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Iron Maiden - Start to Kill
( 10613 letture )
Cosa c’è ancora da aggiungere sull’icona mondiale della musica metal? Cosa non si è ancora scritto – a parte quello che ancora manca di ufficiale nel nostro data base – che possa aggiungere qualcosa di sostanziale su di loro?
La risposta è assolutamente scontata: nulla.
Ed allora è il turno di quel Virtual XI che ancora rappresenta una casella vuota nell’archivio di MetallizeD?
No, per quel disco prima o poi qualcuno avrà il coraggio di scrivere qualcosa – o forse, visto che Classico non lo si può considerare se non in senso negativo ci limiteremo a glissarci sopra – mentre ritengo decisamente più interessante parlarvi di un disco che, a dispetto di una reperibilità limitata, può invece rappresentare un gustosissimo amarcord per chi in quei giorni era già caduto nel vortice del metal trip per non uscirne mai più: Start to Kill.

Lasciate perdere, inutile affannarsi per ricercare un titolo che misteriosamente vi era sfuggito, nessuna vergogna per una lacuna grave nella propria istruzione Maideniana, STK è un disco non ufficiale, un così detto bootleg, registrato in un particolare momento della carriera della Vergine, ossia poco dopo l’entrata in formazione di Bruce Dickinson e l’esplosione mondiale del fenomeno Iron Maiden con la pubblicazione di The Number Of The Beast, anche se poi il disco in questione, per ciò che mi risulta, è stato pubblicato solo moltissimi anni dopo presumibilmente in Brasile, o almeno in Sud America, vista la diffusione principalmente in quelle lande.

La registrazione fu effettuata il 29 Giugno dell’82, (tour di supporto ai Judas? Ricordo male?), presso il Palladium di NY – TNOTB fu pubblicato il 29 Marzo dello stesso anno – e si segnala subito per essere di ottima qualità visto l’ambito non ufficiale della medesima, proponendoci la band forse nel momento migliore dal punto di vista del furore, con tutto l’entusiasmo di Bruce Bruce per essere entrato nella dimensione esplosiva degli IM e con qualche titubanza nell’interpretazione dei pezzi, in special modo quelli dell’era Di'Anno.

Le qualità migliori di STK sono in definitiva tre: una tracklist che non può che fare sussultare il cuore dei vecchietti come me ed ancora interpretata con una partecipazione ingenua e spontanea che si sarebbe persa con la maturità; un Dickinson in grado di raggiungere toni acuti che solo un’ugola giovane può permettersi e già così irruente da essere sovente troppo impreciso anche con i brani di TNOTB; e la possibilità di risentire Clive Burr al massimo delle sue possibilità.

Per ciò che concerne il singer dal vivo non è mai stato esente da critiche, ed il suo agitarsi da un lato all’altro della platea e la sua capacità di coinvolgere la medesima – con tanto di Scream for me NY che poi diventerà il celebre Scream for me Long Beach nel Live After Death - non aiutavano certo la sua prestazione, ma vocalmente era al massimo, ed anche se la tecnica era ancora perfettibile è un piacere risentire la potenza pura ed incontaminata di quella canzoni così come vennero concepite.
Clive Burr… Dio quanto mi piaceva, intendiamoci: Nicko McBrain mi piace moltissimo, tecnicamente è superiore e sicuramente ha dei meriti fondamentali nel definire il sound più maturo e strutturato degli Iron Maiden, quelli migliori dal punto di visto compositivo, ma la potenza delle rullate di Clive era veramente notevole, la sua irruenza era perfetta per le canzoni di quel periodo, come immaginarsi Hallowed be Thy Name eseguita da un altro in quel lontanissimo 1982?
Non è stato fortunato Clive, ed oltre agli errori che ha commesso in proprio, quelli della sorte gli si sono accaniti contro con particolare pervicacia.
Probabilmente non sarebbe durato comunque più di tanto a fianco di Steve Harris, ma visto che è stato attivo fino agli anni '90 avremmo potuto ammirarlo ancora oggi se… pazienza ed auguri Clive.

