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It Bites - The Tall Ships
( 4206 letture )
I prog-fan più attenti e, diciamolo, più probabilmente avanti con l'età, difficilmente avranno dimenticato gli It Bites. Li ricordiamo fautori di un progressive rock non particolarmente funambolico, sempre raffinato e melodico, al servizio di una alcuni lavori interessantissimi (su tutti citiamo Once Around the World). Ma correva l'anno 1991 quando con Thank You And Goodnight (un nome, un programma) si congedarono dal loro pubblico. Ai box per diciassette anni, grazie alla dedizione di Bob Dalton e John Back tornano nuovamente a sfrecciare in pista, prima con il live-album When The Lights Go Down e oggi con il quarto full-lenght targato niente meno che InsideOut Music.

Salutato Francis Dunnery, per l'occasione viene assoldato niente meno che John Mitchell, talentuoso singer già apprezzato negli Arena, Kino e ultimamente anche nel side-project Frost*. Ed evidentemente la lunga assenza non ha minimamente destabilizzato la verve compositiva del gruppo, semmai enfatizzata da una maturità artistica quasi insperata. A riprova di ciò, sin dalle battute iniziali The Tall Ships, ci restituisce le peculiarità che hanno qualificato la carriera del combo anglosassone, ora impreziosite da una serie di elementi, se vogliamo, completamente nuovi. Sicuramente l'inserimento di Mitchell è la sorpresa più gradita dell'intero lotto: la sua timbrica suadente marca inequivocabilmente ogni passaggio, tanto nelle punte più "easy" che in quelle più opulente, lasciando la gradevole impressione che le note siano plasmate attorno alle meravigliose linee vocali esibite. Difatti se in passato gli inglesi sono stati spesso accomunati ai nomi dei Pendragon e Marillion (e non solo per i natali), oggi i riferimenti sono da ricercare appunto nelle ultime incarnazioni degli Arena e Kino. Per nostra fortuna gli It Bites non sprecano l'occasione semplicemente riproponendo quanto di buono compiuto in altri progetti; melodia ed emozioni danzano a braccetto, in un connubio capace di alternare intime suggestioni a squisiti, e mai pretestuosi, passaggi strumentali dal grande impatto. Si passa da brani facilmente assimilabili dalla vena quasi pop, come Playgrounds e Great Disaste, a tracce più inclini agli schemi progressivi: senza ombra di dubbio degne di menzione The Memory Of Water, The Wind That Shakes The Barley e Fahrenhei, così come le più introspettive e strutturate Light e This Is England.

In definitiva gli It Bites convincono in toto confezionando un come-back con i fiocchi: i supporter di prima mano possono senz’ altro gioire, ma non dimentichiamo che The Tall Ships ha le carte in regola per catturare l'attenzione dell’intera scena.

Rinati!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
38.92 su 26 voti [ VOTA]
Awake
Mercoledì 7 Marzo 2018, 1.40.52
1
Once Around The World, quanti ricordi, quanto sono vecchio. Grazie per avermelo ricordato.
INFORMAZIONI
2008
InsideOut Music
Prog Rock
Tracklist
1. Oh My God
2. Ghosts
3. Playground
4. Memory Of Water
5. The Tall Ships
6. The Wind That Shakes The Barley
7. Great Disasters
8. Fahrenheit
9. For Safekeeping
10. Lights
11. This Is England
Line Up
John Beck (Keyboards, Backing Vocals)
Bob Dalton (Bass Guitars, Drums)
John Mitchell (Lead Vocals, Bass, Guitars)

http://www.itbites.com
 
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