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Kiss - Alive II
( 5842 letture )
Reduci dal loro primo fumetto della Marvel, nel quale era contenuto il loro vero sangue, qualcuno, infatti, ebbe l’idea di versare quattro boccette per alimentar ancor di più il mito, i Kiss , spinti da una label famelica e insistente, mettono in cantiere un nuovo album. Una collection live di pezzi estrapolati dai loro ultimi tre album: Destroyer, Rock And Roll Over e Love Gun. Il primo disco dal vivo diede l’input massimo alla carriera dei quattro, Alive II pose il mattone della leggenda nel tempio del rock mondiale. Proprio in quegli anni, la prestigiosa classifica Gallupp consacrò, per ben tre anni consecutivi, i Kiss come miglior act del mondo. Il disco dal vivo, è meglio sottolinearlo subito, fu un progetto folle che portò la band mascherata sulla soglia dell’autodistruzione: reduci dalle fatiche di studio del mediocre Love Gun i nostri eroi si imbarcarono in un tour giapponese e, nemmeno il tempo di respirare, venne editato il nuovo live.

L’equilibrio, già precario, si sfaldò e cominciarono i guai seri in seno alla formazione. Peter Criss diventò un tossicodipendente e Ace continuò nella sua paranoia autodistruttiva che lo portava a consumare alcol e droga in modalità da potenziale suicida. Dal punto di vista progettuale la Casablanca spremette fino al midollo Gene e compagni, tantochè in questo album, tre quarti sono registrati sul palco e, per mettere ancora più carne al fuoco, la side four è contraddistinta da cinque nuove song fresche di scrittura. Pazzia commerciale che pagherà alla grande in termini di incassi e idolatria fantasmagorica. Alive II, manco a dirlo, divenne in breve tempo doppio di platino e la copertina, semplice ma suggestiva, apribile, con all’interno uno scatto che mostra la magniloquenza del palco in fiamme con la batteria elevata a venti metri d’altezza, fece il resto. La parata di canzoni è da pelle d’oca con una registrazione straordinaria, ancora attuale oggi dopo trent’anni e più. Prodotto dall’ormai veterano Eddie Kramer, la track list infila una perla dopo l’altra. L’apertura, con la folla in delirio e il solito grido di battaglia: “You Want the Best…” spara sull’ascoltatore Detroit Rock City, con un giro doppio iniziale, e gestisce hit a go-go che esaltano…che dire di più Love Gun, Calling Dr. Love, I Stole Your Love, I Want You o Shout It Out Loud? Libido pura, credetemi.

Ci sono, inoltre, alcune rivisitazioni gustosissime. God Of Thunder diventa in sede di concerto, finalmente, una canzone vera e non quella lagna rallentata contenuta in Destroyer, con una voce mefistofelica e un ritmo “da paura” e relativo solo di basso con il coreografato momento del sangue sputato, Shock Me, invece, è il monumento intitolato allo stralunato Ace Frehley. Solo di guitar maestoso, con note filate, lunghe, paradossali e scale che lo innalzano a punto di riferimento della sei corde di quegli anni. Un disco che corre come una Formula Uno e lascia, in chi ascolta, sensazioni fragranti, stillanti ammirazione per tutti e quattro i super eroi. Come non citare i momenti dedicati a Peter che sfoggia la dolce Beth e la lineare Hard Luck Woman. La mega festa si chiude con il delirio assoluto della gente, tutta in piedi, a gridare “We Want Kiss” per poi passare all’anomala quarta parte registrata in studio. Le nuove canzoni posseggono uno standard qualitativo elevatissimo e nella storia della band subiranno una sorta di reclusione, schiacciate dall’importanza del live. Nessuna di queste cinque tracce verrà mai suonata dal vivo dai Kiss, un vero peccato! Al momento di andare in studio, però, scoppiò la bomba: Ace si rifiutò di prendere parte alle registrazioni. I Kiss, invece, proseguirono nelle recording-session. Nessuna delle licks di chitarra appartiene allo spaceman, tutto o quasi venne suonato da Bob Kulick, pelatissimo strumentista che rischiò di entrare nella line-up originale se solo non fosse giunto “l’uomo delle stelle”. Ace suona solamente il basso su Rocket Ride e canta, poi null’altro. All American Man vede un Paul in formissima alle prese con un riff deciso e secco, bello il solo dell’ospite Bob.

