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Kiss - Ace Frehley
( 6717 letture )
Il 18 settembre del 1978 accade qualcosa di unico, di incredibile, di anacronistico. I Kiss, tutti e quattro i componenti, pubblicano contemporaneamente il loro album solista sotto l’egida, la spinta e la cura della Casablanca Records, loro etichetta discografica tiranneggiante. Avendo reperito la gallina, anzi le quattro galline dalle uova di platino e diamanti, il boss della label s’inventa un’operazione commerciale senza limiti, destinata a fare storia e promettere leggenda. Le copertine dei quattro lavori vengono affidate ad un genio del nostro paese, il disegnatore Eraldo Carugati, già sufficientemente noto negli Usa, il quale inventa quattro cover standard ognuna delle quali reca l’effige di ognuno, rappresentata con tanto di maschera e colore predefinito su uno sfondo nero. Ace viene raffigurato con l’azzurro, Gene s’illumina di rosso, Paul di violetto e Peter si sposa con il verde; questi colori diverranno poi la base per i nuovi costumi di Dynasty.
Le copertine, splendide, assurgono a mito vero e invadono tutti i negozi d’America divenendo oggetto di culto e di lucrosissimo merchandising ancora ai giorni nostri.


Ogni album contiene al suo interno un poster, anche questo disegnato e certamente meno suggestivo, dei nostri supereroi raffigurati in alcune pose. In sede di recensione ho pensato di partire con il disco che ha venduto di più, gli altri a scalare. Da notare che Ace, come gli altri d’altronde, si presentò per la promozione, truccato di tutto punto ma senza abiti di scena, chiodo, t-shirt nera e jeans: strano, decisamente strano. Nessun tour venne fatto per incentivare le vendite, ma d’altronde la band aveva bisogno di un po’ di riposo dopo i massacri di concerti e album consecutivi. I quattro singoli escono giusto dopo un anno dalla pubblicazione del secondo, multiplatinato Alive II.
Ace Frehley venne prodotto dallo stesso asso della chitarra in comproprietà con Eddie Kramer, ormai quinto Kiss di quell’era. Nove canzoni bellissime, guitar oriented, comandate dalla voce “spaced out” del musicista originario delle zone malfamate di New York. Il pezzo d’apertura incendia i cuori dei fans con un ritmo serrato e un chorus davvero da cantare a squarciagola, tre minuti e 39 di alta energia con un break centrale di chitarra e solo di batteria forsennata che precede un assolo magnifico…alla Ace! Che botta!


Speedin’ Back è un bel pezzo armonico con un andamento trullo trullo che innesta un solo a cascata, mentre Snowblind ha una diffusione più scura nel riff iniziale e una voce sbandatamente piacevole da sobborghi malati di isolazionismo, un pezzo sentito da Ace in modo particolare, quasi sofferente. Rock’n roll con le palle, indubbiamente.
L’ozono è sempre una parte importante dell’aria che si inspira, come poterne vivere senza. Ozone è ipnotica nella sua cantilena chitarristica che si appiccica come decalcomania ad un cantato che ricalca fedelmente le partiture, con uno spoken basso e inquietante nel bridge del pezzo: carino ma nulla di particolarmente eccitante, a parte l’assolo fatto di saliscendi musicali e per certi versi sperimentale. Traccia cinque, ritmo spezzato, voce piena e armonici che la fanno da padrone e accompagnano il ritornello con una batteria sempre sugli scudi. Bravo, bravissimo Anton Fig, che ritroveremo come collaboratore nei Kiss, di lì a breve, e che rischiò di diventare il drummer ufficiale della band. Chitarra che vola decisa a tratteggiare e incidere. Poi arriva il capolavoro dell’intero lotto, un pezzo proposto pochi anni prima dai glamster britannici Hello. New York Groove è sangue vitale del ragazzo spaziale del Bronx: sarà il pezzo che otterrà maggior airplay dalle radio statunitensi giungendo a posizioni alte nelle charts, ed è un gioiello immortale. Cori, percussioni, chitarra che spilla emozioni e un chorus magico la immortalano in tutta la sua bellezza, una grande song, priva di solo di chitarra, ma che genera ammirazione. Verrà suonata spesso anche dal vivo, con la formazione ufficiale, quasi unica song estrapolata dai solisti; questo la dice tutta sull’immacolato valore del pezzo. I’m in Need Of Love è un’altra traccia straordinaria, entra subito nel cervello dalla prima nota con una Gibson che, viziata da delay, sfilaccia e penetra il tessuto mentale di chi ascolta. Il solo è bellissimo cosiccome un cantato particolarmente riuscito: da non poter star seduti.


