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07/09/10
I-METAL FEST
PALASHARP - MILANO
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( 642 letture )
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Un inquietante ed inumano occhio spalancato sulla copertina, un logo “ramoso” e di difficile lettura: un’altra band black grezza come tante, ho pensato. Ed invece ecco una bella sorpresa!
I tedeschi Kerbenok con il loro ultimo lavoro - O - hanno decisamente colto nel segno. E’ difficile dire precisamente quale sia il genere di appartenenza: c’è il black, certo, ma ci troviamo davanti anche numerosissimi elementi extra che mi hanno davvero sorpreso.
L’album è composto da dieci tracce – di lunghezza variabile dai due ai dodici minuti – che ci fanno immergere completamente in un mondo sempre cangiante, mai monotono, impressionante. Le tracce infatti sono di una eterogeneità invidiabile: si passa da tipiche parti black – ritmi in 2/4, riff trillati, scream acido – a malinconiche e rilassanti sezioni d’ambiente, molto melodiche e piacevolissime. Il tutto senza alcun preavviso, come se si passasse dall’inverno all’estate in un batter di ciglia, senza mezze stagioni.
Questo non vuol dire che sia una cozzaglia di suoni e melodie legate con semplici “taglia e cuci”, ma che i passaggi tra le “nere sfuriate” e le soffici atmosfere sono così diretti ed immediati che non si fa neanche in tempo ad immaginare una probabile incursione melodica in un determinato punto di una qualsiasi canzone, tanto da rimanere esterrefatti ed in un certo senso estasiati ad ogni “cambio di scena”.
I nostri hanno saputo ben organizzare ogni suono, tanto che anche le parti più cattive risultano in un certo qual modo morbide grazie a distorti leggeri, suono di cassa naturale e pulizia sonora generale – tanto da ricordare gli ultimi Enslaved forse, a volte, anche a livello di riffing.
Circa le sezioni black, noto un’ottima capacità musicale da parte dei Kerbenok, in quanto non rimangono nei canoni, ma anzi si “divertono” spesso ad inserire pause brevi nei riff o nei ritmi, oltre ad usare linee chitarristiche a volte inusuali in quest’ambito; per quanto riguarda l’altra faccia della medaglia, i nostri sanno come coinvolgere l’ascoltatore, emotivamente parlando, suonando melodie lente, rilassanti, utilizzando strumenti classici o a fiato, deliziandolo anche con soavi voci femminili. Ricorrente è anche l’uso di tali suoni durante le parti black, contrapponendo, ad esempio, il tagliente scream del vocalist con un ben più soffice coro femminile.
O dura ben 71 minuti, ma in un album del genere non sono per nulla troppi. I due fattori fondamentali di questo CD sono miscelati talmente bene che non ci si può annoiare durante l’ascolto, regalando un po’ più di un’ora di ascolto in totale serenità e relax.
Va ascoltato, e va ascoltato tutto, per forza.
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Aus Der Stille… 2. Heimstatt In Trummern 3. Die Scwere Unserer Glieder 4. Im Kreise Ziehen Wir Unsere Runden 5. Waldfrieden 6. Frihet Er Vares 7. Verstandes Klinge 8. Lys 9. Hardangervidda 10. …In Das Was Noch Kommen Mag
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Line Up
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Stefan – Vocals, guitars, bass Christopher – Drums, vocals, vibraphone session musicians: Amir – bass (Hardengervidda) Marco – percussions Loretta – Gesang, klavier Ingeborg – Cello, horn www.myspace.com/kerbenokmusikk
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