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Pain of Salvation - Remedy Lane
( 12838 letture )
A costo di dissociarmi dall’opinione pubblica che circola nell’ultimo periodo, non chiamerò questi Pain of Salvation dei geni, così come non etichetterò questo album come un capolavoro.
Il 2002 è stato per la band svedese l’anno del successo, l’album Remedy Lane ha venduto molte copie ed è piaciuto a tanti.
La domanda è: perché?

Io ritengo che i motivi siano da ricercare nella grande varietà dei brani e nella non indifferente perizia tecnica dei componenti della band: una voce dotata di un’estensione incredibile, una sezione ritmica stracolma di sincopi, tempi dispari e pattern alla Tool, se vogliamo cercare un paragone semplice.
Ma questi non sono motivi sufficienti a farne un capolavoro, a mio modestissimo parere.
Per quel che riguarda la tecnica, oramai sono in tanti i gruppi progressive in grado di dimostrare che non esistono solo i Dream Theater a questo mondo (ma credo che questo si sappia da un bel po’!)… l’importante è essere in grado di mettere questa bravura al servizio della forma canzone, cioè riuscire a impressionare donando scorrevolezza e impatto ai brani.
Questo secondo me è il primo problema dei Pain of Salvation.
Parliamoci chiaro, alcuni refrain sono azzeccatissimi e ti entrano subito in testa, certi passaggi di chitarra o di pianoforte profondono una dolcezza incredibile… ma non sono mai adeguatamente collegati tra di loro.
E’ troppo facile incollare riff tra di loro senza tenere conto della coerenza dell’insieme, questo può apparire spettacolare al primo ascolto, ma andando avanti nel tempo non lascia che l’amaro in bocca, come un capolavoro incompiuto: sono convinto che Daniel Gildenlow, prendendosi sulle spalle l’onere di comporre quasi interamente i brani, e poi cercando di propinarli alla band in studio quasi completati, spesso corra un po’ troppo colto dalla smania di terminare (quasi avesse paura di dimenticarsi le idee che gli frullano in testa), lasciando così alcuni passaggi veramente raffazzonati.
Riguardo alla genialità del gruppo, non sono d’accordo per via dei troppi riferimenti alle band del passato. Come i Dream Theater strizzano l’occhio a Yes e Pink Floyd, i Pain of Salvation attingono allegramente dai King Crimson (This Heart of Mine), dai Jethro Tull (Chain Sling), e addirittura dai misconosciuti Dodgy (Dryad of Woods).
Pur involontariamente, s'intende.
Infine, la produzione ricalca la tendenza svedese dell’ultimo decennio a seguire pedissequamente lo stile dei gruppi pseudo-metal americani più recenti, il che non fa che togliere grinta alle chitarre e, in parte, alla batteria.

Ribadisco che Remedy Lane non è affatto un brutto album, nonostante questi problemi, ma rivolgendomi a chi grida al miracolo, consiglio di ascoltare prima i gruppi dagli anni ’70 in avanti, e poi riparlarne. Scopriranno che molta originalità è in realtà conoscenza acquisita.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
78.48 su 180 voti [ VOTA]
JC
Martedì 4 Agosto 2020, 21.34.27
78
Obietto principalmente che non si tratta di una recensione, il disco non viene descritto, nemmeno sommariamente, bensì di un articolo di polemica teso a "smontare" il presunto genio dei POS. Tutte le opinioni sono lecite e come tali vanno considerate, tuttavia, anche sotto questo profilo critico trovo poco pungenti le osservazioni svolte. Ricondurre questo disco ad un bignami del progressive anni 70 secondo me è un grande fraintendimento. Personalmente io lo sento molto distante dalle band citate, che pure conosco molto bene, se non per appartenere ad una medesima, grande, famiglia musicale. Venendo al disco trovo che abbia dei lampi di classe assoluta, anche se non sempre rientra nelle mie corde e, in genere, io preferisca stili diversi. Per me i POS danno il meglio in chiave acustica e quindi questo disco è sublimato nel live 12:5. Anche perché i brani più belli sono le ballad.
Luka2112
Domenica 2 Agosto 2020, 23.29.45
77
Ho visto i Pain Of Salvation dal vivo ed è innegabile che siano una band straordinaria.Ho vari dischi premetto non siano la mia band preferita in un ambito musicale che però adoro.E’ vero che moltissimi considerano Remedy Lane il loro apice creativo. Al di là delle analisi tecniche e strutturali la musica come qualsiasi altra forma d ‘espressione è anche questione di gusti personali. La comunicativita’ la sfera emozionale ecc. ecc hanno una loro soggettività. Pur trovando l’album in oggetto molto valido, per una questione di gusti non rientra fra i miei prog metal album preferiti, ma sono il primo a riconoscerne l’ importanza ed ad apprezzarlo.In definitiva inutile prendersela con il recensore, a volte alcune cose o alcuni dischi non o piacciono meno di altri tutto qui.
Andrew
Giovedì 9 Luglio 2020, 19.40.18
76
Dissento dal recensore e dico che è uno dei loro migliori lavori, se non il migliore per copmpattezza, pathos e continuità. Non ci vedo nulla di raffazzonato né slegato, anzi.
Dark_Nebula
Domenica 5 Luglio 2020, 23.03.17
75
Il loro migliore lavoro, qui c'è sentimento, passione, voglia di innovare e in parte rinnovare un sottogenere come il prog da sonorità già sentite da band allora più blasonate e probabilmente più tecniche. Il lato che preferisco dei POS e del loro leader Daniel Gildenlow è proprio questo e che penso sia alla base della loro grandezza e in primis in quest'opera d'arte.
