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D-A-D - Monster Philosophy
( 2992 letture )
Rock. Una parola che equivale ad un intero microcosmo, strabordante di stelle luminose, buchi neri che risucchiano le stelle vicine, immensi ed eterni pianeti. Ed a volte qualche cometa.

I danesi D-A-D sono arrivati al decimo disco della loro carriera. Un traguardo importante, non c'è che dire. Ma a conti fatti, possiamo considerare questi veterani come delle stelle, dei buchi neri, dei pianeti, o delle sfortunate comete? La questione è davvero spinosa.
Se da una parte la loro carriera porterebbe a pensarli quanto meno importanti nell'universo del Rock, c'è anche da dire che il qui presente Monster Philosophy non dà l'idea di avere a che fare con una band matura, realizzata, che ha solo da insegnare agli altri.
Penso invece che i D-A-D non costituiscano una solida realtà in base alla loro bravura, ma solo grazie alla loro tenacia, all'attaccamento alla loro professione (o hobby?)

Monster Philosophy trasuda divertimento, ma non è un divertimento che si trasmette anche all'ascoltatore: riguarda soltanto chi ha suonato il disco.
I 14 brani che compongono questo full lenght sono vari, entusiasti, orecchiabili e mai pretenziosi.
Si potrebbe pensare ad un perfetto disco Rock, da questo punto di vista. Ma, in quanto Rock, manca un elemento fondamentale, senza il quale tutto lo sforzo fatto si disfa come un pupazzo di neve ai Tropici.
La trasgressione. Osare l'inosabile. Ecco le parole chiave.
Non basta un logo cattivo in prima di copertina, non basta un testo da duro in seconda di copertina, e non basta nemmeno una foto da divo in quarta di copertina.
La trasgressione è un modo di vivere, è un modo di respirare. Dove sono finiti gli Eddie Vedder del domani? E i Chris Cornell? I Tommy Lee? I Sebastian Bach? Io non trovo più nulla di tutto ciò.
L'unica cosa che trovo è una bella strizzata d'occhio alle chart, quando invece questa non dovrebbe essere la causa, ma bensì la conseguenza, del lavoro degli artisti. Certo, non è solo colpa loro, ma anche dei discografici. Eppure lo ripeto, la trasgressione è innata, non si può dominare, né comandare. L'artista, quando è davvero trasgressivo, quando è davvero rock, nel momento in cui gli viene imposto qualcosa che non gli piace, preferisce sparire nell'ombra piuttosto che continuare a sbattersi come un animale in gabbia. Un artista di vero Rock dura raramente 10 dischi.

Potrò sbagliarmi, ma per me Jesper Binzer non suona davvero Rock. Gioca a suonare Rock, ed a mio avviso è una cosa profondamente diversa.
E' vero, i D-A-D non sono delle comete, suonano dal 1984. Ma non sono neanche stelle, e men che meno pianeti. Semplicemente, si sono trovati nell'universo sbagliato, e ancora non lo sanno.



