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Amesoeurs - Amesoeurs
( 4512 letture )
Ciò che dovrebbe essere
Avvicinasi alle persone contemplandone le diverse sensibilità, il modus vivendi, i sogni, i rancori, tutto ciò, insomma, che incide nella vision quotidiana, può essere d’aiuto per instaurare un rapporto sano, alla larga da inutili aspettative, valido sentimentalmente e moralmente.
Pochi ne sono capaci e pochi, difatti, possono vantare un ventaglio di relazioni credibili e, soprattutto, disinteressate.
Eppure la sincerità, unita ad un minimo di condiscendenza reciproca, provvederebbe a tutto da sola, assicurando un logico benessere bilatero.

Un esempio di ciò che, per una volta, è stato
Io, Neige, l’ho voluto approfondire per bene, fin delle sparate coi Peste Noire; ai tempi egli mi aveva insegnato ad apprezzare la sfacciataggine del metal francese (black prima, dark-depressive poi) finendo per cullarmi, non più tardi di un anno e mezzo fa, con le bucoliche ninna nanne della misteriosa derivazione solista Alcest. L’ho studiato a fondo e lui, di suo, si è fatto comprendere senza inutili doppiezze: l’eclettico avignonese ha una visione della musica tanto avanzata da annoverarsi come uno tra i pochi individui ad avermi convinto a superare l’oscuro mondo ossianico che mi circonda, fornendomi quell’energia positiva che scarseggia nelle priorità quotidiane di un normalissimo estreme-doomster. Ciò che propone, ora più che mai, è da considerarsi come sommo apice della cultura alternativa europea. Qualcosa di inascoltato; qualcosa in grado di unire estro e razionalità: la fusione tra cuore e mente!

Ma veniamo al dunque: con questo nuovo progetto Amesoeurs, Neige – unitosi per l’avventura ai compagni di sempre Audrey Sylvain (già nei Peste Noire e special guest negli Alcest), Fursy Teyssier (Phest) e Winterhalter (Peste Noire e Phobos) – intende riscoprire, con la solita insolenza che ne ha caratterizzato i vari lavori, la darkwave ottantiana mischiandola con quanto di più estremo vi possa essere nell’odierno panorama musicale; ecco dunque le peculiari trame elegiache prendere forma e colore con frequenti innesti post-punk, industrial, shoegaze e perfino black metal. Si perché questo CD, nonostante prediliga matrici fondamentalmente pop-rock, non rinuncia – mai completamente – al metal, scegliendo per lo scopo intromissioni al limite della cacofonia, tuttavia mai confuse e/o decontestualizzate. Il platter contiene infatti numerosi richiami stilistici, quali accelerazioni fulminanti, sciabolate chitarristiche in bitonale (totalmente dismesso l’uso del tritono) e vocalizzazioni distorte, che ne consigliano l’ascolto ai “fratelli” più marcatamente progressisti (dai gothster fino ai blackster); tra le righe del songwriting, piuttosto vario e nevrastenico, vi sono poi chicche che fanno di Amesoeurs uno dei prodotti più affascinanti che abbia mai ascoltato nella mia lunga epopea metallica: su tutti gli “assoli vocali” (sul serio paragonabili a solos delle chitarre) della conturbante Audrey sentiti in Heurt ed in La Reine Trayeuse; ottima singer ed abile poetessa, la Sylvain firma le lyrics di 3 delle 11 tracce comprese nella lista e si produce in una performance che ha dell’incredibile, intercalando alla dolce armonia del registro tipicamente francese, l’acrimonia delle grida maledette di una Giovanna d’Arco del nuovo millennio. Sbalorditiva la tenuta delle note tenui, più che la potenza dell’attacco che tuttavia sgorga ineluttabile nelle partiture aggressive che, seppure rastremate, colpiscono come spietate stoccate alle terga. Peccato (per il sottoscritto) non riuscire a comprendere compiutamente la semantica dei soggetti, data scarsa (nulla?) conoscenza della lingua d’oltralpe. Soffermandosi sulla forma melodica del cantato e limitandosi al solo aspetto metrico dei vocaboli, è comunque ravvisabile un lavoro d’insieme (suo, ma anche dello stesso Neige che firma le altre lyrics) davvero sopramedia.

Amesoeurs paga comunque dazio ai mostri sacri della wave (re)interpretando soluzioni base che già furono dei The Cure, dei Joy Division e dei primi Depeche Mode: il basso echeggiante che costruisce l’intera venatura ritmica, le chitarre dalla distorsione light ed abbondantemente risonante grazie agli effetti di flanger, il drumming pacato, regolare, concentrato a produrre precisi accenti “tonici” con le battute sui piatti non lasciano dubbi. Facendo “nomi e cognomi” è facile ritrovare la massima espressione di questa attitudine in Faux Semblant, in Video Girl, in Les Ruches Malades e nella romantica La Reine Trayeuse, che riserva peraltro un finale di rara, aspra violenza.
Dal sapore un (bel) po’ diverso l’opener strumentale Gas In Veins, esperimento fulgidamente industrial (contributo che va comunque per la maggiore), la baudelaireiana Heurt che, con una ritmica modern-punk e la voce femminile filtrata dall’harmonizer, ricalca ciò che fu dei migliori Smashing Pumpkins, Trouble (Eveils Infames) che intensifica l’ascolto rinunciando al cantato della svenevole Audrey per adagiare, sulle trame black-death – rapide e decise –, il corrotto screaming di Neige (presente anche in altre zone della tracklist).
A chiudere lo spettro dei quasi 60 minuti a disposizione di questo mai noioso Amesoeurs, Au Crepuscule de Nos Reves, brano simil-shoegaze “souvenir”, a pieno titolo, di un trascorso Autre Monde