ProgBobby
Giovedì 11 Ottobre 2018, 17.40.07
74
Capolavoro del prog moderno, gruppo dallo stile personale e originale che ha saputo evolversi in modo autonomo, non capisco proprio come si faccia ad asserire nella recensione che le canzoni sono soltanto un mucchio di riff messi insieme quando il valore emozionale che sprigiona è immenso, e sono sicuro che in molti la pensano come me. E poi i paragoni con gli altri gruppi citati sono davvero forzati e inappropriati, addirittura citando i Dodgy, ma si può sapere cosa c'entrano? Non vorrei che il recensore abbia voluto appositamente fare il bastian contrario solo per il gusto di voler distinguersi dalla massa che lo giudica a ragione un capolavoro. Poi nemmeno una menzione per gioielli assoluti come Undertow, A trace of blood, Rope ends e Beyond the pale, mah, resto basito.
Camba
Lunedì 20 Agosto 2018, 9.44.52
73
Questa recensione deve essere una trollata voluta, non c'è altra spiegazione
Aceshigh
Domenica 19 Agosto 2018, 19.42.10
72
Incredibile come dopo un capolavoro come The Perfect Element i POS siano riusciti a fare il bis. In quegli anni veramente si può parlare di stato di grazia. Due album che rasentano la perfezione (imho). Beyond the Pale, Undertow, Ending Theme, This Heart of Mine, Fandango... brividi. Che dire... Arte! Voto 97
progster78
Martedì 10 Luglio 2018, 10.32.46
71
Questo e' stato il disco top del 2002. Bellissimo ed emozionante . Chi lo stronca deve ascoltare Britney Spears!
Johnny Cage
Martedì 10 Luglio 2018, 1.03.05
70
Album splendido di prog raffinato e variegato. La recensione è penosa.
Ste
Domenica 10 Giugno 2018, 19.59.57
69
Non so se i POS abbiano copiato i Dodgy dato che non conosco quest'ultimi ma per il resto sono assolutamente d'accordo col recensore che, a mio avviso, ha centrato in pieno il punto della questione. Il problema è che il prog è materia difficilissima da trattare e se non riesci a mettere la tecnica e la moltitudine di idee/cambi di tempo/intermezzi strumentali al servizio della canzone allora il patatrac è fatto, ecco servito un polpettone difficilissimo da digerire. All'epoca comprai questo cd dopo aver letto da più parti che trattavasi di capolavoro ma ahimè ricevetti l'ennesima delusione nonostante avessi più e più volte riprovato a riascoltare siffatto lavoro in virtù della sua non certo facile assimilazione. Qualche ottimo spunto qua e là, un paio di ottime song, il plauso per aver ricercato una via personale senza scimmiottare nessuno ma in mezzo a tanta, troppa noia. Anche il voto si attesta intorno al 70, se non altro per l'originalità e lo sforzo creativo del lavoro. Dopo aver scoperto i Dream Theater nel 92 sono sempre stato alla ricerca di altri gruppi prog che potessero far tirare il fiato ai cd della band newyorkese ma i vari lavori di gruppi come appunto i POS, Enchant, Dali's Dilemma ecc sono sempre stati dei fallimenti sonori. Anche gli stessi DT dopo averli idolatrati per WDADU, IAW, A e ACOS devo dire che mi hanno poi annoiato perché per fare intermezzi strumentali di parecchi minuti o, come scrivevo prima, tiri fuori veramente qualcosa di geniale oppure si cade in una noia totale motivo per cui spesso mi trovavo a skippare le solite cavalcate di Portnoy e Petrucci tra un cantato e l'altro. Insomma, piaccia o meno di DreamTheater c'è n'è uno solo (purtroppo per gli amanti del genere) tutto il resto, come diceva il buon Califano, è noia.
Maurizio 76
Mercoledì 1 Marzo 2017, 18.25.49
68
merita minimo 85....
Thomas
Sabato 28 Gennaio 2017, 10.42.58
67
Secondo me i Pain of Salvation sono uno di quei gruppi in cui il 50% lo fanno i testi. Non so cosa aggiunge questo alla discussione ma mi andava di scriverlo . E' lo stesso discorso che potrei fare per gli ron maiden, tanti li vedono musicalmente finiti da 20 anni o giu di li' e probabilmente e' un'opinione condivisibile. Io invece li trovo inalteratamente interessanti dagli anni 80 fino all'ultimo album perche', musica a parte, vecchiaia a parte... li trovo sempre dei fuoriclasse in termini di storie, parole e spunti all'interno delle canzoni. Ultimo esempio "Empire of the Clouds". Secondo me, i POS si differenziano da una marea di band che a tanti piace chiamare "prog" per questo motivo. Remedy Lane e' piaciuto a molti, credo, musica a parte, sempre per questo motivo.
Gabriele
Lunedì 23 Gennaio 2017, 20.06.43
66
Potreste prendere due piccioni con una fava e recensire il remaster uscito qualche mese fa In ogni caso anche per me siamo al cospetto di un'opera grandiosa, il miglior lavoro partorito da Gildenlöw e probabilmente il miglior disco prog metal del nuovo millennio, almeno fino ad ora.
Renaz
Lunedì 23 Gennaio 2017, 17.10.19
65
@Giaxomo: grazie, si fa quel che si può!
Giaxomo
Lunedì 23 Gennaio 2017, 17.06.11
64
@Renaz: sei un ottimo recensore, apprezzo di te, per farti capire che seguo spesso le tue recensioni, la tua valutazione medio-bassa (tralasciando questo album), senza sparare voti alti a casaccio, senza generare false illusioni e riservare voti alti / altissimi solo a CHI lascia un solco, solo a chi permane nel tempo e, ovviamente, a chi apporta un qualcosa di nuovo e che di conseguenza diventa un cardine di un determinato genere. Quindi, sono pure d'accordo con i tuoi criteri di valutazione, nonché con le ultime 5 righe del tuo ultimo commento! Sul fattore testi nel metal sono d'accordo con te: sono il primo a soprassedere a "certe" tematiche però nel caso di un concept mi sembra leggermente superficiale sorvolare! Che sia stato un errore di gioventù? Per il resto, continua/ -te così
Renaz
Lunedì 23 Gennaio 2017, 15.55.04
63
@Francesco e Giaxomo: mi sono preso un paio di giorni per riflettere bene sulle vostre parole. Di solito preferisco rispondere solo dopo aver ragionato a sufficienza, ed in particolare quando il dubbio o la critica sono poste da persone particolarmente attente ed intelligenti come voi. Questo in effetti - il fatto di scrivere dopo aver ragionato a sufficienza - sarebbe anche il mio modus operandi per quanto concerne le recensioni, ma date le obiezioni francamente inappuntabili che avete mosso, temo di non averlo fatto nella maniera migliore per i POS. Non parlo di maniera giusta o sbagliata, ma soltanto di maniera migliore: reputo, come già detto, che nulla vieti di soprassedere sulla questione testi, soprattutto in ambito metal, ma mi rendo conto che probabilmente Remedy Lane rappresenti una mosca bianca (o una delle mosche bianche). E dunque, tornando a noi: questa recensione del 2002 (badate bene, 2002, 15 anni fa) andrebbe riproposta in un'ottica diversa, fresca e nuova, ora consapevoli di quanto è rimasto forte nel corso degli anni il messaggio di Gildenlow. Non penso tuttavia di dover essere io a recensirla nuovamente (non sarebbe giusto, dal momento che il disco non mi sta simpatico oggi come allora), ma approvo la mozione implicita da voi presentata. Ci starebbe bene un bel Rispolverato...
