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Rush - Hemispheres
( 6142 letture )
Anno particolare, il 1978. Un anno che vede i Bee Gees di Stayin' Alive dominare le charts, i Judas Priest pubblicare Stained Class e i Kiss impegnati nella famosa manovra commerciale dei quattro dischi solisti. A titolo di cronaca, quell'anno in Italia andavano alla grande Alan Sorrenti con Figli Delle Stelle (Aria era ormai un ricordo lontano) e Renato Zero con Triangolo.

Intanto, nel lontano e freddo Canada i Rush perseveravano sulla strada del progressive, aggiungendo un altro splendido tassello ad una discografia ai tempi ancora corta ma già di grandissimo livello, e obbligando a ricredersi tutti coloro che lo ritenevano già morto da almeno due anni.

L'album in questione era Hemispheres, uno dei più strettamente prog mai prodotti dalla band, che condensava in quattro canzoni 36 minuti di quel sound che i fan sarebbero capaci di riconoscere alla prima nota, tanto personale e caratteristico era ed è tuttora.
L'inizio mette subito in chiaro una cosa: questo disco si pone come successore di A Farewell To Kings non solo cronologicamente, ma anche idealmente e stilisticamente, con la continuazione della splendida suite Cygnus X-1, che chiudeva il precedente lavoro e che viene qui arricchita da 18 splendidi minuti. La prima parte è un coinvolgente, potente esercizio di stile, tecnica, songwriting, che ci porta nel vivo della canzone: basso pungente, batteria dalla precisione chirurgica impegnata in ritmi e passaggi di elevato tasso tecnico, e soprattutto una linea vocale appassionante ed acutissima; in seguito le sezioni Apollo e Dionysus si fanno più ritmate e cadenzate, incentrate sulla musicalità del bellissimo ed evocativo testo:

I bring Truth and Understanding
I bring Wit, and Wisdom fair
Precious gifts beyond compare
We can build a world of wonder
I can make you all aware

I will find you food and shelter
Show you fire to keep you warm
Through the endless winter storm
You can live in grace and comfort
In the world that you transform


Dopo un semplice ma ottimo assolo, si apre la sezione Armageddon: linea vocale leggermente effettata, impegnata su tonalità che variano dai soliti acuti a più inusuali note basse, ritmo lento ma ugualmente coinvolgente, vuoi per l'insistenza di una sezione ritmica pungente, vuoi per il sottofondo misto di chitarra e tastiere che avvolge l'ascoltatore.
Le ultime due sezioni, Cygnus e The Sphere, sono il trionfo dell'emotività e del progressive in senso più stretto: alla malinconica e cupa melodia iniziale si sostituisce un muro sonoro inarrestabile, fatto di riffs veloci e penetranti, virtuosismi tecnici di varia natura, acuti sorprendenti della linea vocale, e a sorpresa un finale acustico dall'alto tasso emotivo, conclusione perfetta per una canzone stupenda, che vi consiglio di ascoltare, insieme con la sua prima parte, con un occhio al testo, davvero appassionante, con quel gusto per la science-fiction tanto presente nei Rush dei primi tempi.

Circumstances scorre via più leggera ma non per questo è meno valida: se infatti la struttura basilare è decisamente più semplice, si tratta comunque di un pezzo di buona fattura, con una linea vocale particolare, un ritornello orecchiabilissimo ma allo stesso tempo potente ed espressivo; si tratta forse dell'episodio meno straordinario del disco, ma che sarebbe un capolavoro per molte band di buon livello.

The Trees è invece una delle canzoni più amate dai fan, con un testo apparentemente fantasy ma da molti interpretato in maniera politica – a rappresentare i rapporti tra USA e Canada – e un songwriting di livello incredibile. Alla melodia iniziale, ancora una volta sottolineata dalla chitarra acustica, sopraggiunge poi un muro sonoro potente ed esplosivo, che ci accompagna al ritornello centrale e poi di nuovo a una lunga sezione melodica, interamente strumentale, dominata dal fantastico alternarsi di batteria e chitarra in un frenetico ma controllato scambio di mini-assoli, secondo uno schema che si ripresenterà spesso nelle successive strumentali (anche se generalmente col basso a prendere il ruolo che qua è della chitarra).

Il disco si conclude come era iniziato: con un lungo pezzo (anche se ora sono solo nove minuti) di matrice progressive. Ma, se possibile, La Villa Strangiato (An Exercise In Self-Indulgence) è ancora più estremizzata dell'opener. Si tratta infatti della più lunga strumentale mai realizzata dalla band, e le costruzioni su cui si basa sono ardite e ricche di tecnicismi estremi, che possono risultare indigesti, almeno ai primi ascolti, all'ascoltatore meno avvezzo a certe sonorità. Ancora una chitarra acustica autrice di pregevoli passaggi ad aprire il pezzo, poi una lunga e ritmata sezione, in cui spiccano i numerosi virtuosismi al basso di Lee, e di nuovo la chitarra, stavolta elettrica, che si inserisce creando un ritmo irresistibile che trascina l'ascoltatore in una spirale musicale, la quale porta in una sezione lenta e oscura, in cui Alex Lifeson si trasforma in un mattatore delle sei corde: riff potenti, penetranti, quasi lancinanti, assoli velocissimi, poi il cambio per una tonalità più cupa, e il prepotente ritorno del resto della band, che si completa con lo stratosferico assolo di basso; ancora un ultimo, travolgente rientro di Lifeson ci accompagna verso i due minuti finali, ripresa del tema iniziale. Assolutamente superfluo spendere altre parole: una strumentale come questa va ascoltata e assimilata di persona, per rendersi conto della suprema maestria compositiva della band.

