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My Dying Bride - For Lies I Sire
( 5581 letture )
Non si vive in eterno!

Anno 2009: 19 dalla nascita discografica, 3 dall’ultima comparizione. I My Dying Bride riemergono all’orizzonte con il loro nuovo ed attesissimo For Lies I Sire. Il microscopico ritardo nella pubblicazione di questa recensione è dovuto alla volontà del sottoscritto di sottoporsi ad una estenuante maratona auditiva per assimilare, con pienezza, tutti i 9 brani di una tracklist che, diciamolo, spicca per varietà senza colpire per audacia. Ovviamente, come ho più volte tenuto a precisare, la piacevolezza di un album prescinde dal mero posizionamento stilistico perché condizionata dalla creatività melodica, dalla completezza degli arrangiamenti, dalle capacità tecnico-esecutive e da molteplici, ulteriori variabili soggettive legate agli aspetti “sentimentali” più intimi; a riprova di ciò, dalle firme blasonate, ci si aspettano interpretazioni ben riconoscibili e dunque riconducibili al proprio trademark storico: i My Dying Bride, per esempio, sono sempre stati una band dinamica nella sua staticità, il che significa – in soldoni – produrre variazioni del tema che hanno rimodellato più volte lo stile, senza snaturarne l’approccio principale – che voglio ostinatamente continuare a considerare doom metal.

For Lies I Sire ricapitola 19 anni di carriera senza dimenticare alcunché: dalla sinistra claustrofobia di Turn Loose The Swans alla moribonda dolcezza del capolavoro The Angel And The Dark River, dal malinconico doom-death di As The Flowers Withers all’incalzante goth-metal di The Dreadful Hours, dall’ingenua semplicità di Symphonaire Infernus Et Spera Empyrium all’esagerata ricercatezza di 34.788%... Complete; in questo decimo volume vi sono tutte le soluzioni sperimentate nel lontano e nel recente trascorso, con l’aggiunta di alcune attenzioni che hanno il risultato di rendere la prova accessibile al grande pubblico, seppure incontrovertibilmente positiva.

Su tutte, spicca la scelta di ammorbidire il cantato di Aaron che, per l’occasione, abbandona quelle asimmetrie metrico-melodiche che ne hanno da sempre caratterizzato la modulazione. Il lamento della “sposa”, pur sempre straziante, logorroico, dalla versificazione stucchevole e monòtona, segue maggiormente la logica (consuetudine?) armonica della sezione strumentale, costruendosi profondo e voluminoso anche attraverso le moltissime e percettibili sovraincisioni che l’ingegneria del suono provvede a verticalizzare: la linea capitale viene pertanto addizionata con tracce secondarie di differente registro volte a smussare le spigolosità tipiche della timbrica naturale di Stainthorpe, facilitandone – almeno in parte- l’apprezzamento da parte dei neofiti e/o dei meno avvezzi. Tale tecnica è ravvisabile un po’ ovunque, seppur non interpretata in ogni dove con il medesimo criterio compositivo: in My Body, A Funeral, così come in The Lies I Sire, Echoes From A Hollow Soul e Santuario Di Sangue, il condimento vocale si sbilancia verso ottave più acute, componendo accordi maggiori di terza o di quinta (di per se orecchiabili), mentre in Fall With Me e Bring Me Victory è un aspirato mancino ad accompagnare Aaron nelle sue apocalittiche e visionarie narrazioni. Quanto appena descritto ha un effetto negativo sulla mia valutazione: ho amato il modo “illogico” di costruire la grammatica vocale che, percorrendo uno scientifico disallineamento melodico, superava l’evidente inadeguatezza di Stainthorpe. Scegliendo la strada della “normalizzazione” (ovviamente in senso relativo) non posso far altro che registrare una perdita di efficacia che costa, non me ne vogliate, almeno 5 punti all’aritmetica finale. Un vero peccato perché erano anni che non ascoltavo dei My Dying Bride così ispirati…
Discorso a parte per gli ultimi due titoli, in cui ricompare il tanto controverso mid-growling (salvo uno sprazzo nel deatheggiante finale di Shadowhaunt): mai come in questo For Lies I Sire c’è da chiedersi come la timbrica distorta possa “sposarsi” (??) con l’impianto sonoro (ma soprattutto sensoriale) dei moderni My Dying Bride; personalmente non ho mai apprezzato lo sforzo di Aaron (e della band) in tal senso: poco energico, raschiato, piatto, inasprisce le partiture fitte spezzando l’intimità con il pubblico, altrimenti conquistata con arguti espedienti strumentali. In A Chapter In Loathing e Death Triumphant l’annoso problema della presunta discordanza va però letto in senso globale, dato che il songwriting ricalca lo stile che fu degli esordi ed è dunque ben distante da tutto ciò che rappresentano i precedenti 7 brani di For Lies I Sire. A ben guardare il growling (ora molto acido) sarebbe pure una scelta (limitatamente ad esse) centrata, non fosse altro per il risultato, comunque poco ficcante a causa dei noti limiti fisici, rilevati anche in questa performance.

