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Deep Purple - Stormbringer
( 11070 letture )
Il successore del bellissimo Burn fu pubblicato dai Deep Purple nel 1974 ed è intitolato Stormbringer, l’ultimo album in studio della cosiddetta Mark III.
Ritchie Blackmore, infatti, a causa dei forti dissensi con gli altri componenti della band abbandonerà il gruppo per fondare i Rainbow.
La motivazione della controversia risiede nel fatto che i Deep Purple sembrano inseguire direttrici musicali differenti rispetto al passato abbracciando generi diversi quali il soul, il funky ed il blues. Tale orientamento sarà poi confermato nel successivo Come Taste The Band con Tommy Bolin alla chitarra.

Il disco è inferiore qualitativamente al predecessore pur includendo dei brani molto belli. Si nota, in particolare, un lavoro alla chitarra meno convincente della serie “faccio sto' disco e me ne vado” per intenderci.
La title track è di gran lunga il pezzo migliore: si tratta di un hard rock decisamente tirato, potente e molto cadenzato; davvero coinvolgente.
La successiva Love Don't Mean A Thing è molto più tranquilla dall’orientamento blues con in evidenza il basso di Hughes.
Holy Man prosegue sulla falsa riga della precedente, un brano rilassante con un buona prova di Hughes stavolta alla voce.
Un'introduzione di tastiere fa da apripista a Hold On, altra track leggera (forse troppo in questo caso) con in evidenza un bell’assolo melodico di Ritchie Blackmore.
A risollevare decisamente le sorti del disco arriva la stupenda Lady Double Dealer in puro stile Purple con un grande prova del duo Coverdale/Blackmore e un ottimo Paice alle pelli. Questo brano risulta ancora più efficace nella versione live contenuta in Made In Europe.
Dall’incedere funky You Can't Do It Right (With The One You Love) mentre High Ball Shooter, composta da tutto il gruppo, richiama ancora sonorità blues; sugli scudi le tastiere di Jon Lord e l’alternanza alla voce di Coverdale e Hughes.
Chiudono questa release la pacata The Gypsy, con un grande riff ed assolo di chitarra, e la struggente ballata Soldier of Fortune.

Nonostante passino gli anni continuo ad ascoltare con affetto questo full lenght peraltro mirabilmente prodotto dal grande Martin Birch.
Probabilmente, nel complesso, risulta troppo leggerino soprattutto per i fan di vecchia data abituati alla durezza di In Rock e Machine Head ed è troppo pregno di sonorità atipiche tese a sperimentare nuove strade che, oggettivamente, sono un po’ troppo distanti dal sound tipico dalla band.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
74.56 su 89 voti [ VOTA]
Benny
Domenica 30 Settembre 2018, 12.36.35
47
Io non voglio esprimere commenti su quale sia in senso assoluto il miglior album dei DP ne su quale sia il peggiore, posso dire però che sentendo oggi In rock e poi Stormbringer il secondo risulta ancora godibilissimo per la grande varietà di sonorità utilizzate e per la classe indubbia che traspare dai temi musicali, laddove il primo mostra i segni del tempo. Credo quindi che Stormbringer sia molto sottovalutato. In ultimo trovo francamente originale esprimere valutazioni sulle prestazioni di Blackmore in relazione alla sua voglia di abbandonare il gruppo: a ne sembra perfetto e gradevolmente misurato.
Lulein
Mercoledì 18 Luglio 2018, 10.06.14
46
Il mio preferito della discografia dei Purple. Sperimentazioni di fusione fra hard rock e funk mai tentate prima. Bellissimo
jaw
Lunedì 29 Gennaio 2018, 23.39.09
45
Voto, confronti ed altro ma quando hai Coverdele e the voice of rock in un'unica band , beh credo non sia mai capitato.
Lele 12 DiAnnö
Venerdì 29 Dicembre 2017, 7.08.00
44
Alcuni ottimi pezzi, a fianco di altri meno riusciti. Nel complesso l’interpretazione mi è sempre parsa un po’ fredda, quantomeno se lo confrontiamo col più energico Burn. Darei 80 ~ 85… E comunque per me fino a Slaves & Masters i DP di dischi brutti non ne hanno fatti; anche i vituperati Who Do We Think We Are e House of the Blue Light contengono delle cose egregie.
