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Marco Sfogli - There’s Hope
( 6900 letture )
La storia di Marco Sfogli sembra un po’ il famigerato Sogno Americano. Figlio d’arte, il papà è il maestro Corrado Sfogli, fondatore della Nuova Compagnia di Canto Popolare, Marco impara a suonare la chitarra fin dall’età di nove anni, quando inizia a suonare cover di Europe e Van Halen. Inizia a lavorare come turnista con artisti italiani, fino a quando dal 1998 al 2001 affianca il padre nella NCCP.

La grande chance arriva nel 2004 quando James LaBrie deve trovare un chitarrista per il suo album solista, Elements Of Persuasion. La voce dei Dream Theater sceglie Marco senza indugi. Da lì la strada è tutta in discesa per Sfogli, che partecipa al conseguente tour mondiale con LaBrie, tra cui la data di Roma dove il sottoscritto ha avuto il piacere e l’onore di stringergli la mano. Registra per gente del calibro di Jordan Rudess e John Macaluso, collabora attivamente con Gregg e Matt Bissonette, Matt Guillory, Vitalij Kuprij e tanti altri. Insomma possiamo dire che sia entrato nel giro che conta.
Nel 2008, Marco riesce, finalmente, a dar vita al suo primo album solista, There’s Hope. Nonostante l’album sia sugli scaffali già da Febbraio, ho ritenuto necessaria una recensione, anche se con estremo ritardo, proprio per la caratura del disco.

Durante l’ascolto di There’s Hope ho mentalmente stilato un paio di punti.
Primo punto: raramente mi è capitato di ascoltare un disco strumentale che scorre via in maniera così godibile.
Secondo punto: il disco attraversa, con successo, un po’ tutti i generi di musica. Non si fossilizza solo su un “tema”. Da un ottimo prog di fondo, si spazia liberamente dall’hard rock al metal, passando pure per blues, rock e country. Il risultato finale è davvero ottimo; un disco eterogeneo che difficilmente vi stancherà.
Terzo punto: (concatenato al secondo) l’album risulta bilanciato nella sua costruzione. Non è un mero esempio di tecnica sulle sei corde, anzi sette. Una parte importante la svolge anche la tastiera; memorabili alcuni passaggi con la chitarra di Marco.

Ottima partenza con l’eleganza di un pezzo come Still Hurts, dove lo splendido suono della chitarra di Marco raggiunge, da subito, vette altissime. Un pezzo ricercato che tocca dentro. Si prosegue alla grande con Andromeda dove il lato più tecnico di Sfogli viene fuori prepotentemente. Un caldo pianoforte apre Seven, altro tassello di un mosaico che si rivelerà ricchissimo. Tocca alla title track sconfinare, dichiaratamente, in campo metal. Ad aprire il pezzo è un riffone di quelli pesanti che si ripete durante la canzone, diventandone la struttura portante. Struttura sulla quale, Marco si arrampica eseguendo fraseggi e assoli pregevolissimi. Il ritmo viene spezzato dalla “blueseggiante” Spread The Disease, lenta nella parte iniziale, dove Alex Argento piazza un bell’assolo d’organo. Il pezzo rallenta verso la metà per poi svegliarsi bruscamente nel finale. Prosegue il discorso, alzando sensibilmente il ritmo, Farewell.

Una delle più personali ed originali composizioni di questo disco mi sembra Sunset Lights, dove il refrain di chitarra e tastiera che s’intrecciano è di pregevole fattura. Genius ci riporta in territori smaccatamente prog metal. Da brividi il finale, da segnalare la prestazione dietro le pelli di Salvo Maiello.
Spazio alla melodia con la ballad Never Forgive Me. Gran bel pezzo dove è la parte più melodica di Marco Sfogli a farci emozionare. I tasti d’avorio sapientemente sfiorati dalle mani da Matt Guillory sono l’incipit della sognante Memories. Marco s’inserisce in punta di piedi nel pezzo per poi cesellare grandi passaggi. Davvero emozionante. Chiude l’album la pazza e divertentissima Texas BBQ. Immaginatevi un saloon stracolmo di texani ubriachi che si danno mazzate di santa ragione. Ecco questa è l’immagine che mi viene in mente quando ascolto il country di questo pezzo.

Tirando le somme, abbiamo davanti un grande album ed un grande chitarrista. Ovviamente, riscontrerete delle influenze, più o meno marcate, nell’album. Su tutti, mi pare, Petrucci e Satriani. Influenze perdonabili, d’altronde chi non è influenzato da questi due signori?