L’altra grande novità rispetto al recente passato (questa volta positiva) riguarda il ritorno, in grandissimo stile, del violino a tessere l’infelice melodia. Katie Stone (A Forest OF Stars), al debutto discografico con archetto, corde e martelletti, firma un grande lavoro: se è vero che a livello tecnico non può che essere paragonata ad una studentella privatista (per la semplicità delle partiture, più che per reale demerito), è altrettanto vero che il sapore che ella conferisce con il 4 corde al collo è unico e nostalgico. Gli intagli nella morente My Body, A Funeral, il finale di The Lies I Sire, la stupenda Bring Me Victory, così come la complicata Santuario Di Sangue (agghiacciante l’intramezzo al terzo minuto di run) riportano indietro di oltre un decennio volgendo all’incredibile doppietta The Angel And The Dark River e Like Gods Of The Sun. Gli interventi nella conclusiva Death Triumphant ricordano invece la violenta goticità del capolavoro Sear Me (quella originale, s’intende). Feeling sempre alto e finalmente, compiutamente My Dying Bride! Buona anche la prova ai tasti in cui accanto ai registri sintetici ricompare quello del pianoforte (Echoes From A Hollow Soul sopra ogni altra) che osa pure interpretazioni di spicco melodico; ottimo lo spunto in crescendo nei momenti ritmicamente più intensi dove l’urlo delle tastiere, aiutato dalla produzione, sovrasta l’intero amalgama (finale di Shadowhaunt, ad esempio).

Dalle parti di Craighan, Glencross e della nuova Lena Abé (basso) non si muove una foglia da anni: stesso approccio di sempre estremizzato (in lentezza) in My Body, A Funeral ed (in velocità) in A Chapter In Loathing. Molto affascinante il leitmotiv chitarristico di Echoes From A Hollow Soul, passo tra i più “bridiani” del set e l’arpeggio della brava Abé in Shadowhaunt. Nulla da aggiungere sulla prestazione simil-scolaresca dell’ennesimo drummer Mullin che ripercorre gli esitanti servizi dei predecessori Miah, Law, Taylor-Steels e Bennet.
Quando i My Dying Bride avranno un batterista degno del loro nome griderò al miracolo…

Dal punto di vista creativo è davvero difficile trovare un punto zoppicante. I 9 brani sono tutti affascinanti ed intensi, nonostante tocchino corde profondamente differenti: il doomster più ortodosso troverà rifugio nella mortuaria My Body, A Funeral, il metallaro romanticone programmerà The Lies I Sire all’infinito, il nostalgico dei tempi che furono si martellerà il cervello con Echoes From A Hollow Soul e Fall With Me, mentre l’ex deathster vedrà rinati i suoi idoli con In A Chapter In Loathing e Death Triumphant. Può bastare?