Hemispheres è un disco fenomenale, fondamentale nella discografia dei Rush e un capolavoro di prog rock; a mio avviso, questo album lotta per entrare sul podio delle creazioni del trio canadese, vicino a perle come 2112 o Moving Pictures.




VOTO RECENSORE
94
VOTO LETTORI
73.58 su 60 voti [ VOTA]
Fly 74
Giovedì 7 Dicembre 2017, 21.08.17
26
Questo cd è la sintesi di come si possa essere ricchi nel contenuto senza risultare prolissi. The trees è meravigliosa.
mic
Giovedì 7 Dicembre 2017, 19.15.56
25
in fissa con questo disco da giorni. Che band strepitosa!
ELIO MARRACINY
Domenica 5 Novembre 2017, 9.20.24
24
ALBUM DELLA MADONNA...CIRCUMSTANCES CHE PEZZO, THE TREES COMMOVENTE, HEMISPHERES IL MIGLIOR BRANO STRUMENTALE DELL INTERA STORIA DELL UMANITA TUTTA!
Max1
Martedì 17 Gennaio 2017, 8.29.31
23
A mio modestissimo parere i Rush sono l'unica (o una tra le pochissime) band in campo Rock (nel senso più ampio del termine, metal incluso) che in quasi 50 anni di carriera ha sfornato una quantità industriale di capolavori e comunque mantenendo un livello qualitativo impressionante!!! Non sparatemi se dico una bestemmia, ma non avendo un grande feeling con le strumentali in genere, quella che mi piace di meno è proprio La Villa!!
Gilli1997
Lunedì 16 Gennaio 2017, 20.20.33
22
Forse il mio preferito dei Rush
Philosopher3185
Domenica 6 Marzo 2016, 20.53.13
21
Solo per La villa strangiato sarebbe obbligatorio avere questo disco.Album come questi hanno segnato un epoca e hanno dato tanto materiale a cui attingere, alle band degli anni 80 e 90.
Mic
Sabato 20 Febbraio 2016, 19.49.36
20
Argo, moving picture il meglo. Io però do via si testa per il Live different stages
Argo
Sabato 20 Febbraio 2016, 19.27.06
19
Terzo cd che prendo in poche settimane dei Rush, in ordine dopo i 2 predecessori. Voto inutile, capolavoro! Adesso senza indugio vado a recuperare tutto il resto della produzione, con 5€ a cd su ebay vado di lusso. Già in arrivo Moving Pictures, adesso mi ordino Permanent Waves. Grande band che fortunatamente ho avuto il privilegio di "scoprire" (dopo anni che la conoscevo solo di nome).
Rob Fleming
Sabato 6 Febbraio 2016, 21.05.01
18
In Cygnus X-1 Book II Lifeson suona un assolo che in precedenza avevamo potuto sentire solo in "Achilles last stand", ma da seguire in questo caso ci sono anche le evoluzioni melodiche del basso di Lee e il lavoro di Peart da brividi. Ed è solo il primo brano. Dopo altri due pezzi eccellenti direi che occorre inchinarsi all'ascolto di La Villa Strangiato: Lifeson entra nell'empireo dei grandissimi e la musica trascende i generi (fusion? jazz? hard rock?). Grandioso. 83
herr julius
Lunedì 16 Giugno 2014, 14.33.13
17
non sono d'accordo, lo so che sono una voce fuori dal coro ma a parte la suite 2112 non lo trovo l'apice della band e può essere ostico e addirittura annoiare un ascoltatore inesperto. Xanadu per me è l'opera summa dei rush, è ipertecnica, progressiva, potente ma arriva subito, Moving pictures è un monolite che va giù come la weissbier, idem per signals (anche se il genere è diverso). Mi spiace tirarmi delle maledizioni ma 2112 è uno degli album (che ho in vinile originale) dei rush che ascolto meno (e li ascolto da più di vent'anni)
Steelminded
Lunedì 16 Giugno 2014, 14.13.57
16
Noooo, ascolta 2112 come primo approccio obbligatoriamente... Poi prosegui con i brani/album consigliati da herr julius (anche se forse potrebbero anche non piacerti ai primi ascolti), tranne gli ultimi due (post Moving Pictures hanno cambiato genere...)... I Dream Theater sono I Dream Theater (per me unici) e i Rush sono i Rush (altrettanto unici)... ma possono piacere entrambi...
herr julius
Lunedì 16 Giugno 2014, 14.04.53
15
molto difficile consigliare perchè la carriera di questa band è divisa in epoche ben distinte ed è difficile fare una classifica. Probabilmente dato i tuoi ascolti progressive e metal ti consiglierei di ascoltarti in primis una Xanadu dall'albume a farewell to kings, poi sicuramente tutto moving pictures (Tom Sawyer, red barchetta, yyz,...), tutto signals (subdivisions su tutte) e a busta chiusa tutto l'ultimo clockworks angels.
