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23/09/10
THE HAUNTED + METHEDRAS + SUBLIMINAL CRUSHER
BLOGOS - CASALECCHIO DI RENO (BO)
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The Aesthetic Project - What Women Can’t Live Without
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( 392 letture )
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Tutto cominciò nell’autunno del 2006… un giorno su msn, tra una chiacchiera e l’altra, il chitarrista Matteo Buti e il tastierista Lorenzo Pinto, accomunati dalla fama di sciupafemmine e latin lovers, si dicono “Via, bisogna andà a baccaglià insieme!”
Ho voluto inserire queste prime righe che aprono la biografia di “The Aesthetic Project”, perchè ben racchiudono lo spirito goliardico, tra il serio e faceto, del gruppo in questione; o meglio, del progetto, visto e considerato che è formato esclusivamente da soli due membri già noti nella scena metal toscana , nello specifico da Matteo, chitarrista della death metal band Subhuman e della hard rock band RattleSnake, e da Lorenzo ( mio omonimo!!) tastierista della progressive metal band A:VoiD, ex Abstract, ex Angel’s Last Breath.
In questo debutto, i nostri ci offrono sei tracce di progressive metal strumentale, dove dimostrano un grande affiatamento e notevoli doti di composizione, dando vita a brani affascinanti ed originali, perfettamente eseguiti e prodotti; inoltre è interessante sottolineare il grande lavoro fatto in fase di programmazione della batteria, sempre all’altezza di supportare i due in ogni loro fraseggio, assolo e cambio di tempo, anche se nel futuro l’idea di allargare la loro formazione con un batterista vero potrebbe portare un sicuro vantaggio.
Ogni brano si apre o si chiude, come nell’ultima traccia, con citazioni non certo nobili, si va ad esempio da un Antonella Clerici dell’opener, passando per un’irresistibile Borat in “The Kazakh Truth” o un Benigni d’annata di ”Berlinguer ti voglio bene”, ma di sicuro effetto per l’ascoltatore e comunque ben amalgamate nel contesto.
In alcuni brani sono presenti echi di alcune band più blasonate, tipo Dream Theater o anche Pink Floyd come nell’intro dell’ultima traccia, ma di certo la bravura e la tecnica sia di Matteo che di Lorenzo non viene minimamente oscurata, e la durata media delle canzoni, inferiore ai quattro minuti, gioca a favore di tutto l’album, rendendolo ancora più dinamico e piacevole, evitando qualsiasi schema diluito e/o noioso.
Non sò quale sia il vero intento degli “The Aesthetic Project, tra quelli che loro stessi simpaticamente citano ovvero : conoscere (biblicamente) un numero indefinito/potenzialmente illimitato di donne compiacenti; omaggiare film, serie televisive, web-videos particolarmente significativi per il duo; contrastare la preoccupante ondata di emancipazione femminile che sta prepotentemente avanzando da 40 anni a questa parte; dimostrare che il Metallo Estetico svernicia chiunque in qualsiasi genere musicale. Sicuramente hanno centrato l’ obiettivo di un buon debutto!
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Chissà cos'è ciò di cui le donne non possono vivere senza... |
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Ho ascoltato le canzoni sul myspace e mi sono piaciuti, soprattutto la prima. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1) What Women Can’t Live Without 2) The Kazakh Truth 3) Join our Army! 4) ‘No’ is the answer 5) The female inconstancy 6) Friend of Us
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