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Kiss - Peter Criss
( 5222 letture )
Piaccia o no l'album Peter Criss è una sorpresa enorme. Lontano, molto lontano da quello che i Kiss avevano inciso fino ad allora, ma così catchy, bello e levigato in tutti i suoi trentacinque minuti di durata. La stesura fu sofferta, Peter -tanto per cambiare- in preda ai suoi abusi di vario tipo, ebbe un incidente di macchina e dovette attendere fino all'ultimo minuto per completare il suo primo lavoro solista. Nel suo album Peter ha introdotto molte canzoni che aveva scritto nel 1971 per i Lips, il gruppo in cui il batterista militava prima di entrare nei Kiss, nonché una cover del brano del 1961 di Bobby Lewis Tossin' And Turnin'. Peter Criss risulta, ingiustamente, essere il meno venduto di tutti i quattro album solisti pubblicati dal gruppo ma raggiunse lo stesso il prestigioso traguardo del platino. Molti lo acquistarono per completare la collezione ignorando le perle contenute al suo interno; il disco è, inoltre, l'unico dal quale sono stati estratti due singoli (You Matter To Me e Don't You Let Me Down). Prodotto da Vini Poncia, prossimo grande factotum dei Kiss, le tracce risultano davvero brillanti con un suono composto da vari strumenti, tanti invero, ma agile e godibilissimo al contrario di certe atmosfere iperpompate prodotte dal Gene Simmons solista. Il genere è un rock inseminato di rhythm and blues, rock anni cinquanta con sapori alla Motown, su cui spicca la sua inconfondibile voce. I’m gonna Love You apre le danze con un andamento che assomiglia a momenti al super platinato Grease, sì quello con John Travolta e Olivia Newton John, con chitarre rock anni '50 e cori eterei che sostengono la sua voce incazzusa.


You matter to Me, con un basso e una chitarra funky molto attivi ha, indiscutibilmente, sapori di una certa disco che sul finire di quegli anni incendiava le piste da ballo di tutto il mondo; pochissimo rock ma un grande pezzo. Tastiere incessanti, colorate, ricorda un po’ il Rod Stewart di quei tempi, Da Ya think I’m sexy? vi dice qualcosa? Tossin' And Turnin è finalmente rock con un chorus a più voci femminili, estremamente godibile e che fa venir voglia di danzare con passi ritmati e un “doo doo” nei cori che sfocia in un bel sax caldo, quasi vellutato. Don't You Let Me Down è uno slow stratosferico come i sogni che divengono realtà, fantastico nel suo incedere per una stanza scura illuminata da candele profumate. Ottima la prova del “gatto” in veste di cantante melodico, una song che mai i Kiss avrebbero potuto incidere. Il finale, dolcissimo, con la ripetizione ossessiva della seconda parte del titolo, è emozionante fino allo sfumare della traccia. Chitarra e batteria subito in evidenza sulla traccia cinque e un po’ di rock, finalmente, sfoderato. Almeno qui si sente la batteria, cosa difficile da ascoltarsi lungo tutto l’arco dell’album. Le parole di Vini Poncia, produttore dell’album, saranno chiare. Ma questo lo vedremo dopo. Romantica Easy Thing, con tanto di chitarra acustica e sintetizzatori a dipingere arazzi, dove la voce stradaiola di Peter domina tutte le partiture ed esprime la sua sofferenza, la sua voglia di interpretare. Verso metà della song le corde diventano elettriche e la batteria dà segni di vita. Bella composizione, senza dubbio.


E veniamo ai due pezzi scritti in toto da Sean Delaney, definito anche il quinto o sesto Kiss. Colui il quale pianificò, ex novo, gli spettacoli incredibili del Bacio. Rock Me, Baby è rock andante con un piano a sottolineare ogni angolino del pezzo, con una chitarra solista degna di questo nome; davvero apprezzabile. Il secondo invece, a parer di chi scrive, il vero capolavoro di questo lotto di dieci pezzi. I Can’t Stop the Rain è un lento meraviglioso. Nessun altro aggettivo potrebbe rendere meglio. Peter sfoggia una prestazione vocale impeccabile, ora morbida ora da braccato di periferia, con archi che danno emozioni, un piano misurato, una chitarra strappalacrime, un basso vivace e un ritornello paradisiaco, molto rock. Incredibilmente bello, da consigliare a tutti. Kiss the Girl Goodbye sa molto di John Lennon. Scritto insieme a Stan Penridge, altro futuro collaboratore della casa madre, ha un flavour beatlesiano, una sorta di omaggio anche nell’intonazione della voce resa simile a quella di Lennon, con un chorus bello che incrocia più chitarre acustiche. Hooked on Rock’n’Roll è la traccia più rock, non intesa nel senso dei Kiss, ovviamente. Ma qui Peter ulula con la sua voce roca, tra fiati e l’incalzare di un sax che punteggia tutto il viaggio. Bellissimo pezzo, un gran titolo (vaccinato dal rock’n’roll) e una chitarra finalmente sugli scudi con un solo bello ma troppo breve. Si chiude l’album e viene voglia di riascoltare tutto. Una compilation di canzoni godibilissima con alcune gemme da riscoprire, senza timore. La copertina che fascia di luce verde la maschera del “Cat” sprigiona energia e bella musica, peccato sia stato così poco considerato dai fan. A bocce ferme, probabilmente colpiti dal sound, senza ammetterlo mai, Paul e Gene parlarono con il produttore di Peter Criss. Vini Poncia si dimostrò pronto a collaborare per il nuovo album dei Kiss ma si disse scontento dell’operato del “gatto rullatore”.
