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Motorhead - Motörhead
( 8991 letture )
Appena dimissionato dagli Hawkwind il buon Lemmy non si perse d’animo; rientrò in tutta fretta in Inghilterra -il licenziamento avvenne al confine col Canada- e, assieme a Lucas Fox, rubò l’attrezzatura dal magazzino della band mentre sopraggiungeva Alan Powell -al quale per soprammercato aveva appena scopato la moglie- per potersi mettere in proprio.
Sempre stato un tipo intraprendente il vecchio Lemmy.

Due settimane dopo mise in piedi il suo progetto extreme-blues ispirato agli MC5, e per dargli un nome -dopo aver scartato Bastard, scelse il titolo dell’ultimo pezzo scritto per la sua ex band: Motörhead. Dopo aver messo in piedi una prima line-up con Lucas Fox alla batteria e Larry Wallis alla chitarra ed alcuni concerti non memorabili senza aver quasi provato, le cose non andavano molto bene per Lemmy, ma riuscì comunque a registrare un disco che però vide la luce solo quattro anni dopo per pura speculazione commerciale. Durante le registrazioni vennero cambiati sia il produttore che il batterista, facendo entrare in formazione un tipo strano, attaccabrighe e con l’abitudine di farsi male in continuazione con i più svariati e stupidi incidenti, tale Phil Taylor; in seguito Lemmy modifica il progetto originale che prevedeva una line-up a quattro e fa subentrare anche un nuovo chitarrista: Fast Eddie Clark, i Motörhead erano pronti a prendere a calci in culo il mondo.

Dopo qualche mese il manager Tony Secunda (un tipo sui generis che si muoveva scortato da un indiano, completamente paranoico e che prendeva la cocaina a cucchiaiate, letteralmente) li fece incidere un singolo, ma le cose andavano molto male e Lemmy decise di sciogliere la band, solo… voleva lasciare una traccia di quel gruppo, ed invitò Ted Carroll un rappresentante della Chiswick Records a documentare l’ultimo show e lo invitò a portare uno studio mobile di registrazione. Egli non portò un beato nulla, ma il gruppo gli piacque e decise anche lui di fargli fare un singolo: "Vi dò due giorni all’Escape Studio". Band e tecnici fecero il pieno di anfetamine e registrarono undici pezzi in 48 ore senza mai dormire, della sola Motörhead vennero mixate 24 differenti versioni, Carroll rimase entusiasta e concesse alla band altri cinque giorni per registrare. Alla fine c’erano 13 pezzi incisi -un bel lotto da On Parole, l’album che non era uscito- di questi otto furono scelti per la tracklist definitiva.

Musicalmente non si trattò di un esordio memorabile, Motörhead diventò in seguito un anthem più per il titolo che per meriti musicali

Sunrise, wrong side of another day,
Sky high and six thousand miles away,
Don't know how long I've been awake,
Wound up in an amazing state,
Can't get enough,
And you know it's righteous stuff,
Goes up like prices at Christmas,
Motörhead, you can call me Motörhead, alright


e tra le altre forse solo Iron Horse e The Watcher -scritta per gli Hawkwind- e Train Kept a Rollin’ -un pezzo di Johnny Burnett più noto nella versione degli Aerosmith- sono degne di essere ricordate, per il resto si tratta di un lotto di pezzi che mostra solo l’inclinazione di Lemmy per il blues e la sua tendenza già palese ad estremizzarlo tanto da farlo poi passare per modernissimo speed metal di lì a poco, ed in questo senso ha tecnicamente poco senso parlare di classico, ciò in quanto l’album raggiunge come valutazione forse un 65/67, anche a causa della coesione ancora immatura fra i tre elementi e per l’ancora embrionale dimensione metallica che sarebbe sbocciata in tutto il suo marcio splendore in seguito, ma va inteso come tale in virtù della sua importanza storica in quanto primo mattone ufficiale della carriera di una band che rappresenta ancora oggi un pilastro dell’intero movimento.
Come curiosità posso aggiungere che tra i pezzi rimasti fuori dalla tracklist originale uno -City Kids- era stato affidato a Taylor per il cantato, ma, per usare le parole di Lemmy: " Era così buffo che mi ritrovai nel cortile sotto la pioggia, in ginocchio, a spaccarmi dalle risate! Così dovemmo abbandonare l’idea", una carriera da cantante stroncata sul nascere.

