia di tante porcherie.Disco bellissimo e Raven una certezza. Piccola osservazione del tutto personale:l' ugola di Gianni Nepi, sulle tonalità alte, lascia un poco a desiderare.
Acetilsalicilico
Giovedì 4 Settembre 2008, 17.36.16
13
Finalmente il Metallo Pensante... massimo rispetto e supporto.
Sanvean
Mercoledì 3 Settembre 2008, 13.52.12
12
No, avevo capito male io... chiedo venia!
Raven
Lunedì 1 Settembre 2008, 16.47.55
11
80/100 bassino?! non mi pare proprio
Broken Dream
Lunedì 1 Settembre 2008, 13.28.42
10
Voto bassino per un disco eccezionale: uno dei migliori dell'anno in campo progressive e anche uno dei migliori di questo nuovo millennio.
Raven
Lunedì 1 Settembre 2008, 11.43.25
9
Non mi sono spiegato, mi riferivo agli 80's., al tempo del primo DK ufficiale, non certo a dischi del 2002
Sanvean
Lunedì 1 Settembre 2008, 0.11.07
8
Non dico che fosse la prassi, ma non è nemmeno una cosa "più unica che rara"... Anzi, io ricordo casi di album fatti a pezzi in Italia e che all'estero hanno ricevuto recensioni entusiastiche, mi viene in mente "Suicide Vampire" dei TDV, ma è solo un esempio, ce ne sono altri...
Raven
Venerdì 29 Agosto 2008, 15.50.16
7
Già e se non vado errato a recensire i DK fu il direttore di MH in persona, che li definì "l'unico gruppo heavy italiano" o qualcosa del genere.
born_too_late
Venerdì 29 Agosto 2008, 13.39.42
6
Ma il fatto saliente è che all'estero oltre alle recensioni entusiastiche ci sia sempre un seguito e una base di fan, cosa che in italia è molto più rara per via dell'ESTEROFILIA DOMINANTE...
Raven
Venerdì 29 Agosto 2008, 9.15.56
5
Non vorrai dirmi che era la prassi, quelli erano pochi casi in confronto alla massa di rece negative, spesso insultanti.
Sanvean
Giovedì 28 Agosto 2008, 18.14.14
4
Il cd è stupendo come tutto quello che hanno fatto i Dark Quarterer... Volevo però dire che non condivido minimamente questa affermazione: "con entusiastiche recensioni degli addetti ai lavori soprattutto dall’estero, cosa questa più unica che rara per una band italiana" Normalmente le band italiane ricevono recensioni migliori all'estero che in Italia. Potrei citare infiniti casi (Elektradrive, Miss Daisy, Novembre, Forgotten Tomb, Ataraxia, Event Horizon... la lista è lunga!)...
born_too_late
Giovedì 28 Agosto 2008, 13.48.38
3
Il miglior gruppo metal nostrano di sempre, un pezzo di storia del rock made in italy, una band dalla classe sopraffina ingiustamente sottovalutata (ma non all'estero, dove il loro immenso talento è sempre stato riconosciuto). Me lo procurerò quanto prima, intanto mi riascolto l'omonimo e il grande "The Etruscan Prohecy". Ottima recensione.
Raven
Giovedì 28 Agosto 2008, 11.21.51
2
Sfortuna relativa
seba
Giovedì 28 Agosto 2008, 10.56.48
1
...o se proprio siete sfortunati, allora si tratta di Clayman dagli In Flames! Bella rece, come sempre, devo cercare di colmare la lacuna!
INFORMAZIONI
2008
MyGraveyard Productions
Prog Metal
Tracklist
Wandering In The Dark
Ides Of March
Pyramids Of Skulls
The Blind Church
Shadows Of Night
Crazy White Race
Line Up
Gianni Nepi - Vocals, Bass
Francesco Sozzi - Guitar
Paolo Ninci - Drums
Francesco Longhi - Keyboards
 
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