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07/09/10
I-METAL FEST
PALASHARP - MILANO
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( 659 letture )
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Rock is a "Dirty Job"... But someone's gotta do it! Sono poche parole, ma le uniche veramente necessarie a descrivere questo disco. Biondona in copertina, look stradaiolo anni '80, una serie di canzoni dai titoli più o meno espliciti come Whore, Zip It e Hot Sensation da una parte, rock 'n' roll diretto, sleazy e metallico dall'altra e il "lavoro sporco" di cui sopra è fatto. La prima prova su lunga distanza dei baresi Cream Pie si consuma velocemente nell'arco dei suoi quaranta minuti abbondanti di musica bruciando tra i solchi roventi impressi da una manciata di pezzi graffianti, elettrici e scintillanti. Gli anni '80 non se ne sono mai andati. Los Angeles, il suo Sunset strip, il Whisky A Go-Go, i Motley Crue e i Guns N' Roses sono immagini vivide nelle musica della band, che tuttavia evita abilmente il tranello della nostalgia e dell'anacronismo mettendoci del suo per risultare, se non originale (mission impossible all'interno del genere), il più personale e credibile possibile. Troviamo così a fianco alle melodie, agli hooks chitarristici ed alle atmosfere tipicamente hard rock a stelle e striscie, una scrittura e delle distorsioni che sconfinano più volte nel metal e un'attitudine smaccatamente in your face dai risvolti quasi punk. Undici canzoni, undici cazzotti in faccia, nessuna concessione al miele, al romanticismo, o peggio ancora, alla noia. I riff ficcanti di Long Leader, il refrain arioso di Whore, la rabbia di Hungry For Mayhem, tutti toccasana per gli appassionati del genere che in quest'album troveranno pane per i loro denti. I principali limiti - peccati assolutamente veniali - di questo Dirty Job arrivano da una produzione (a cura della band stessa) che a volte "sgonfia" leggermente il sound frenandone la carica e l'energia sprigionata e un singer (attualmente rimpiazzato) che nonostante una buonissima prova, tende a fare un pò troppo il verso a Vince Neil, perdendo a tratti un in spontaneità. A testimonianza del valore della band comunque interviene un tour americano di discreto successo intrapreso nel 2008, che ha toccato i principali stati del sud del paese e ha lasciato i quattro ragazzacci (ora cinque) con un arrivederci per un altro tour pianificato per il 2009, questa volta tra east e west coast. Speriamo che la conquista della terra promessa del rock non corrisponda alla classica situazione da "nemo propheta in patria", anche se immagino che ai Cream Pie non importi poi così tanto. Recentemente infatti sono stati avviati i rapporti con una label d'oltremanica quindi non ci resta che augurare alla band un futuro roseo e di mantenere salda l'accoppiata sex & rock n' roll.
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joey florenz: voice and all guitars!!please |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Leave In Coma 2. Long Leader 3. Whore 4. Zip It 5. Tokyo Nightz 6. Electric Blue 7. Face To Face 8. Love Is Blind 9. So Bad 10. Hot Sensation 11. Hungry For Mayhem
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RECENSIONI |
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