Giaxomo
Domenica 22 Gennaio 2017, 19.02.22
62
Renaz, vorrei dire la mia, pur non avendo mai fatto parte di una webzine o avendo svolto quest'attività. Seguo questo meraviglioso sito da 5,6 anni e ti / vi posso garantire che non avete pari. Seguo siti che si occupano di musica in lingua italiana, inglese, tedesca, russo ed eccetto qualche raro (rarissimo) caso, le recensioni che scrivete voi sono di una qualità elevatissima, colme di riferimenti culturali ed extra-musicali senza mai cadere però nel saccente o nell'arrogante. Siete riusciti a trovare un compromesso, voi tutti, per "lo scrivere bene". Detto questo, sappi che non voglio criticare il tuo operato che seguo e ammiro settimanalmente. Il tuo e dei tuoi colleghi, sia chiaro. Questo 70 onestamente mi ha sempre fatto male, soprattutto alla luce di quello che hanno pubblicato dopo. I primi 2 lavori li ritengo dei grandi lavori, personali ma indeboliti da una mediocre produzione, il terzo semplicemente epocale e mi fermo qui. Per quanto riguarda questo full lenght è sbagliato "sorvolare" sul concept, è sbagliato non darci il giusto peso perché, pur non avendo topoi filosofici e pur non trattando concetti cari a Voltaire, Rousseau o Dostoevskij, serve, è necessario almeno leggerlo, perché valorizza ancor di più la musica. Non comprenderlo, o peggio, evitarlo in toto, e questo vale per ogni album ovviamente, a maggior ragione per i concept, ci lascia di un album completo solo per metà. Ed avendo pure un concept l'ultimo, imponente, maestoso e difficilissimo album uscito 10 giorni fa, mi auspico che sia preso altamente in considerazione il fattore testi durante la stesura della recensione. Per quanto riguarda il fattore "fonti dei PoS": non so quanto abbiano influito le citazion di Jethro Tull, King Crimson e Dodgy per la tua valutazione finale però, mi permetto di dire, che amando JT e KG, il plagio non c'è assolutamente, c'è il richiamo, il modello su cui si sono basati è palese, c'è il motivo, quello sì, arricchito però dello stile personale che li contraddistingue! Credo di aver finito. Non voglio criticare il tuo operato, prendilo come un consiglio spassionato!
Francesco
Domenica 22 Gennaio 2017, 18.18.26
61
Renaz, intanto grazie della risposta. Poi...non mi sembra di aver mai parlato di voler/dover aumentare il voto della recensione. Anzi il voto in sé, come ho già espresso, è una sintesi per forza di cose scarna, figlia però di un giudizio complesso. In tal senso la tua risposta mi trova in disaccordo. Una recensione dovrebbe prendere in esame tutti gli aspetti di una release, compresi quelli meno 'musicali' e marginali come finanche la copertina o il minutaggio complessivo. Poi è diritto e dovere del recensore trarre il proprio giudizio ponderando tutti questi aspetti e dando chiaramente maggior peso specifico a quelli che egli ritenga più importanti. Va da sé che un disco musicalmente insulso ma con dei testi interessanti avrà un giudizio peggiore di un disco musicalmente eccelso ma con dei testi banali. Quindi sul fatto che il tuo giudizio globale possa essere dissimile dal mio nessun problema, anzi. È fisiologico che ciò avvenga. Il fatto che tu dica però che l'analisi di aspetti (a mio parere) per nulla marginali come il concept o le lyrics sia una postilla opzionale a discrezione del recensore mi lascia molto ma molto perplesso. E questa mancanza di analisi è tanto più lacunosa quanto più la band sotto giudizio ha invece posto molta della propria attenzione su questi specifici ambiti (in questo senso l'esempio dei Manowar diciamo che non è esattamente calzante). Come avevo espresso chiaramente nel precedente commento, ero rimasto perplesso non dal voto ma proprio dall'assenza di giudizio del concept, che a quanto mi pare di capire dalla tua risposta, è stato volutamente ignorato in fase di recensione. Non ho certo la pretesa di avere ragione e ho rispetto del tuo lavoro. Il mio commento è e rimane un libero spunto di riflessione non polemico e costruttivo sia per chi legge sia per il recensore ovviamente.
Renaz
Domenica 22 Gennaio 2017, 11.51.48
60
Caro Francesco, capisco il tuo punto di vista ma non lo condivido. Il fatto di valutare (ed aumentare il voto) in base alla bellezza del testo o del concept é una cosa che si può fare, ma che non è una regola. Se così andasse fatto per regola, un disco dei Semiramis (che ha testi in puro stile prog, belli ma poveri di significato se non a livello profondamente metaforico) andrebbe stroncato. Di contro biaognerebbe dare 100 a qualsiasi disco di Bob Dylan, che francamente trovo di una noia mortale. Ma non divaghiamo, qui stiamo parlando di uno degli ultimi dischi puramente prog metal della band, e nel metal si può tranquillamente valutare solo il fattore musicale senza perdersi nelle sottigliezze delle lyrics (i Manowar ringraziano). E ciò nonostante i predecessori di una data corrente musicale vanno conosciuti e citati, proprio perché il metal é, da sempre, un genere più pratico che astratto, che mira alla sostanza. Come tutte le cose di sostanza, non c'è grande spazio di manovra per le sottigliezze. Di ignoranza in questo grande genere ce n'è già abbastanza... cerchiamo di acculturarci. Un ultimo appunto: c'è modo e modo di plagiare le band del passato, e credo che Images and Words l'abbia dimostrato abbondantemente.
