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Enemynside - Let The Madness Begin...
( 2096 letture )
Band attivissima nell'underground italiano da ormai una decina d'anni, i capitolini Enemynside (ex-Scapegoat) approdano al loro primo full lenght sotto contratto con la Temple Of Noise vantandosi di una distribuzione capillare da parte di una casa come la Frontiers. Devo dire che le mie aspettative erano elevate riguardo a questo debut-album, che racchiude il meglio della produzione del gruppo degli ultimi anni, ovviamente ri-registrati e ri-suonati. Purtroppo il primo impatto che si ha con questo lavoro non è dei più positivi per per chi come il sottoscritto ama alla follia il thrash metal e ciò che ha rappresentato esso negli anni 80, cioè furia, cattiveria, headbanging furioso e moshing sfrenato! Infatti ci si accorge subito che qui tutto ciò è in praticamente sparito, in favore di un impatto sonoro più moderno e che ricorda per certi versi ciò che i gruppi svedesi di oggi stanno facendo con il thrash degli anni d'oro: snaturare la violenza e la grezzura di un genere in favore della creazione di ritmiche ridotte al nocciolo, tempi non molto tirati, voce abbastanza piatta. Lo stile del combo romano è in ogni caso distante da quello di un gruppo come i The Haunted tanto per fare un esempio, ed è abbastanza personale e riconoscibile. Ciò che manca è proprio la voglia di esagerare tipica del genere: mancano le mazzate incredibili, si fatica a trovare un passaggio che fa urlare dalla rabbia, e tutto rimane abbastanza piatto, tra ritmi più o meno tirati, ma sempre privi di impatto. C'è da dire che forse gran parte della colpa di tutto ciò è da attribuire ad una produzione abbastanza infelice e "sintetica", in cui i trigger di batteria la fanno da padrone, rendendo il suono freddo e distaccato, in definitiva finto. Questo è un peccato perchè le capacità tecniche che il gruppo dimostra sono senz'altro ottime e magari un suono più "sporco", di quelli che escono dalle casse dello stereo facendo esplodere tutto come la dinamite, avrebbe giovato in pezzi quali "Speed Killing" o "In Memory Free", canzoni ottime e marchiate a fuoco con la scritta "Bay Area" che risultano svilite da una piattezza sonora veramente immeritata! Altro piccolo punto debole dell'album è secondo me la voce, chiara e inquadrata, ma a tratti poco potente e piatta, di Francesco Cremisini, la cui timbrica particolare potrebbe forse funzionare meglio con linee vocali più studiate e aggressive. In ogni caso elementi positivi non mancano di certo: la personalità si sente, e le doti compositive del gruppo sono ottime, con canzoni che colpiscono laddove devono colpire, senza contare il riffing sempre impeccabile di Matteo "Thrasher" Bellezza. Magari avrebbe giovato inserire qualche riff più pesante qua e là o qualche stacco melodico in più, visto l'ottimo risultato ottenuto ad esempio nell'assolo rallentato di "Peace of Mudd", che porta alla mente i four horsemen (quando lo erano ancora di fatto, e non solo di nome!) di Frisco. In definitiva un discreto disco, penalizzato fortemente da una produzione non all'altezza. Quindi non ci resta che sperare nel prossimo capitolo, sperando che il gruppo riesca a esprimere in pieno le (grandi) potenzialità che ha, e tenti di osare un po' di più in fase produttiva, abbandonando certi orpelli digitali che danno un senso di "plasticosità", decisamente fuori luogo, al suono.


VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
24.12 su 39 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2003
Temple Of Noise/Frontiers
Thrash
Tracklist
1. Suddenly Mad
2. Bad Junks
3. Ex-X-Es
4. In Memory Free
5. Your enemy inside
6. Speed Killing
7. Peace Of Mud
8. Unchained
9. Scars
10. Hatestone
Line Up
Francesco Cremisini: Vocals, Guitars
Matteo Bellezza: Guitars, Backing Vocals
Alberto Sempreboni: Bass
Luca Marini: Drums
 
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