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Isole - Bliss Of Solitude
( 2349 letture )
Un inno alla purezza, un elogio della classicità intesa come rispetto delle tradizioni e delle radici sociali che contraddistinguono la nostra cultura; il sangue dei nostri avi rivive in noi, nelle nostre gesta e nei nostri monumenti a perenne ricordo che le radici profonde non gelano mai. Introduzione dovuta per un combo che della purezza del proprio sound ne ha fatto un vessillo sin da quando ha adottato il nome Isole. La band si forma infatti nel 1990 facendosi chiamare Forlorn e suonando un genere molto vicino al black metal epico di band come Bathory o Hades. Il progetto si inabissa per riemergere solo nel 1996 sotto l’odierno moniker, con il quale i nostri pubblicano 2 album, un 7" ed il disco del quale ci troviamo oggi a parlare.

Questo Bliss Of Solitude, eccezion fatta per la grafica decisamente discutibile, è un concentrato di doom metal nella sua accezione più pura e nella perfetta tradizione di bands come Candlemass, Black Sabbath, Solitude Aeturnus e While Heaven Wept, tuttavia condito con un personalissimo tocco di modernità che gli permette di distinguersi dalla folla di capelloni hippy seguaci di Cathedral e certi Black Sabbath. Una nota di eccellenza va subito alla produzione del disco, perfetta, cristallina e soprattutto “svedese”, con un suono di chitarra che non ha nulla da invidiare perfino ai Dismember, tanta è la compattezza del sound. Si parte con By Blood che apre con un riff che riporta alla mente i primi Shape Of Despair; una lunga introduzione strumentale lenta, pesante e atmosferica, spezzata da una doppia cassa che movimenta il brano ed introduce il cantato pulito in classico stile doom; per poi cambiare ancora e precipitare in una porzione narrata molto cupa e oppressiva che richiama addirittura certe idee dei Type 0 Negative. Innegabile è l’accostamento alla matrice doom classica, anche se non mancano spunti di modernità che arricchiscono i brani e li rendono unici. From Clouded Sky è orientata invece verso le produzioni più cadenzate dei Solitude Aeturnus, anche per quanto riguarda la voce, ponte ipotetico tra gli storici americani, i While Heaven Wept e ovviamente i Candlemass. Terza, bellissima traccia è Imprisoned in Sorrow che, già dal titolo, si manifesta quale classico del genere: l’avvio è riservato ad un arpeggio di chitarra molto ortodosso, immediatamente compresso da un riff schiacciasassi a sua volta sopraffatto da un efficace assolo di chitarra, che si mitiga nuovamente e lascia riemergere l’arpeggio di apertura: è forse il brano più melodico dell’album e sicuramente un capolavoro al pari di nomi ben più celebri. Si arriva finalmente alla title-track, brano degno di portare il nome di questo spelndido Bliss of Solitude, nonostante le clean vocals così melodiche a lungo andare mi trasmettano un po’ di sonnolenza; ma giunge rapida Aska e si sobbalza dalla sedia, tale è la potenza dell’accoppiata doppia cassa/chitarre: uno stacco al limite del death metal riporta l’equalizzatore a picchi sin qui inascoltati, per poi ritornare ad assestarsi su livelli più canonici. Dying e Shadowstone concludono infine il titolo senza distaccarsi in modo particolare dai precedenti episodi.

Nonostante i riferimenti stilistici siano direttamente riconducibili a tutte le band sopra nominate, approfondendo gli ascolti emerge una non poco marcata influenza dei Candlemass, nello specifico del capitolo successivo alla reunion, grazie alla concezione classica del songwriting, addizionata con un accenno di ragionevole attualità.
In conclusione mi scomoderei a dire che dopo tanti anni di onorata carriera gli Isole possano essere considerati qualcosa di più di semplici cloni, o fratelli minori; oramai eleverei la band ad una posizione di assoluto rispetto e valore, al pari di numi tutelari ben più noti e blasonati.

Grandi!



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
30.69 su 23 voti [ VOTA]
taipan
Giovedì 16 Ottobre 2008, 1.40.19
1
devo ammettere che questo disco mi intriga.Sarà perchè la band è cresciuta a pane e Candlemass,saranno forse echi lontani che richiamano alla mente i Memento Mori di " La Danse Macabre",sarà stato "By Blood" con la sua partenza alla Shape of ...Saranno magari le chitarre "grasse" al punto giusto o soltanto perchè amo il genere da loro proposto.Il punto è che mi trovo di fronte un buon lavoro al quale non riesco a dare meno di 80.Bravi .
INFORMAZIONI
2008
Napalm Records
Doom
Tracklist
1. By Blood
2. Imprisoned in Sorrow
3. From Clouded Sky
4. Bliss of Solitude
5. Aska
6. Dying
7. Shadowstone
Line Up
Daniel Bryntse - voce, chitarra
Christer Olsson - chitarra
Henka - basso, screaming
Jonas Lindström - batteria
 
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