Traccia otto: follia pura. Parte con dei gridolini e un ritmo dispari della batteria per poi affrancarsi con una melodia molto americana e un ritornello molto Kiss, ecco, forse proprio qui, riemergono un po’ i fantasmi del Bacio. Nulla che sciupa la prestazione, però. Fractured Mirror è l’inizio di una saga che lo stesso Frehley rinverdirà ad ogni album solista. Chitarre acustiche, chitarre sintetiche, buona distorsione, per cinque minuti e mezzo di fantasia musicale senza nessuna voce a sostenere. Un pezzo strumentale che piace e si fa apprezzare per gli intrecci e le esecuzioni, chiaro che una libidine chitarristica di questo tipo mai avrebbe potuto trovare posto in un lavoro firmato Kiss. A me personalmente, la composizione del “vetro rotto”soddisfa anche se i seguenti episodi Fractured li preferisco, soprattutto quello contenuto nel futuro album solista Trouble Walkin’ datato 89, pezzo micidiale e da mandare a memoria con un assolo da brividi clamorosi! All’album non collaborarono moltissime persone, rispetto all’esercito di celebrità che Gene sfoggerà per il suo solista. Paul Daniel Frehley, vero nome di Ace, si avvarrà di pochi collaboratori e costruirà un album di solido rock con attributi scrivendo praticamente tutti i pezzi, solo tre saranno cofirmati. Unica cover, come detto, New York Groove scritta da Russ Ballare, penna d’oro del rock americano dei seventies, già autore della splendida Voices, tormentone rock disco di quegli anni. Nonostante molti storcessero il naso, compresi Paul e Gene, l’album di Ace stravince la gara delle vendite anche grazie ad una scrittura ricca di song compatte e più complete. L’impennata d’orgoglio di Ace, che si sentiva davvero una star ora che poteva vedere solo il proprio viso sui giornali, diventò una miccia ulteriormente pericolosa per la band e ingenerò ulteriori tensioni e minacce per la salute dei Kiss. Il rinnovato peso politico del chitarrista in seno alla line up diventerà tritolo inesploso…..ma di queste cose si parlerà quando affronteremo il tema Dynasty.

