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Absentia Lunae - Historia Nobis Assentietvr
( 3808 letture )
In principio era l’ordine! Il death metal era ai suoi picchi qualitativi ed il black metal era in fortissimo fermento; le due scene erano distinte e separate, si rivaleggiavano da lontano con una certa diffidenza ed il senso di appartenenza al proprio genere era motivo di grande fierezza. Improvvisamente in terra di Finlandia, dove il black metal era ed è tutt’oggi considerato un prodotto quasi sacro, questo equilibrio venne irrimediabilmente compromesso dalla comparsa di una band che da li a poco avrebbe fatto proseliti in tutto il mondo: i Beherit. Questi ebbero il coraggio di corrompere un genere che faceva della purezza un vessillo al vento, con contaminazioni elettroniche, drum-machines, filtri vari e mille diavolerie che concorrevano a dare alla loro musica connotati nuovi ed insperatamente ben accolti dalla critica e dai fans, anche puristi: ciò innescò un’epidemia tecnologica che, da li a poco avrebbe infettato l’intera scena estrema. Il virus si diffuse con grande velocità nella “ortodossa” Norvegia - dove comparvero prima i discussi Mysticum, successivamente gli Ulver - e, in un periodo brevissimo, in ogni altre parte d’Europa. L’Italia stessa non fu immune da questa propagazione: tra le migliori formazioni nostrane del genere i seminali Aborym e gli Absentia Lunae, già comparsi sulle nostre pagine virtuali in occasione dell’uscita del loro debutto Marching Upon Forgotten Ashes.
Historia Nobis Assentietvr, con il quale i nostri raggiungono terzo album, si compone di 9 brani violentissimi, sullo stile di Ad Hominem e Anaal Nathrakh: velocità folli e voce al vetriolo sono le armi delle quali si avvalgono i nostri per oltre 45 minuti di assalto sonoro. La line-up di questo disco vede tra l’altro la partecipazione dell’electro genius MZ, già noto ai più, per la sua opera prestata con Locus Mortis, Urna e Arcana Coelestia.

Il disco si apre con Neuropa Calling, intro filtratissima dal sapore apocalittico con testi in italiano, che tra un proclamo ed un anatema, mi ha ricordato vagamente l’amico Svenim, singer dei capitolini Deviate Damaens. Non si fa a tempo a pensarci che sopraggiunge la terremotante Condemnation Of Rationalism, traccia che mi ha impressionato per l’incredibile lavoro percussivo ad opera di Blastphemer, già tra le fila dei tedeschi Belphegor. Al primo impatto ho pensato che a guidare l’apocalisse fosse una drum-machine, tali erano velocità, pulizia e precisione, ma ad un ascolto più attento non è stato difficile capire che dietro le pelli c’era un vero e proprio mostro e non una semplice macchinetta.
Il terzo brano There Are Chilling Signs Of An Eternal Farewell, inizialmente molto potente e cadenzato, lascia finalmente modo di apprezzare il cantato nostrano, fino ad ora pressoché sommerso dal chaos generato dalla coppia Blastphemer/Climaxia. Se fino a qualche anno l’idea di sentire una black metal band cantare in italiano mi faceva semplicemente rabbrividire, oggi devo dire che l’esperimento non mi dispiace affatto e addirittura lo trovo decisamente adeguato e particolarmente aggressivo. Un improvviso “riffone” in perfetto trash style dà una sferzata al brano per tornare a velocità spaventose, pane quotidiano degli Absentia Lunae… Il brano si chiude riprendendo il riff iniziale sul quale si può apprezzare un bel cantato recitato, anch’esso ovviamente in lingua madre.
The Scream & Its Enlichtening Echo mi fa balenare davanti gli occhi nientemeno che gli ultimi Mayhem, ma il fantasma scompare al primo spiraglio di luce generato dalla potenza delle drums del tellurico Blastphemer, a mio parere una delle migliori doti del disco: se fosse mai possibile collegare una dinamo alle pelli della sua batteria, egli potrebbe illuminare una città per un intero week end.
The Timeless Call si distingue per una parte recitata davvero suggestiva, inghiottita dopo pochi giri da un vortice di violenza, ma capace di riemergere a valle in tutta la sua bellezza.
In The Signs Of Aries è finalmente il primo brano sul quale è davvero apprezzabile il lavoro di MZ (fino adesso nelle retrovie) che contribuisce con un inserzione atmosferica a metà brano molto angosciosa sulla quale si appoggia un recitato filtratissimo; a fine brano si riprende a “pestare”.
La conclusiva Hyperborean Sun Found è un outro interamente strumentale che riconsegna onore al buon MZ.

Non mi capitava da tanto di ascoltare un disco così ben suonato, arrangiato e prodotto. Tornando alle lyrics in italiano, devo dire che hanno concorso anche loro al conferimento del voto finale, ovviamente supportate dalla belluina ugola di Ildanach che si è saputa destreggiare tra screaming, parti recitate e narrati molto vari e sempre interessanti.
Ormai niente e nessuno può impedire ai nostri Absentia Lunae di varcare i confini del patrio suolo per dominare la scena estrema europea.
Avanti!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
52.63 su 38 voti [ VOTA]
metallo
Sabato 21 Marzo 2015, 20.16.46
2
Concordo anche io , davvero una bella realta' italiana.
Doomale
Sabato 21 Marzo 2015, 20.10.49
1
Ottima realtà italiana...questo è un gran bell'album anche se qualche pezzo và troppo oltre...x me...e comunque anche l'ultimo non scherza affatto....alla faccia dei soliti ciarlatani moralisti a cui piace sparlare...Questo è un bel pugno nello stomaco per loro!
INFORMAZIONI
2009
ATMF
Black
Tracklist
1. Neuropa Calling
2. Condemnation Of Rationalism
3. There Are Chilling Signs Of An Eternal Farewell
4. The Scream & Its Enlichtening Echo
5. The Timeless Call – Cruelty Does It Resound
6. In The Signs Of Aries, History Will Prove Us Right
7. Hyperborean Sun Found
Line Up
Ildanach - Vocals
Climaxia - Guitars
Sephrenel - Bass
Blastphemer - Drums
MZ - Session Programming/Electronics
 
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