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Obscura - Cosmogenesis
( 9426 letture )
Chi ha letto il report di fine anno riguardante il death metal, sa bene che gli Obscura erano tra i miei osservati speciali per il 2009. Chiaramente oggi posso parlare al passato a fronte di un ascolto che perdura ininterrottamente da oltre due mesi per un disco disponibile da alcuni giorni sul mercato. Indi per cui non starò qui a sottolineare quanto questa uscita fosse attesa dal sottoscritto (immagino sia esplicito): del resto al cospetto di una line-up di tale caratura, ogni amante del genere è quantomeno obbligato a drizzare le orecchie e prestare la massima attenzione. Ma parallelamente sarebbe sin troppo semplice e ingiusto ricondurre il tutto esclusivamente al passato delle stelle coinvolte.

Eppure, richiamato all’ordine, sento di dover fare un piccolo passo indietro e narrare le gesta di questo straordinario front. Gli Obscura nascono nel non troppo lontano 2002 grazie alla sinergia tra Steffen Kummerer (voce/chitarra) e Jonas Baumgartl (batteria). Nonostante il buon debut Retribution, seguito da diverse esibizioni live, addirittura come spalla ufficiale dei Suffocation nel tour europeo del 2006, Kummerer si vede costretto ad effettuare diversi cambi di linea. Dopo alcune vicissitudini tra il 2007 e 2008 vengono finalmente arruolati gli ex-Necrophagist Christian Muenzner e Hannes Grossmann, ed il talentuoso Jeroen Paul Thesseling, che mi auguro qualcuno ricorderà per i servigi prestati nei Pestilence dell’incompreso Spheres. Certamente le affinità tra i teutonici e le formazioni appena citate sono tante e facilmente orecchiabili, ma è pur vero che oggi i nostri sono palesemente un'entità assestante, e questa nuova release ne è l’inconfutabile riprova.

Cosmogenesis, come il nome stesso suggerisce, è una sorta di rivoluzione - nell'accezione scientifica del termine - pronta a scuotere il panorama ed entrare di diritto negli annali musicali. Traendo spunto dal titolo, mi verrebbe da dire che gli Obscura in questa occasione abbiano proprio voluto ripercorrere le tappe fondamentale del technical death, partendo dagli albori per arrivare ai giorni nostri, esplicando in cinquanta minuti la teoria dell'evoluzione della frangia più complessa del metallo della morte. Non sembra mancare davvero nulla all'appello: il death/thrash virtuoso delle origini si mescola con il progressive extreme tinto di splash jazzy e riverberi in chiave fusion, per arrivare a sfiorare punte di puro techno-brutal e divagazioni in stile advangard. Quindi oltre le compagini già indicate, lungo il nostro cammino idealmente incontreremo tanto i maestri Cynic, Atheist e Death quanto i vari Martyr, Origin, Decrepit Birth, Sadist, Alarum, Forgotten Silence e Alchemist (giusto per tirare in causa alcuni nomi a me cari).

Ma allora cosa effettivamente distingue i tedeschi dalla miriade di discreti ma in un certo senso anonimi gruppi in circolazione? Non è certo la classe e l'abilità tecnica, seppur mostruosa e a tratti smodata, a collocarli su un piedistallo sovra elevato, bensì attitudini e personalità stratosferiche tali da nobilitare quello che oramai potremo definire ordinario - perché appunto già abbondantemente collaudato da altri - in qualcosa di semplicemente meraviglioso. Una sezione ritmica disarmante, sorretta da un drumming maniacale e da sei corde sempre più protagoniste, non fa certo notizia, eppure l'eleganza di Thesseling lascia ripetutamente senza respiro al pari di imperatori che rispondono al nome di Choy, Malone e Di Giorgio. E se in altre occasioni le voci pulite o gli effetti robotici filtrati piantano l'amaro sapore tipico dello scimmiottamento gratuito, qui magicamente si rinnovano per fiorire nella più deliziosa delle ciliegine. Ogni passaggio è nel contempo evidentemente stimolante e stimolato da una forma canzone eterogenea ma sempre solida e concreta, per questo in nessun modo fine a se stessa. Non vi è un solo tassello fuoriposto o lasciato al caso perché figlio di un mero esercizio di stile, piuttosto una serie di squisiti fraseggi capaci di coinvolgere sia per intensità che dovizia. Infatti, chiunque presuma che Cosmogenesis viva quasi esclusivamente di orpelli, è il caso che riveda la propria posizione. Certamente, dissonanze e tempi dispari improponibili sono all’ordine del giorno, tuttavia non mancano deflagranti assalti frontali o più semplicemente eleganti arpeggi e istanti ponderati tali da far tirare il fiato. Un ensemble da gustare dalla prima all’ultima vibrazione, più e più volte, lasciando che siano le note, con la loro magniloquenza, ad assumere il controllo totale. Per questo vano ogni tentativo finalizzato alla ricerca di un brano migliore dell’altro: l’intero lotto nell’insieme annichilisce per accuratezza e enfasi. Mi permetto di accennare solo di Orbital Elements, tassello fuori dal coro in quanto traccia strumentale eppure perfettamente amalgamata in un contesto che in buona sostanza discerne ininterrottamente illuminato e geometrico.

