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Almah - Fragile Equality
( 3330 letture )
UNA BREVE INTRODUZIONE
Fragile Equality è il secondo disco dei brasiliani Almah, side-project del cantante degli Angra Edu Falaschi; probabilmente i fan degli autori di Angels Cry e Fireworks nutriranno grosse aspettative per questo disco: le aspettative purtroppo sono soddisfatte solo in parte, e nel testo che segue cercherò di spiegarVi cosa non mi ha convinto fino in fondo.

I PREGI ED I DIFETTI DELL'ALBUM
Cosa si può lodare di questo disco? Innanzitutto la produzione: i suoni sono sempre brillanti e tra loro ben bilanciati, garantendo a ciascun musicista il giusto livello di visibilità e senza mai offuscare il lavoro degli altri. In secondo luogo, la qualità dell’esecuzione: tutta la musica che si ascolta è suonata perfettamente e senza sbavature, cosa non da poco se consideriamo la difficoltà tecnica di certi passaggi, soprattutto solisti ma anche vocali e di batteria. Infine gli arrangiamenti: ogni nota è al suo posto e anche nei passaggi più elaborati i Nostri riescono ad armonizzare correttamente riff e melodie, creando delle basi ritmiche solidissime e, in generale, compositivamente impeccabili. Il problema principale, però, è che la musica in se e per se non è tanto buona quanto l’estetica del prodotto offertoci: accanto ad un eccellente lavoro in studio e, sicuramente, a delle lunghissime ore trascorse in sala prove a suonare e a scrivere i pezzi che compongono questo Fragile Equality, troviamo delle idee melodicamente banali o che comunque sanno di già sentito. Non vorrei esser frainteso: non che i brani siano brutti, anzi chi ama questo genere di musica molto probabilmente apprezzerà il lavoro svolto dagli Almah; solo si rimane quasi sempre nel territorio del power puro e incondizionato, quello fatto di ritmiche in sedicesimi accompagnate da un’incazzatissima doppia cassa, quello fatto di assoli difficilissimi ma nella stragrande maggioranza dei casi fini a se stessi, quello fatto di registri vocali molto alti e quasi niente più. Comunque sia è bene dire che il disco contiene anche dei brani abbastanza originali (o perlomeno sufficientemente personali da poter essere presi ad esempio per descrivere le qualità della band a chi non l’ha mai ascoltata): è il caso dell’opener Birds Of Prey, dell’imponente You’ll Understand, dell’”Angriana” Invisible Cage, della semiballata Shade Of My Soul e della cavalcata power del disco, ossia di Meaningless World, saggiamente posta a chiusura del platter. Se solo anche il resto dell’album si fosse attestato su questi livelli…

PER CONCLUDERE
Mi spiace di dover essere così severo, ma ascoltando il cd ho pensato troppe volte a come il talento di questi musicisti sia stato sfruttato male: e pensare che bastava lavorare solo un po’ di più sulle basi dei pezzi, in modo tale da differenziarsi dalla massa pur restando nell’ambito del power… comunque sia, in riferimento al genere proposto, la musica è discreta e non deluderà chi ne è un convinto seguace: tutti gli altri, però, potrebbero fare parecchia fatica ad ascoltare tutte le canzoni consecutivamente e questo non può non pesare sulla valutazione finale. Resto in attesa di un terzo disco, nella speranza di poter cambiare in meglio la mia opinione sulla band.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
36.55 su 27 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2008
AFM Records
Power
Tracklist
1 – Birds Of Prey
2 – Beyond Tomorrow
3 – Magic Flame
4 – All I Am
5 – You’ll Understand
6 – Invisible Cage
7 – Fragile Equality
8 – Torn
9 – Shade Of My Soul
10 – Meaningless World
Line Up
Edu Falaschi - Vocals
Felipe Andreoli - Bass
Marcelo Barbosa - Gutar
Paulo Schroeber - Guitar
Marcelo Moreira – Drums
 
RECENSIONI
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