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Steve Vai - Flex-Able
( 6208 letture )
INTRODUZIONE
Chi non conosce Steve Vai alzi la mano! Talentuoso chitarrista italo-americano noto ai più per il suo stravagante approccio alla musica, nel 1984 l’allora ventiquattrenne virtuoso poteva contare già cinque collaborazioni discografiche col compianto e altrettanto estroverso Frank Zappa; in un clima di massima libertà (ovverosia: il giardino di casa sua) Vai costruisce uno studio di registrazione ed inizia a lavorare sul suo primo disco solista, questo Flex-Able di cui andremo a parlare e che all’epoca garantì al musicista l’esposizione mediatica, e il successo di pubblico, che tanti sacrifici gli hanno fatto giustamente meritare.

CRONACA DI UN ASTRO NASCENTE
Sembra incredibile a dirsi, ma la carriera solista di Steve Vai, uno degli shredders più stimati e importanti dell’attuale panorama musicale mondiale, è iniziata con un disco che con lo shred ha ben poco a che spartire: fondamentalmente Flex-Able è un disco rock, fortemente influenzato dalla cultura musicale americana e, com’è naturale che sia, dalla statuaria immagine di Frank Zappa. Qua e la nel disco si ritrovano alcuni degli elementi che renderanno il nome di Vai noto nel mondo (vedasi l’uso della leva in Junkie e gli strepitosi giochi di armonici e di intersezioni tra linee di chitarra presenti in The Attitude Song), ma è altrettanto vero che la presenza di brani quasi country come The Boy-Girl Song o di matrice zappiana come Lovers Are Crazy svelano un’esperienza musicale per certi versi ancora acerba ed ancorata al passato, piuttosto che essere proiettata verso il futuro come invece avverrà nei dischi successivi.

Tra i momenti più memorabili del platter mi sento di segnalare la grooveggiante Viv Woman e la divertentissima traccia d’apertura, quella Little Green Man testimone della totale incapacità di intendere e volere che è tipica dei grandi artisti come Steve Vai, folle nell’assurdo contenuto delle strofe eppure perfettamente logica negli incastri tra le parti dei vari strumenti, tra cambi di tempo e di accento, tra suoni di tubular bells e xilofoni mischiati al tenue suono clean della chitarra di Steve. Che dire poi di Salamanders In The Sun, brano tanto difficile nell’intessitura armonica quanto semplice da ascoltare, o di Call It Sleep, blues piangente e tendenzialmente aritmico in cui l’unica voce veramente presente è quella della chitarra solista, o ancora della dissonante There's Something Dead In Here? Direi che c’è del genio ma non della sregolatezza, tant’è che dietro ogni sperimentazione c’è una logica precisa, tesa a proporre all’ascoltatore non solo il rock di cui l’artista si fa portabandiera ma anche a sviluppare, portandoli all’estremo, certi concetti musicali e ritmici che spesso vengono usati poco e male. Per la cronaca dei quattro brani finali rimando invece alla recensione di Flex-Able Leftovers.

CONCLUSIONE
Che siate dei fanatici di Steve Vai o meno, non importa: se apprezzate la musica buona e diversa dal solito, cercate di procurarvi questo disco, che ne è pieno fino all’osso. Badate bene però: Flex-Able sa essere contagioso nella sua insana follia…