A questo punto qualche detrattore potrebbe insistere, sostenendo la sostanziale derivabilità del platter. Di contro preferisco non ripetermi, lasciandovi scoprire il resto, o meglio il tutto, perché la musica degli Obscura va ben oltre le mie parole, si spiega da sola e fortunatamente non ha bisogno d’altro.

Ispirati!



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
75.67 su 77 voti [ VOTA]
Andry Stark
Venerdì 19 Aprile 2019, 2.00.54
41
Si tratta di un ottimo album, strumentalmente è eccezionale tanta tecnica al servizio della canzone, ma il voto è troppo alto, tale valore lo avrei attribuito ai lavori dei Beyond Creation che qua sono stati ingiustamente sottovalutati. Ritornando a Cosmogenis, è comunque un album sopra la media ma abbasso il voto ad 86.
Steelminded
Martedì 3 Ottobre 2017, 0.08.24
40
Cioè ragazzi, mi inchino alla magniloquenza di questo capolavoro. Gente non di questo mondo da quanto sono bravi sti Obscura e quanto è bello sto dico. Forse mi ripeto, ma va bene lo stesso. Evviva!
raisinboy
Domenica 31 Gennaio 2016, 5.15.30
39
Questo è il disco più bello che ho ascoltato dai tempi di Epitaph (restando in tema tech-death).
alessio
Lunedì 30 Novembre 2015, 11.52.34
38
Un meraviglioso affresco di prog death come pochi
Steelminded
Venerdì 6 Novembre 2015, 23.06.48
37
E addirittura forse anche meglio nel successivo...
Steelminded
Venerdì 6 Novembre 2015, 21.38.45
36
Questo disco è un miracolo incredibile quello che fanno su questo disco.
Alessio
Venerdì 6 Novembre 2015, 20.50.35
35
AKRÓASIS
Anthony80
Martedì 13 Agosto 2013, 11.02.00
34
Disco pazzesco, mi è entrato nel cervello e non riesco più a percepire i suoni ambientali intorno a me
enomis2000
Mercoledì 26 Giugno 2013, 12.02.06
33
imperdibile!
Giasse
Mercoledì 24 Agosto 2011, 22.45.32
32
Sto invecchiando... tornato dal Summer Breeze dove li ho potuti vedere dal vivo mi sto "ammazzando" con questo disco da 3 giorni! Alla fine devo ricredermi: non è poi così "freddo" e prog-addicted come lo avevo percepito all'inizio. Grande album, niente da dire!
The Perfect Element
Lunedì 16 Maggio 2011, 22.03.01
31
I ragazzi hanno studiato bene la lezione impartita dagli immensi Atheist e Cynic su tutti. A mio avviso Cosmogenesis è un capolavoro di technical death, o se rende meglio l'idea, di progressive death! Orbital Elements è estasi pura! Strepitosi!
ThreePieces
Mercoledì 18 Agosto 2010, 1.05.35
30
Dopo Aver Ascoltato tutto l'album mi pronuncio... diciamo che quanto ci si tova davanti a cotanta eleganza non si può che dare un giudizio positivo, basta ascoltare la "geometrica" Anticosmic Overload o la sognante Horbital Elements, ottima recensione 90
NagasH
Mercoledì 7 Luglio 2010, 21.43.08
29
Solo un appunto che mi sono dimenticato di fare, un'inezia se volete, ma da bassista penso dovuta. Mettere sullo stesso piano Tony Choi e Di Giorgio con Jeroen Thesseling e Sean Malone è molto ardito. I primi due pur essendo ottimi bassisti (autodidatti e secondo me leggermente sopravvalutati) pagano molto in fatto di tecnica, fantasia e gestione dello strumento rispetto a Thesseling (conservatorista) e Malone (docente di teoria musicale alla university of columbia). Detto questo...saluti XD
NagasH
Martedì 6 Luglio 2010, 23.40.36
28
Con evidente ritardo, gli do 90 anche io, ma solo per la cronologica sfortuna di essere uscito anni dopo Focus, The Sound Of Perseverance, Spheres ed Epitaph. Chi parla di poca originalità ha ragione, ha ragione, solo in parte, anche chi parla di "scoppiazzamento". La verità è che il grande merito di questi ragazzi è quello di aver scritto il perfetto riassunto di 20 anni di progressive death metal in una maniera così raffinata e credibile come solo musicisti preparati e dalla grande personalità potrebbero fare.
Nino
Martedì 6 Luglio 2010, 15.07.21
27