Mark
Lunedì 16 Giugno 2014, 13.27.10
14
@herr julius: il punto è che essendo un patito di yes, king crimson, floyd così come dell'hard rock (dagli Zeppelin ai Def Leppard) e del metal (da Seventh Son a Rust in Peace, passando per Ride The Lighting) mi sembra strano che i Rush, che mettono insieme queste cose, non mi piacciano. Datemi dei consigli su come approcciarmi, una canzone da ascoltare assolutamente... perchè mi piacerebbe arrivare ad apprezzare più musica di quella che già ascolto (tantissima, più di 100 GB). Grazie
herr julius
Lunedì 16 Giugno 2014, 8.42.11
13
@mark, ovviamente se ti poni una domanda del genere è perchè "non ti arrivano", evidentemente non sono la tua band, è come se io chiedessi ad uno che cosa ci trova in un album dei Beatles, o di Vasco Rossi o dei Nomadi. Per me i Rush sono una band indescrivibile, tante sono le emozioni profonde che mi scatenano quando ascolto capolavori antichi come questo dove il prog rock intellettuale si fonde con l'hard rock dei led zeppelin, oppure con le loro produzioni patinate anni 80 piene di sintetizzatori e richiami reggae alla police, per arrivare a capolavori inarrivabili per chiunque come l'ultimo clockwork...se preferisci i Dream Theater probabilmente per te è giusto così
Mark
Domenica 15 Giugno 2014, 23.51.23
12
Bah, preferisco i Dream Theater...Sarei grato se qualcuno mi dicesse cosa c'è di bello negli album di questi Rush...
Valereds
Domenica 2 Febbraio 2014, 10.27.26
11
Bellissimo!
HeavyLollo
Domenica 2 Febbraio 2014, 1.48.53
10
giravo tranquillamente nel sito e volevo leggere qualche recensione dei rush, band di cui non sono un grande appassionato nè un conoscitore assoluto, pur riconoscendo il loro valore seminale per il rock e la musica in generale... Devo dire che è abbastanza seccante vedere un voto lettori bassissimo in quasi tutti i dischi, a volte la possibilità di voto aperto a tutti dà risultati davvero pessimi! A volte bisognerebbe capire che senza alcune band oggi la musica che ascolteremmo non sarebbe la stessa.. Pace Ciao
Delirious Nomad
Giovedì 4 Ottobre 2012, 16.10.58
9
Un disco perfetto. Alla pari con farewell con voto 99, appena sopra 2112 con 100 e sotto moving pictures con 95.
hm is the law
Lunedì 31 Gennaio 2011, 19.34.54
8
Ho il vinile acquistato a Madrid. Assolutamente spettacolare!!
onofrio
Domenica 6 Giugno 2010, 12.54.14
7
Maniacale perfezione dell' arte musicale questo è Hemispheres dei MAESTRI RUSH.
Nikolas
Martedì 27 Gennaio 2009, 18.29.09
6
Grazie Luca! Anche per la pubblicità che mi (ci) fai su limbo
Luca2112
Martedì 27 Gennaio 2009, 13.24.11
5
bellissima recensione grande Nikolas!
labbra tonanti
Martedì 27 Gennaio 2009, 0.42.58
4
un'altra dimostrazione del perfetto equilibrio musicale che i tre sanno dare ad ogni loro album.Assolutamente il miglior gruppo della storia se consideriamo il rapporto QUALITA'
Nikolas
Lunedì 26 Gennaio 2009, 19.12.45
3
Ahah non ci avevo pensato all'assonanza XD Comunque sì... è un disco su cui sbavare!
Khaine
Lunedì 26 Gennaio 2009, 19.09.26
2
CHE DISCOOOOOO!!!! Bravo Nikolas, bella rcensione: e con un disco così che si può fare se non sbavare... sbav sbav sbav... "La villa strangiato" rimarrà per sempre nel mio cuore, e non solo per l'assonanza col mio cognome...
Arakness
Lunedì 26 Gennaio 2009, 18.01.09
1
...non aggiungo altro. Assieme a 2112 il mio preferito del trio delle meraviglie!
INFORMAZIONI
1978
Mercury Records
Prog Rock
Tracklist
1. "Cygnus X-1 Book II: Hemispheres" – 18:04
2. "Circumstances" – 3:40
3. "The Trees" – 4:42
4. "La Villa Strangiato (An Exercise in Self-Indulgence)" – 9:34
Line Up
Geddy Lee - Vocals, Bass
Alex Lifeson - Acoustic and Electric Guitars
Neil Peart - Drums
 
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