Francesco
Domenica 22 Gennaio 2017, 10.36.20
59
Ho fatto per anni il recensore per altre webzine. Conosco perfettamente il problema di farsi carico della responsabilità di esprimere un giudizio che certamente solleverà insoddisfazione in almeno una parte dei lettori. Personalmente trovo che questo disco sia da annoverare tra le pietre miliari del nuovo millennio (almeno nel suo segmento di competenza). Ma al di là del giudizio, che volente o nolente è e rimane personale, sono rimasto molto deluso dalla totale assenza di analisi del concept all'interno della recensione. Recensire Remedy Lane senza nemmeno toccare l'aspetto 'concept album', senza prendere in esame la ricchezza e i sottili legami che vengono portati avanti in parallelo all'interno dei brani mi pare una leggerezza imperdonabile. Il voto è solo un numero che esprime la personale valutazione d'insieme, ma le parole spese invece dovrebbero essere ben più ponderate. Inoltre trovo francamente irragionevole (e accade in moltissime recensioni) tirare sempre fuori la storia del 'andatevi a sentire la musica degli anni '70 prima di giudicare innovativo un disco'. Questa storia a mio parere deve finire. E deve finire perché mi spiace deludere i seguaci dei Pink Floyd e dei King Crimson, ma la musica non è stata inventata da loro. Ogni epoca storica, musicalmente parlando, è figlia del proprio tempo e di quanto è stato fatto prima di loro. Alcune grandi band, come i Pink Floyd, hanno stravolto di molto le carte in tavola, altre molto meno. Ma attribuire loro la paternità della Musica è una visione francamente ridicola. Prima dei Pink Floyd di musica ne è esistita parecchia, e anche dopo. E questo discorso può essere esteso anche a tutte le arti figurative. Poi se a qualcuno la musica pre-Pink Floyd non piaceva e vuol per forza sostenere che prima c'era il nulla e dopo solo cloni lo può fare, ma che sia consapevole dei propri limiti di analisi.
Rush 1981
Venerdì 20 Gennaio 2017, 20.57.58
58
il loro Capolavoro..!!! 97
Maurizio 76
Sabato 24 Dicembre 2016, 17.28.38
57
merita 85, forse 90.
d.r.i.
Lunedì 22 Agosto 2016, 11.43.44
56
Non concordo con la recensione se non per la produzione, per il resto un signor disco da quantomeno 85. Da avere assolutamente per gli amanti del genere! P.S. NON la versione rivista ma l'originale!
Staffan
Lunedì 22 Agosto 2016, 11.27.31
55
Questa recensione criminogena è uno sputo in un occhio a chiunque ami la musica. Pazzesco che lavori di questa portata vengano messi nelle mani di personaggi che partoriscono recensioni di tale volgare ignoranza e supponenza. Sono un signore caro Renaz, ma per quanto mi riguarda meriteresti solo insulti.
Dusty
Venerdì 29 Luglio 2016, 22.47.40
54
Spero che con la recente uscita di Remedy Lane Revisited (remixato in modo eccellente,spero in un'operazione analoga anche per i tre precedenti lavori,anche loro penalizzati in forma ancora più pesante da un mixing assolutamente insoddisfacente) si colga l'occasione di reboot che finalmente renda giustizia a questo capolavoro d'album.Certo che vedergli affibiato un misero 70 mentre quella ciofeca di S&M viene valutato 80,lo considero un gravissimo affronto verso la musica nonchè all'intelligenza dei propri lettori.
Renaz
Venerdì 29 Luglio 2016, 13.55.28
53
@Staffan: magari un giorno ti renderai conto della stupidità e dell'arroganza che trasudano i tuoi commenti (non la tua persona per carità, solo i tuoi commenti). Buona lettura!
Staffan
Venerdì 29 Luglio 2016, 13.44.24
52
Ah no, aspetta. Ho commentato un'altra tua recensione. Tu sei quello che ha dato 80 ad S&M dei Metallica!!!! Ahahahaha! Basta. Ho capito tutto. Non fai altro che aggravare la tua posizione! Ahahaha! Vai a zappare ed evita di scrivere recensioni che non fa per te.
Staffan
Venerdì 29 Luglio 2016, 13.16.17
51
@Renaz: Non ho commentato nessun altra tua recensione, a meno che tu non ti firmi con differenti nomi (Il che non sarebbe nemmeno una brutta idea, visto le scemenze che scrivi). Quindi oltre alla figuraccia tiri in ballo anche ipotetici gombloddi contro la tua persona, ma fammi il piacere. Vergognati. Ripeto. Questa recensione trasuda ignoranza, superficialità e arroganza. Inoltre sembra scritta da un bambino. Argomentazioni RIDICOLE e, ciliegina sulla torta, hai pure tirato in ballo gruppi del passato totalmente a casaccio, il che dimostra la tua totale ignoranza, probabilmente solo per dare credibilità ad una recensione grottesca.
Renaz
Giovedì 28 Luglio 2016, 19.22.00
50
@Staffan: vedo che cominci a leggere e commentare a rotazione solo le mie recensioni, negli ultimi minuti. Sicuro che sia io quello ridicolo?
Staffan
Giovedì 28 Luglio 2016, 19.18.39
49
Voto e recensione ridicoli. Totalmente RIDICOLI. Disco stupendo, un capolavoro assoluto, forse il migliore dei Pain of Salvation (se la gioca ovviamente con Perfect Element I). Ma per favore. Il recensore vada a nascondersi. RIDICOLO. Voto 100.