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
33.22 su 27 voti [ VOTA]
megna
Giovedì 19 Luglio 2018, 17.17.58
8
Io possiedo l'edizione uscita in CD con la vetusta Enciclopedia del Metal ! E sono riuscito ad avere tanto di autografo da Steve Vai ! Non merita un voto lettori così basso, è assurdo. Stavolta sono veramente arrabbiato...
Ste
Sabato 10 Febbraio 2018, 23.42.10
7
Rob Fleming: con una sola parola hai fatto la recensione perfetta: inascoltabile. Anch'io, come te, l'ho regalato, unica differenza è che io avevo la musicassette. Mi sono sempre piaciuti i guitar heroes (non a caso il mio idolo era Malmsteen) ma questo è un pastrocchio di idee buttate li in qualche modo senza capo né coda. Davvero orribile, saltare e passare direttamente al lavoro successivo, please.
Blue
Venerdì 12 Gennaio 2018, 23.35.31
6
Visti i commenti forse mi è sfuggito qualcosa. Due soli ascolti a distanza di tempo. Per ora non mi sembra una bellezza
Rob Fleming
Domenica 7 Febbraio 2016, 18.50.47
5
Inascoltabile. L'avevo in vinile e l'ho regalato a qualcuno
Philosopher3185
Martedì 10 Giugno 2014, 21.32.40
4
Album interessante e con alcuni spunti notevoli,anche se il meglio di se,sia come compositore che chitarrista ipertecnico,lo dara' nei dischi successivi a partire da Passion and warfare
Jimi The Ghost
Martedì 29 Novembre 2011, 14.04.27
3
Toni hai ragione! Si tratta proprio della famosa charvel green meanie...non ricordo neanche di averlo scritto nel cmmento...Poi c'è un articolo sul sito di Vai proprio sulla chitarra in questione...Penso che l'età avanza ed anche molto visto che sono un appassionato della charvel....Boh! Grazie per la chiarezza e per il bel completo! Ciao Toni ! Jimi TG
toni
Lunedì 17 Ottobre 2011, 10.35.34
2
un disco strano registrato con un quarto di dollaro in cui Steve Vai ha registrato alcuni delle sue composizioni più vecchie e altre che ricordano frank zappa! I pezzi sono bellissimi, e anche quelli più smaccatamente commerciali trasudano di una dolce ironia. L'apice del disco è rappresentato dalla traccia 6,7 e 11, quest'ultima la vera gemma. 75 per me @Jimi la chitarra verde di una strat ha solo la forma: si tratta della famosa charvel green meanie.
Jimi The Ghost
Giovedì 21 Luglio 2011, 22.32.07
1
Sono appena rientrato e nel mio ampli di casa ho messo su questo disco. Impegnativo, meraviglioso. Steve che suona giovane una Fender Strat esprimendo una sua grande abilità sia nell'orchestrazione che nel canto. Oltre che a contenere "The Attitude Song", spettacolare maestria , contiene "Viv Woman" (brano preferito da Steve) è la sua prima incisione con canto, "Little Green Men", nella quale in post-studio, la sua voce viene prima registrata a metà del tempo (in relazione alla musica) e poi accellerata creando un effetto divertente e tipico del suo mentore Zappa che indubbiamente lo ha influenzato "spudoratamente" in particolare nella traccia "Lovers sono Crazy" . Poi la spettacolare "Salamandre in the Sun" nella quale la linea della batteria è prodotta con una "Linn drum machine" (by Linn Electronics LinnDrum stesso modello utilizzato dai grandi come Sting, Prince, Jean-Michel Jarre, Sheila E., Todd Rundgren, Jimmy Edgar, Jan Hammer, Peter Gabriel....) e arrangiato con una dietro sezione chorus di sottofondo con un hi-hat 16'' che ascoltato live prende una forma "metal-psyco veramente dura. Poi "The Attitude Song" inutile commetare poichè reso famoso nei G3, ma il valore più importante è dato dalla traccia "Call it Sleep", poichè fu composto da Steve quando studiava chitarra ed inviò il tape audition direttamente a Frank Zappa, che lo registrò immediatamente nello Succo Blues studios e poi fu inserito nel disco Flex-Able. è sicuramente una delle mie tracce preferite, anch'essa posta alla numero 7 del disco (NB: il suo numero perferito per i riferimenti alla numerologia...), In questo brano Steve si ispirò nella composizione dopo la morte di alcuni amici durante la sua adolescenza...è un brano potente, triste e toccante...uno spettacolo di suoni mixati prima con un microfono su ampli Carvin stikers '77 (andate a visitare il sito carvin museum) e poi assemblato nella registrazione in suono pulito e poi distorto. (rapporto 12%-50%) e adattato con effetti Fx per ampliare la melodia.Tecnica molto cara anche a Joe Satriani. Le linee rapide veloci e molto tecniche si miscelano poi con il mitico Chad Wackerman già batterista di Zappa e poi di Allan Holdsworth, Andy Summers che ci regala un lungo assolo e deliziosi duetti con Steva Vai. Che dire, soggettivamente è un disco da possedere, quindi da comprare e ascoltare nelle lunghe sere, anche se è un cd del 1984, con uno Steve molto giovane, ma già proiettato nell'olimpo dei grandi. Scusa Nicola...mi sono preso un bello spazio per il mio commento....tanto c'era da vendere...Ragazzi questa è musica per le orecchie, per il cuore e per la tecnica....Jimi TG.
INFORMAZIONI
1984
Epic Records
Rock
Tracklist
1. Little Green Men
2. Viv Woman
3. Lovers Are Crazy
4. Salamanders in the Sun
5. The Boy-Girl Song
6. The Attitude Song
7. Call It Sleep
8. Junkie
9. Bill's Private Parts
10. Next Stop Earth
11. There's Something Dead in Here

Bonus tracks incluse nella versione in CD

12. So Happy
13. Bledsoe Bluvd
14. Burnin' Down the Mountain
15. Chronic Insomnia
Line Up
Musicisti partecipanti al disco:

Scott Collard: synth, tastiera
Larry Crane: lira, xilofono, campane, vibrafono, piccolo xilofono
Greg Degler: clarinetto, flauto, sax
Laurel FIshman: voce
Peggy Foster: basso
Chris Frazier: batteria
Stuart Hamm: basso, voce
Bob Harris: tromba, voce
Suzannah Harris: voce
Billy James: percussioni, batteria
Paul Lemcke: tastiera
Pai Maiocco: voce
Tommy Mars: violino, tastiera, voce
Ursula Rayven: voce
Chad Wackerman: batteria
Pete Zeldman: percussioni, batteria
Steve Vai: synth, basso, chitarra, percussioni, pianoforte, tastiera, sitar, voce, campane, batteria, programming
 
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