Rockin’ in the U.S.A. è Gene Simmons: testo molto autocelebrativo, bel ritornello adatto ad essere snocciolato in uno stadio e punteggiature chitarristiche ad impreziosire struttura portante e cori, mentre Larger Than Life parte subito con una svisata della sei corde che introduce un Gene più intimista e cavernoso nell’ugola ma grande nell’incedere, con un basso che costruisce ed evidenzia partiture; doppio solo di chitarra in puro stile Ace. Rocket Ride avrebbe dovuto essere la nuova Shock Me, mentre il chitarrista manco mise la tracolla. Il pezzo è caracollantemente serrato, con una ritmica effettata e d’impatto con soli a ripetizione bellissimi, peccato non siano opera sua, mentre Anyway You Want It mostra l’amore dei Kiss per i loro idoli, i Beatles. I “quattro scarafaggi” atterranno direttamente nella penna compositiva e ne esce fuori un pezzo con armonie vocali d’eccellenza e un chorus divino. Bel pezzo, magari poco Kiss, ma va benissimo così. Curiosità: alcune fonti riportano anche la collaborazione alla chitarra di Rick Derringer per i pezzi inediti, lo stesso musicista ha sempre negato l’attribuzione; misteri che rimarranno sepolti nelle leggende da studio. Terminata la promozione, alla band venne proposto di girare un film dalla casa di produzione Hanna e Barbera, quella dei Flinstones, per intenderci. Il management accettò e le quattro icone divennero star del grande schermo recitando in una pellicola titolata Kiss Meet the Phantom of the Park, con una sceneggiatura, possiamo dirlo in tutta onestà, davvero patetica, ma che consentì a milioni di fan di tutto il mondo di vederli da vicino; io stesso andai più volte al cinema, non mi pareva vero. La situazione precipitò di brutto, Peter ed Ace divennero ingovernabili. Ace fu il più risoluto e diede l’ultimatum: “ …basta me ne vado… voglio fare il mio album solista!”. Dopo grandi trattative e riunioni fiume, il sommo deus ex – machina Bill Aucoin, manager della band sentenziò: “Bene, se le cose stanno così, allora farete tutti un disco solista!”. Dopo un periodo di doverosa pausa, venne avviata la più grande operazione discografica del rock che, ancora oggi, non ha mai trovato epigoni o paragoni. Quattro album singoli, uno per ogni componente. Ma questa è una storia pazzesca che narreremo prossimamente.



