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The Cure - 4:13 Dream
( 6192 letture )
Che ci crediate o meno non sono più riuscito ad ascoltare praticamente nulla dei Cure, tanto questo album mi aveva impressionato e, per alcuni versi, spaventato, e non so dirvi praticamente nulla di veramente approfondito relativamente al resto della loro carriera, ma probabilmente anche i tre sentirono un tocco troppo spaventoso sulle loro spalle per continuare su quella strada, rendendo Pornography un album unico in assoluto.

Il paragrafo che avete appena letto è tratto dalla mia recensione di Pornography e riporta l’assoluta verità, da allora infatti non ho più seguito la band se non attraverso la più che scarne informazioni che si possono avere tramite i media generalisti -qualche video, qualche intervista- e quindi senza avere un’idea precisa della strada imboccata da Robert Smith, e tutto questo mi rende probabilmente molto adatto a scrivere di questo nuovo album senza troppe sovrastrutture mentali.

L’impressione purtroppo non è delle migliori, li avevo lasciati autori del disco Dark perfetto e li ritrovo autori di un pop-rock venato da atmosfere malinconiche che si, sarà anche di grande classe, non lo metto in dubbio, ma che mi rimanda senza pietà l’immagine di un gruppo imborghesito, in grado di svolgere il proprio compito meglio della grande maggioranza dei concorrenti, di piazzare due o tre pezzi di buon/alto livello, ma che ormai ha esaurito la sua spinta propulsiva.
Intendiamoci: ognuno è libero di cambiare, del resto si sa, il tempo passa e nulla rimane come prima tranne gli AC/DC, i Motorhead ed Andreotti – che probabilmente sopravviverà ad ambedue come è già sopravvissuto alla P2 ed a Tutankamon – è nell’ordine naturale delle cose, ma certo questo 4:13 Dream mi lascia con l’amaro in bocca più del caffè-ciofeca di mia suocera.

A parte l’ottima opener Underneath the Stars - non proprio Dark, ma atmosferica QB per sembrarlo - The Scream - ulteriore omaggio a Munch e che nulla concede alla commercialità – e la conclusiva It’s Over - distorta ed isterica - per il resto non c’è nulla che vada oltre la facciata di ottimo prodotto pop-rock.
Ad onor del vero va sottolineato che il ritorno alla sei corde di Porl Thompson, (in passato coinvolto anche con Page e Plant), e l’esclusione delle tastiere conferisce un taglio insolitamente rockeggiante al lavoro, ciò almeno se lo si paragona il suono con quello più recente risultando in questo senso più autentico, (sì, per scrivere la recensione poi mi sono documentato ascoltando parecchi altri loro dischi), ed in questo senso 4:13 Dream risulta un lavoro onesto, autentico, conferendo una certa credibilità anche agli episodi più smaccatamente pop – sempre in senso relativamente lato - come ad esempio quello di Freakshow e quello simil-goth di Sleep when I’m Dead.

Da questo punto di vista si potrebbe anche parlare di album molto maturo e professionale, giacchè produrre del pop maturo e di classe risultando credibili è per certi aspetti missione più improbabile di quella di produrre musica estrema risultando graditi al grande pubblico, ma diciamoci la verità…..è questo quello che vi aspettate da loro?
Siete veramente in grado di pensare a Pornography o Bloodflowers ed accettare la pseudo inquietudine patinata di 4:13 Dream?
Beh, io no, e la sensazione di un gruppo di ottima levatura ormai più interessato ai live in cui i fan di una volta vanno per tentare di provare antiche sensazioni ormai a lieto fine ed i giovani vanno per dire Anche io ho visto i Cure che ai dischi veri e propri è abbastanza netta.

I Cure sono in giro ormai da una vita e ben pochi di quelli che sono partiti con loro possono dire altrettanto; conservano classe, professionalità, una patina che ricorda quello che furono ed una grande maturità, ma a me non basta, a voi?



VOTO RECENSORE
61
VOTO LETTORI
45.44 su 29 voti [ VOTA]
coach
Venerdì 9 Settembre 2016, 19.37.28
8
Solo a me è piaciuto Wild Mood Swings? a parte qualche calo (The 13th sembra fuori luogo nel contesto) per il resto è un bellissimo disco, non dark, ma orecchiabile... con l'inizio di Want con quella chitarra che ti entra nel cervello e poi il grunge di Club America, gli archi di This is a Lie, la cupezza di Jupiter Crash, secondo me andrebbe rivalutato!
Diego
Venerdì 13 Maggio 2016, 16.03.43
7
premesso che faith/pornography è la perfezione del dark... rispetto al precedente omonimo the cure, quest'album non mi dispiace. non è un capolavoro ma ci sono belle tracce. é sentito.. sarà l'affezione ma un 6/5 glielo do... Al prossimo Smith stupiscici..
Arakness
Lunedì 26 Gennaio 2009, 16.22.28
6
Per quanto mi riguarda i Cure si sono fermati a Wish, album che se non altro completa, secondo la filosofia di Smith, il magnifico Disintegration. Basti pensare che il caro Rob ha sempre rigettato gli accostamenti alla darkwave e al goth...e se vogliamo i Cure degli anni novanta (fino ad oggi, appunto), sono proprio la risposta di questa repulsione. Cmq in linea di massima condivido quanto scritto dal bravo Francesco, e sottolineato da Max. 4:13 Dream, non è scandaloso, ma in ogni caso debole e povero di idee, figlio di una band comunque da rispettare.
Raven
Mercoledì 21 Gennaio 2009, 8.58.59
5
Direi che ci hai preso
Giasse
Mercoledì 21 Gennaio 2009, 0.05.58
4
Bloodflowers è un buon album che riscattò il mediocre Wild Mood Swings. Leggo il 61 di Francesco come un 6 politico... quantomeno doveroso! Ma siamo ben lontani dai fasti passati, che questo si dica!
Davide
Martedì 20 Gennaio 2009, 21.26.44
3
io non sono proprio d'accordo, per esempio mi sono sentito più a disagio ascoltando Bloodflowers rispetto a questo. Quello mi sembrava un album falso, che cercava di ricalcare cose già ottimamente fatto in passato, questo lo trovo invece fresco e vario poi naturalmente sono gusti se le canzoni non piacciono non c'è nulla da fare. mi basta però quell'apertura di Underneath per rendermi conto che Smith le grandi canzoni le sà ancora scrivere.
Emiliano
Lunedì 19 Gennaio 2009, 22.47.57
2
ASSOLUTAMENTE DACCORDO..BLOODFLOWERS è L ULTIMO CAPOLAVORO PER ME DEI CURE....UN ALBUM STRAORDINARIO..QUESTO 4.13 DREAM NN MI CONVINCE PER NULLA CSI' CM IL PRECEDENTE..PECCATO DAVVERO..DELUSIONE..
Autumn
Lunedì 19 Gennaio 2009, 18.31.40
1
No, non basta neanche a me. Concordo sulle track migliori e beh, sì, anche su tutto il resto. Sigh
INFORMAZIONI
2008
Geffen Records
Rock
Tracklist
1. Underneath the Stars
2. The Only One
3. The Reasons Why
4. Freakshow
5. Sirensong
6. The Real Snow White
7. The Hungry Ghost
8. Switch
9. The Perfect Boy
10. This. Here and Now. With You
11. Sleep when I'm Dead
12. The Scream
13. It's Over
Line Up
Robert Smith - voce, chitarra
Simon Gallup - basso
Jason Cooper - batteria
Porl Thompson - chitarra, sax, tastiera
 
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