Potrei sciorinare pagine e pagine descrivendovi ogni minimo espediente impiegato dalla band, traendone anche conclusioni sconcertanti, tuttavia mi sarebbe comunque impossibile riuscire a trasmettervi l’intero ventaglio di sentimenti che questo apocalittico disegno sonoro è riuscito a suscitare nel sottoscritto durante questi molti giorni di somministrazione. Oltre alla tecnica, alla sperimentazione, alla buona fattura c’è molto altro: brani e melodie ispirate, arrangiamenti stupefacenti, cambi di ritmo improvvisi e corroboranti. E poi le melodie sommesse che, accanto agli schizzi di prepotenza confusionaria, dimostrano altresì un modello ben preciso di schizofrenia compositiva che scorre, priva di freni ed inibizioni commerciali, dall’inizio alla fine.

Bravi gli artisti impegnati nel progetto, buona ma non eccelsa la produzione, lungimirante e coraggiosa la “solita” Code666, casa che di rookie e proposte azzardate pare intendersene parecchio.
Insomma, vediamo se anche questa volta qualche sconsiderato se ne uscirà dicendo che Neige è un artista sopravvalutato: a mio avviso è un genio che rimarrà negli annali anche per questo ottimo Amesoeurs di cui spero, contrariamente a quanto è stato detto, vengano prodotti numerosi e degni eredi. Intimo a chiunque di non considerare l’esborso per l’acquisto come una mera spesa: vedetelo, al più, come un investimento in soddisfazione…
… anche gli scettici si ricrederanno!

Ciò che sempre sarà
Conoscere colui che vi sta di fronte dovrebbe servire, principalmente, ad evitare figure meschine.
Ma voi, miei abituali interlocutori, non sapete manco da che parte volgere lo sguardo: siete modesti, squallidi, culturalmente disadorni ed inadeguati all’incontro.
Ecco perché cercate in continuazione la battaglia!
Mi fate ribrezzo…
… e pure un po’ ridere…



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
63.46 su 41 voti [ VOTA]
GioMasteR
Venerdì 22 Giugno 2012, 17.35.13
8
Band poco conosciuta ma, a mio avviso, incredibilmente dotata (o almeno lo era!) a livello compositivo. Li preferisco agli Alcest per la genuinità, ti trovo più spontanei. Peccato non esistano più..
Enrideath
Giovedì 9 Febbraio 2012, 19.29.44
7
Mi piace un sacco, Neige è indubbiamente uno dei migliori artisti in circolazione, al diavolo l'obiettività!!
Sasso
Mercoledì 7 Luglio 2010, 0.39.18
6
Sono ufficialmente innamorato della figura di Neige. Le sperimentazioni che è riuscito ad introdurre in ambito metal sono davvero eccezionali, un disco che si merita 90 solo per una cosa: il 95 e passa se lo merita solo Souvenirs D'un Autre Monde...
mimi
Venerdì 17 Aprile 2009, 17.56.37
5
Bellissimo. Anche per me 90.
Giasse
Lunedì 13 Aprile 2009, 22.21.55
4
Mio caro Autumn, tu non sei un modesto interlocutore. Colui che è vittima di uno squallido esistere si sarebbe fermato alle prime righe onde poi scaricare vane sentenze. Album nobile ma non per questo vanitoso o inutilmente pieno di se: difficile si, ma pure naturale nella sua particolarità; potrebbe davvero piacere ai soggetti più disparati, purchè dotati di un certo piglio musicale. I 5 punti di differenza con l'ultimo Alcest dipendono proprio da una solo parziale fruibilità. Dal punto di vista stilistico è certamente superiore.
I, Oblivion
Lunedì 13 Aprile 2009, 12.25.57
3
CD davvero eccezionale...già Souvenirs D'un Autre Monde degli Alcest mi aveva appassionato abbastanza...ma quest'altro progetto va oltre...molto più progressivo...studiato nei minimi particolari...e particolarissimo. Adoro la contrapposizione di un sound più tipicamente black alla soave voce della cantante. Molto vario, varissimo, in tutto. tempi, ritmi, riff, melodie, tutto. Fantastico davvero: 90.
Raven
Lunedì 13 Aprile 2009, 11.11.18
2
Annotati
Autumn
Lunedì 13 Aprile 2009, 9.39.30
1
Da modesto interlocutore non posso altro dire che sarà mio al più presto.
INFORMAZIONI
2009
Code666
Inclassificabile
Tracklist
1. Gas in Veins
2. Les Ruches Malades
3. Heurt
4. Recueillement
5. Faux Semblants
6. I XIII V XIX XV V XXI XVIII XIX – IX XIX – IV V I IV
7. Trouble (Éveils Infâmes)
8. Video Girl
9. La Reine Trayeuse
10. Amesoeurs
11. Au Crépuscule de Nos Rêves
Line Up
Neige – Vocals, Guitars, Bass, Drums, Synths
Fursy Teyssier – Guitars
Audrey Sylvain - Clear Vocals, Bass, Piano
Winterhalter - Drums
 
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