VOTO RECENSORE
95
VOTO LETTORI
50.85 su 48 voti [ VOTA]
Metal Shock
Martedì 19 Luglio 2016, 19.17.12
12
Io di certo faro` arrabbiare tanti fans, ma per me i Kiss non sono mai stati cosi` fondamentali come altri gruppi. Certo hanno fatto ottimi album, grandi spettacoli dal vivo, ma li ho sempre e solo considerati un buon gruppo e basta. Parere personale ovvio, ma non rientrano fra le mie band fondamentali, per non dire quanto mi stiano sui maroni Paul e Gene, insopportabili.
rik bay area thrash
Martedì 19 Luglio 2016, 18.40.48
11
Anche se scontenterò qualche utente, trovo questo alive 2 'leggermente' inferiore al precedente alive. Intendiamoci, si sta parlando sempre di un grandissimo live, sempre a livelli siderali, quando i kiss erano al top della popolarità (o quasi), ma per me ripeto un po meno diciamo naturale del primo. La quarta facciata con i brani in studio merita senza dubbio. i kiss maschrati .... anni incredibili .....
venom
Martedì 19 Luglio 2016, 16.40.02
10
Capolavoro!un disco fenomenale tra i miei preferiti di sempre.
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 14.11.27
9
Un best of rimasto ineguagliato. E quando si ascoltano Love gun e I stole your love i brividi scorrono a fiumi. 85
Appg
Martedì 5 Maggio 2015, 13.55.03
8
I Kiss in questo secondo live passano dalla genuinità del primo alla macchina macina soldi della seconda meta degli anni settanta. Fanno lo show piu grande del mondo per l'epoca anche perché adesso anno anche basi finanziarie illimitate e nel disco si sente la differenza. Brani storici e quarta facciata con brani inediti buoni troppo presto dimenticati.
Philosopher3815
Lunedì 28 Luglio 2014, 22.44.18
7
Ne ho sentito spesso e volentieri,parlare male di questo album,che non regge il paragone con il primo,che è ritoccato ecc,io invece penso sia grandioso,e forse anche superiore al primo,grazie ai nuovi brani che reputo migliori.
D.P.
Sabato 13 Luglio 2013, 13.46.07
6
a mio parere equivalente al precedente "Alive" di 2 anni prima ma ben piu' potente e decisamente in linea con le sonorita' del periodo. L' overture con Detroit Rock City e' devastante. Certo "Alive" anche per scelta dei brani e' da considerarsi forse piu' completo ma "Alive 2" e' decisamente suonato meglio, dove i Kiss sprigionano una affermata maturita' tecnica. Altro che pagliacci !!!! Capito ? Nella set list proposta all'ennesima potenza rispetto alle versioni studio emerge lo splendido e di giusta durata (alla faccia degli annoianti e ripetitivi assoli di 20 minuti !!!) drum solo di Criss in "God Of Thunder" vero concentrato di tecnica, apparente semplicita' e potenza vera testimonianza di maestria anche senza adoperare doppia cassa o doppio pedale di cui Criss non ha mai fatto uso. Paradossalmente e' pero' il quarto lato completamente registrato in studio (non per mancanza di brani live da inserire ma la scelta fu studiata dai Kiss stessi per rendere il disco "particolare") a essere la vera ciliegina sulla torta contenente alcune dei migliori inediti dei Kiss. All American Man , Larger Than Life, Rocket Ride sono pezzi di storia rock . Me lo vado a risentire a tutto volume. Rock
blackie
Lunedì 14 Febbraio 2011, 23.22.37
5
alive 2...MERAVIGLIA dei kiss!!!un disco che emana elettricita e potenza in ogni singola nota un manifesto incredibile dei kiss dal vivo!!15 capolavori assoluti GOD OF THUNDER e SCHOK ME su tutte!lo adoro lo amo un disco spettacolare!
Frankiss
Mercoledì 8 Aprile 2009, 2.19.02
4
L'album di Peter Criss non è proprio sound da Kiss ma è un grandissimo album....il film dei kiss lo posseggo anche io....e a parte la sceneggiatura, come dicevo patetica, è un documento che adoro...me lo sono rivisto non più tardi di un mese fa....
pincheloco
Martedì 7 Aprile 2009, 15.54.35
3
Alive II che meraviglia. I 4 dischi solisti favolosi, peccato solo che in vinile ne ho solo 2 gli altri in CD. E' un'eresia se dico che quello di Peter Criss è stato ai tempi quello che preferivo? E se dico che ho una copia di Kiss meet the Phantom of the park? 95 voto più che giusto.
taipan
Sabato 4 Aprile 2009, 23.03.12
2
inutili icommenti sulla rece che come al solito è ottima.Il disco è qualcosa di stupendo,molto metal e mi ricorda con grande nostalgia i miei 10 anni, le mega corse in bici (cross naturalmente) attraverso le stradine di campagna del mio paese, il gelato di sera, il mio sangue alle zanzare(quelle nostrane) e poi la mia stanza con i KISS sullo stereo regalatomi dal babbo per sedare la mia passione.I KISS sono i KISS, ma per il sottoscritto sono stati anche i compagni preferiti di anni meravigliosi.
elysis
Sabato 4 Aprile 2009, 1.22.11
1
Una recensione "superbe" che rende onore alla grandezza dei KISS e al maestoso Alive II
INFORMAZIONI
1977
Casablanca Records
Hard Rock
Tracklist
Disc 1
1. Detroit Rock City
2. King of the Night Time World
3. Ladies Room
4. Makin' Love
5. Love Gun
6. Calling Dr. Love
7. Christine Sixteen
8. Shock Me
9. Hard Luck Woman
10. Tomorrow and Tonight

Disc 2
1. I Stole Your Love
2. Beth
3. God of Thunder
4. I Want You
5. Shout It Out Loud

6. All American Man *
7. Rockin' in the U. S.A. *
8. Larger Than Life *
9. Rocket Ride *
10. Any Way You Want It *

* Studio Song
Line Up
Paul Stanley - Guitar And Voice
Ace Frehley - Lead Guitar and Voice, Bass on Rocket Ride
Gene Simmons - Bass and Voice, Rhythm Guitar on Larger Than Life
Peter Criss - Drums and Voice

Guest
Bob Kulick – Lead Guitar on All American Man, Larger Than Life and Rockin' in the U.S.A.
 
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