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Balance - Equilibrium
( 2893 letture )
IL RITORNO DEI BALANCE
Per chi non lo sapesse i Balance sono una band che, negli anni ’80, pubblicò due album da molti considerati seminali in ambito AOR: si trattava dell’omonimo debutto del 1981 e del successivo In For The Count, datato 1982, quest’ultimo in particolare veramente molto apprezzato da pubblico e critica nonostante la band, essendo poco supportata dalla propria etichetta discografica, non riuscì a sfruttare in maniera commercialmente adeguata le proprie potenzialità. A distanza di 27 anni, cosa sarà cambiato in casa Balance? Cosa avrà spinto i musicisti americani a riunire ancora una volta le proprie forze? Nella recensione che segue mi sforzerò di rispondere a questi due interrogativi.

E' TUTTO COME PRIMA
La risposta alla prima domanda è semplice: per i Balance il tempo sembra non essere trascorso e la dimostrazione di questa mia convinzione sta tutta nella musica proposta, da come è stata composta a come è stata arrangiata, da come è stata eseguita a come è stata prodotta: un tripudio di gloriosi anni ’80, tanto nei suoni quanto nelle intenzioni, e nulla più. Se ascoltando Twist Of Faith o Who You Gonna Love inizierete a scuotere il corpo a tempo di musica, se le melodie portanti di Breathe e Forever vi faranno pensare che in fondo ci vuol poco per scrivere una bella canzone, se il tiro al contempo grooveggiante e orecchiabile di brani come Crazy Little Suzie o Liar vi farà pensare che il mercato odierno necessiti anche di gruppi così ostinatamente “classic”, allora sappiate che questo disco è perfetto per voi, così come lo è per tutti coloro che hanno voglia di fare un tuffo nel passato. Sissignori: l’approccio scelto dai Balance è quanto di più banale e sperimentato possibile, non c’è assolutamente ombra di innovazione né mi pare che ci sia la voglia di percorrere strade non dico diverse dal solito, ma magari solo un po’ meno affollate dai ricordi...

PURO DIVERTIMENTO O PURA SPECULAZIONE?
Io posso capire che una band emergente voglia rifarsi ai miti del passato, emulandone le sonorità e atteggiandosi nella maniera in cui si atteggiavano i propri idoli, sforzandosi di raggiungere le vette artistiche alle quali si ispirano. Ma quando dei signori, ormai molto navigati nel settore discografico, decidono di riproporre in maniera inalterata qualcosa che non facevano da quasi tre decenni mi viene da pensare che sotto sotto ci sia la voglia di speculare sul concetto di “reunion” e su tutto quello che gli gravita attorno, economicamente parlando. Cari Lettori, Equilibrium non è affatto un brutto disco: è melodico, molto fedele all’attitudine AOR e soprattutto credo che possa essere apprezzato da chi gli anni ’80 li ha vissuti con passione e, magari, di tanto in tanto ama rievocarne i ricordi. Per tutti gli altri Equilibrium costituisce un surplus di cui si può tranquillamente fare a meno: piuttosto, se non lo aveste mai fatto, vi suggerisco di ascoltare In For The Count, se non erro recentemente ristampato, che sicuramente possiede una carica e una dose di personalità molto più alta di questo terzo disco in studio.

Come dire: dalle stelle alle stalle.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
22 su 15 voti [ VOTA]
Hammervain
Mercoledì 29 Marzo 2017, 17.48.34
2
ci vorrebbe un po' più di rispetto per questa gloriosa band. il disco è da 75/80 per la cronaca. Consiglio per la prossima volta di affidarvi ad un recensore esperto ed amante dell'AOR. Grazie con affetto
Sabbracadabra
Sabato 24 Marzo 2012, 15.50.41
1
Sperimentazione ? Nel genere in questione non ha senso cercarla, l'AOR ha i suoi dogmi e piace per quello.
INFORMAZIONI
2009
Frontiers Records
AOR
Tracklist
01 Twist Of Faith
02 Breathe
03 Old Friends
04 What Have U Done
05 Winner Takes All
06 Crazy Little Suzie
07 Liar
08 Walk Away
09 Who You Gonna Love
10 Forever
11 Where The Rainbow Ends
Line Up
Peppy Castro – Voce
Doug Katsaros – Tastiere/backing vocals
Bob Kulick – Chitarre
Bret Chassen – Batteria
 
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