Veniamo alla tracklist: fenomenale.
Si parte con Children of the Damned, sempre fantastica da sentire e quasi “da disco” nella sua parte iniziale, poi quando parte la prima accelerazione si apprezza la capacità di andare “sopra” di Bruce, anche se già sul finale comincia ad essere in difficoltà e la chiusura è invece in calo.
The Number of the Beast è perfetta, la dimensione live di un grande pezzo nella sua essenza migliore.
Dopo l’intro presente sul vinile ecco The Prisoner, anche questa incredibilmente performante, e solo un suono un po’ più vuoto delle armonizzazioni delle chitarre ci ricorda che si tratta di un live.
Ed ecco la canzone metal per eccellenza, il prototipo del songwriting del settore nella sua massima espressione, semplicemente stupenda, ed anche qui Bruce se la cava molto bene e di mestiere già allora, perfetto l’equilibrio basso/chitarre e Clive a pestare come un dannato all’atto dell’accelerazione all’altezza dei 4:30” che all’epoca scatenava in me un forsennato headbanging e che ancora oggi non mi lascia per nulla indifferente, stesso discorso per le famose rullate all’altezza del sesto minuto. Soli di chitarra leggermente diversi.
Ancora intatto il pathos di Phantom of the Opera, uno dei pezzi fondamentali per definire lo stile della NWOBHM e di tutto il metal futuro, si nota che questo come i pezzi tratti da IM e Killers sono stati concepiti per Di'Anno, ma Bruce aggiunge una nota profonda che li rende si diversi, ma almeno ugualmente efficaci.
Il cambio di tempo con l’arpeggio basso/chitarre intorno ai 3:30” è una delle cose che ancora oggi mi fanno fremere dopo così tanti anni, uno dei momenti più puri della storia del metal, leggenda.
Poi tocca all’allora tanto criticata Run to the Hills, a me piaceva allora e piace anche oggi, ed è forse il pezzo dove Bruce si trova più a suo agio su disco e che di converso mostra come Di'Anno non si sarebbe potuto adattare al nuovo corso, anche qui esecuzione pressoché perfetta tranne che, curiosamente, per Bruce, costantemente un tono sotto nelle parti più alte ed in difficoltà negli acuti.
Per Wrathchild vale lo stesso discorso fatto per POTO, ma è comunque efficacissima.
A questo punto un classico live di quel periodo, una versione di Sanctuary che dura la bellezza di un quarto d’ora tondo tondo. Come? Semplice: si esegue il pezzo e ci si innesta dentro Drifter - uno dei pezzi che preferivo dei Maiden prima maniera – indi si aggiungono 5 o 6 minuti di cazzeggiamenti vari con il pubblico a base di cori stile Sting, (Yoooo-yo-yo-yo) che non mi ricordavo di aver mai sentito da Bruce.
E’ tempo di bis: una incendiaria Iron Maiden ed una possente Murders in the Rue Morgue, ed è apoteosi, tanti saluti e tutti a nanna.

Non è troppo difficile procurasi questo documento – devo dirvi come? – e secondo me restituisce una band nel suo momento migliore nel rapporto gioventù/canzoni/entusiasmo, dategli un ascolto se potete.
UP THE IRONS!