non l'ho ascoltato tutto.... ma di una cosa sono certo... il bassista non può essere un essere umano come noi O.O
Michele
Mercoledì 20 Gennaio 2010, 15.22.56
26
Grandissimo disco! Non saranno proprio originalissimi,ma hanno stile e personalità da vendere! All'inizio non mi piaceva un granchè,ma dopo qualche ascolto sono riuscito ad assimilarlo per bene,e adesso penso che si tratti del miglior disco Death del 2009.
Nikolas
Sabato 17 Ottobre 2009, 19.05.09
25
Dato che di tempo ne è passato ora mi sento in grado di dare un giudizio.. alla fine il disco l'ho ascoltato innumerevoli volte e mi ha preso sempre di più. Il mio voto, nonostante i dubbi iniziali, concorda col 90 di Luca
RossDolan
Giovedì 30 Aprile 2009, 17.26.09
24
E' il mio terzo ascolto, non voglio criticare, ma così a primo impatto non mi sembra neanche death metal. Mi da un senso di caos, di stravaganza, di melodie carine al posto sbagliato. Non mi scannate per favore per me il death metal è quello old school: Immolation, Death, Morbid Angel, Obituary... Mi impegnerò ad ascoltare questa nuova band tanto celebrata con attenzione.
The Philosopher
Domenica 19 Aprile 2009, 14.07.33
23
Ottimi musicisti! Nulla da dire! Effettivamente i rimandi ai Death, Atheist, Cynic, giusto per citare i primi che mi vengono in mente, sono evidenti. Forse il problema nn è tanto il "già sentito", ma forse il fatto che ormai si continua a percorrere strade già battute, pertanto nulla di nuovo sul fronte! Cmq, bell'album e bel sollazzo, ma senza pretese innovative!
I, Oblivion
Domenica 19 Aprile 2009, 12.25.31
22
mah..avendo letto la recensione mi sono incuriosito e ho subito cercato l'album in questione che, aihmè, mi ha deluso. Come già detto, è qualcosa di già sentito (scusate il gioco di parole =D). Per me i re del tech-death sono i necrophagist e avast U_U
nedogiuda
Venerdì 17 Aprile 2009, 11.43.44
21
mah, sinceramente questo disco mi sa di già sentito, da quando i necrophagist hanno iniziato ad avere un sacco di nome, sono spuntate come funghi band che fanno a gara a chi fa più note al secondo. Sinceramente penso che l'uso smodato della tecnica porti le canzoni ad essere fredde, ripetitive. I death erano tecnici, ma prima di tutto avevano buon gusto, quà invece sento solo una marea di note che alla fine non portano a nulla. E poi dai, il death metal è sempre stato un genere che richiama atmosfere claustrofobiche, cupe, maligne, ma sopratutto un genere che ha una botta della madonna. Io non dico che questo cd sia una merda, è ovvio che è un bel lavorazzo, ma è ben lontano dall'essere un capolavoro. Preferisco di gran lunga l'ultimo degli Ulcerate, "everything is fire", quello per quanto mi riguarda è il disco death metal del 2009.
Kosmos Reversum
Mercoledì 15 Aprile 2009, 11.56.47
20
Questo disco fosse uscito negli anni '90, invece, si sarebbe affiancato ai numi tutelari del techno-death. E lo affermo con convinzione...
The dark
Mercoledì 15 Aprile 2009, 10.50.53
19
Non c'è originalità in questo disco se lo ritenete un capolavoro è segno evidente che il metal è morto veramente. Negli anni novanta sarebbe passato inosservato è questa la verità
ROSSMETAL65
Mercoledì 15 Aprile 2009, 6.46.05
18
GIUSTO FABIO!ASCOLTATE SOLAMENTE,SE NON AVETE VOGLIA DI SENTIRE TUTTO L'ALBUM,LA TRACCIA TRE "UNIVERSE MOMENTUM" E CAPIRETE PERCHE' POCHE BAND,ATTUALMENTE,SONO A QUESTO LIVELLO.
Fabio
Martedì 14 Aprile 2009, 23.01.43
17
Bellissimo disco. La recensione mi ha convinto e devo rendere atto che è calzante. Ho votato 95. Le linee di basso fretless sono da rimaere allibiti, così come le squisitezze con chitarra. Direi che per un orecchio allenato al genere è tuttaltro che un'accozzaglia sonora comela definisce "the dark" in questo forum. Direi chei pezzi più complessi sono più una cacofonia che si può gustare solo chi ha orecchi per intendere (senza offesa per nessuno, ma per ognuno la musica sfocia in rumore ad un livello differente. per i miei i guns and roses erano "casino").