Le mie favorite (in ordine sparso): Fall With Me, My Body A Funeral, Bring Me Victory, Echoes From A Hollow Soul.
Le meno intense: non avrei una classifica in tal senso, anche se In A Chapter In Loathing e Death Triumphant, soprattutto al primo ascolto, mi avevano lasciato basito. Mi limito in questa sede ad esprimere le mie perplessità sull’omogeneità del disco che nel suo complesso dirama in troppe direzioni. La sensazione che ho avuto sin dai primi istanti è infatti quella di un poderoso canto del cigno: For Lies I Sire è una bella antologia che vedrei bene quale commiato di un gruppo che ha fatto la storia del doom. Se la tendenza è quella di proseguire con questa continua autocelebrazione, i My Dying Bride troveranno nel sottoscritto uno spinoso detrattore; qualora invece l’album vada letto come un mediano di carriera (e lo scopriremo tra qualche anno), esso rimarrà nella storia, ben più dei due Meisterwerk; se invece tutto ciò fosse per sul serio un testamento sonoro…

… riposate in pace, miei eroi!

Non si vive in eterno!

p.s.: inutile dirlo…
… da avere assolutamente.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
60.85 su 61 voti [ VOTA]
Steelminded
Venerdì 8 Settembre 2017, 8.27.22
21
Secondo me molto bello... il migliore da anni e anni. Molto apprezzato il ritorno del violino, secondo me pietra angolare del loro sound. Peccato che sia centellinato è molto semplicistico nelle partiture. Insomma, grande prova, per me 85. P.s. recensione un po' cervellotico, specie sul commento al cantato, o forse sono io che non ci arrivo... mah... Evviva!
Gasta
Lunedì 12 Gennaio 2015, 1.06.23
20
Dopo qualche anno di "digestione" posso dirlo: il peggiore della loro discografia. Per me è un 50 (il successivo, che qui ha un 65, vale sicuramente di più di questo!).
Enrideath
Martedì 31 Gennaio 2012, 23.36.29
19
Migliore del precedente A Line of Deathless Kings, comunque non deludono mai. Splendido il trittico The Lies I Sire, Bring Me Victory e Echoes from a Hollow Soul.
MattGuarn
Giovedì 5 Gennaio 2012, 17.39.36
18
Secondo me questo è un album bellissimo. E penso anche che è all'altezza dei capolavori del passato. Voi dite che Echoes From a Hollow Soul sia brutta. Io invece la amo, così come tutte le altre canzoni dell'album. Anche Santuario di sangue mi piace e anche Death Triumphant. Questo album è un capolavoro come tutti gli altri. Voto: 90
enry
Mercoledì 6 Aprile 2011, 19.42.20
17
Lavoro accettabile, ma i capolavori dei MBD son ben altri...70/100.
antiborgir
Mercoledì 6 Aprile 2011, 19.30.57
16
Ottimo album!!80 non glielo toglie nessuno!!
mariamaligno
Giovedì 16 Settembre 2010, 4.45.18
15
Trovo incredibile che un disco del genere goda di soli 15 commenti
fabriziomagno
Sabato 22 Maggio 2010, 11.13.55
14
ma che bello l'ultimo album dei mdb! Il ritorno del violino m'ha convinto solo in parte: trovo elementare e banalotto l'uso che se ne fa; come sempre meraviglioso il canto funebre di aaron. Emozionanti... Voto: 77
Giasse
Mercoledì 13 Maggio 2009, 23.45.00
13
Con il passare degli ascolti mi sembra vincente Bring Me Victory...
heavydrum
Mercoledì 1 Aprile 2009, 13.55.13
12
man mano che lo ascolto sta crescendo. ciononostante continuo a trovare l'uso del violino veramente offensivo per chi ha amato i vecchi bride: gli arrangiamenti sono spesso banali e le parti sembrano "buttate lì" tanto per. inoltre la ragazzina non ha tecnica ed ogni attacco di nota è slabbrato e spesso le note stesse sono calanti. concordo sulla linea dei batteristi, mai stato uno decente ma almeno fino a songs shaun aveva un suo stile riconoscibile, questo nuovo è solo un macellaio per altro con un suono assai discutibile...