Emanuele
Venerdì 29 Dicembre 2017, 2.25.34
43
Per me un disco meraviglioso. Diverso dai precedenti, come ogni altro loro album, per fortuna! Melodico, poetico e visionario. La band dimostra una classe immensa e una versatilità unica, muovendosi tra rock, blues, funky e soul. Due grandi pezzi rock, le due ballate che chiudono il disco semplicemente stupende, i duetti dei due vocalist in Hold on e Love don't mean a thing, Coverdale strepitoso. La creatività, il talento e il valore non si misurano con la durezza del sound e delle canzoni. Se qualcuno è prevenuto perché è un disco molto melodico, peggio per lui.. Sono sempre i Deep Purple!! Se proprio si vuol cercare un passo falso nella loro discografia degli anni d'oro, questo è Who do We think We are, non certo Stormbringer.
diego
Sabato 16 Dicembre 2017, 9.23.04
42
il miglior dei Deep Purple
venom
Venerdì 6 Ottobre 2017, 15.01.44
41
Secondo me un capolavoro assoluto tra i dischi piu belli dei 70 in generale
tpr
Martedì 27 Dicembre 2016, 19.33.59
40
come il vino: il tempo lo ha reso migliore ( nei 70 non resse il peso di machine head e made in japan e nemmeno di Burn) . A fronte di altre opere che all'ascolto di oggi si dissolvono lascia aperta la domanda: perché nessun gruppo ( produttori compresi) coltivarono questo tentativo di fusion eccezionale , ma acerbo , che vide poi sprazzi da strike di vendite con, ad esempio, another one bites dust dei queen? Poteva crearsi un nuovo genere.
hermann 60
Giovedì 9 Giugno 2016, 17.59.03
39
Per me senza Gillan e Glover i Deep Purple sono veramente un altro gruppo.
Shadow
Venerdì 3 Giugno 2016, 11.08.40
38
Non sono d'accordo con la recensione. Questo è il disco più elaborato e ricercato dei DP, se vogliamo sperimentale e "fusion". L'arma in più è costituita dalle due voci immense dei singer, più calda e drammatica quella di David, più raffinata ma non meno emozionante qualla di Hughes: in Hold On il dualismo raggiunge il massimo risultato. E poi la tastiera di Lord, che abbandona l'Hammond "sporco" dei dischi precedenti preferendo suoni synth diversi ma non meno efficaci. Blackmore poi, sarà anche vero che non vedeva l'ora di andarsene ma parlare di risultato meno convincente mi pare fuori luogo: l'assolo della title-track ad esempio è qualcosa di spettacolare. Ma è tutto il disco a non avere momenti di calo, inutile citare ogni brano perché ci vorrebbe un libro..... In sintesi credo che giudicare un disco in base alla durezza dei brani non renda giustizia alle immense capacità creative di questa band, la cui grandezza sta proprio nel non aver mai prodotto un disco uguale all'altro, pur fra alti e bassi. Ma Stormbringer di sicuro non figura tra i bassi..... Grandissimo. Per me 95
Rob Fleming
Giovedì 21 Gennaio 2016, 17.09.12
37
Come Fireball soffre il confronto con In rock e machine Head, Stormbringer patisce l'essere arrivato dopo Burn. E non è giusto perchè Stormbringer è un brano totalmente epico quando il termine non era ancora accostato alla musica; Soldier of Fortune è un capolavoro immane ed è il vertice assoluto di Coverdale come interprete; Holy man conferma le doti di Hughes come cantante. Mi piaccino i "duelli" Coverdale-Hughes in High ball shooter, ma tutto l'album si attesta su livelli eccelsi. 80
Stefano
Domenica 27 Dicembre 2015, 15.44.32
36
Cambio di sound, ben riuscito certo, ma i fasti del passato sono, appunto, un ricordo. Nonostante questo si merita 75
gigi
Domenica 13 Dicembre 2015, 0.55.41
35
tutto dipende da cosa si cerca: se la pretesa e' "voglio sentire sempre lo stesso sound " allora no, Stormbringer non e' DP genere Machine Head. Se ci si mette ad ascoltare senza sapere per forza "chi" sta suonando, beh allora gente questo e' un GRANDE album.. Rock, R&B , funky, ballad,... lo ascolto da 40 anni , . mi da' ancora energia e piacere. 88/100.
