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Amon Amarth - The Avenger
( 6765 letture )
Nati in origine con il nome Scum gli Amon Amarth si presentano sulla scena nel 1996 con l’EP Sorrow Throughout The Nine Worlds.

Ma il vero passo in avanti della band è la pubblicazione del primo full-lenght Once Sent From The Golden Hall pietra miliare e passaggio fondamentale per chi chiunque voglia avvicinarsi al genere. Il tema preponderante del gruppo non può che essere la mitologia nordica accompagnata parallelamente da un espresso diniego della cristianità.

Questa aggressività la ritroviamo lampante nella produzione musicale del gruppo che affonda le radici nel death melodico di tradizione svedese. Per questo dagli Amon Amarth non possiamo che aspettarci un sound massiccio e diretto che non rifugge dalla melodia, elaborata senza l’uso di tastiere. Il growl blasfemo e furioso di Johan Hegg completa il quadro che possiamo definire non propriamente idilliaco.

Questo The Avenger segue le orme del devastante debutto triturando tutto ciò che incontra sul proprio cammino. Basta l'opener Bleed for Ancient Gods a fugare ogni dubbio. Il brano che si apre con un ruggito sprezzante travolge l’ascoltatore nel vortice martellante della doppia cassa e dei riff dannatamente concentrati e massicci. L’esaltazione della guerra e delle antiche origini ha un ruolo predominante nel brano, come d'altronde in tutti i dischi del gruppo, e anticipa l’altrettanto radicale The Last With Pagan Blood che presenta gli stessi ingredienti. La batteria tritatutto, i riff semplici e impostati e le liriche pagane fanno da cornice al brano considerato uno dei più riusciti del gruppo. La frase seguente estratta dal brano riassume un po' i contenuti del disco:

We draw the blood of those in our way
It’s ’victory or die
With pounding, raging fury we slay
Now christian hounds will pay


North Sea Storm è indirizzata verso il filone più battagliero. I nostri si cimentano nel raccontare l’atmosfera di una delle tante battaglie navali combattute nel mar del Nord attraverso la violenza, la sete di sangue e il coraggio fraterno dei Berserks, feroci guerrieri vichinghi. La title-track è la più aspra. Dura e feroce nella struttura è incentrata sul tema della vendetta. Una vendetta glaciale, sofferta e cercata che una volta compiuta concede al vendicatore l’estremo atto del suicidio. La furia torna ad esplodere nella cavalcata God, His Son and Holy Whore spaccato tagliente e blasfemo nonché prova piena della totale anticristianità di Hegg. Diretta, determinata e devastante merita la lode per l’interpretazione passionale. Una bomba che non aspetta a detonare è Metalwrath. L’urlo energico in apertura è il miglior biglietto da visita per la band: brano simbolo e inno rabbioso del nostro amato mondo d'acciaio.

L’ultimo brano per chi non possiede la versione con la bonus track è Legend of a Banished Man. Di certo non la più rappresentativa del platter si dimostra un brano dalle forti tinte epiche che riprende il tema centrale della vendetta. Coloro che possiedono l'edizione digipack potranno godere della brutale Thor Arise tratta dal primissimo demo della band.

Tirando le somme questo The Avenger non sarà lo strepitoso debutto Once Sent from The Golden Hall ma vi si avvicina per qualità e quantità. Fatelo vostro senza timori.




VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
72.58 su 68 voti [ VOTA]
Jorg
Lunedì 8 Agosto 2016, 4.00.51
8
Una bomba. È impossibile fermarsi dal fare headbanging. Grandioso dall'inizio alla fine. Inferiore solo al primo secondo me ma un 95 ci sta tutto
hermann 60
Venerdì 10 Giugno 2016, 16.08.41
7
Secondo me spaccano tuttora, il fatto che il genere limita decisamente, quando è uscito il disco era fresco e innovativo, le ultime produzioni sanno di già sentito. Scelte personali, se vuoi essere coerente non puoi fare a meno di essere ripetitivo, anche se ad alti livelli come loro.
spiderman
Lunedì 10 Novembre 2014, 17.36.57
6
Il voto utenti e' cosi' basso perche' non sono all'"altezza", concordo in pieno con la recensione, anche per me un bel 90, poi purtroppo avvicinandosi ai nostri giorni come dice il vichingo hanno davvero perso molto, ma nei primi album erano stupendi.
vendicatore
Lunedì 10 Novembre 2014, 17.24.13
5
Perché il voto utenti è così basso?
il vichingo
Lunedì 9 Gennaio 2012, 18.12.51
4
Quando gli Amon Amarth erano qualcuno. Quando gli Amon Amarth erano quella band che ha scritto indelebili pagine nella storia del pagan/viking. Purtroppo oggi hanno perso molto, pur conservando il devastante impatto scenico, e hanno smarrito la strada vichinga di un tempo a favore di un death che non mi convincerà mai appieno. Il picco della loro discografia assieme al tanto osannato OSFTGH. Un 92 ci sta.
fabriziomagno
Venerdì 12 Agosto 2011, 23.35.39
3
favoloso...quando gli amon amarth ancora spaccavano il culo sul serio... Voto: 90
Big Stone 666
Sabato 21 Marzo 2009, 14.23.19
2
gran disco, ma 90 mi pare eccessivo. che ne pensi dell artwork interno?
Simone
Sabato 21 Marzo 2009, 14.07.13
1
Più che altro Fabio non trovo nessun vero brutto album della band. Ce ne fossero di gruppi come loro.
INFORMAZIONI
1999
Metal Blade
Viking
Tracklist
1. Bleed For Ancient Gods
2. The Last Wish With Pagan Blood
3. North Sea Storm
4. Avenger
5. God, His Son And Holy Whore
6. Metalwrath
7. Legend Of A Banished Man
8. Thor Arise (bonus track)
Line Up
Johan Hegg: voce
Ted Lundstrom: basso
Johan Soderberg: chitarra
Olavi Mikkonen: chitarra
Fredrik Andersson: batteria
 
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