Renaz
Venerdì 19 Febbraio 2016, 21.00.35
48
@Undertow: ah beh ecco, sui Tool ci sarebbe un sacco da discutere!
Undertow
Venerdì 19 Febbraio 2016, 20.21.16
47
@Renaz: grazie della risposta e dell'onestà intellettuale. Apprezzo molto, davvero. Peraltro, se non siamo d'accordo su Remedy Lane, ci troviamo sicuramente d'accordo sulla stanchezza inconcludente degli ultimi lavori della band. Assolutamente senza rancore. Come da te suggerito mi andrò a leggere altre tue recensioni. A proposito, vuoi sapere la cosa divertente? Il mio nick in realtà voleva essere un riferimento all'album dei Tool, la mia band preferita di sempre. Ciao!
Renaz
Venerdì 19 Febbraio 2016, 18.17.51
46
@Undertow: è la prima volta che rispondo a questa recensione dal 2012, mi pare di essere stato rilassato a sufficienza finora, o no? Comunque su una cosa hai ragione, ho fatto di tutta l'erba un fascio, cosa da non fare mai, ma l'ho fatto perché generalmente non otteniamo nessuna contro risposta. Dunque a maggior ragione sei stato bravo a farti vivo ancora una volta ed a puntualizzare, ti concedo anche questo. Ma, capiamoci, non credo che ci potrà mai essere uno scambio equo di opinioni con un lettore il cui nickname è il titolo di una canzone del gruppo in esame, se capisci cosa intendo. Ed aggiungo un'altra cosa: le recensioni talvolta vengono fatte a posteriori, potremmo dire a ragion veduta, ed altre volte vengono fatte poco dopo l'uscita del disco. Spesso quelle a posteriori sono più equilibrate, rese tali dal segno dei tempi, dotate di un punto di vista più distaccato e rilassato, ma la recensione di Remedy Lane è stata scritta a ridosso dell'uscita dell'album (o comunque non molto tempo dopo) e quindi è difficile discuterne ora. Onestamente non cambierei una virgola di quanto scritto. Continuo ancora oggi a non ascoltarne volentieri più di 3 o 4 brani (Ending Theme, Fandango, Rope Ends, Chain Sling), probabilmente opterei per una versione critica molto più prolissa in modo da dare adito a meno dubbi, e magari aggiungerei anche il maledetto track by track che odio dal profondo... ma nient'altro. Mi dispiace. Ascolto praticamente solo prog, ma trovo i Pain of Salvation frutto di un'unica mente stanca, e che si sta stancando sempre più. My two cents, senza alcun rancore amico mio.
Undertow
Venerdì 19 Febbraio 2016, 17.56.59
45
Vorrei inoltre farti notare che nel mio commento, al di là di tutto, non ti ho né definito incompetente né ti ho in alcun modo insultato. Penso solo che tu non abbia fatto un buon lavoro con questa particolare recensione per i motivi di cui sotto, fine. Per il resto non mi permetto di giudicare la tua competenza o professionalità, anche perché non ne avrei gli elementi. La prossima volta che rispondi a delle critiche, magari scindi le risposte così da non fare di tutta l'erba un fascio. E poi rilassati dai, le controcritiche sono inevitabili quando si scrive una recensione appunto "critica".
Undertow
Venerdì 19 Febbraio 2016, 17.50.47
44
@Renaz: Guarda, credo questa sia la prima recensione da te scritta che leggo. Vorrei invitarti a rileggere il mio commento che, al di là del tono polemico (ma non credo sia reato), mi sono limitato a criticare questa particolare recensione, in quanto la trovo: 1) poco approfondita: ti limiti a dare un giudizio d'insieme senza operare neppure un distinguo tra le tracce; 2) poco analitica: più che valutare l'album sembri valutare la band in sé, tanto da dare l'impressione che ti stanno sulle palle e basta (cosa assolutamente legittima, ma un recensore dovrebbe essere un minimo oggettivo nel giudicare un album); 3) ricca di osservazioni discutibili, come quella già citata sulle influenze da cui attinge la band.
ElPibeDeOro
Venerdì 12 Febbraio 2016, 16.00.23
43
Embè, così i Dream Theater sono freddi e tecnici e questa sarebbe la roba emozionante?? No grazie, mi dispiace. Io sto con il recensore!
Renaz
Venerdì 12 Febbraio 2016, 15.33.41
42
@Undertow @ProgsterArt: ok, benissimo, riscriverò la recensione ben volentieri... ma solo quando voi due mi dimostrerete di considerarmi incompetente sulla base della lettura di tutte le mie altre recensioni prog. Voglio i nomi delle mie altre recensioni che avete letto (ovviamente intendo TUTTE, non solo un paio di nomi tirati fuori al volo per rispondere a tono) e voglio anche l'analisi dei punti in cui considerate incompetenti tali recensioni. Fatemi capire che sono sempre incompetente, e "senza confidenza con la scena prog", e vi accontenterò. Altrimenti farete solo la figura dei fan sfegatati della band... e non è quello che vogliamo, giusto?
Progster Art
Venerdì 12 Febbraio 2016, 15.28.19
41
D'accordissimo con il commento qui sotto,la recensione è palesemente scritta in modo superficiale da uno che non ha le competenze necessarie per analizzare un disco di tale spessore e complessità,peraltro mostrando di non avere nessuna confidenza con la scena prog degli anni 60-70.Come accaduto per altre recensioni c'è da aspettarsi che venga riscritta da capo per rendere il giusto tributo a uno dei migliori lavori degli anni 2000
Undertow
Venerdì 12 Febbraio 2016, 13.05.35
40
Non ho parole per quello che leggo in questa recensione (se così la vogliamo chiamare...non un accenno ai singoli pezzi, non un'osservazione sul concept...vabbè.). Sembra un semplice sfogo di uno che non ha capito l'album e non capisce a fondo la band. Ma quanti ascolti gli hai concesso prima di sparare sta pseudo-recensione? Fantastica poi la critica sulle influenze del passato, come se fosse qualcosa di negativo prendere spunti dai King Crimson e dai Jethro Tull! È PROGRESSIVE. Da dove diavolo dovrebbe trarre ispirazione una band prog metal nel terzo millennio?