"E’ un batterista scarso, non sa ripetere lo stesso suono due volte, va solo ad orecchio… secondo me non è in grado di suonare la batteria nei Kiss …". L’opinione, per quanto dura e spietata è fortemente condivisa dal sottoscritto. Sta di fatto che, tolto l’affetto che mi lega al primo drummer dei Kiss, la sua qualità è sempre stata poco al di sopra della sufficienza: vedere e ascoltare, per conferma, i due Eric (Carr e Singer) che si sono avvicendati dietro le pelli della band più mascherata del mondo. La stagione dei dischi solisti si conclude e si apre una nuova “Dinastia” che porterà novità inusitate, stroboscopiche, che nessun fan poteva immaginare. Il futuro sta per giungere, con un po’ di pazienza diventerà realtà danzereccia.
Alla prossima…





VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
51.12 su 41 voti [ VOTA]
Mulo
Lunedì 15 Maggio 2017, 20.34.08
16
Mi piace parecchio questo disco,più di molti kiss album (di cui nn sono proprio un superfan),la sua voce mi piace tantissimo e trovo che anche come drummer nn sia niente male.Nella sua biografia Stanley lo descrive praticamente come un inetto inaffidabile e incapace di suonare,si legge che i produttori dovevano perdere giornate ad insegnargli i pezzi (pezzi dei kiss nn degli spiral architects)xchè sbagliava sempre.Proprio uno stronzo il PAul nazionale....
Darth_Ale
Giovedì 2 Giugno 2016, 11.52.37
15
come si fa a dare questi voti ai 4 solo album (90-97-95-80) e 60 a Love Gun? chiudo qui la polemica
coach
Sabato 7 Maggio 2016, 19.52.08
14
Povero disco, si discosta dall'hard rock dei Kiss, ma è il bello di questi quattro album, ognuno è personale... mica volevamo 4 fotocopie! Bellissimo, il finale - i can't stop the rain - come detto nella rece è meraviglioso, una grandissima conclusione!
Appg
Martedì 5 Maggio 2015, 14.09.52
13
Uno shock per i rockettari in quanto di un genere completamente diverso. Fatta la premessa Peter ci da un'anteprima di quello che farà nei suoi lavori futuri da solista peccato troppo sottovalutato dai cultori del genere a cui va a proporsi. Lavoro maturo.
D.P.
Domenica 23 Giugno 2013, 15.51.09
12
lo reputo, insieme a Paul Stanley anche se decisamente un gradino inferiore, il migliore dei 4 dischi solisti. Criss (anche se non possedendo la capacita' compositiva innata di Stanley) riesce in questo caso a tirare fuori gli artigli del felino di razza dando vita a un prodotto assai piacevole e musicato (e' anche un ottimo cantante) con grande interpretazione e personalita' grazie anche alla sua pregevole tecnica di base pulita e potente senza mai oltrepassare i propi limiti che solo l'esperienza ti puo' dare. Fu' per anni allievo di Gene Grupa (Insieme a Rich i maestri ineguagliati del moderno drumming) e a New York per diverso tempo fu' un richiesto jazz session. Ma solo con l'entrata nei Kiss ebbe la possibilita' di dimostrare tutto il suo valore riuscendo ad introdurre ed evidenziare nel suo stile personale gli aspetti del lavoro solista del maestro che gli fecero acquistare rispetto e ammirazione.