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
59.76 su 39 voti [ VOTA]
Buried Alive
Lunedì 21 Agosto 2017, 12.42.50
17
Ma le bande di ritardati che hanno portato il voto di questo live eccezionale a 52?
ignis
Domenica 9 Aprile 2017, 11.03.36
16
Il live al Palladium uscì anche in cd (nei primi anni novanta, credo) come "The Night Of The Living Dead". Lo comprai in un ipermercato per 18.900 lire...
Mulo
Lunedì 13 Luglio 2015, 22.56.55
15
Quando fai 150 date all'anno è un po' dura x il cantante essere al top sempre ( basta un semplice raffreddorino x mandare il malora una serata).. Questo start to kill non ce l'ho, ma ho il beast on the road... Che dire concerto fenomenale con i Maiden che piaciono a me ( duri,veloce e con un bruce perfetto). Procuratevelo!
klostridiumtetani
Lunedì 13 Luglio 2015, 22.09.16
14
Sicuramente il Bruce del Beast on the roadtour era un qualcosa che annichiliva qualunque cosa fatta fino ad allora, e anche oltre! Poi, credo più che altro per i "tour de force" delle interminabili tournée (scusate il calembour) e la scarsa preparazione tecnica, ha subito avuto un calo già dal tour successivo.
Philosopher3185
Lunedì 13 Luglio 2015, 21.20.59
13
Per certi versi questo live è anche superiore a live after death e Live at donington..la band era in forma stratosferica..clive burr aveva una velocita' e una foga punk,che rendeva i Maiden il gruppo piu' feroce che cèra in circolazione ai tempi..per non parlare della prestazione di Dickinson che è assolutamente impressionante..ho letto da qualche parte,che in questo live,rasenta la perfezione..e non scherzavano..
Enomis
Martedì 11 Novembre 2014, 22.10.25
12
Quoto Hellion Comunque non ho mai avuto l'occasione di ascoltarlo, ne di possedere altri bootleg dei Maiden, nel caso mi capitasse tra le mani lo ascolterò con piacere, anche se, come dice Argo, pur non essendo un bootleg, Beast over Hammersmith è il live più sottovalutato dei Maiden, a mio avviso.
AL
Venerdì 3 Ottobre 2014, 9.51.14
11
quoto Argo. cmq che belli i bootleg, ne ho qualcuno e li ascolto sempre con piacere. purtroppo ai tempi si rischiava di comprare delle robe registrate da cane ma è un rischio che correvo volentieri
Argo
Giovedì 2 Ottobre 2014, 21.19.50
10
Questo non l'ho mai sentito, ma se volete veramente bagnarvi del tutto andate ad acquistare Beast over Hammersmith, live immenso!
klostridiumtetani
Giovedì 2 Ottobre 2014, 19.17.56
9
Sono collezionista di bootleg e live in generale e posseggo anche questo e devo dire che gli Iron sono uno di quei rari casi in cui "suonano" meglio sui bootleg che nelle uscite live ufficiali!
Hellion
Domenica 1 Agosto 2010, 13.22.32
8
..la foto in alto a sx con Bruce che regge Murray non è dell'82 ma dell'88, si vede sullo sfondo la scenografia del tour di 7th son....
Raven
Domenica 28 Dicembre 2008, 0.06.24
7
Gli Iron suonarono ad Arma di Taggia a sorpresa nel quadro di alcune date per provare Bruce Dickinson, il cantante del mio gruppo ci andò e mi riportò in anteprima il suo giudizio sul nuovo membro, io non avevo i soldi per il viaggio, mi sarei poi rifatto con una data del Worls Slavery Tour a Bologna. Sicuramente quaLCUNO LO AVRà REGISTRATO.
Nikolas
Sabato 27 Dicembre 2008, 19.52.23
6
Francè sei un pozzo di saggezza! Davvero grandissimo, lo ascolterò sicuramente, ma voglio approfittare della tua conoscenza enciclopedica... hai mica qualche dettaglio in più su un certo Bootleg dei Maiden di un concerto ad Arma di Taggia nell'84 o giù di lì? I Maiden nel mio piccolo, ignobile paesino... perchè non ero ancora nato, PERCHÈ???
michelemaiden
Sabato 27 Dicembre 2008, 19.36.34
5
gran bella recensione, apprezzo il tuo "talento filologico" nel cercare (e trovare:ma come fai!!?!?!?!?) dei bootleg rarissimi e concordo con te nell'augurare al buon clive le migliori fortune possibili visto ke finora la vita non gli ha sorriso.....in ogni caso ricordo a tutti quelli della redazione di scrivere qualcosa anche su fear of the dark, virtual x e x factor (soprattutto)....vi prego raga!!!!!
Uno qualsiasi
Sabato 27 Dicembre 2008, 11.53.23
4
Neanche io avevo mai sentito parlare di questo bootleg dei Maiden, dopo 10 anni che li conosco e ne sono fan, il recensore di questo articolo mi ha fatto le scarpe (anzi, gli anfibi), complimenti a lui. UP THE IRONS!
Maurilio
Giovedì 25 Dicembre 2008, 14.27.22
3
Con questa scaletta da paura non puó che prendere il massimo dei voti anche se purtoppo non ho potuto ascoltarlo. Io ho tutto dei Maiden ma di questo live non avevo mai sentito parlare. Grazie per la recensione Raven. Su youtube potete vedere l´ottimo concerto di Goteborg del 2005 dove suonano i vecchi pezzi presenti sul dvd Early Days.
Raven
Mercoledì 24 Dicembre 2008, 16.06.19
2
Khaine
Mercoledì 24 Dicembre 2008, 0.16.54
1
Grande recensione francè!!!!!
INFORMAZIONI
1995
Ignota
Heavy
Tracklist

1. Children of The Damned
2. The Number of the Beast
3. The Prisioner
4. Hallowed Be Thy Name
5. Phanton of the Opera
6. Run To The Hills
7. Wrathchild
8. Sanctuary/Drifter
9. Iron Maiden
10. Murders In the Rue Morgue
Line Up
Bruce Dickinson – vocals
Dave Murray – guitar
Adrian Smith – guitar, backing vocals
Steve Harris – bass guitar, backing vocals
Clive Burr – drums
 
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