Per il sottoscritto, il casertano (e conterraneo) Marco Sfogli è passato dall’essere una giovane promessa all’essere una certezza, una garanzia. Quindi, il numero che vedete qui sotto non è altro che la somma dei tre punti che ho elencato nella recensione.




VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
59.12 su 47 voti [ VOTA]
Stefano Ambrosoni
Giovedì 13 Dicembre 2018, 9.40.51
13
Album strepitosoooooo
Alessandro Bevivino
Sabato 2 Marzo 2013, 8.20.50
12
Yeah.
Nikolas
Mercoledì 30 Settembre 2009, 17.36.59
11
Potremmo parlarne per ore... Chuck BIlly è grasso, DIo è un nano ecc ecc... ma cosa diavolo c'entra con la musica?
Khaine
Mercoledì 30 Settembre 2009, 17.21.31
10
Embè Lisa? Non capisco la pertinenza di queste osservazioni con la musica. Anche Malmsteen è in sovrappeso, comunque -e pure Jon Oliva e tanti altri...
lisa
Mercoledì 30 Settembre 2009, 16.52.45
9
effettivamente è un po' grasso
Khaine
Martedì 29 Settembre 2009, 16.35.20
8
Ma chi è il cretino che ha scritto li messaggio #7?
lucydark
Martedì 29 Settembre 2009, 16.29.12
7
ma chi è questo ciccione?
Jimi The Ghost
Giovedì 27 Agosto 2009, 19.53.27
6
"Non ragioniam di lor, ma guarda e passa .." (Inferno-Canto XXIII Divina Commedia Dante Alighieri). Oggi le tenebre non fanno più orrore. Possiamo guardare da vicino e con più fiducia la produzione italiana. Con Marco, Italian Guitar Hero, è già una splendida realtà...gia me lo gusto su con gli astri storici e monumentali dei GH....Che meraviglia sarebbe vederlo insieme ad un G3, magari anche con Giacomo Castellano....che spettacolo ragazzi...socmel che bazza. Mentre scrivacchio questo commento le mie orecchie si deliziano con il sognante brano di Alex Argento "Embrace to the world"...che genialità... Forever. JTG
Salvatore Altieri
Venerdì 31 Luglio 2009, 15.01.42
5
un genio...
Khaine
Venerdì 10 Ottobre 2008, 23.25.50
4
e così c'è pure l'intervista eh, bene bene! Non vedo l'ora di leggerla! Per intanto il disco è più che promosso (e, tra l'altro, mi sento di confermare in pieno il discorso sulle influenze che hai fatto a fine recensione!)
Rob
Venerdì 10 Ottobre 2008, 20.46.59
3
Eh eh non dirlo a me caro Khaine... quando l'ho visto al concerto a Roma sono rimasto come un pesce lesso... Una prestazione impeccabile... Immagino che per lui l'emozione sia stata doppia, visto che era l'unica data italiana del tour di LaBrie... ah e di spalla c'erano gli Evergrey!!! un concerto che ricordo sempre con piacere... A presto per l'intervista con Marco
Khaine
Venerdì 10 Ottobre 2008, 20.43.58
2
ehi rob, lo sto ascoltando proprio adesso.... per me è presto per dare un voto, però mi sembra che stiamo su livelli molto ma molto alti. Spettacolare, non ha nulla (ma proprio N-U-L-L-A) da invidiare ai nomi più rinomati nel genere!
Khaine
Venerdì 10 Ottobre 2008, 19.47.37
1
uuuuuuuuuuhhhh sembra proprio interessante!!!!
INFORMAZIONI
2008
Lion Music
Prog Metal
Tracklist
1. Still Hurts
2. Andromeda
3. Seven
4. There's Hope
5. Spread The Disease
6. Farewell
7. Sunset Lights
8. Genius
9. Never Forgive Me
10. Memories
11. Texas BBQ
Line Up
Marco Sfogli - all guitars, bass on tracks (5-6-7-11), keyboards on tracks (1-2-3-7)

Guest Musicians:
Salvo Maiello - drums on tracks (1-2-7-8-9)
Ennio Giannone - drums on tracks (5-6)
John Macaluso - drums on tracks (3-4)
Raffaele Natale - drums on track (11)
Andrea Casali - bass on tracks (1-2-4-8-9)
Dino Fiorenza - bass on track (3)
Emanuele Casali - keyboard solo on track (2)
Alex Argento - keyboards on track 8 and keyboard solos on tracks (3-5-8)
Matt Guillory - keyboard solos on tracks (1-7), piano on track (10)
Fabio Tommasone - piano on track (3)

www.marcosfogli.com
 
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