Kryptos
Martedì 31 Marzo 2009, 23.49.54
11
Non scordiamoci di "Songs of Darkness, Words of Light". Quello per me è intoccabile, nonostante le critiche lette in ogni dove.
Giasse
Martedì 31 Marzo 2009, 22.31.56
10
Più lo ascolto e più mi convince. Non è The Angel And The Dark River ma lo reputo il miglior album (complessivamente) da The Dreadful Hours in poi. Concordo in linea di massima con taipan sul giudizio di Santuario Di Sangue e Death Triumphant, ma non su Echoes From A Hollow Soul che invece mi riporta ai tempi di Like Gods Of The Sun, album che amo profondamenterecchiabile si, brutta no! Ha ragione Arakness: molti brani sono fulgidi esempi di doom malinconico, grazie anche al ritorno del violino (seppur con partiture veramente elementari). Il livello medio mi pare insomma buono. Strumentalmente mi soddisfa... ma la voce...
taipan
Martedì 31 Marzo 2009, 21.19.47
9
lungi da me dal dire che la mia band preferita sia alla frutta.Ribadisco soltanto un giudizio negativo espresso nel mio precedente intervento. "Santuario di Sangue",con i suoi 8 minuti e oltre ed un titolo da scomodare il Pontefice,mi annoia e mi provoca l' orchite.Idem con "Death Triumphant ",11 minuti che arrancano.Salvo" A Chapter in Loathing" e " My Body, A Funeral ".Probabilmente il nome di peso di questa inimitabile band,può esasperare i giudizi ,siano essi positivi che negativi.Un saluto a tutti quelli che amano la "Sposa Morente".
Nightblast
Martedì 31 Marzo 2009, 18.24.19
8
Secondo il mio parere è secondo solo a "The Angel..."...E' un disco che trasmette emozioni , che riesce a coinvolgere...più del grande "The Light..."
Kryptos
Martedì 31 Marzo 2009, 17.35.30
7
Va beh, ho scritto un po' troppo di getto e da come l'ho messa sembra che l'album sia bruttissimo, però sono comunque rimasto deluso e (da una band come i MDB) non mi sembra vero... Nel genere rimane sempre un album sopra la media, però lo trovo troppo spento. Ok, la Sposa ormai ha 20 anni alle spalle, ha fatto i suoi capolavori (e tanti anche), e se contiamo che un genere monolitico come il doom non è che possa fare chissà quali evoluzioni, la "stagnazione" artistica è come minimo fisiologica... Ripeto, secondo me (e sottolineo, secondo me) ci sono non pochi brani sotto la media: "Echoes from a Hollow Soul" e "Death Triumphant" su tutti. Veramente bruttini e privi di mordente. Poi un bentornato al violino, anche se non sempre perfetto (a volte troppo orecchiabile e di certo non ai livelli di ispirazione dei tempi del grande Powell, mentre l'intermezzo in "Santuario di Sangue", ribadisco, è orribile). Il mio voto comunque non va al di sopra di un 73.
Arakness
Martedì 31 Marzo 2009, 12.53.05
6
...ora non esageriamo al contrario. E poi, per cortesia non trasfiguriamo le lecite aspettati in pretese velleitarie. Premetto che per questioni di tempo, ho ascoltato ancora poco l'ultima fatica dei MDB. Le mie prime impressioni (dettate comunque da una decina di ascolti), sono ad ogni modo positive. Non mi pare che con il qui presente i nostri siano alla frutta. Semmai tutt'altro. E' inteso che i capolavori citati (quelli si che sono capolavori), sono distanti anni luce, ma è altrettanto evidente che For Lies I Sire brilla di luce propria. Brani come The Lies I Sire e soprattutto Shadowhaunt, in particolare per gli amanti del progextreme più malinconico, sono una manna dal cielo. E se è vero che i