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My Dying Bride - Songs of Darkness, Words of Light
( 7602 letture )
Dei My Dying Bride si dice sempre che siano un gruppo con classe da vendere, di un gruppo di grande stile ed eleganza. Ora, nel 2004, questi aggettivi appaiono totalmente necessari per descrivere la loro musica. Non si può parlare dei My Dying Bride senza aggiungere “classe” e “stile”. Sono parole intrinseche, indelebili e impossibili da nascondere.
Nella nostra epoca la parola arte ha perso di significato, ogni cosa è arte, e ogni cosa tenta di esprimerlo (Devin Townsend docet), e la qualità è spesso degenerata nell’ intrattenimento più facile e consumistico.
Se tutti vogliono qualcosa, quel qualcosa diventa “arte”. Ma ci sono prodotti che brillano di luce propria. E questo disco è uno di quelli. L’album esce con poco scalpore, destinato a chi lo desidera veramente, vero culto creato dalla passione.

L’adesivo posto sulla copertina (è in digipack, stupido adesivo che me lo rovini) dice che è un “nuovo capolavoro di epic-doom metal”: la definizione è sbagliata, perché di epicità non c’è nulla, il termine è errato, semmai è solenne, ieratico come solo l’oscurità può esserlo. È opprimente, la prima canzone scava nell’animo e riporta ai fasti di The Angel And The Dark River. Ma già dalla seconda traccia (the scarlet garden) ci si commuove per il pathos creatosi alla comparsa di un violino, ma non si sentirà, per il resto dell’album, nostalgia di Martin Powell. Si passa a Catherine Blake, la più romantica del lotto, ma con My Wine in Silence la narrazione raggiunge il culmine, una vetta di rara intensità che solo i migliori riescono a creare, dove una splendida melodia si sposa con una veste espressiva del tutto My Dying Bride. Dalla successiva The Prize Of Beauty si aumenta la velocità per respirare l’atmosfera di “a light at the end of the world”, con un Aaron (chiamato ormai intimamente così) che alterna growls alla sua classica voce sofferente. In The Blue Lotus torna un’altra splendida melodia, contrapposta a momenti più violenti, prendendo comunque in debita interpretazione il termine. Comincia con un paio di note di pianoforte And My Fury Stands Ready e subito si trasforma in ciò che il suo nome lascia intravedere, per poi, a metà, diventare uno dei pezzi più riflessivi del disco, e ritornare dov’era cominciata nell’ultimo paio di minuti. Chiude con l’intensa A Doomed Lover, nella quale le atmosfere dell’album vengono condensate per una traccia dove i My Dying Bride esprimono tutte le intenzioni volute per questo disco. Si resta senza fiato, grati per aver potuto partecipare e fare esperienza di tale ispirazione.

I My Dying Bride sono nella Storia.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
65.75 su 92 voti [ VOTA]
InvictuSteele
Sabato 31 Ottobre 2015, 18.25.57
9
I My DYing Bride sono tra le mie band preferite in assoluto, li adoro alla follia. Questo disco è osannato da tutti come uno dei loro migliori album, e invece per me è uno dei minori, mi annoia e a tratti mi sembra privo di mordente. Parliamo sempre di un discone, i MDB non hanno mai fatto un brutto album, però io non lo vedo tutto questo capolavoro. Io ad esempio metto The Dreadful hour come loro capolavoro assoluto, il migliore, dove potenza e melodia sono perfettamente bilanciate, ma anche un The light at the end of the world se lo mangia a questo.
mario
Sabato 17 Ottobre 2015, 20.28.00
8
Un vero capolavoro, insieme a The Angel, per me e' il più' bello.Qui si raggiungono vette sublimi, caratterizzate dal fatto che Pur non stravolgendo in modo eclatante il loro sound sono stati capaci di creare unquadro sonoro con codice tematica, strumentale e vocale perfetta, un magica e riuscitissima alchimia che pervme non sino mai riusciti a creare in modo cosi' perfetto, testimone ne e' il fatto che non hanno cercato come molti tramite sciape e inefficaci modifiche di forzarsi a rinnovare, piuttosto tramite semplici e intelligenti lievi modifiche nella sua forma strutturale, facendole sembrare, anzi a tutti gli effetti risultare come notevoli cambiamento incisivamente efficaci per fare centro nell'anima di chi ascolta, in primis intervengono nel lato romantico,non più' sul lato gotico tradizionale, ma che in questa occasione vuole mostrare il suo lato più' oscuramente e selvaggiamente tragico per definirlo a parole se si vuol dare un nome a tale cambiamento, nella quale la chitarra ha la sua parte di gloriosa efficacia con lo sprigionare tutta la sua immensa forza e oscurità',primordiale ancestrale,cosi' lontana e al contempo vicina che sembra quasi toccarsi a mano, e lo fa per mezzo di un magnifico e toccante riff in un tempo variamente basso, si variamente, perche' poi qui collabora con effetto stupendo con un singolare particolarieta' dove appunto batteria r tastiere giocano a creare ritmi sospesi tra il cielo e la terra, sembrano quasi creare una magica e funetea escursione nell'oltretomba o in un alieno e ultradimensionale tunnel spszio- temporale.Inoltre la voce lungo il corso tutto di quest'opera eccellente e magicamente suggestiva, paradossalmente più' equamente dodsts e controllata, riesce in un magico equlibrismo strutturale, a dare quel tocco ancestrslmente oscuro e funetramente epico, che mai più' sono stati per me capaci di ricreare, lo testimonia il fatto che le parti in gutturale\growl e in pulito sono in sostanza fifty-fifty, con uno squisito ed efficace growl in cui fa da contraltare un certo drammatismo di voce limpida.Capolavoro assoluto del doom.Per me, non ho dubbi il 100 qui e' d'obbligo.
Punto Omega
Lunedì 5 Ottobre 2015, 23.44.50
7
Il loro capolavoro, migliore persino di quelli che vengono considerati i loro classici.
Sudparadiso
Lunedì 19 Novembre 2012, 23.04.48
6
E' riluttante vedere votato così poco un disco di questo spessore..
Giasse
Martedì 19 Giugno 2012, 20.39.02
5
Concordo assolutamente. Da Like Gods Of The Sun in poi è il migliore!
Gasta
Martedì 19 Giugno 2012, 14.27.56
4
"Voto lettori: 58.34". Andate a zappare i campi. Disco della madonna, 95 (99 emotivo).
Enrideath
Martedì 31 Gennaio 2012, 18.22.12
3
Forse il migliore dai tempi di Turn Loose the Swans, ogni canzone raggiunge un livello di emotività incrediile!!
taipan
Martedì 9 Settembre 2008, 3.07.49
2
marco,questa rece vorrei averla scritta io.sei un grande! .....zzo di adesivo!colonna sonora di tragedie e lacrime versate in un sepolcro
Giasse
Lunedì 17 Dicembre 2007, 13.09.27
1
My wine in silence è uno dei brani più emozionanti che abbia mai sentito. e per questo ha fatto da colonna sonora alle mie nozze!
INFORMAZIONI
2004
Peaceville
Doom
Tracklist
1. The Wreckage Of My Flesh
2. The Scarlet Garden
3. Catherine Blake
4. My Wine In Silence
5. The Prize Of Beauty
6. The Blue Lotus
7. And My Fury Stands Ready
8. A Doomed Lover
Line Up
Aaron Stainthorpe: voce
Andrew Craighan: chitarra
Hamish Hamilton Glencross: chitarra
Sarah Stanton: tastiera
Ade Jackson: basso
Shaun Steels: batteria
 
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