Rob Fleming
Lunedì 1 Febbraio 2016, 18.57.09
39
Notevole.
Master
Lunedì 14 Dicembre 2015, 17.48.20
38
Lo dico senza mezzi termini..questa recensione non la condivido per nulla! E' ridicola! Remedy Lane è un capolavoro assoluto della musica (e non solo del metal e del prog) e non sono l'unico a pensarla in questo modo al riguardo per fortuna!
UpLoad
Lunedì 4 Agosto 2014, 23.44.21
37
Bene mentre il mondo da 99 a the perfect element io lo do a questo, per me il capoalvoro della band....non capisco questa recensione....
Renaz
Mercoledì 3 Ottobre 2012, 14.23.01
36
@Nonno Ippei: beh, ti ringrazio per l'onestá e l'equilibrio. Ti dirò, é un album che ascolto ancora adesso, quasi ogni settimana, ed oggi come allora concordo sul fatto che ci siano alcune idee geniali, ma perse tra altre troppo derivative... ma capisco perfettamente il tuo punto di vista.
Nonno Ippei
Mercoledì 3 Ottobre 2012, 14.18.54
35
10 anni fa Renaz, avrei ordinato la tua fucilazione a vista per aver dato 70 a RL. Oggi, dopo essermi fatto una cultura musicale più profonda sia in termini Antologici che di professione ritengo di esser d'accordo sulla tua valutazione finale. Cmq 70 è un pò pochino, anche se è vero che è un minestrone di seventies, bisogna ammettere che è un minestrone fatto ad hoc, e dannatamente buono .
Renaz
Giovedì 13 Settembre 2012, 15.58.43
34
@Mickelozzo: una persona d'accordo, devo festeggiare!
Mickelozzo
Giovedì 13 Settembre 2012, 15.47.02
33
Toh, finalmente qualcuno che la pensa come me. Ora: ho capito il concept alla base, ho seguito i testi (molto belli), ho ascoltato le canzoni in modo consapevole e non mi sono fermato alla melodia, gli ho concesso piu` di una possibilita` anche a distanza di tempo in modo da digerirlo il meglio possibile: niente, mi annoia! I pezzi sembrano davvero troppo "scollati" tra loro, va bene il progressive, ne ascolto a tonnellate (anche anni 70) ma la "progressione" della musica, anche rinnegando la forma-canzone, dovrebbe essere al servizio di un filo conduttore, di un'idea forte, una melodia che catturi l'ascoltatore e lo accompagni. A giudicare dagli entusiasmi che suscita, quest'album probabilmente ci riesce benissimo, con tutti tranne che con me e pochi altri. Gli assegno un 70 d'ufficio per la perizia tecnica, l'innegabile bellezza dei testi e per alcuni momenti pregevoli sparsi nell'album e torno ad ascoltare The Perfect Element: Part One...
Jandekser
Martedì 3 Luglio 2012, 16.24.44
32
Conoscenza acquisita dagli anni '70 o no, per me questo è un album stupendo.
Renaz
Martedì 29 Maggio 2012, 22.32.24
31
@Jaco: a partire dall'ultima frase, è chiaro che ci hai azzeccato su tutto
Jaco
Martedì 29 Maggio 2012, 22.22.46
30
già se inizi dicendo che "questi PoS non sono dei geni" vuol dire che forse è meglio cambiare mestiere... è evidente inoltre che di prog non ti intendi molto se dichiari che in remedy lane non c'è coerenza d'insieme e i riff sono incollati a caso. Ti assicuro che Daniel Gildenlow è un maniaco della perfezione e ogni singola nota di questo album, ogni parola dei testi (meravigliosi fra l'altro), ogni "bacchettata" di J.Langell, è stata studiata per dare vita a questo album. Un esempio della grandezza di questo album? L'armonia delle voci. Prova a trascriverle oppure semplicemente a cantare una parte che non sia la "lead Voice" e vedi se i "passaggi sono raffazzonati". Sicuramente non sei un musicista, altrimenti non scriveresti simili recensioni!
luke
Giovedì 29 Marzo 2012, 1.42.47
29
Bellissimo album, pieno di melodie struggenti e malinconiche. Sarebbe da 90 se non fosse che non sono riuscito a trovare il vero e proprio capolavoro, non c'è la canzone che svetta tra le altre con forza. 80, ma ammetto che mi sto davvero innamorando di questo gruppo.
Alessio
Martedì 25 Ottobre 2011, 19.38.52
28
70 ma stiamo scherzando? sto disco è un capolavoro assoluto 100!!!!
Ares
Lunedì 10 Ottobre 2011, 13.43.47
27
Te (il recensore) sei fuori... empatico capolavoro d'emozioni.
sawyer
Sabato 1 Ottobre 2011, 19.39.19
26
caro recensore hai cannato di brutto!!questo e' un capolavoro e bisogna essere sordi per non capirlo!100tutta la vita per uno dei dischi piu' belli e che trasmettono emozioni stupende mai sentiti.cambia il voto o lavoro xke non puoi dare 70 a questo e magari a dischi schifidi dai 90 dai dai un po di coerenza su!
luci di ferro
Giovedì 22 Settembre 2011, 21.09.14
25
E incredibile dare un voto cosi basso 70, a un album come questo Remedy Lane dei Pain of Salvation. Il prog metal se oggi vive e grazie ad album come Remedy Lane, uno spettacolo di emozioni mischiato a parti di adrenalina, che in un disco prog fanno la sua bella figura. Si inizia con of two beginnings e ending theme che ci mostra gia dall'inizio la vena melodica.Poi attaca fandango che dire SUPREMA, STUPENDA, MERAVIGLIOSA, ascoltate l'inizio della canzone per farvi una idea (you tube). A trace of blood altra perla che non ha bisogno di presentazioni,This Heart Of Mine (I Pledge) e UNDERTOW canzoni melodiche MERAVIGLIOSE, DUE DIAMANTI da incorniciare nell'olimpo del progressive. Rope ends ci da una bella scarica di adrenalina, chain sling ci fa respirare un' atmosfera orientale, Dryad of the Woods e Remedy Lane sono due canzoni strumentali STRATOSFERICHE DI UNA BELLEZZA DISARMANTE per non parlare di second love, altra melodia incredibile. La palma di pezzo migliore la vince thorn clown (japan version) SEMPLICEMENTE PERFETTA, ma adesso basta fare un track by track perchè tutto l'album viaggia su altissimi livelli, senza alcuna caduta , niente filler. Remedy Lane prende di dirito l'aggettivo di CAPOLAVORO 91/100.