l'utilizzo dei violini in questo caso è un tantino "easy", soprattutto rispetto al passato, è pur vero che la carica emotiva resta alta senza svendersi. Ripeto: non si grida al miracolo, ma la negatività o la stentata sufficienza sono ben lontane. I MDB si confermano una band straordinaria, dalla comunicatività pazzesca! For Lies I Sire non riscrive nessuna regola, e magari in alcuni casi è una sorta di esemplificazioni di quanto fatto in un passato abbastanza remoto... ma ciò non scalfisce l'immensa classe. Voto: 70/75... ma di pieno merito e non di stima! ps: come sempre complimenti al fratellone per lo scritto!
taipan
Lunedì 30 Marzo 2009, 17.57.53
5
Kryptos ,con la frase " La formula è sempre e comunque la stessa, solo più annacquata del solito " sintetizza tutto quello che voglio dire di questo lavoro.Noto una GRANDE stanchezza di idee e come canto del cigno,sarebbe per me assai deludente.Stiamo parlando dei MDB o cosa? Bene, allora pretendo molto di più!
Kryptos
Lunedì 30 Marzo 2009, 16.39.36
4
No, un momento, questo NON È un capolavoro.. Allora "Turn Loose the Swans" cos'è? E "The Angel and the Dark River"? Per favore.. Questo "For Lies I Sire" è bruttino a mio parere un disco da appena 70, che si salva solo grazie all'inconfondibile classe della band. Perchè? Perchè metà delle canzoni sono di gran lunga al di sotto degli standard della Sposa. Prendiamo come esempio "Bring Me Victory".. Orecchiabile, sì, ma sembra incompiuta, piantata lì a metà, le manca qualcosa.. E che dire di "Echoes from a Hollow Soul"? Il suo pianoforte romanticone serve solo a mascherare una pochezza di idee preoccupante e dei riffs moscissimi, e poi Aaron in questo caso non è il massimo.. La formula è sempre e comunque la stessa, solo più annacquata del solito. "Death Triumphant" è una delle peggiori canzoni dei MDB, oltretutto sbiadisce di fronte ad una "The Crown of Sympathy", ad una "Symphonaire Infernus.." o ad una "The Return of the Beautiful". Orribile, discontinua, inconcludente. E "Santuario di Sangue"?? Dio mio, quell'intermezzo in violino è osceno, inutile, banale, la canzone è prolissa e lascia poco e niente: un brano del genere i My Dying Bride di 5 anni fa se lo pucciavano nel latte a colazione!! Le canzoni più belle sono ovviamente "My Body..", "The Lies I Sire", "ShadowHaunt" e "Fall with Me", molto ispirate, ottime. "A Chapter" è abbastanza violenta e rabbiosa, ma mi perplime: è buona ma, nel contesto, in un album lamentoso e malinconico, non c'entra un fico secco. O_o Comunque concordo col recensore: se i My Dying Bride nel futuro sforneranno un album ancora di questo genere... La Sposa sarà veramente morta... Vi prego Bride, riprendetevi!!!
pincheloco
Lunedì 30 Marzo 2009, 16.06.51
3
Non mi hanno mai deluso. Sicuramente non lo faranno neanche con questo album.
Dying
Lunedì 30 Marzo 2009, 14.46.00
2
Non è un capolavoro ma solo un ottimo disco. Lontano anni luce dai capolavori di questa band ma in ogni caso vale la pena comprarlo. Ciao
Nightblast
Lunedì 30 Marzo 2009, 0.02.33
1
Signori, è un capolavoro.
INFORMAZIONI
2009
Peaceville Records
Doom
Tracklist
1. My Body, A Funeral
2. Fall With Me
3. The Lies I Sire
4. Bring Me Victory
5. Echoes from a Hollow Soul
6. Shadowhaunt
7. Santuario di Sangue
8. A Chapter in Loathing
9. Death Triumphant
Line Up
Aaron Stainthorpe – Vocals
Andrew Craighan – Guitars
Hamish Hamilton Glencross – Guitars
Katie Stone - Keyboards, Violin
Lena Abé – Bass
Dan "Storm" Mullins - Drums
 
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