HR
Sabato 30 Marzo 2013, 18.14.14
11
che batterista Criss, spesso sottovalutato. Enorme errore ! Basti pensare che di li' a poco Bob Ezrin grandioso producer lo invito' a sostituire Mason (allontanato per motivi di salute) insieme a Jeff Porcaro su The Wall dei Floyd e scusate se poco. Purtroppo per cause legali - burocratiche legate ai Kiss (sostituito da Anton Fig su Dynasty eccetto Dirty Livin) il suo nome non doveva apparire nei credits del disco.
blackie
Domenica 3 Febbraio 2013, 4.29.03
10
i kiss sono la mia religione,il lavoro di peter che adoro come cantante si distacca molto dal suono della band madre e sicuramente il piu personale dei 4 lp.kiss the gril goodbbye nella sua semplicita la trovo fantastiica cosi come i can stop the rain e easy thing,non tutto l album e al top ma ha dei punti dawero toccanti...grande peter!
SS71
Giovedì 20 Dicembre 2012, 4.50.00
9
alien , porta solo rispetto ad Eric Carr ! mi sta bene che tu preferisca Peter .... ma modera i termini ...xchè non ti si puo' sentire....e dovresti solo vergognarti.
Nisesite
Sabato 13 Ottobre 2012, 18.43.51
8
Out of Control lo comprai un sabato pomeriggio, dopo i compiti... Allora un LP era la ragione buona per farsi fuori paghetta e risparmi. Il tempo si lega al bene e al male di allora e dei suoi protagonisti. Peter Criss lo é stato nella storia dei KISS
b-deep
Domenica 23 Settembre 2012, 12.26.48
7
il suo stile tecnico apparentemente semplice (ricordiamo per l'ennesima volta che fu' allievo di un certo Krupa e che grazie agli insegnamenti dell grande maestro da giovanissimo fu' turnista di diverse Jazz band di New York) pulito, secco e al tempo potente quanto basta e' meraviglioso. Un grande batterista e' inoltre anche colui che riesce ad integrarsi musicalmente perfettamente in una band, Peter fu' anche questo. Ricorda Stanley : " era il 1973 e cercavamo un batterista preciso e potentissimo ma non era facile. Dopo decine di audizioni di batteristi alla fine sentimmo Peter,una rullata terrificante e poi via rigoroso e incontrollabile per tutta la session. Era il nostro uomo."
allen11
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 19.43.04
6
Avete rotto il cazzo dicendo che peter è un batterista del cazzo, a mio parere le sue parti di batteria sono varie ma ben riconoscibili, non come eric carr che fa quasi sempre un bordello in tutte le canzoni per niente. Oltre tutto la carica che da peter criss live quando è in forma è assurda , basta guardare kissology 1 e poi la sua voce è fantastica. Eric Carr canta da culo. Eric singer invece è tanto tecnico, però cerca volte gli manca un po' di cuore. Ammetto comunque che peter era un po' altalenante come rendimento
AdemaFilth
Lunedì 2 Novembre 2009, 15.21.39
5
Davvero bellissimo... Non pensavo di potermi innamorare di ritmi del genere, ma quest'album arriva in un momento della mia vita che sembra esser stato scritto per me. Peter è stato il mio halloween di quest'anno e un artista che giudico un talento sprecato. Peccato non riesca a trovare i suoi altri lavori da solista! VOTO: 95
ace 360
Domenica 11 Ottobre 2009, 17.41.46
4
Per me è forse il miglior album dei kiss, però si distacca troppo dalle sonorità classiche della band.
pincheloco
Martedì 19 Maggio 2009, 8.53.57
3
Recensione bellissima e azzeccata. Voto più che giusto e per la voce di Peter straquoto elysis.
Powerslave
Lunedì 18 Maggio 2009, 16.46.24
2
Un disco molto bello quoto il voto del recensore
elysis
Lunedì 18 Maggio 2009, 16.07.11
1
come batterista bbrrrrrrrrr... ma la voce soffiata di miele bruciato è un piacere ... superfluo dire che la critica è sempre ottima... in attesa di questa nuova "Dinastia", I Was Made For Lovin' You....
INFORMAZIONI
1978
Casablanca
Hard Rock
Tracklist
1. I'm Gonna Love You
2. You Matter to Me
3. Tossin' and Turnin'
4. Don't You Let Me Down
5. That's the Kind of Sugar Papa Likes
6.Easy Thing
7. Rock Me, Baby
8. Kiss the Girl Goodbye
9. Hooked on Rock 'n' Roll
10. I Can't Stop the Rain
Line Up
Peter Criss voce e batteria
Bill Bodine - basso
Michael Carnahan - sassofono
Lenny Castro - percussioni
Bill Cuomo - tastiere, sintetizzatore, arrangiamenti
Neil Jason - basso
Steve Lukather - chitarra
Art Munson - chitarra
Stan Penridge - chitarra, voce secondaria
Vini Poncia - voce secondaria
 
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