Giasse
Martedì 14 Aprile 2009, 19.32.39
16
Stesso, identico discorso di Kosmos: non mi esalta perchè è lo stile che propongono a non coinvolgermi più di tanto; ma il valore assoluto non si può discutere...
Kosmos Reversum
Martedì 14 Aprile 2009, 18.12.33
15
"ma dai è solo rumore scopiazzamento di cose già sentite" (cit.)....Riporto questo commento perchè vorrei esprimere la mia. Ho sentito il disco in questione una sola volta ma tanto mi è bastato per capire che lasciare un commento del genere è un po' un azzardo...Che il disco non possa piacere è lecito, per mille motivi, ma sminuire così il valore di questi ragazzi è quasi delitto. A me piace così così per una mera questione di gusto personale, ma da un punto di vista prettamente oggettivo è un disco quasi ottimo!
Giasse
Martedì 14 Aprile 2009, 9.58.26
14
Se per scopiazzamento intendi la "sintesi di 20 di prog-death" (cito testuale un Arakness face to face, non più tardi di un mese fa) concordo. Ma credo che il tuo piglio sia negativo, dunque non concordo.
hm is the law
Martedì 14 Aprile 2009, 9.47.30
13
Ho ascoltato con interesse questa release e l'ho trovata decisamente ottima. Il contenuto va assimiliato gradatamente perchè i brani non sono semplici ma il lavoro è davvero notevole. La recensione mi è piaciuta molto. Complimenti.
The Dark
Martedì 14 Aprile 2009, 9.45.00
12
ma dai è solo rumore scopiazzamento di cose già sentite
Nikolas
Lunedì 13 Aprile 2009, 23.44.02
11
Più che altro sarebbe carino motivare un po' una simile affermazione....
maiden1976
Lunedì 13 Aprile 2009, 23.29.55
10
un' accozzaglia....perfetta!!!!
The dark
Lunedì 13 Aprile 2009, 22.55.04
9
Un'accozzaglia sonora
Giasse
Lunedì 13 Aprile 2009, 22.42.12
8
Molto bello, ma per i miei gusti è davvero troppo prog...
Nikolas
Domenica 12 Aprile 2009, 22.29.59
7
Disco sicuramente fantastico, ma devo ancora assimilarlo bene, al momento lo sento un disco strabiliante ma non da 90... ma sono convinto che mi servano ancora ascolti per comprenderlo completamente. Al momento voterei 83/84, ma aspetto a votare ancora qualche giorno.
ROSSMETAL 65
Domenica 12 Aprile 2009, 22.18.37
6
PIU' COMMENTI SU QUESTO STREPITOSO ALBUM,PLEASE!
coconuts blood
Martedì 7 Aprile 2009, 21.33.50
5
..grande album e grandissima recensione!! Spheres dei Pestilence è stato davvero sottovalutato e a tal proposito aspetto con ansia il parere del grande Luca sul prossimo e imminente nuovo album...
Broken Dream
Martedì 7 Aprile 2009, 15.56.45
4
Superbi!!!
maiden1976
Martedì 7 Aprile 2009, 15.28.21
3
FANTASMAGORICI!!!
ROSSMETAL65
Lunedì 6 Aprile 2009, 23.40.55
2
POSSO DIRLO ARAKNESS?LO DICO?CAPOLAVORO ASSOLUTO DA PARTE DEGLI OBSCURA.UN ALBUM DI UNA INTENSITA' PAZZESCA! TECNICAMENTE IL DISCO E' QUALCOSA DI INCREDIBILE E IN ALCUNI PASSAGGI SEMBRA DI RISENTIRE I GRANDI DEATH.TUTTE LE COMPOSIZIONI SONO DI UNA SPANNA SOPRA A QUELLE CHE SONO USCITE ULTIMAMENTE IN CAMPO TECNODEATH.LA TUA RECENSIONE E' PRATICAMENTE PERFETTA E CENTRATA.COMPLIMENTI A TE E A QUESTI FENOMENI.
Adimiron
Lunedì 6 Aprile 2009, 20.23.00
1
devo dire un disco molto bello, forse più vicino ai Necrophagist che al death tecncio di inizio anni '90. ottimi strumentisti, anche se dopo un po' stanca! 90 magari no, sicuramente 80 e più. comunque ottima recensione, bravo!
INFORMAZIONI
2009
Relapse/Masterpiece
Death
Tracklist
1. Anticosmic Overload 04:16
2. Choir of Spirits 05:31
3. Universe Momentum 04:33
4. Incarnated 04:53
5. Orbital Elements 05:21
6. Desolate Spheres 04:01
7. Infinite Rotation 04:48
8. Noosphere 05:04
9. Cosmogenesis 04:15
10. Centric Flow 07:25
Line Up
Steffen Kummerer - guitars, vocals
Christian Muenzner - guitars
Jeroen Paul Thesseling - bass
Hannes Grossmann - battery
 
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