VOTO RECENSORE
61
VOTO LETTORI
45.42 su 21 voti [ VOTA]
Renaz
Domenica 6 Marzo 2016, 0.17.01
8
Ebbene sì, mi hai scoperto. Evitare il track by track ed accomunare la band a nomi noti a tutti fa di me un totale incompetente. Ma chi me l'ha data la patente?!
klostridiumtetani
Sabato 5 Marzo 2016, 22.08.47
7
Si vabbè hai capito, dai ! Niente di personale , ma trovo molto ingiusto quanto detto nella recensione, anche perché non entri mai nella descrizione del disco, ma disquisisci a piacimento su chi o cosa è più o meno rock (tra l'altro esempi molto aleatori), e personalmente lo trovo poco "professionale" e molto approssimativo...
Renaz
Sabato 5 Marzo 2016, 21.29.23
6
ehm... mestiere?!
klostridiumtetani
Sabato 5 Marzo 2016, 19.57.57
5
Sinceramente non capisco l'ultima considerazione fatta nella rece. Sono una grande Rock Band! Cosa vuol dire "Quando l'artista è davvero trasgressivo e davvero rock... ecc. ecc." oppure "Ma non sono stelle, e men che meno pianeti:"? Questi hanno fatto dischi della Madonna, e tanto mi basta. Poi tutto il tono della recensione è alquanto imbarazzante. Dargli degli "hobbisti" e non dei professionisti, sottintendere che se si fossero comportati come "Tommy Lee & co." allora quello che hanno fatto acquisterebbe "valore artistico", ma siccome non sono così, allora non sono "degni"... Veramente cambiate mestiere... E' tutto molto patetico... per me... Come detto da @Metal shock , dove sono No Fuel ... e Riskin'..? Recensite quelli e vediamo se avete il coraggio di dire certe str....te.
Metal Shock
Sabato 5 Marzo 2016, 19.22.24
4
Questo non è certo il miglior album dei D.A.D. ma comunque abbastanza discreto. Prendo spunto da qui per chiedere dove siano le recensioni dei loro migliori album, No fuel .... e Riskin..., almeno, mentre ci sono recensioni di gruppi sconosciuti o album di band veramente brutti, tipo P.O.D. appena recensito, oppure album usciti da parecchio, tipo Five Finger Death Punch e mai recensiti. Sinceramente non capisco queste scelte. Comunque i D.A.D. sono una grandissima band che ha fatto grandi album, come i due sopracitati e all'estero, soprattutto centro nord Europa siano molto considerati, ma come al solito, in Italia in pochi li conoscono.
Galilee
Martedì 6 Ottobre 2015, 15.40.53
3
I DAD sono uno dei miei gruppi hard rock preferiti. A fine anni 80, inizio 90 furono etichettati dalla stampa come i Guns d'europa e un disco come nFLFTP vendette ben 2 milioni di copie. Il seguente riskin' it all era un'altro capolavoro e cosi via. In danimarca sono degli eori, e lo rimangono tutt'ora, ovviamente dopo la perdita d'interesse da parte del business riguardo all'hard rock e al glam, questa band per la stampa mondiale è scomparsa. In realtà i 5 Danesi non ne hanno quasi mai sbagliata una e grazie al loro super talento sono arrivati ai giorni nostri. Questa recensione la boccio su tutti i fronti, non ha senso per me e dice un sacco di cose che non stanno in piedi, come tutta sta dietrologia di fuffa che sta dietro alla band. Ma perchè dico io?? basta vederli dal vivo per capire che sono una delle band più vere in circolazione. Altro che band nell'universo sbagliato. Sono proprio la band che mi fanno capire che sono in quello giusto. Parlando del disco invece, dico che sprizza classe da tutti i pori, le canzoni sono una più bella dell'altra e sono suonate e arrangiate da Dio. Commerciabilità? Dai non scherziamo, questi sono i DAD. Una band che riesce a riempire un disco di ottime canzoni, cosa che gruppi molto più famosi non riescono a farlo più nemmeno in una decade. Voto 80 Divertimento assoluto , grande musica per un disco che una volta messo su ci rimane per una vita.
Sextus
Venerdì 27 Febbraio 2009, 15.24.45
2
Un bel disco, non c'è che dire. Per me 75 è il voto giusto.
P2K!
Giovedì 22 Gennaio 2009, 8.37.58
1
Secondo me 'stò disco è dievrtente e ben fatto. Tutte le critiche mosse in sede di recensione le trovo un pò severe e forse un tantino prevenute. Storicamente il sound dei D:A è stato sempre quello, con il rock mischiato a quel retro-gusto anni '60 con la chitarra suonata con abbondanti note vibrate dalla leva. Le melodie sono sempre state il punto oforte dei danesi e quindi questo Monster Philosophy altron non fa che portare avanti un discorso innato nella band. Probabilmente è il disco meno pompato dei nostri, ma è bello e suona bene. Tiene botta e diverte. Per me il voto poteva TRANQUILLAMENTE assestarsi su un 75
INFORMAZIONI
2008
Cargo Records
Hard Rock
Tracklist
"Revolution" 3:23
"Nightmares In The Daytime" 3:56
"Too Deep For Me" 4:10
"Beautiful Together" 3:18
"Monster Philosophy" 3:37
"Milk And Honey" 4:13
"You Won't Change" 3:29
"If You Had A Head" 2:46
"I Am The River" 4:09
"Chainsaw" 3:21
"Money Always Takes The Place Of Life" 4:02
"Nightstalker" 6:05
"If I Succeed" 4:19
Line Up
Jesper Binzer - lead vocals, electric guitar
Jacob Binzer - electric guitar
Stig Pedersen - bass guitar, backing vocals
Laust Sonne - drums, backing vocals
 
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