Tirando le somme: un album che rappresenta un classico solo storicamente, ma che bisogna conoscere per dovere, perché un fan dei Motörhead è una specie di pazzo maniaco, e non può non saperne nulla.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
76.37 su 64 voti [ VOTA]
ObscureSolstice
Giovedì 7 Dicembre 2017, 15.58.06
14
...camminata verso il microfono, testa alta, basso a tracolla e sigaretta in mano. Saluta poi il pubblico dicendo... "We are Motörhead, and we play Rock and Roll!”....e così, per sempre. Un esordio senza alcun merito, un disco normale registrato malissimo, sporco, inglesissimo, di semplice rock influenza condensata col punk, l'unico scalco importante è la cover del loro simbolo sta a presentarli da qui in avanti come rompiscatole da trattare con le pinze come presenza disturbatrice nel mondo, un simbolo di un cane-cinghiale feroce con le catene al collo che è la rappresentazione anagrafica non solo dei Motorhead ma di un intero genere nel classico sound motorheadiano che si vedrà poi più avanti...un immagine leggenda, come può esserlo di un Eddie per gli Iron Maiden, o la linguaccia dei Rolling Stones...
venom
Giovedì 26 Gennaio 2017, 16.04.14
13
L inizio di una band che amero per sempre!disco stupendo lo comprai 26 anni fa....e ancora oggi lo ascolto e mi piace.un disco troppo importante ......
LexLutor
Venerdì 13 Gennaio 2017, 23.01.35
12
Il mio primo album dei motorhead. Era il 1988. Un album che ascolto ancora col cuore. E che ascoltai il 28.12.2015 per tutta la giornata.
Fabio Rasta
Mercoledì 28 Dicembre 2016, 10.02.30
11
Il primo amore non si scorda mai! E' il primo disco dei MOTÖRHEAD che ho ascoltato, sono passati 30 anni e non mi ha ancora stufato. Del resto come potrebbe. Il suono rozzo come la carta vetro impressionò le mie orecchie di ragazzetto puberale a tal punto che ci misi un po' a capire che l'intro di Motörhead era il basso di LEM. L'opener è una vera dichiarazione di intenti per tutto quello che verrà dopo. Vibrator è la parte goliardica e divertente dei MOTÖRHEAD. Lost Johnny ha la potenza e la cadenza di una Wermacht in marcia, Iron Horse é già manifesto di vita; grandioso il doppio solo di "Fast" Eddie che ricorda (un omaggio?) quello di N.I.B. di IOMMY. Il lato B contiene a tutt'oggi il mio pezzo preferito dei M., Keep Us On The Road, quello che salverei, o che porterei sull'isola deserta. Qui traspare come l'amore x il Blues e x CHUCK BERRY, portato allo spasimo, abbia dato vita ad una delle + stupefacenti Band del secolo scorso, e mi sa, visto l'andazzo, anche di questo. Che dire poi dell'assolo di basso? Semplice ed originalissimo con un accompagnamento mozzafiato dei due gregari con un bellissimo ritorno al tema principale ed esplosione guitar-solo finale. Segue una risposta a Dave Brock: ce la caviamo anche senza di te. Chiude una cover che fa letteralmente impallidire quella proposta dagli AEROSMITH. Non me ne vogliano i fan di TYLER e soci ma questi tre ragazzi avevano già preso il volo.
Rob Fleming
Venerdì 17 Giugno 2016, 8.04.21
10
Bellissime le autocover di Lemmy dei suoi pezzi composti con gli Hawkwind con The Watcher sugli scudi. Il resto non è da meno
Darth_Ale
Lunedì 2 Maggio 2016, 23.09.43
9
è bellissimo, sporchissimo, puzzolentissimo, festaiolo, puro garage Rock. imprescindibile per ogni fan dei Motorhead.
patrik
Sabato 18 Gennaio 2014, 18.23.53
8
be ci credo che city era rimasta fuori, è una cover dei pink faires, avrebbero dovuto pagare i diritti per questa canzone poi vabbe di sicuro se avvessero avuto dei pezzi loro piu validi li avrebbero inseriti, poi credo che ci sia anche gli zz top e altre che ora non riconosco al volo. Lemmy che personaggio sex drug and rock and roll è stato uno dei suoi motti e credo che lo abbia messo anche parecchio in pratica, il nome motorhead credo che fosse affibiato agli speedy freak ( anfetamine, lsd erano il piatto forte) anche perchè erano quasi tutti dei red neck allla ted nugent, vabbe vado atirare fuori la giacca da motociclista AH
blackie
Sabato 18 Giugno 2011, 15.14.59
7
una pietra migliare!un album sporco rozzo con un personaggio ineguagliabile e inarrivabile come LEMMY che con la sua band ci regalera le piu grandi emozioni del metal.e questo e l inizio.grandioso!
Alex Metalheart
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.42.21
6
Un pezzo di storia, la produzione è quello che è, registrato in modo grezzo brani storici come vibrator, motorhead e iron horse fanno da scheletro all'opera, un buon inizio, ed un album discreto. La Chiswick sicuramente non c'ha perso facendo loro registrare l'album.
zoso
Sabato 18 Dicembre 2010, 14.38.35
5
sono un fan dei motorhead, e lo sarò per sempre! non mi hanno mai deluso.
Raven
Giovedì 15 Gennaio 2009, 8.55.01
4
Hellion
Mercoledì 14 Gennaio 2009, 20.20.39
3
"Musicalmente non si trattò di un esordio memorabile, Motorhead diventò in seguito un anthem più per il titolo che per meriti musicali"....come nn essere d accordo, grande Raven!!!!
pincheloco
Mercoledì 14 Gennaio 2009, 8.45.38
2
CHE MERAVIGLIA.
Simone
Martedì 13 Gennaio 2009, 22.14.38
1
Grazie di esistere Motorhead per molte cose, race dovuta. Bravo Raven. 88
INFORMAZIONI
1977
Chiswick Records
Heavy
Tracklist
1. Motörhead
2. Vibrator
3. Lost Johnny
4. Iron Horse/Born to Lose
5. White Line Fever
6. Keep Us on the Road
7. The Watcher
8. The Train Kept A-Rollin
Line Up
Lemmy - bass, vocals
"Fast" Eddie Clarke - guitar, vocals
Phil Taylor - drums
 
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