C-Ya…



VOTO RECENSORE
95
VOTO LETTORI
62.50 su 53 voti [ VOTA]
Appg
Martedì 5 Maggio 2015, 14.02.48
14
Genuino rock allo stato puro. Ace dopo aver fatto la voce solista su un'unico brano si rifa' con gli interessi ottimi riff e suoni splenditi.
Sandman
Martedì 25 Novembre 2014, 21.01.33
13
Sono un fanatico dei Kiss, li ho scoperti a 5 anni e mi sono rimasti nel cuore ( ovviamente nel loro combo originale, quando hanno ingaggiato Tommy Thayer ed Eric Singer gli ho definitivamente voltato le spalle ) ho comprato Psyco Circus proprio perchè Ace e Peter erano ritornati ed infatti era un buon album. Comunque, bando alle ciance parliamo di Frehley Lo reputo anche io sottovalutato, non è un virtuoso, ma ripeto, chi se ne frega se sei un virtuos e non hai cuore, quindi Ace, alla faccia di chi lo ha sempre criticato, sfodera dei riffs tipici di un rock duro, prettamente made in USA che ricorda anche certo southern rock tipo Lynyrd Skynrd fatto a base di distorsioni uscite dagli humbuckers delle immortali ed arrabbiatissime Gibson Les Paul che urlavano attraverso i coni degli ampli Marshall. Forse 95 è troppo se 100 lo ha preso Hendrix, ma devo dire che Ace ha lasciiato il suo marchio ed è immediatamente riconoscibile, appena il vinile pressato inzia a ruotare sul piatto
Philosopher3185
Martedì 8 Luglio 2014, 23.26.00
12
Davvero un bel disco..forse però 95 è un po' troppo alto come voto.Ace non lo reputo certo un virtuoso dello strumento,sebbe sia un buon solista,ma la cosa migliore di lui(come di tutti i Kiss,messi insieme),è che sanno comporre grandi canzoni! e forse questo conta piu' delle tecnica.
blackie
Mercoledì 14 Settembre 2011, 1.12.21
11
stupendo il piu heavy dei 4!ace realizzo un piccolo capolavoro che culmina(secondo me)con la monumentale fractured mirror dawero stupenda!cosi come rip it out e wiped out un disco spaziale superbo
Ace
Venerdì 22 Aprile 2011, 23.15.53
10
Monumentale, favoloso, fantastico, stupendo, alla SpaceAce. Un disco che ha tutto quell'hard-rock marchiato Ace-Kiss, un disco che a differenza degli altri 2 (si perchè a me è piaciuto molto anche quello del buon Paul Stanley). Mentre Gene si va cimentando in cover di I Wish Upon A Star (quando l'ho sentita per la prima volta pensavo di aver messo su un album sbagliato, anche se poi nn è tanto male) e Peter ritorna a fare quel rock n' roll molto calmo e influenzato dal Jazz che gli veniva tanto bene quando militava nei Barracudas o nei Chelsea, Ace ci tira fuori dal cilinbro un bel disco di HARD-ROCK nudo e crudo. Nessun fronzolo o ricamo, questo album va dritto al punto, e pensate cosa sarebbe potuto succedere se queste canzoni fossero finite su qualche album dei KISS. Da Rip It Out fino Fractured Mirror scorre in un modo favoloso. Con questo lavoro il grande Ace si riconferma non solo un grande chitarrista, ma anche un grande compositore e cantante. Voto 98.
Argo
Sabato 2 Aprile 2011, 21.34.38
9
Disco bellissimo, dico la verità: non ho ascoltato gli altri solo perchè Stanley e Simmons mi stanno sulle palle, e Criss non mi entusiasma, anche se ha una bella voce, ma da quello che ho capito questo è il miglior disco dei 4 solisti. Ace Frehley per me è un mito, un pioniere dell'hard rock!
hellvis
Lunedì 15 Novembre 2010, 12.16.21
8
Eccezionale!!!
ace360
Sabato 5 Giugno 2010, 10.06.58
7
Questa è un ottimo album che si mantiene su uno standard qualitativo eccelso, però io forse preferisco il lavoro di paul che contiene dei capolavori come tonight you belong to me e it' s all right.
AdemaFilth
Mercoledì 3 Febbraio 2010, 23.21.09
6
Quoto anche io a pari merito con Peter Criss. Bellissimo anche Anomaly, l'ultimo partorito da Ace. I Kiss, se esiste qualche dio li benedica, avrebbero di cui desiderare dal nostro Spaceman!
pincheloco
Venerdì 24 Aprile 2009, 12.06.20
5
Quoto elysis. Infatti con i suoi Freley's Comet ha decisamente fatto degli ottimi lavori. Sicuramente l'album migliore dei 4 anche se tra le mie preferenze era a pari merito con quello di Peter.
elysis
Mercoledì 22 Aprile 2009, 19.30.52
4
è l'opera di un chitarrista tra i più sottovalutati nell'intera scena rock, che attraverso i suoi riff ha dato vita ad alcune delle canzoni più memorabili e soprattutto, mediante questo album, ha mostrato a chi lo ha “snobbato”, la propria grande vena compositiva e versatilità, spaziando dal blues al rock'n'roll più puro.... Bella rece e giusto voto
Er Trucido
Mercoledì 22 Aprile 2009, 15.56.08
3
Assomiglia molto a ciò che fecero i Pink Floyd nella parte studio di Ummagumma, però fatto alla Kiss cioè più spettacolare e con più pubblicità. A me continuano a non piacere però devo riconoscere sono sempre stati gestiti benissimo
hm is the law
Mercoledì 22 Aprile 2009, 14.04.41
2
Dei quattro album solisti questo è quello che preferisco.
SixSixSex
Mercoledì 22 Aprile 2009, 12.07.08
1
Disco purtroppo poco conosciuto e sottovalutato ai giorni nostri. Bella rece.
INFORMAZIONI
1978
Casablanca Records
Rock
Tracklist
1. Rip It Out
2. Speedin’ Back to My Baby
3. Snowblind
4. Ozone
5. What’s on Your Mind
6. New York Groove
7. I’m in need of Love
8. Wiped out
9. Fractured Mirror
Line Up
Ace Frehley: Lead Guitar and all Guitars, Bass and Voice
Anton Fig: Drums and Percussions
 
RECENSIONI
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