ayreon
Venerdì 11 Febbraio 2011, 14.52.36
24
anch'io gli do 100 pieno come "perfect",disco stratosferico,peccato che dal vivo se devono tirar fuori qualcosa esce sempre "Undertow" o "Second love",secondo me le più orecchiabili,il fatto è che loro dal vivo i prmi 4 cd dovrebbero eseguirli per intero,magari in 2 giorni, quella si' che sarebbe goduria prog
luci di ferro
Mercoledì 9 Febbraio 2011, 23.36.23
23
Farsi scappare questo disco sarebbe da pazzi. Non mi resta altro che raccomandarvi di correre per farlo vostro, non ne rimarrete affatto delusi. Remedy Lane 100 e lode su 100 capolavoro.
Absynthe6886
Lunedì 7 Febbraio 2011, 12.03.59
22
Come ho scritto nel commento su A Pleasant Shade Of Grey, l'ideale asse costituita dal capolavoro Promised Land dei Queensrÿche, dal suddetto capolavoro dei Fates Warning e da Remedy Lane, capolavoro dei Pain Of Salvation, rappresenta la summa del Progressive moderno. Non credo ci siano esempi migliori che esprimano agli stessi livelli qualità come Genio, Raffinatezza, Acume, Sensibilità. Remedy Lane nel 2002 ha ricordato a chi impazziva dietro la superflua tracotanza di Six Degrees Of Inner Turbolence che spesso, se si ha davvero qualcosa da dire, "less is more"!!!
Renaz
Sabato 29 Maggio 2010, 17.34.14
21
Eh non so, forse sono poco sensibile
Lello
Sabato 29 Maggio 2010, 16.47.01
20
Renaz! credo che se ti fossi concentrato di piu' sullo spessore emotivo dell'album in questione l'avresti apprezzato appieno,invece di "analizzare in maniera oggettiva la struttura delle canzoni" oppure cercare paragoni poco pertinenti(i Tool?!).Ma poi dirai tui ma se non mi piace non mi piace.Ed e' giusto cosi'.
Renaz
Domenica 16 Maggio 2010, 22.53.16
19
Grazie Aelfwine, molto gentile...
Aelfwine
Domenica 16 Maggio 2010, 22.06.40
18
A pochi giorni dall'uscita di Road Salt One, continuo a vedere le webzines di mezzo mondo impazzire per i Pain. Come ho detto qualche commento fa, i PoS mi piacciono, ma solo ora mi rendo conto di amare il loro primo periodo. A partire da Remedy Lane è iniziata la decadenza. Tanto di cappello, quindi, ai recensori di Metallized che hanno il coraggio di andare in controtendenza... e dire cose che forse molti pensano ma pochi dicono.
Renaz
Domenica 16 Maggio 2010, 1.44.44
17
Concordo pienamente con te Alessandro, ma ci tengo a precisare che ho sollevato (in questo caso) il problema dell'originalità solo per contrastare l'opinione comune riguardo alla presunta genialità dei POS... Non riesco proprio a vedere la genialità come un'ostensione della conoscenza acquisita...
Alessandro
Sabato 15 Maggio 2010, 19.19.20
16
Concordo con molte delle cose scritte da "RENAZ". Tuttavia vorrei ricordare a lui e a tutti quanti noi che se l'originalità dei Pain of Salvation è conoscenza acquisita allora questo vale per il 99,9% dei gruppi !!! Dai tempi dei tempi ( almeno della musica così detta " moderna " ) ognuno ha aggiunto qualcosina o ha semplicemente rielaborato... Penalizzare oggi un gruppo per mancanza di originalità è davvero anacronistico. Sarebbe bene giudicare ora e adesso senza pensare troppo al passato. I GRANDI che hanno fatto la storia li conosciamo tutti molto bene ed il loro valore rimarrà in eterno. Ma diamo merito al merito e premiamo anche le nuove generazioni !!! Grazie e un saluto a tutti
Renaz
Domenica 14 Febbraio 2010, 19.17.23
15
Concordo con Aelfwine riguardo Undertow, e lo ringrazio per il commento
Aelfwine
Domenica 14 Febbraio 2010, 18.37.31
14
Mi riservo di spezzare una lancia in favore del recensore, premettendo di essere un amante dei Pain, ma anche uno di quelli che li ha abbandonati da BE in poi. Sicuramente Remedy Lane è un disco valido, con pezzi stupendi, ma nell'insieme lo trovo poco coinvolgente. L'unica nota davvero esaltante la trovo in "Undertow", uno dei miei preferiti in assoluto.
onofrio
Sabato 19 Dicembre 2009, 19.19.50
13
ma stai scherzando 70 a questo super immenso capolavoro assoluto del progressive metal e 100 è poco.
DheavyD
Giovedì 2 Aprile 2009, 21.28.22
12
Secondo me remedy lane rappresenta l'apice della carriera dei POS Il disco è semplicemente fantastico, melodie radiose che si intersecano a nervose ritmiche spezzate, tutto sublima in una opera nella quale c'è heavy, epic, power, gothic,elettro, folk.. e molto altro. Dopo questa opera, la band non ha saputo mantenersi su tali livelli. Ormai è la sindrome dei grandi gruppi progmetal, la ricerca forzata di originalità produce inevitabilmente lavori riusciti a meta. Basti pensare a Queensryche o Dream T.