Shadow
Giovedì 5 Novembre 2015, 14.20.52
34
Gran disco, il migliore della mark 3, estremamente vario nella tipologia dei brani e con le due voci spettacolari e complementari a duettare con un Blackmore in grande forma nonostante le divergenze con gli altri menbri. Per me 95
VecchioThrasher
Domenica 18 Ottobre 2015, 19.53.25
33
che album...lo sto ascoltando in vinile!
Steelminded
Domenica 6 Settembre 2015, 11.28.38
32
Ah peppe, ma lascia stare che stormbringer e un grande album.
peppe
Domenica 6 Settembre 2015, 8.10.09
31
il decadimento deep purple. contemporaneamente andavano nascendo i primi queen, che con episodi tipo stone cold crazy, in confronto a loro erano una metal band brutale. love don t mean a think, lady double dealer ecc... ma per favore. coverdale aveva già messo le prime basi per la sua futura carriera da..innamorato frustrato bluseggiante.
daxe
Mercoledì 12 Agosto 2015, 18.09.36
30
stormbringer a mio modesto parere e' un grande album.I deep purple con hughes e coverdale si rinnovano completamente dando nuova linfa che purtroppo a Blackmore non e' gradito
tpr
Giovedì 2 Luglio 2015, 2.25.31
29
Leggero? ascoltare la nuova interpretazione di stormbringer data dai whitesnake: una potenza incredibile . uragano in avvicinamento . da inserire tra i migliori pezzi del gruppo di Blackmore.
Philosopher3185
Mercoledì 4 Marzo 2015, 20.15.45
28
Si potrebbe fare lo stesso discorso per "Who Think We Are",un album di transizione,buono,con due o tre pezzi eccellenti ma diverso dal trademark della band e forse,un po' troppo leggero.
Steelminded
Martedì 26 Agosto 2014, 21.31.35
27
A me piace tantissimo anche questo, anche se magari meno di Perfect Stranger, lo trovo ingiustamente sottovalutato Evviva!
DP
Martedì 26 Agosto 2014, 20.59.47
26
non dico che sia brutto ma lo considero l ' ibrido quasi sperimentale della Mark 3 come fu' Fireball per le Mark 2 . Lavoro senza una definizione precisa che getto' le basi per il successivo ottimo Come Taste The Band come Fireball lo fu' per Machine Head. Purtroppo fu' anche il definitivo punto di rottura musicale (gia' dai tempi di Burn) tra Blackmore e il resto della band in particolare con il carismatico Hughes che ebbe il torto di pretendere piu' spazio compositivo puntando su un Funky/Rock genere agli antipodi e diametralmente opposto con il gusto di Blackmore che voleva continuare su un rock pienamente hard. Soldier Of Fortune....meravigliosa
Francesco
Sabato 15 Febbraio 2014, 0.06.25
25
Grande album dei Deep Purple ingiustamente sottovalutato. Hold on sarà anche una canzone troppo 'leggera' come dice il recensore, ma non per questo è meno bella delle altre, anzi, si mantiene su ottimi livelli.
enzo
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 23.55.20
24
capolavoro pezzi come la title track holy man hold on òady double e soldier of fortune disco superbo
Alex
Domenica 22 Dicembre 2013, 15.53.32
23
Sono molto affezionato a questo LP, quindi il mio parere è fortemente influenzato da aspetti intimi e personali. Per me comunque rimane di buona qualità, senza vette eccelse per carità, ma coinvolgente e piacevole ad ogni rinnovato ascolto.
Weston-super-Mare
Venerdì 25 Ottobre 2013, 9.58.31
22
Il disco più raffinato ed elegante dei purple. Più leggero e meno hard rispetto ai loro standard, ma di gran classe a tratti persino poetico e visionario. Se ci si aspetta un disco hard pesante si rischia di rimanere delusi, perchè qui di hard rock ce n'è poco (comunque un po' si, la title track, lady double dealer e high ball shooter). Un disco molto cantato, forse il loro disco più cantato e con armonie vocali incredibilmente belle. Soul, funk, un certo tocco motown, fanno di questo e del successivo i due album più "americani" dei purple. Un consiglio: non pretendete la "botta" da questo album, è un disco tranquillo da godersi con calma.
