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Tombs - Winter Hours
( 1920 letture )
UN DISCO IMPEGNATIVO
Ho trovato molto difficile formare un’opinione su questo nuovo disco degli statunitensi Tombs: Winter Hours è un platter potente, pieno di energia e rabbia, è un prodotto che se attentamente analizzato potrebbe svelare influenze musicali tra loro diametralmente opposte, dato che nel corso dell’album si possono sentire tanti passaggi ritmici caratteristici della musica estrema quanti riferimenti al metal core –per un esempio sufficientemente omnicomprensivo di questa mia osservazione si ascolti Beneath The Toxic Jungle. Se questi aspetti appaiono chiari come la luce del sole, tuttavia, lo stesso non può dirsi del tipo di melodie, di giri d’accordi, di armonie proposte dai nostri: tutto Winter Hours è infatti caratterizzato dalle dissonanze, dalla pedissequa ripetizione di frasi melodiche (solitamente delineate dalle chitarre ritmiche, proprio come nell’introduttiva Gossamer), dallo sfruttamento di note gravi e, in particolar modo, da una certa tendenza “post” evidenziata soprattutto dalle ipnotiche schitarrate soliste. Personalmente considero tutti questi aspetti concettualmente positivi: trovo infatti che un approccio così distante dalle logiche commerciali non possa che garantire un certo beneficio a chi ne fa uso; purtroppo in questo caso, sebbene la tecnica compositiva sia buona e così lo siano anche le intenzioni della band, il risultato finale non mi sembra altrettanto soddisfacente.

LE INTENZIONI NON BASTANO
Il problema è che dopo un po’ Winter Hours stanca: c’è troppo rumore, troppa distorsione, troppo blast beat, troppe dissonanze. Badate bene che non sto dicendo che il rumore, o la distorsione, o il blast beat o la dissonanza siano in se e per se una cosa negativa, solo che qui se ne fa un uso esagerato, nel senso che tutte queste cose ci sono anche dove non ci dovrebbero essere, che in alcuni casi sono eccessive; se ad esempio la band avesse inserito qua e là non dico degli stacchi acustici ma almeno dei fraseggi clean, se avesse inserito qualche cambio di velocità o di atmosfera, se insomma avesse tentato una via compositivamente più aperta allora tutto il disco ne avrebbe risentito in meglio. Per quanto mi riguarda le quattro battute in crunch poste nell’introduzione di Filled With Secrets (giusto per fare un’esempio), non sono sufficienti a migliorare il disco, anche perché nel caso specifico si tratta di una successione di sei note che viene ripetuta sempre uguale a se stessa per circa due minuti: ad esser sincero in casi del genere mi passa anche la voglia di continuare ad ascoltare l’album, poco importa se il resto del brano è metaforicamente composto di cazzotti e coltellate perché, parliamoci chiaramente, l’attitudine metal non si riduce solo a questo.

IN CONCLUSIONE
Ora, chiudendo la recensione, vorrei specificare un’ultima cosa: Winter Hours non è da buttare anzi gli amanti del metal core potrebbero anche apprezzarlo e quindi mi sento, in tutta umiltà, di suggerire a queste persone di dargli un’ascoltata perchè forse, ma proprio forse, potrebbe essere nelle loro corde. Sono comunque convinto che i Tombs avranno occasione di maturare stilisticamente e di evidenziare un’attitudine musicale più aperta di quella che oggi mostrano di avere; l’approccio poco ortodosso scelto dalla band mi spinge a non bocciare in pieno la release e, anche se sono convinto che – per il mio gusto – i Tombs avrebbero potuto fare di più, questo è quello che ci viene proposto e, per il momento, di più non si può chiedere. Attendo con sincera impazienza di ascoltare nuovo materiale dalla band.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
32.5 su 22 voti [ VOTA]
Khaine
Sabato 2 Aprile 2011, 14.21.44
2
Ciao Lello, grazie del commento. Sei sicuro? Io correggo subito e mi scuso per l'errore, però ero certo che Winter Hours fosse proprio il primo full-lenght (nel senso vero e proprio del termine).
Lello
Sabato 2 Aprile 2011, 14.05.27
1
Voto strettino. E comunque non è l'album di debutto, c'è stato nel 2007 il debut album (dopo mi sembra un ep) omonimo. Album da sette e mezzo tendente all'8. Un interessante miscuglio di black, sludge neurososiano, e psichedelia tra Mastodon e Voivod.
INFORMAZIONI
2009
Relapse Records
Metal
Tracklist
1 – Gossamer
2 – Golden Eyes
3 – Beneath The Toxic Jungle
4 – The Great Silence
5 – Story Of A Room
6 – The Divide
7 – Merrimack
8 – Filed With Secrets
9 – Seven Stars The Angel Of Death
10 – Old Dominion
Line Up
Mike Hill – Chitarra e voce
Andrew Hernandez – batteria
Carson Daniel James – basso
 
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