Renaz
Domenica 21 Dicembre 2008, 14.17.36
11
Grazie, Emiliano
Raven
Domenica 21 Dicembre 2008, 10.24.48
10
Questo è il giusto atteggiamento.
Emiliano
Domenica 21 Dicembre 2008, 9.11.24
9
Penso che questo,a mio malincuore, sia stato l'ultimo album di grande spessore scritto dai Pain of Salvation..devo dire di aver amato tantissimo ques'album..e di averlo ascoltato per lungo tempo,ed ogni volta che lo riascolto oggi,mi provoca sempre le stesse emozioni..ricordo che andai a vedere i dream theater dal vivo,solo per assistere alla performance dei Pain,i dream tecnicamrnte sn incredibili,ma nn mi hanno mai trasmesso molto,li ho sempre sentiti freddi dal punto di vista emozionale..pensavo di aver trovato nei Pain la band giusta x il mio lato piu' intimo..ma purtroppo devo anche dire, che gli album seguenti mi hanno davvero deluso..detto qsto pero' rispetto la recensione di Renaz..ragazzi bisogna imparare a rispettare i gusti delle altre persone,anch'io nn sn daccordo con lui,è giusto anche confrontarsi si,ma in modo civile,se uno non la pensa come voi non vuol dire che sia un coglione,sbaglio?il mondo è bello perche' e' vario..degustibus..
Renaz
Domenica 21 Dicembre 2008, 1.38.16
8
Il tuo è un giudizio assolutamente soggettivo, e riguarda al 90% i testi. La mia recensione esclude completamente il messaggio dei testi, e analizza in maniera oggettiva la struttura delle canzoni. Ogni tanto mi piace recensire con questo sistema, e trovo che sia lecito darmi la possibilità di farlo: è un'espressione artistica tanto quanto quello che stai dicendo tu...
matap
Domenica 21 Dicembre 2008, 0.42.53
7
mah!!! io basisco di fronte a tanta spocchia!!! perle ai porci !!! perle ai porci. Non si puo inscatolare tutto in generi in etichette e apprtenenze... tutto è un riassunto, tutto è iconducibile a qualcosa. Remedy lane è, a mio modesto parere, l'album più intimo che abbia mai sentito. La sua grande forza è metterci difronte alla profondita della nostra vita e dei dubbi che tutti abbiamo. Musicalmente la forma è ccelsa ma constato ancora una volta che fare recensioni musicali tiene sempre fuori una parte importante della faccenda, il messaggio, quello che l'artista vuole comunicare.... sgomento e rabbia...
Renaz
Lunedì 4 Agosto 2008, 1.29.19
6
Non ho mai parlato di ostentazione tecnica e di plagio dei Dream...
Nonno Ippei
Lunedì 11 Giugno 2007, 2.16.21
5
Uhm... bè intanto trovo difficile che i pain of salvation abbiano copiato dai Dodgy, LOL! Ma dai... Come dire Che I Metallica Copiano dai Air Head! Ma poi ostentare un pò di tecnica ne fa un plagio dei dream scusa? Ben Venga anzi, in un genere come l'HM e in particolare il prog... Quando ascolti questo album la prima volta, lo assimili e ti spacca il cuore! i Testi!!!! che roba! Stupendi... NO questo è un CAPOLAVORO
emanuele
Venerdì 16 Marzo 2007, 19.50.20
4
come hai ben detto...è una tua impressione che questo album non sia un capolavoro...e credo che tale resterà...figurati, secondo la mia personale impressione è il disco più completo, emozionate e più vicino alla perfezione che abbiano fatto insieme a OHBTCL
P3PP0
Mercoledì 6 Dicembre 2006, 0.08.49
3
Questo disco ,a differenza dei generali entusiasmi,seppur riconfermando la tendenza sperimentalistica dei POS,sa di già sentito in parte,non coinvolge emotivamente come Perfect Element Pt.I...sono (in parte) rimasto deluso...
Alessio
Giovedì 9 Novembre 2006, 11.48.34
2
I POS mi comunicano emozioni fortissime, e questo album è un album intenso che alterna aggressività e melodia. Un'alternanza che ha sempre reso tale il loro sound ma in questo è l'album in cui le due cose si congiungono meglio! Ending theme è forse il mio brano preferito, mi ricorda tanti momenti felici soprattutto con le ragazze! Fandango è forse il pezzo più strano sembra quasi latino-americano! Anche brani come A trace of blood e This heart of mine sono molto sognanti ed io amo sognare! mi sorprende però sentire un gruppo prima picchiare duro con le chitarre e poi cimentarsi in pezzi di puro folk (chain sling e dryad of the woods) che non c'entrano niente! IPOS sono belli per questo! Mi piace anche il loro modo di strutturare gli album e di raccontare le storie. Sono una band che non colpisce subito ma quando ti abitui... Mi dispiace che siano ancora troppo sconosciuti al pubblico (che diciamolo ascolta un sacco di cagate, Gigi D'alessio su tutto)! Convertirli tutti al prog me
andrea81
Lunedì 18 Settembre 2006, 12.06.24
1
mi dispiace ma il nostro recensore non ha ascoltato bene l album ogni istante è pura poesia e la tecnica non è fine a se stessa ma si incastra con la melodia e il sentimento che solo un gruppo come i pos riesce a trasmettere ...che dire di piu ogni ascolto penetra sempre di piu nella mente e nell anima da avere assolutamente .... capolavoro assoluto
INFORMAZIONI
2002
Inside Out
Prog Metal
Tracklist
01. Of Two Beginnings
02. Ending Theme
03. Fandango
04. A Trace of Blood
05. This Heart of Mine
06. Undertow
07. Rope Ends
08. Chain Sling
09. Dryad of the Woods
10. Remedy Lane
11. Waking Every God
12. Second Love
13. Beyond the Pale
Line Up
Johan Hallgren - Guitar, Vocals
Fredrik Hermansson - Keyboards
Daniel Gildenlow - Guitar, Vocals
Johan Langell - Drums, Vocals
Kristoffer Gildenlow - Bass, Vocals
 
RECENSIONI
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88
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