Joker
Domenica 7 Luglio 2013, 14.49.39
21
Disco molto funky e decisamente un pò più sottotono rispetto al clamoroso Burn. Poi un fattore da tenere in considerazione è la sua uscita a così breve (forse troppa) distanza dal suo predecessore, che a mio giudizio ne ha fatto abbassare ulteriormente il valore. Se devo dirla tutta 4/5 brani varrebbero sicuramente l'acquisto (Stormbringer; Lady Double Dealer; You Can't Do It Right; High Ball Shooter e Soldier Of Fortune). Per un soffio non arriva all'ottimo: 89
D.P.
Domenica 9 Giugno 2013, 15.16.40
20
come gia' anticipato per il mio giudizio su Made In Europe quando la band si ritrovo' al Musicland Studios per la registrazione di Stormbringer i contrasti interni erano oramai giunti alla massima potenza, musicalmente era guerra aperta tra Hughes-Coverdale-Blackmore culminati durante il successivo tour (quello appunto di In Europe). Pero' mentre per In Europe questa anarchia si dimostro' una valida alleata sfornando quello che ritengo il loro miglior live cosi' non si puo' dire per Stormbringer dove tutto e' freddo, apatico in cui tranne la title track e Soldier Of Fortune degne di nota si evince la completa mancanza di idee compositive e la distanza di Blackmore dalla nuova linea guida che il gruppo (oramai "comandato" da Hughes e Coverdale) voleva seguire.
HR
Mercoledì 27 Febbraio 2013, 14.33.43
19
lo ritengo un ibrido, rock pulito di gran classe ma pur sempre ibrido in cui si evidenziano due veri capolavori come la title track e Soldier Of Fortune.
sadwings
Venerdì 11 Gennaio 2013, 21.10.08
18
Concordo sul fatto che è un album inferiore al precedente burn e per me anche al successivo come taste the band però è un ottimo album. 85
The Nightcomer
Mercoledì 12 Dicembre 2012, 19.40.31
17
Non all'altezza dell'incendiario e sublime Burn, ma ancora un ottimo disco! Le sole "Stormbringer" e "Soldier of Fortune" (imho una delle più belle songs dei Deep Purple) valgono l'acquisto del disco. Con i Deep Purple è stato amore sin dall'inizio (per me coincidente con il 1984): a loro devo gran parte del merito se ancora oggi ascolto rock e metal!
dantes
Giovedì 19 Luglio 2012, 10.50.13
16
@Flag of Hate ... quoto in toto le tue parole, ineccepibili. Per il resto,è chiaro che tutto non suona "ruvido" e hard come nella MK-II ... ma mica deve sempre essere questo il "filtro" ... Quando c'è la qualità, tutto viene di conseguenza ... Soldier of Fortune e la title-track valgono una discografia intera di 1000 altre band ... Poche storie:che classe signori avevano 'sti ragazzi.
Steelminded
Venerdì 18 Maggio 2012, 22.18.22
15
Sottoscrivo Flag... Evviva!
Flag Of Hate
Venerdì 18 Maggio 2012, 19.05.58
14
Questo disco è, idealmente, accostabile a "Fireball", nel senso che ha la sfiga di venire cronologicamente dopo un capolavoro di quelli pesanti ("IN Rock" l'uno e "Burn" l'altro) quindi, automaticamente, entrambi devono fare i conti con l'illustre predecessore, e ne escono con le ossa rotte (ma il 99,99% dei dischi uscirebbe con le ossa rotte se confrontato con quei due lì, eh!). Il che è un peccato, perchè sottovalutare "Stormbringer" è un grave errore: ci troviamo di fronte a un disco non omogeneo, ma che presenta pezzi favolosi: l'omonima "Stormbringer" è una delle canzoni che più adoro dei DP, con un assolo favoloso e una splendida voce... e cosa dire di "Holy Man", "Soldier Of Fortune", "The Gypsy"? Tutti capolavori. Album da riscoprire, "pompo" il voto del recensore a 86/100.
B-DEEP
Domenica 17 Aprile 2011, 15.16.44
13
non raggiunse certo la maestosita' di Burn ma rimane pur sempre un buon disco di rock con brani come la title track, Holy Man e Soldier of Fortune certamente validi. Ha pero' l'ingrato compito di sancire la rottura definitiva (musicalmente parlando) tra Blackmore e Hughes: dalle linee solide e nervose hardrock del primo all'amore per il funky di tanta musica nera del secondo. Rock
Alessia
Giovedì 7 Aprile 2011, 9.13.12
12
Viene dopo Burn questo è il problema e poi si percepisce nettamente che Blackmore non è coinvolto più di tanto nella stesura dell'album. Infatti abbandonerà la band poco dopo. Voto: 81
Lizard
Mercoledì 6 Aprile 2011, 23.10.15
11
Concordo Undercover!! Anche Woman From Tokyo non è proprio 'sto capolavoro eh...
Undercover
Mercoledì 6 Aprile 2011, 23.02.03
10
Io amo quest'album "Holy Man", "Stormbringer", "Soldier Of Fortune" sono una più bella dell'altra, se c'è un disco che è davveo un calo nella discografia dei Deep Purple è stato realizzato con la Mark II purtroppo è "Who Do We Think You Are" che è una schifezza pazzesca e si salva solo "Woman From Tokio", quello è un calo assurdo questo è un gran disco.
Lizard
Mercoledì 6 Aprile 2011, 22.38.05
9
Holy Man è fantastica! Il vero problema di questo disco è che viene dopo "Burn", come "Fireball" viene dopo "In Rock". Lo stesso Blackmore sottolinea questa discontinuità "inspiegabile". Bel disco, in ogni caso, con delle canzoni che da sole valgono una discografia, tipo Soldier of Fortune.
Matocc
Mercoledì 6 Aprile 2011, 22.34.29
8
come Fireball anche questo dovrebbe essere uno degli album meno ispirati dei DP... dico "dovrebbe" perchè in realtà siamo di fronte a un disco di tutto rispetto, abbastanza lontano per stile dai suoi predecessori -invero superiori- ma che comunque nonostante presenti delle sperimentazioni sonore molto particolari, con delle sonorità e degli effetti tipici dell' epoca '70 riesce a "prendere" l'ascoltatore. è abbastanza lento e la voce blues di Coverdale gli conferisce una personalità tutta sua. ho la limited edition CD+DVD (questo presenta l'audio in 4.1 e immagini della band e singoli vari mentre il CD ha alcuni remix) a mio parere un gran bell' album!
fort
Giovedì 28 Ottobre 2010, 15.01.05
7
Ritendo Stormbringer un album di grande livello. Interessante dal punto di vista compositivo e senz'altro un completamento alla discografia dei Deep Purple. Ritengo che un grande merito va dato a Coverdale e Hughes, altrettanto va fatto per Lord, Blackmore e Paice i quali dimostrano grande versatilità musicale e soparttutto apertura mentale nell'esplorare nuove sonorità tenendo alta la qualità esecutiva e la capacità di essere sempre molto affiatati. Grande album come per il precedente Burn. Grandi soprattutto perchè mantengono intatta la propria forza d'impatto con l'ascoltatore anche e soprattutto a distanza di anni.
Black27
Sabato 10 Ottobre 2009, 13.28.44
6
concordo con il recensore... anche se ha un sound meno Purple, è un ottimo disco... Coverdale è fenomenale, la title-track e the Gipsy sono stupende, al livello delle loro composizioni migliori
pincheloco
Mercoledì 6 Maggio 2009, 11.12.55
5
Quoto Khaine. Soldier of Fortune rappresenta la direzione poi intrapresa da Ritchie con i suoi Blackmore's Night. Non a caso la esegue ancora dal vivo.
Khaine
Martedì 5 Maggio 2009, 15.02.47
4
Qui ci son dei gran bei pezzi! Oltre che una grande voce...
Andrea70
Martedì 5 Maggio 2009, 15.01.44
3
I DP non al meglio cmq sempre un buon disco
Raven
Martedì 5 Maggio 2009, 13.40.31
2
Senza contare la presenza di Martin Birch
Raven
Martedì 5 Maggio 2009, 13.38.49
1
a me piace molto.
INFORMAZIONI
1974
Warner Bros
Hard Rock
Tracklist
1. Stormbringer
2. Love Don't Mean a Thing
3. Holy Man
4. Hold On
5. Lady Double Dealer
6. You Can't Do It Right (with the One You Love)
7. High Ball Shooter
8. The Gypsy
9. Soldier of Fortune
Line Up
David Coverdale - Voce
Ritchie Blackmore - Chitarra
Glenn Hughes - Basso, Voce
Jon Lord - Tastiere
Ian Paice - Batteria
 
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